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La Spongata è un dolce natalizio tipico la cui preparazione evoca dolci ricordi di riunioni famigliari attorno al tavolo della cucina e che quest’anno fa parte del calendario dell’avvento dell’Associazione Italiana Food Blogger che ci regala una ricetta tipica di famiglia in ogni casella.

Per anni, da quando diabete e celiachia sono entrati a far parte della nostra famiglia, non l’ho più preparata per la sfida che la ricetta tradizionale pone in termini di zuccheri: ecco allora la mia Spongata senza glutine e “sugar light”.

La Spongata: una sfida per gli zuccheri

Per la prima volta infatti, mia figlia Gaia mi ha chiesto: “Mamma, ma che sapore ha la spongata?” Sono rimasta senza parole, non perché non sapessi descrivere il sapore di questa sorta di crostata farcita di frutta a guscio e spezie, ma perché non avevo mai pensato di prepararla in una versione gluten free e, soprattutto, a ridotto contenuto di zucchero…probabilmente troppo occupata a cercare di preparare un panettone ed un pandoro degni di questo nome!

Ebbene, siccome finalmente oggi si riescono a trovare anche sul mercato, magari in pasticceria, panettoni e pandori senza glutine decisamente migliori rispetto a qualche anno fa, l’attenzione si è spostata su questa umile, ma fantastica preparazione natalizia (come idea alternativa, provate anche la Sacher delle feste).

La mia tradizione di famiglia

Quando ero bambina la preparazione delle spongate era una sorta di rito perché se ne cucinavano in grandi quantità per arricchire i cesti di prodotti gastronomici da regalare a dipendenti, collaboratori, parenti e amici.

Le spongate si preparavano molto prima di Natale. Una volta cotte e perfettamente raffreddate, venivano prima incartate in un foglio di carta forno così da proteggerle, poi in un sacchettino ermetico (e magari pure nella carta regalo per dare loro pregio) per fare amalgamare bene tutti i sapori e raggiungere la consistenza perfetta della pasta per essere consumata.

La preparazione del ripieno si inizia qualche giorno prima della data programmata per la grande infornata perché “più il ripieno rimane a macerare, migliore è il gusto”. Tuttavia, questo ripieno è generalmente molto ricco di carboidrati semplici derivanti  dalla presenza di abbondante miele e zucchero, anche a velo per ricoprirne la superficie una volta cotta.

Ecco allora la mia versione “sugar light”, se così vogliamo chiamare una preparazione che comunque rimane ancora ben che ricca di calorie!

La mia ricetta “sugar light”

La pasta che ho utilizzato è un adattamento al senza glutine della ricetta di famiglia della mia amica e assistente di corsi Lucia perché nella sua versione lo zucchero era davvero già ridotto al minimo. Il ripieno invece è un adattamento della ricetta della mia famiglia dove 150 g di miele e 2 cucchiai colmi di zucchero di canna nel ripieno sono stati sostituiti da 150 g di marmellata: in questo modo il ripieno riesce a rimanere un pochino unito nonostante l’assenza del miele sicuramente più colloso.

Un’altra piccola annotazione riguarda il pangrattato: in molte ricette della provincia di Parma viene aggiunto nel ripieno, ma questo ingrediente non è mai comparso nelle versioni di casa mia, quindi non lo troverete in questa spongata!

Infine, la copertura. È tradizione cospargere il dolce cotto con molto zucchero a velo perché difficilmente la superficie risulta omogenea: il nome spongata deriva dal termine latino “spongia”, ossia spugna, proprio per l’aspetto irregolare che ricorda quello di una spugna. Per fedeltà alla tradizione ho voluto completare una delle mie spongate con lo zucchero a velo per scattare la foto, ma la seconda l’ho tenuta “al naturale” e, vi confesso, che a me piace ancora di più.

La ricetta della Spongata

carboidrati 38,11g per 100 g di spongata

Ingredienti per 2 spongate da 18 cm di diametro

  • 250 g Farina per pane e impasti lievitati BiAglut**
  • 125 g burro
  • 50 g zucchero
  • 40 g vino bianco
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci*
  • 1 pizzico di sale
  • q.b. acqua
  • Ingredienti per il ripieno
  • 150 g mostarda di frutta*
  • 150 g noci tritate grossolanamente
  • 150 g marmellata Arigoni senza zuccheri aggiunti (gusto a piacere)*
  • 100 g mandorle tritate grossolanamente
  • 25 g pinoli
  • 25 g uvetta
  • ½ bicchierino di liquore*
  • q.b. cannella in polvere*, chiodi di garofano e noce moscata

