Sei ormai a corto di idee per pranzi fuori casa? Arriva un altro bastimento carico di ricette per la nostra “schiscetta” o “lunch box“, insomma tante idee per un pasto veloce, bilanciato e gustoso da portare con te, ovunque tu vada.

In questo modo mangiare senza glutine e calcolare i carboidrati non è più un problema nemmeno dovendo pranzare fuori casa, situazione in cui il pasto rappresenta sempre una sfida: la schiscetta diventa un fedele compagno di viaggio e un momento di gioia e piacere.

Noi abbiamo trovato una lunch box perfetta per le nostre esigenze dagli amici di I love my house ai quali chiedo sempre aiuto quando ho richieste di attrezzature e soluzioni per la cucina: ecco dove puoi trovare la nostra SCHISCETTA.

Seguimi allora per non restare a corto di idee per pranzi fuori casa e guarda un’alternativa vegetariana: l’Insalata di riso venere con pomodorini e pistacchi.

La ricetta dell’Insalata di quinoa con primo sale e salmone

carboidrati 38,6 g per l’intera porzione

Ingredienti per 1 schiscetta

  • 100 g fagiolini
  • 50 g quinoa
  • 50 g formaggio primo sale o altro formaggio a piacere
  • 50 g salmone affumicato
  • 10 g noci sgusciate
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio extra vergine di oliva
  • prezzemolo
  • sale

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Cuocete la quinoa in un quantitativo d’acqua doppio rispetto al proprio peso per circa 20 minuti o finché l’acqua non sarà stata completamente assorbita.
  2. Lessate i fagiolini, buttateli in acqua fredda, scolateli e tagliateli a pezzetti.
  3. Mettete un filo d’olio in una padella antiaderente e fatevi dorare lo spicchio d’aglio, quindi aggiungete il prezzemolo tritato e i fagiolini tagliati a pezzettini: lasciate insaporire qualche minuto.
  4. Condite la quinoa con i fagliolini saltati, il formaggio a dadini, il salmone a striscioline, le noci sgusciate aggiustando di sale, se necessario.

insalata di quinoa

La versione con glutine dell’Insalata di quinoa con primo sale e salmone

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti per la versione con glutine.

 

Servono altre idee per pranzi fuori casa, la schiscetta o lunch box da portare in ufficio o all’università? Ecco una ricettina per un pasto gustoso e sano da portare con noi.

Per i nostri ragazzi che hanno bisogno di mangiare senza glutine e di calcolare i carboidrati del pasto, la schiscetta è la risposta perfetta per viaggiare, ma spesso la domanda è: cosa posso preparare di veloce e facile da trasportare? Una delle tante risposte è questa Insalata di riso venere con pomodorini e pistacchi.

Ecco dove ho trovato la nostra SCHISCETTA.

Seguimi per non rimanere a corto di idee per pranzi fuori casa! E non perderti il Roastbeef con crema di melanzane.

La ricetta dell’Insalata di riso venere con pomodorini e pistacchi

carboidrati 60,2 g per l’intera porzione

Ingredienti per 1 schiscetta

  • 120 g pomodorini
  • 70 g riso venere (peso cotto 140 g)
  • 15 g pecorino
  • 15 g pistacchi sgusciati non salati
  • olio extra vergine di oliva
  • menta e basilico
  • origano
  • sale

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Cuocete il riso venere in abbondante acqua leggermente salata e, se non avete tempo, scegliete il riso venere pre-cotto che sarà pronto in pochi minuti!
  2. Tagliate i pomodorini a metà adagiando il lato tagliato su una teglia ricoperta di carta forno; spolverateli con sale, origano e olio extra vergine di oliva. Metteteli in forno preriscaldato a 180°C per circa 15 minuti o comunque fino a quando la buccia inizia ad appassire.
  3. Grattugiate grossolanamente il pecorino e tritate leggermente i pistacchi.
  4. Condite il riso venere con i pomodorini cotti al forno con il loro sughetto, il pecorino, i pistacchi e un trito di menta e basilico aggiustando di sale, se necessario.

Riso venere con pomodorini e pistacchi

La versione con glutine dell’Insalata di riso venere con pomodorini e pistacchi

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti per la versione con glutine.

 

 

Hai bisogno di idee per pranzi fuori casa? Sono indispensabili non solo per chi lavora, ma anche per chi studia e allora è giunto il momento di condividere un po’ di ricette per quella che in tanti chiamano “schiscetta“, altri “marmitta” o che i cittadini del mondo identificano come “lunch box” o addirittura “bento“… Insomma tante idee per pranzi fuori casa completi, bilanciati e gustosi da portare con te in ogni occasione.

Così, per i nostri ragazzi che vanno all’università con l’esigenza di mangiare senza glutine e di calcolare i carboidrati facilmente, la schiscetta diventa un fedele compagno di viaggio che contribuisce a rendere gioioso il momento del pranzo.

Noi abbiamo trovato una lunch box perfetta per le nostre esigenze dagli amici di I love my house ai quali chiedo sempre aiuto quando ho richieste di attrezzature e soluzioni per la cucina: ecco la nostra SCHISCETTA.

Questo è l’inizio di un progetto che mi sta tanto a cuore perché il pranzo è un pasto fondamentale, soprattutto per i nostri ragazzi, e non possiamo permetterci di restare a corto di idee!

A breve, altre fantastiche ricette! Nel frattempo, guarda anche l’Insalata di pasta coronation.

La ricetta della Pasta con crema di ceci e broccoli

carboidrati 85,91 g per l’intera porzione

Ingredienti per 1 schiscetta

  • 110 g broccoli
  • 100 g ceci lessati
  • 70 g pipe bio Massimo Zero**
  • 15 g albicocche secche
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • paprika
  • olio extra vergine di oliva
  • prezzemolo
  • sale

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Cuocete la pasta al dente in acqua bollente salata, scolatela e conditela con un filo d’olio lasciandola raffreddare leggermente distesa.
  2. Frullate 70 g di ceci con circa 50 g di acqua, il succo di limone, sale e pepe e un filo d’olio per ottenere una crema.
  3. Condite i ceci restanti con paprika, pepe e olio a piacere assieme alle cimette di broccoli sbollentate.
  4. Condite la pasta con questo composto e le albicocche tagliate a pezzettini e versatela nella lunch box.
  5. Mettete la crema di ceci nel secondo contenitore oppure sopra la pasta completando con una spolveratina di prezzemolo e un filo d’olio. Mescolate il tutto prima di mangiare.

La versione con glutine della Pasta con crema di ceci e broccoli 

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti per la versione con glutine, ma se lo desiderate, potete sostituire la pasta Massimo Zero con una pasta a base di frumento.

Sicuramente la zuppa di porri e patate è un grande classico, eppure basta aggiungere un ingrediente per trasformarla in qualcosa di inaspettato che può essere gustato sia caldo che freddo: stiamo parlando della zuppa estiva Vichyssoise, guardate come prepararla!

Ma scopriamo di cosa si tratta. La sua origine viene fatta risalire allo chef dell’hotel Ritz-Carlton di New York che l’avrebbe inventata nell’estate del 1917 per dare sollievo ai propri ospiti in tempi in cui non si trovava sollievo al caldo con l’aria condizionata. Questa zuppa preparata con due umili verdure di facile reperibilità viene trasformata in una portata gourmet dalla panna fresca, aggiunta fredda per abbassare la temperatura di servizio: tanta semplicità vi stupirà! E il nome? Sarebbe un omaggio alle zuppe cucinate dalla mamma dello chef quando vivevano vicino alla città francese di Vichy.