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Mettete in ammollo l’uvetta nel liquore.
  2. In una terrina mettete la mostarda di frutta tritata con l’ausilio di una mezzaluna o di un coltello trinciante, quindi aggiungete tutti gli altri ingredienti, compresa l’uvetta ammollata e il liquore. Regolate a vostro piacimento l’aromatizzazione, coprite la terrina con un foglio di pellicola trasparente e lasciate riposare il ripieno almeno per un giorno.
  3. Il giorno successivo preparate la pasta. Unite tutti gli ingredienti per la pasta e impastateli aggiungendo l’acqua necessaria per ottenere un composto liscio, omogeneo e piuttosto morbido. Ricoprite la pasta con un foglio di pellicola trasparente e mettetela in frigorifero a riposare per circa 15 minuti.
  4. Dividete l’impasto in 4 porzioni e stendetele con il matterello. Foderate con una parte uno stampo e farcitelo con la metà del ripieno distribuendolo in modo uniforme. Quindi chiudete con un secondo disco. Bucherellate la superficie con una forchetta e cuocete in forno già caldo a 200°C per circa 30 minuti. Sfornate e lasciare raffreddare completamente, quindi, a piacere spolverate con dello zucchero a velo.
  5. A questo punto, chiudete bene le vostre spongate con un foglio di carta forno e mettetele in un sacchetto chiuso o una tortiera fino al momento dell’utilizzo…che potrebbe essere anche dopo diversi giorni!
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La mia spongata sugar-light

La versione con glutine della Spongata

Sostituite la farina senza glutine con pari quantità di farina di frumento adeguando i quantitativi di acqua.

Autunno in cucina significa zucca e allora perché non preparare il Pane alla zucca e curcuma?

La zucca è un delizioso tesoro della natura, risulta estremamente versatile quando si pensa a ricette dolci, salate e lievitate. E a noi piace tantissimo, perché riesce a dare un tocco particolare agli alimenti e si presta per numerose preparazioni, oltre ad avere molteplici proprietà e vitamine.

Iniziamo allora ad impastare piccole bontà: ecco la nostra ricetta del Pane alla zucca, esaltato dall’aggiunta di curcuma.

La ricetta del Pane alla zucca e curcuma

carboidrati 53,11 g per 100 g

Ingredienti

  • 500 g Mix per Pane Nutrifree**
  • 320 g zucca
  • 200 g acqua
  • 150 g latte
  • 100 g farina di riso*
  • 20 g olio extra vergine di oliva
  • 12 g lievito di birra
  • 10 g sale
  • ½ cucchiaino di curcuma (facoltativo)

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Tagliate la zucca a cubetti, cuocetela a vapore per 20 minuti oppure in un tegame dal fondo spesso aggiungendo 2 cucchiai di acqua, quindi fatene una purea con una forchetta oppure nel robot: l’importante è che la zucca sia bene asciutta.
  2. Mettete la farina in una terrina o in una planetaria, mescolatela con la purea di zucca e il lievito sbriciolato, poi aggiungete tutti gli altri ingredienti. A piacere è possibile aggiungere un pizzico di curcuma per intensificare colore e sapore, quindi impastate bene fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Formate un panetto, copritelo con un canovaccio e lasciatelo lievitare fino al raddoppio.
  3. Dividete l’impasto in 6 panini, formate una pagnottella e fate 3-4 giri di spago attorno ad ogni pagnottella, quindi proseguite con la lievitazione per circa altri 40-50 minuti, direttamente sulla teglia da forno che userete per cuocere il pane nel forno.
  4. Infornate i panini alla zucca a 180°C per 20-25 minuti.
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Pane alla zucca e curcuma con la forma tipica della zucca

La versione con glutine del Pane alla zucca e curcuma

Preparate l’impasto con 600 g di farina di frumento (in sostituzione di Mix Nutrifree e farina di riso) impastata con solo latte, senza aggiungere acqua.

Una colazione alternativa: i Muffin vegani alla crema di mandorle.

Per alcuni degli ingredienti che utilizzo per le ricette ho ormai i miei fornitori di assoluta fiducia ed uno di questi è Andrea, il fruttivendolo che con pazienza asseconda le mie richieste, comprese quelle più insolite!

Avendo ormai fatto un po’ propria la mia passione per la cucina, Andrea mi procura spesso prodotti che fa arrivare dalla sua meravigliosa terra d’origine, la Sicilia. Così riesco ad avere una meravigliosa ricotta di pecora per cassata (alla mia maniera) ed altre splendide preparazioni dolci e salate, caciocavallo fresco e stagionato, origano, pomodorini, acciughe e un piccolo gioiello prodotto da suo cugino ad Agrigento, la Mennulata, ossia un burro vegetale di mandorle al 100% .

Devo ammettere di averlo utilizzato in tante preparazioni, ma sempre troppo a ridosso dei pasti per riuscire a bloccare la fame della mia famiglia prima di scattare una fotografia!

Questa volta riesco finalmente a condividere una ricetta per me un pochino insolita perché vegana, ma molto interessante e gustosa per chi non vuole rinunciare ad una colazione dolce, pur evitando burro e uova.

La ricetta dei Muffin vegani alla crema di mandorle

carboidrati 36,30 g per 100 g

Ingredienti per 9 muffin

  • 120 g latte di mandorle e riso* (o comunque latte vegetale)
  • 75 g yogurt vegetale*
  • 50 g farina di mais fine*
  • 50 g cioccolato fondente*
  • 45 g farina di grano saraceno*
  • 40 g crema di mandorle Mennulata*
  • 35 g olio di riso
  • 30 g zucchero di canna
  • 27 g amido di mais*
  • 25 g farina di cocco fine*
  • 25 g zucchero di cocco
  • 8 g lievito per dolci* (1/2 bustina)
  • 1 pizzico di sale

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Versate lo yogurt in una terrina e mescolatelo con gli zuccheri e la crema di mandorle. Aggiungeie gradatamente le farine continuando a mescolare in modo che non si formino grumi e quando il composto inizia a risultare piuttosto consistente, aggiungete l’olio di riso e il latte di mandorle e riso; infine, unite il pizzico di sale, il lievito per dolci e il cioccolato fondente polverizzato in un robot.
  2. Mettete i pirottini di carta all’interno di uno stampo in silicone o metallo da muffin, riempiteli per ¾, quindi cuocete i muffin in forno statico preriscaldato a 180°C per 20 minuti.
  3. Togliete dal forno e lasciate raffreddare.
  4. Sono un’ottima colazione, soprattutto tagliati a metà e arricchiti da un cucchiaino di marmellata di lamponi.

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La versione con glutine dei Muffin veggie alla crema di mandorle

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine o da Prontuario, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

Ormai ci siamo, è arrivato il tempo delle cene in casa con gli amici per gustare creazioni piene di sapore capaci di scaldare le serate che salutano l’autunno. Bene, con questa immagine in testa abbiamo deciso di preparare un piatto che potesse rappresentarla, una ricetta completa di tante delizie, ricca e sfiziosa: lo Sformato di risoni ai funghi.

Abbiamo preso una pasta particolare (che ci piace tanto anche cucinata con le verdure dell’orto), i funghi, le verdure, il formaggio ed ecco prendere forma il nostro Sformato di risoni ai funghi!

La ricetta dello Sformato di risoni ai funghi

25 g di carboidrati per 100 g

Ingredienti per 6-8 persone

  • 500 g pasta senza glutine tipo risoni**
  • 250 g cavolo cappuccio
  • 200 g funghi Porcini freschi
  • 200 g prosciutto cotto a fette*
  • 40 g Provolone piccante
  • 40 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 30 g porro
  • 10 g funghi Porcini secchi
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • brodo vegetale o di carne*
  • olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Pulite i funghi e tagliateli a fettine.
  2. In una padella antiaderente, scaldate un filo di olio con l’aglio sbucciato e rosolatevi i funghi; salate e pepate e profumate con il prezzemolo tritato. Mettete da parte.
  3. In un’altra padella antiaderente, fate saltare il cappuccio tagliato a striscioline con un filo d’olio, sale e pepe e fatelo diventare morbido.
  4. Tritate il porro e fatelo appassire in un tegame con un filo d’olio. Mettete in ammollo i porcini secchi in acqua tiepida, quindi tagliateli e aggiungeteli al cipollotto.
  5. Mettete un tegame d’acqua sul fuoco, salate e quando bolle buttate i risoni. Mescolate bene e fate cuocere per 4 minuti, quindi scolateli e versateli nel tegame con la cipolla e i porcini secchi; aggiungete qualche mestolo di brodo bollente e continuate a mescolare come se steste cuocendo un risotto. Aggiungete anche la verza e i funghi freschi saltati e, se necessario, altro brodo caldo per portare a cottura i risoni.
  6. Nel frattempo ricoprite uno stampo da ciambella con il prosciutto cotto.
  7. Una volta cotti, ma ancora al dente, togliete dal fuoco i risoni e mantecateli aggiungendo burro, provolone e parmigiano. Versateli dentro lo stampo ricoperto di prosciutto, richiudete anche la superficie con prosciutto e lasciate riposare 1 minuto prima di girare lo stampo su un piatto da portata in modo da sformare la ciambella di pasta ai funghi.
  8. Guardate una versione molto simile in questa videoricetta.

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La versione con glutine dello Sformato di risoni ai funghi

Sostituite i risoni senza glutine con risoni convenzionali, tutti gli altri ingredienti rimangono invariati.

Avete voglia di un dolce fresco, goloso, facile da preparare e con ingredienti naturalmente senza glutine? La mia risposta è questo Crumble di avena e ricotta, una delizia leggera e particolare che conquisterà famigliari ed amici.

Ricordiamo che l’avena è un cereale che è stato inserito di recente tra gli ingredienti ammessi dall’Associazione Italiana Celiachia, quindi potete leggere direttamente sul sito dell’associazione in che modo sceglierlo senza correre rischi: posizione del Comitato Scientifico AIC sui prodotti a base di avena.

E visto che avrete acquistato la farina di avena per preparare questo delizioso crumble, approfittatene per cucinare anche degli irresistibili Digestive.