Nella ricetta, mi sono permessa di ridurre significativamente il quantitavo di burro, limitandolo ad una noce assieme ad un filo d’olio, per fare appassire i porri, mentre la panna è decisamente l’ingrediente insostituibile della ricetta.

Un grande classico naturalmente privo di glutine da consumare con un po’ di attenzione per la glicemia che verrà sollecitata sia nel breve, per la presenza delle patate, che nel lungo termine (dopo 3-4 ore) per la presenza della panna. E se cercate un’altra idea per l’estate, provate il mio Gazpacho di pomodori gialli, peperone e crudo croccante.

La ricetta della Zuppa estiva Vichyssoise

6,3 g carboidrati per 100 g

Ingredienti

  • 1 litro di brodo vegetale*
  • 500 g porri
  • 400 g patate
  • 125 g panna fresca
  • 1 noce di burro
  • erba cipollina o altre erbe aromatiche a piacere
  • olio extra vergine di oliva
  • sale
  • pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione della zuppa estiva Vichyssoise

  1. Lavate bene i porri e tagliateli a pezzettini. Mettete la noce di burro e un filo d’olio in un tegame e fatevi appassire dentro i porri facendo attenzione a non farli rosolare: il colore deve rimanere invariato!
  2. Una volta appassiti i porri, aggiungete le patate tagliate a dadini, fatele insaporire per 1 minuto, quindi coprite con il brodo caldo e portate a cottura.
  3. Quando le verdure saranno cotte, frullate il tutto: potete lasciare una parte della zuppa a pezzi oppure ottenere una vellutata. Aggiustate di sale e pepe.
  4. Aggiungete la panna fresca fredda, mescolate e servite con un pizzico di erba cipollina o altre erbe aromatiche di vostro gusto. Ricordate che la temperatura di servizio della Vichyssoise può essere calda, tiepida o fredda.

vichyssoise

La versione con glutine della zuppa estiva Vichyssoise

Questa ricetta contiene solamente ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non necessita di alcuna modifica.

 

Se un’azienda storica come il Pastificio Berruto ti chiede di pensare ad una ricetta per i più giovani, completa da un punto di vista nutrizionale, che sia un piatto unico e da pubblicare in piena estate penso subito ai miei ragazzi, a ciò che sarebbero capaci di prepararsi da soli e, soprattutto, a cosa renderebbe felici loro e gli amici per un pranzo d’estate: ecco la mia Insalata di Pasta Coronation.

La mia ricetta prende ispirazione dal Coronation chicken, un piatto freddo di pollo che era stato inventato dalle due donne a capo della scuola di cucina di Londra Cordon Bleu per il banchetto organizzato per l’incoronazione della Regina Elisabetta nel 1953. Il nome è quindi un chiaro tributo all’evento per il quale era stato pensato.

Oltre al pollo bollito e lasciato raffreddare, la ricetta prevedeva l’utilizzo di albicocche secche, curry, maionese e panna acida, oltre ad altri ingredienti in minore misura. I due ingredienti su cui mi sono permessa di intervenire sono la maionese, di cui ho ridotto drasticamente la quantità, e la panna acida, che ho sostituito con yogurt greco a zero grassi, oltre alle personalizzazioni della ricetta per trasformarla in una squisita insalata di pasta.

Al pollo ho quindi aggiunto la pasta come fonte di carboidrati e i pomodorini come fonte di fibre e tocco di freschezza, insomma un tripudio di profumi, sapori e colori per un’estate davvero regale!