Golosamente Crumble di avena e ricotta

 Carboidrati 30 g per 100 g

Ingredienti per il crumble

  • 125 g farina di avena*
  • 75 g burro
  • 60 g zucchero
  • 45 g farina di riso integrale*
  • 40 g farina di mandorle*
  • 1 uovo
  • 1 punta di bicarbonato* (facoltativo)

Ingredienti per il ripieno

  • 400 g ricotta fresca
  • 200 g fragole
  • 80 g zucchero
  • 45 g crema di Amaretto Velvet*
  • ½ baccello di vaniglia
  • scorza di limone o arancia grattugiata

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Preparate il crumble mescolando in una terrina tutti gli ingredienti che risulteranno disomogenei e si divideranno formando delle briciole. Lasciate da parte mentre iniziate a comporre il ripieno.
  2. Mettete la ricotta in una terrina e amalgamate con lo zucchero, la vaniglia, il liquore all’Amaretto e la scorza di limone o arancia grattugiata.
  3. Prendete uno stampo a cerniera dal diametro di 24-26cm e ricopritelo di carta forno bagnata in modo che aderisca bene allo stampo. Formate uno strato di briciole sul fondo usando circa metà del composto, quindi farcite la torta con il composto di ricotta e le fragole tagliate a metà facendole sprofondare nella ricotta, quindi ricoprite il tutto con le briciole restanti.
  4. Cuocete in forno ventilato preriscaldato a 170°C per circa 40 minuti, quindi mettetela a raffreddare immediatamente in frigorifero.

crumble di avena e ricotta

La versione con glutine del Crumble di avena e ricotta

La ricetta è naturalmente senza glutine, quindi non necessita di alcun adattamento per la versione con glutine.

Polpettine di fonio, un grano antichissimo privo di glutine

Cosa è questo prodotto che nemmeno il correttore ortografico di word riconosce come termine della lingua italiana? Si tratta di un grano antichissimo privo di glutine che viene coltivato in Africa da oltre 5.000 anni eppure solo nel 2018 l’EFSA ha pubblicato il suo parere favorevole per l’importazione e vendita di questo prodotto considerato novel food in quanto mai entrato prima in Europa.

Si presenta con chicchi talmente piccoli che, quando ho ricevuto la confezione per testarlo ed assaggiarlo, pensavo mi avessero spedito una farina!

Il fonio è per certi versi simile al miglio, con un sapore ancora più delicato, ma meno dolce. Da un punto di vista nutrizionale, è un piccolo portento in quanto ricco di micronutrienti, in particolare di ferro e zinco, oltre ad aminoacidi essenziali che non si trovano in altri cereali o pseudocereali. Il suo contenuto di carboidrati è di 74,4 g ogni 100 g di prodotto, quindi molto simile agli altri cereali, ma ha un indice glicemico inferiore grazie alla presenza di fibre e all’assenza di zuccheri semplici, elementi che lo rendono un nostro prezioso alleato.

L’altro elemento di grande interesse è il fatto che questo alimento cresce su terreni aridi con pochissima necessità di acqua rendendolo quindi ideale per un mondo in cui il fenomeno della desertificazione e la scarsità di acqua divengono sempre più urgenti. Devo ammettere che mi piace anche l’idea di aggiungere ai cereali gluten-free un nuovo membro e in più sostenibile dal punto di vista ambientale.

Il fonio in cucina

A livello puramente gastronomico, la mia sorpresa e soddisfazione è stata la delicatezza. Queste polpettine sono un finger food irresistibile e il gusto quasi “neutro” del fonio che si può un po’ paragonare al gusto “neutro” del grano lo rende adatto a tantissime preparazioni: oltre ai cracker in cui il fonio ha superato il test a pieni voti, le mie prossime sperimentazioni saranno nel pane e nei dolci, quindi vi terrò aggiornati!

In attesa che venga distribuito nei vari canali, chi di voi abbia voglia di saperne di più, di assaggiarlo e sperimentarlo, a breve sarà in vendita direttamente dal sito di Obà Food.

In attesa di provare il fonio, potrete sostituirlo con il miglio nella preparazione delle polpette. Oppure provate le Polpettine di cous cous.

Buona sperimentazione e buon appetito!

La ricetta delle Polpettine al fonio

carboidrati 18,82 g per 100 g

Ingredienti

  • 300 g brodo vegetale preparato in precedenza
  • 100 g fonio in grani*
  • 100 g zucca Delica, già pulita da scorza e semi
  • 60 g ricotta
  • 50 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 50 g olio extra vergine di oliva
  • 50 g pangrattato**
  • 40 g porro
  • 30 g semi di sesamo
  • 1 uovo
  • sale e pepe

Ingredienti per servire le polpettine al fonio

salse* a piacere

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. In una casseruola, fate appassire il porro tritato finemente in un filo di olio extra vergine di oliva; appena appassito, aggiungete la zucca tagliata a cubetti, poi un mestolo di brodo e portate a cottura a fiamma bassa. Quando la zucca sarà cotta, spappolatela con un cucchiaio di legno, quindi aggiungete il brodo restante e buttate il fonio in grani. Lasciate cuocere 2 minuti mescolando in continuazione. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare il composto che dovrà risultare ben asciutto.
  2. Una volta freddo, aggiungete l’uovo, la ricotta, il parmigiano e il sesamo e mescolate bene; aggiustate di sale e pepe, poi mettete in frigorifero a raffreddare e rassodare per 2 ore (in caso non abbiate tempo, saltate il passaggio in frigorifero, ma risulterà un po’ più difficile formare le polpettine perché il composto sarà più morbido; in caso sia troppo morbido, aggiungete un pizzico di pangrattato). Formate delle polpette della dimensione desiderata: io ho fatto polpettine di circa 4 cm di diametro. Passatele in un piatto con olio extra vergine sul fondo, poi in un secondo piatto con pangrattato in modo che questo aderisca bene alla superficie della polpetta.
  3. Sistemate le polpette su una teglia ricoperta di carta forno, irroratele con un filo d’olio e mettetele in forno ventilato preriscaldato a 200°C per circa 15 minuti o comunque fino a quando saranno ben dorate.
  4. Servite le polpette con salse a piacere, io le ho servite con una salsa alla senape.

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La versione con glutine delle Polpettine al fonio

Sostituite il pangrattato senza glutine con pangrattato convenzionale.

Perché fare dei biscotti alla lavanda? Semplicemente perché abbiamo incontrato Francesca D’Ambrosio che sulle colline di Parma, esattamente a Bazzano, porta avanti l’azienda agricola Orto di Coccinelle, dove coltiva lavanda e zafferano biologici, occupandosi di loro a mano e in piena armonia con la natura. E’ un angolo di paradiso nel quale imperano le farfalle, le coccinelle e gli uccellini. Con questi biscotti, chiudendo gli occhi, riviviamo l’esperienza di tanta pace, bellezza, profumi e bontà.

La ricetta dei Biscotti alla lavanda

carboidrati 50,33 g per 100 g

Ingredienti

  • 170 g farina Preparato per Pane e paste lievitate BiAglut**
  • 130 g burro
  • 110 g mandorle sbucciate
  • 100 g zucchero
  • 45 g farina di riso*
  • 35 g farina di mais blu Miks Pro Chef Molino Favero**
  • 1 uovo
  • 2 g fiori di lavanda biologica
  • 1 pizzico sale

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. In un robot, tritate le mandorle in modo da ottenere un composto farinaceo. Aggiungete le farine, lo zucchero, il burro, l’uovo e il sale e mescolate per incorporare bene tutti gli ingredienti. Aggiungete infine i fiori di lavanda.
  2. Prendete dei pezzetti di frolla del peso di 20 g ciascuno, formate delle palline, poi appiattitele e adagiatele su una teglia ricoperta da carta forno distanziandole di almeno 2 cm tra loro. Cuocetele in forno statico preriscaldato a 180° per circa 15 minuti.
  3. Sono biscotti irresistibili sia per la colazione sia per un tè pomeridiano o per accompagnare il caffè di fine pasto.
I biscotti alla lavanda pronti per essere gustati con un tè

I biscotti alla lavanda pronti per essere gustati con un tè

La versione con glutine dei Biscotti alla lavanda

Sostituite la farina BiAglut con pari quantità di farina convenzionale per dolci.

Se uno mi chiedesse quali sono i miei piatti preferiti, risponderei i primi in tutte le loro infinite forme ed interpretazioni, quindi ecco la mia proposta per il festivala nazionale dei primi piatti: Passatelli con pappa al pomodoro e crudo croccante.

Il festival nazionale dei primi piatti

Nel cuore dell’Italia, dal 27 al 30 di settembre, l’intero centro storico di Foligno sarà colonizzato dagli appassionati di questo simbolo della cucina italiana, ossia il festival nazionale dei primi piatti: I Primi d’Italia

primi-d-italia-logo

Il verbo “colonizzare” è sicuramente il più appropriato per definire quello che avviene nel paese umbro che si trova suddiviso in ben 14 villaggi del primo piatto, tra cui , fatto che mi riempie di gioia, anche uno dedicato al senza glutine.

Armati di un sano appetito e soprattutto di una insaziabile curiosità, vale la pena perdersi per le strade e scoprire non solo le altre 100 ricette di primi piatti serviti non-stop, ma anche i corsi di cucina, le degustazioni, i cooking show, i mercati, i convegni oltre a comicità e musica.

Un primo per rappresentare l’Emilia Romagna

Per celebrare i 20 anni di questo squisitissimo appuntamento, ho accolto con piacere ed onore la possibilità di rappresentare la mia regione d’origine, l’Emilia Romagna, attraverso un piatto della tradizione, ma con un tocco di innovazione e freschezza attraverso alcuni ingredienti che a casa mia, a Parma, la fanno davvero da padroni, ossia il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma e il pomodoro. Ecco cosa ho deciso di proporvi: Passatelli con pappa al pomodoro e crudo croccante.