Gli ingredienti principali dell'Insalata di pasta Coronation

Gli ingredienti principali dell’Insalata di pasta Coronation

La ricetta dell’Insalata di Pasta Coronation

22,16 g di carboidrati per 100 g

Ingredienti per 4-6 persone

  • 600 g pollo
  • 300 g penne senza glutine Berruto**
  • 150 g acqua di cottura del pollo
  • 85 g albicocche secche
  • 75 g yogurt greco 0 grassi
  • 75 g maionese*
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 2 scalogni
  • 2 cucchiaini di curry*
  • 1 cucchiaio raso di concentrato di pomodoro
  • succo di ½ limone
  • prezzemolo tritato
  • 1 foglia di alloro
  • 4 grani di pepe
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Fate bollire i petti di pollo in un capiente tegame con la foglia di alloro, la cipolla e la carota. Aggiungete mezzo cucchiaio di sale e il pepe in grani; portate a bollore su fuoco medio e fate cuocere per circa 25 minuti.  Allontanate dal fuoco e lasciate raffreddare il pollo nel brodo di cottura.
  2. Nel frattempo fate appassire gli scalogni tritati finemente in una padella antiaderente con un filo d’olio; aggiungete il curry e continuate a cuocere per un minuto. Aggiungete il concentrato di pomodoro disciolto nel brodo di cottura del pollo, il succo di limone e cuocete per 10 minuti in modo da addensare la salsa. Allontanate dal fuoco e fate intiepidire.
  3. Togliete il pollo dal brodo e tagliatelo a pezzi piuttosto regolari.
  4. Mescolate insieme la maionese, lo yogurt e la salsa al curry; aggiungetevi le albicocche a pezzi e insaporite con sale e pepe.
  5. Condite il pollo con la salsa mescolandolo in modo che ne venga completamente ricoperto e lasciatelo riposare.
  6. Cuocete le penne in abbondante acqua salata lasciandole al dente, scolatele e conditele con l’insalata di pollo. Completate con qualche pomodorino tagliato e una spolverata di prezzemolo tritato. Servite l’insalata tiepida o fredda a piacere: è semplicemente irresistibile!

Pasta coronation

La versione con glutine della Pasta Coronation

Sostituite le Penne Berruto senza glutine con Penne Berruto convenzionali, mentre il sugo contiene solamente ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non necessita di alcuna modifica.

Cosa possiamo fare se ci regalano un’intera cassettina di splendido Basilico Genovese DOP direttamente da Celle Ligure? Sicuramente il pesto alla genovese che potremo utilizzare in tantissime preparazioni, tra cui queste irresistibili Lasagne al pesto e fagiolini. Potete usare il pesto anche nell’Insalata di legumotti con cipolla di Tropea caramellata al posto della crema di spinaci!

Se utilizziamo la pasta secca, le Lasagne al pesto e fagiolini saranno velocissime da preparare! Ci servirà giusto il tempo per la cottura dei fagiolini, della besciamella e infine della ricetta finita in forno. Inoltre, potrete preparare le lasagne anche il giorno prima o congelarle con grande facilità. Guardate come prepararle!

Importantissimo: se usate la pasta secca la besciamella dovrà essere abbondante e piuttosto liquida altrimenti la pasta rischia di non cuocere bene, quindi formate un bello strato di besciamella in superficie per non avere brutte sorprese!

basilico genovese

La confezione in cui è stato spedito il basilico

basilico genovese

La ricetta delle Lasagne al pesto e fagiolini

carboidrati 19,31 g per 100 g

 Ingredienti per una teglia rettangolare di 25×35 cm

  • 1 lt latte
  • 300 g fagiolini
  • 300 g Lasagne senza glutine Massimo Zero**
  • 100 g Parmigiano Reggiano grattugiato, circa
  • 100 g pesto alla genovese*
  • 100 g burro
  • 90 g farina di riso integrale*
  • sale