Perché i passatelli? Perché non ho mai trovato nessuno a cui non piacessero, perché richiedono solo pochissimi ingredienti, perché sono perfetti per recuperare gli avanzi di pane e parmigiano indurito, perché si adattano a tutte le stagioni e perché sono facilissimi e velocissimi da preparare.

Nati molto probabilmente nella campagna romagnola, dove la gente viveva in povertà, ma un piatto come questo riusciva sempre a prepararlo, sono presto diventati un simbolo di tutta la cucina regionale.

L’attrezzo per preparare i Passatelli

L’attrezzo tradizionale con cui venivano preparati è l’antenato della trafila per la pasta, una sorta di disco forato, leggermente concavo, con due maniglie che permettono di adagiarlo sull’impasto facendo un movimento in avanti mentre si esercita una certa pressione che farà in modo che fuoriescano questi cilindretti di lunghezza variabile. L’ingegno dei contadini ha fatto sì che la quantità di passatelli che si forma nell’incavo con un passaggio del ferro sull’impasto corrisponda alla porzione per un commensale, rendendo facile la vita delle donne di casa nel calcolo del quantitativo da preparare.

Oggi il “ferro per i passatelli” è diventato quasi un oggetto da collezione ed è stato sostituito dal meno artistico, ma efficace schiacciapatate a fori grossi, aiutato dalla lama di un coltello. Quando l’impasto residuo è troppo poco per potere essere formato dal ferro, l’avanzo viene generalmente forgiato tra le mani per ottenere un passatello extra-large, oggetto di battaglie per l’accaparramento da parte dei bambini.

Storicamente, i passatelli vengono serviti in un buon brodo di carne, magari di cappone, ma per il periodo caldo e, perché non ammetterlo, per evitare i tempi di preparazione del brodo, ho voluto sperimentarli con una zuppa diversa, a base di pomodoro, ottima anche tiepida o fredda e non solo bollente (se volete una zuppa bollente, provate la Zuppa di cipolle gratinata).

Le proporzioni tra gli ingredienti è un po’ sempre la stessa in tutte le famiglie, ossia 1 uovo ogni 100 g di parmigiano e pane secco, con il “benessere economico” delle resdore a fare propendere per aumentare un po’ il parmigiano a scapito del pane. In alcune zone della regione, si aggiunge anche una parte di farina, operazione dalla quale non mi sono potuta esimere preparando i miei passatelli senza glutine e volendoli fare saltare in padella.

La ricetta dei Passatelli con pappa al pomodoro e crudo croccante

CHO 36,9 g per 100 g di passatelli senza condimento

 

Ingredienti per i passatelli per 4 persone

  • 110 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 100 g pangrattato oppure pane secco grattugiato**
  • 60 g farina Preparato per pasta fresca senza glutine Molino Dallagiovanna**
  • 2 uova intere
  • brodo di carne o vegetale per scottare il pane
  • noce moscata, sale

Ingredienti per la pappa al pomodoro

  • 500 g passata di pomodoro
  • 200 g latte parzialmente scremato
  • 50 g carota
  • 50 g cipolla
  • 20 g sedano
  • 20 g burro
  • 20 g farina di riso*
  • 2 spicchi d’aglio
  • olio extra vergine di oliva
  • semi di coriandolo tritati, peperoncino, sale e pepe

Ingredienti per completare

  • 50 g Prosciutto di Parma
  • qualche foglia di basilico
  • olio extra vergine di oliva

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione della pappa al pomodoro

  1. Iniziate a preparare la pappa al pomodoro in questa versione senza pane. Tritate cipolla, carota e sedano e metteteli a rosolare in un tegame basso e largo con un filo d’olio extra vergine di oliva e 2 spicchi d’aglio. Quando saranno ben caramellati, aggiungete la passata di pomodoro e un pizzico di sale; coperchiate e lasciate cuocere per 20 minuti.
La pentola Agnelli dedicata ai Primi d'Italia

La pentola Agnelli dedicata ai Primi d’Italia

  1. Nel frattempo preparate una besciamella facendo sciogliere 20 g di burro in un tegame, aggiungete la farina di riso mescolando con una frusta in modo da ottenere una crema, infine stemperate con il latte e mettete il tutto sul fuoco continuando a mescolare fino a quando non si sarà addensato formando una besciamella; aggiustate di sale.
  2. Quando la salsa di pomodoro sarà pronta, rimuovete gli spicchi d’aglio e incorporatevi la besciamella mescolando bene. Mettete il tutto in un frullatore e frullate fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Aggiungete semi di coriandolo tritati, peperoncino, sale e pepe a piacere.

Preparazione dei passatelli

  1. Fate scaldare il brodo. Mettete il pangrattato in una terrina e scottatelo con il brodo bollente facendo attenzione a non versarne troppo: il pane deve risultare leggermente umido e cominciare ad impastarsi un pochino. Una volta freddo, aggiungete gli altri ingredienti, ossia la farina, il parmigiano, la noce moscata e le uova. Mescolate bene fino ad ottenere un panetto di consistenza piuttosto soda. Lasciatelo riposare in frigorifero per 15 minuti.
  2. Preparate il prosciutto croccante. Stendete le fette di prosciutto su un piatto e mettete il piatto nel forno a microonde impostando la potenza bassa per una ventina di secondi: se il prosciutto non sarà diventato croccante, ripetete l’operazione fino al raggiungimento della consistenza desiderata.
  3. Mettete una pentola d’acqua sul fuoco e portatela ad ebollizione, quindi salatela.
  4. Per i passatelli abbiamo due possibilità: possiamo formarli e stenderli su un vassoio per conservarli per un momento successivo oppure li possiamo buttare direttamente nell’acqua bollente. Quindi mettete circa metà del composto per i passatelli nello schiacciapatate, spostatevi sopra la pentola di acqua bollente, premete lo schiacciapatate e quando i passatelli avranno la lunghezza desiderata, circa 4-5 cm, tagliateli con un coltello facendoli cadere direttamente nell’acqua. Mescolateli con una schiumarola e lasciateli bollire qualche minuto.
  5. Mettete 2 cucchiai di pappa al pomodoro nella padella da mantecatura con un filo d’olio extra vergine e un mezzo mestolo di acqua di cottura; con la schiumarola, togliete i passatelli dall’acqua e buttateli nella padella con il sugo facendoli saltare ed insaporire a fiamma vivace per qualche minuto.
  6. Servite un mestolo colmo di pappa al pomodoro in ogni piatto da portata, adagiatevi sopra i passatelli saltati, il prosciutto croccante a pezzetti, due foglie di basilico, un filo di olio extra vergine a crudo e servite.

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La versione con glutine dei Passatelli con pappa al pomodoro e crudo croccante

Eliminate la farina dalla preparazione dei passatelli oppure aggiungetene solamente un pizzico.

 

Cosa è la cipolla egiziana

Devo ammettere che la mia curiosità non ha resistito di fronte ad un nome tanto bizzarro per definire una cipolla coltivata prevalentemente nella Liguria di ponente e per questo mi sono messa in lizza per potere ricevere un libro interamente dedicato all’argomento, nonché la cipolla egiziana stessa da sperimentare in qualche piatto.

Prima di tutto il nome. In realtà, l’aggettivo “egiziana” non ha nulla a che vedere con la civiltà egizia, tanto è vero che al mondo è conosciuta anche con tanti altri nomi, fatto che, oltre alla facilità di coltivazione, l’ha resa alquanto misteriosa favorendone la diffusione a partire dal 1600. Già in questo periodo la cipolla era presente in Russia e in particolare in Siberia dove resiste anche alle rigide temperature invernali. Tale capacità ha fatto sì che divenisse una preziosa fonte di alimentazione per le popolazioni locali, soprattutto grazie al suo alto contenuto di vitamina C, non facilmente reperibile in aree caratterizzate da condizioni climatiche tanto ostili.

Eppure, la cipolla egiziana si adatta perfettamente anche al clima ligure dove, piantata nel terreno, è in grado di produrre diverse cipolle aeree e per tempi prolungati. I piccoli bulbi si sviluppano al posto del fiore tradizionale e vengono interrati per dare vita ad altre piante che crescono facilmente e senza richiedere molte attenzioni.

Se i bulbi non vengono raccolti, i lunghi steli su cui si sviluppano si piegano sotto il loro peso e finiscono per toccare il suolo dove radicano dando origine a nuove piante. Da qui il nome anche di “cipolla che cammina“. Dal punto di vista economico, questa cipolla presenta tre tipi di raccolto: le foglie verdi, i bulbi sotterranei (che è importante lasciare a dimora per il raccolto degli anni successivi) e i bulbi aerei.

Le dimensioni: una sorpresa

Leggendo di tutte queste caratteristiche piuttosto insolite, la mia immaginazione ha iniziato a lavorare su cosa avrei potuto preparare con queste perfette sconosciute, ma poiché la zuppa di cipolle è uno dei miei piatti preferiti, il primo pensiero era stato quello di usarle in questo modo. Ma cosa ho scoperto quando mi è arrivata la busta contenente 7 piccoli tesori? Prima di tutto che sono proprio piccolissimi così il pensiero della zuppa è stato cancellato all’istante.

Un secondo aspetto che mi aveva colpita era stato leggere che in molte preparazioni vengono usate le lunghe foglie, quindi questa volta avevo pensato ad una ricetta in cui valorizzare la parte verde e rigogliosa. La mia scelta? Avevo pensato a delle empanadas ripiene di verdure, tra cui le foglie di cipolla egiziana, e servite con qualche fogliolina fritta e una grattugiata di ricotta dura di pecora.

Potete quindi immaginare che, ricevuti i bulbi senza parte verde, anche la mia seconda idea si sia tragicamente arenata. Così, dovendo preparare la cena per due adolescenti affamati ed un marito ben oltre l’adolescenza, ma con lo stesso appetito, ho deciso di usare i bulbi come fossero piccoli e preziosi tartufi, grattugiandoli a crudo, profumati e succulenti, su degli gnocchetti di ricotta di bufala fresca di giornata. Una curiosità: uno dei motivi per cui la cipolla egiziana è tanto apprezzata in cucina è che, anche cruda, non lascia in bocca il proprio profumo una volta consumata!