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Cuocete i fagiolini al vapore o in acqua bollente leggermente salata, quindi tagliateli in pezzetti da 3-4 cm di lunghezza.
  2. Preparate la besciamella mettendo a scaldare il latte sul fuoco. Nel frattempo, sciogliete il burro in un tegame e aggiungete la farina in modo da ottenere una cremina; quando il latte sarà quasi giunto a bollore, versatelo sul composto di burro e farina mescolando con una frusta in modo che non si formino grumi, quindi rimettete sul fuoco per fare addensare.
  3. Completate la besciamella aggiustando di sale e aggiungendo circa 70 g di parmigiano grattugiato. Tenete da parte circa 1/4 di besciamella che ci servirà per ricoprire la superficie delle lasagne finite, mentre aggiungete il pesto alla genovese alla besciamella restante.
  4. Iniziate a comporre le lasagne. Versate un piccolo quantitativo di besciamella sul fondo della teglia, formate uno strato di lasagne, ricopritelo con abbondante besciamella al pesto, spolverate con 1/3 dei fagiolini e parmigiano grattugiato a piacere. Continuate fino ad esaurimento degli ingredienti.
  5. Ricoprite l’ultimo strato di lasagne con la besciamella bianca, spolverate di parmigiano e cuocete in forno preriscaldato a 220°C per almeno 20 minuti.

lasagne al pesto e fagiolini

La versione con glutine degli Strozzapreti al radicchio con fonduta alla zucca

Sostituite le lasagne secche senza glutine con lasagne convenzionali.

Se c’è una ricetta simbolo del nostro Natale, questa è sicuramente la ricetta dei Cappelletti in brodo perché non accompagna solo il giorno di Natale, ma anche il periodo precedente fervente di preparativi ed attesa.

E la ricetta dei Cappelletti fa parte del calendario dell’avvento dell’Associazione Italiana Food Blogger che ci regala una ricetta tipica di famiglia in ogni casella.

Preparare i Cappelletti: una questione di famiglia

La preparazione dei Cappelletti è una questione di famiglia: sì, perché è proprio tutta la famiglia a venire coinvolta in occasione delle feste e ad ognuno viene assegnato un compito in base alle proprie abilità culinarie, un contributo indispensabile per questo rito quasi sacro.

Di questi amati bottoni ripieni ne esistono due tipi: quelli con ripieno di stracotto e quelli con ripieno al formaggio (chiamati Anolini), ognuno dei quali ha i propri convinti e inamovibili estimatori.

La tradizione vuole che per la festa più importante dell’anno, sia da prediligere il ripieno con lo stracotto di carne, quindi che debbano essere preparati i Cappelletti. Lo stracotto viene quindi preparato diversi giorni prima anche perché, come dice il nome, la sua cottura richiede tanto tempo. Proprio per questo, il fondo di cottura, prezioso succo ricco di sapori e profumi, viene utilizzato bollente per bagnare il pangrattato (a differenza del ripieno al formaggio in cui viene usato il brodo per questa operazione).

Nonostante i pochi ingredienti e la ricetta sia sempre la stessa, il ripieno (assieme al brodo di carne) è l’elemento che maggiormente determina il successo del pranzo di Natale perché lo stracotto non sarà mai perfettamente uguale a quello dell’anno precedente, né il Parmigiano e il pane che useremo saranno identici, quindi il comitato assaggi ha un compito di grande responsabilità. Uno dei ricordi più vivi e divertenti che conservo della “fabbrica dei Cappelletti” è il rito dell’assaggio del ripieno da parte degli uomini di casa che, esclusi da tutte le faccende domestiche, non potevano non essere coinvolti nell’approvazione del ripieno: un pizzico di parmigiano vecchio in più, un pizzico di noce moscata in meno, insomma un’invisibile ricetta nascosta nel gusto dei ricordi.

cappelletti in brodo

La sfoglia della tradizione: 100 g di farina per 1 uovo. 

La regola della mia nonna è sempre stata questa, proporzione che però non possiamo mantenere nella preparazione della sfoglia senza glutine che richiede maggiore idratazione e quindi un numero di uova superiore.