Non so come sarebbero venute le altre ricette che avevo pensato, ma questo utilizzo della cipolla ha trovato tutta la nostra approvazione. E sapete una cosa? Ne ho utilizzate 4 e le restanti 3 le ho piantate nell’orto, quindi spero in un piccolo raccolto fra qualche mese per continuare la sperimentazione!

La ricetta degli Gnocchetti di bufala allo zafferano e cipolla egiziana

carboidrati 14,8 g di gnocchetti crudi senza condimento

Ingredienti per 4-5 persone

  • 600 g ricotta di bufala
  • 200 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 160 g farina Petra senza glutine 003** oppure Mix per Pane Nutrifree**
  • 10 pomodorini ciliegini
  • 2 uova
  • 50 g latte
  • 4 cipolle egiziane
  • 0,25 g zafferano
  • basilico, olio extra vergine di oliva, sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Mescolate ricotta, parmigiano, farina e l’uovo aggiustando di sale e formate un panetto; mettetelo in frigorifero per 15 minuti.
  2. Formate delle striscioline cilindriche e tagliate degli gnocchetti.
  3. Nel frattempo, in una padella antiaderente mettete qualche cucchiaio di olio e fatevi saltare i pomodorini tagliati in 4 e con i semini rimossi. Aggiustate di sale e mettete da parte.
  4. In un tegame abbastanza capiente da contenere gli gnocchi una volta cotti, versate il latte e fatevi disciogliere lo zafferano assieme a qualche cucchiaio di acqua di cottura degli gnocchi e un pizzico di sale.
  5. Cuocete gli gnocchetti in acqua bollente salata per qualche minuto e appena salgono in superficie toglieteli con una schiumarola e metteteli nella padella con lo zafferano; fateli insaporire leggermente su fuoco medio in modo che si addensi il fondo.
  6. Componete i piatti mettendo gli gnocchetti allo zafferano, pomodorini saltati, qualche foglia di basilico, una cipolla egiziana grattugiata o a fettine sottilissime (io ho utilizzato una grattugia Microplane per ottenere questa sorta di carpaccio) e infine una grattugiata di pepe.
  7. E’ un piatto saporito e profumato e soprattutto fresco e perfetto per l’estate.

 

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La versione con glutine degli Gnocchetti di bufala allo zafferano e cipolla egiziana

Sostituite la farina senza glutine con 180 g di farina convenzionale.

 

Questa ricetta partecipa al Contest MA CHE CIPOLLA D’EGITTO! 2018

logo cipolla logo edizioni zem

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Avete presente quei dolci di una volta, quelli che profumano di buono e tradizione? Noi li adoriamo e abbiamo pensato di preparare una ricetta semplice ma molto golosa, dei biscotti che sono una tentazione da gustare soli oppure per accompagnare il tè: le Rose del deserto senza glutine.

La loro forma è inconfondibile, la consistenza croccante e il sapore delicatamente avvolgente, insomma sono perfette per la colazione o per uno spuntino durante il giorno, magari pure accompagnato da un tè o un caffè. Guardate anche i Biscottini al caffè se volete arricchire la scelta!

Se avete poco tempo e non amate coppare i biscotti, questa è sicuramente la ricetta giusta per voi.

La ricetta delle Rose del deserto

carboidrati 48,5 g per 100 g

Ingredienti

  • 80 g mandorle pelate
  • 70 g cornflakes biologici Sarchio**
  • 60 g uvetta
  • 50 g farina per Pane e Paste Lievitate BiAglut**
  • 50 g maizena*
  • 50 g zucchero
  • 45 g burro
  • 1 uovo
  • 1 punta di vaniglia
  • 4 g lievito per dolci* (un cucchiaino)
  • 1 pizzico sale

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Mettete l’uvetta in ammollo in acqua tiepida.
  2. In un robot, tritate le mandorle in modo da ottenere un composto farinoso, poi aggiungete la farina, la maizena, il burro, l’uovo, la Vaniglia, il sale, lo zucchero e il lievito; mescolate per incorporare bene tutti gli ingredienti. Aggiungete infine l’uvetta strizzata.
  3. Versate su un foglio di carta forno i cornflakes. Con un cucchiaino, prendete il quantitativo di impasto delle dimensioni di una grossa noce e fatelo rotolare sui cornflakes affinché aderiscano alla superficie.
  4. Adagiate le rose del deserto su una teglia ricoperta da carta forno e cuocetele in forno statico preriscaldato a 180° per circa 20 minuti.
Rose del deserto senza glutine

Rose del deserto senza glutine

La versione con glutine delle Rose del deserto

Sostituite la farina BiAglut con 50 g di farina di frumento ed utilizzate cornflakes comuni.