La sfoglia deve essere giallo vivo grazie all’attenta selezione delle uova con il tuorlo dal colore intenso per assicurare un impasto dorato e uniforme. Le forti braccia della nonna (oggi spesso sostituite dalle mie) spingevano i polsi in modo da affondare nella resistente massa di farina e uova che alla fine si sarebbe arresa, divenendo docile e liscia, pronta ad accogliere la preziosa esplosione di sapore del ripieno.

Alla mia mamma spettava (e spetta tutt’ora) il compito di tirare la sfoglia in sottili strisce quasi trasparenti e alla zia il lavoro di precisione della distribuzione del ripieno. E poi, alla forza lavoro ancora disponibile, il taglio con gli stampini rotondi, lisci o zigrinati, e la paziente sistemazione, soprattutto da parte dei bambini di casa, in file perfettamente allineate per conoscere sempre il numero preciso di Cappelletti preparati da sbandierare con conoscenti e amici in simpatiche gare alla ricerca di primati da Guinness.

Il brodo di cappone 

Ultimo, ma non per importanza, il brodo. Anche in questo caso, per il Natale la scelta degli ingredienti è attentissima: un ricco pezzo di bue, un grosso osso di manzo, un cappone nostrano e le verdure indispensabili per colore e profumo, ossia cipolla, sedano, carota, aglio e prezzemolo. Cottura lenta, rimozione attenta della schiuma in superficie e occhio sulla cottura della carne che sarà il secondo piatto del giorno: i bolliti accompagnati dalle salse, dolci e piccanti, fatte in casa.

Una volta colato il brodo e aggiustato di sale, l’ultimo sforzo prima del piacere e della festa: buttare i cappelletti e cuocerli mantenendoli ad un bollore leggero per evitare che si aprano liberando il ripieno. Ecco allora pronti gli adorati e mitici “galleggianti“, come amano chiamarli i parmigiani.

cappelletti in brodo

La ricetta dei Cappelletti in brodo

37,31 g di carboidrati per 100 g di cappelletti crudi, senza brodo

Ingredienti per la sfoglia per 4 persone

  • 300 g farina per Pasta fresca Molino Dallagiovanna** (per versione con glutine, vd. sotto)
  • 4 uova
  • sale

Ingredienti per il ripieno dei Cappelletti

  • 150 g stracotto di carne
  • 75 g pangrattato Nutrifree**
  • 40 g Parmigiano Reggiano 36 mesi grattugiato
  • 35 g Parmigiano Reggiano 24 mesi grattugiato
  • 1 uovo + 1 tuorlo
  • fondo di cottura dello stracotto per scottare il pane, sale, noce moscata

Ingredienti per completare

  • 2.5 litri circa di brodo di carne, meglio se preparato con il cappone
  • Parmigiano Reggiano grattugiato

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Su un tagliere, create una fontana con la farina e rompetevi le uova nel centro, aggiungete un pizzico di sale e iniziate a sbattere le uova con una forchetta e ad incorporare la farina gradatamente in modo da evitare che i liquidi fuoriescano dalla fontana. Continuate a mescolare con la forchetta fino a quando l’impasto risulterà sufficientemente duro per essere impastato con le mani. Continuate a lavorare la sfoglia fino a quando risulterà liscia e compatta.
  2. Coprite la sfoglia con un foglio di pellicola e lasciatela riposare mentre si prepara il ripieno.
  3. Portate quasi ad ebollizione il brodo, quindi versatene dei piccoli quantitativi sul pangrattato mescolando in modo da fare assorbire il liquido perfettamente. Quando tutto il pangrattato sarà stato bagnato, mescolate bene e lasciate raffreddate per una decina di minuti. E’ importante che il pangrattato sia bagnato, ma ancora ben separato e non cremoso.
  4. Aggiungete tutti gli altri ingredienti e mescolate in modo da ottenere un ripieno dalla consistenza piuttosto dura.
  5. Tagliate la sfoglia a fette, appiattitele con il matterello, poi tirate delle strisce di spessore sottile, lunghe 30-40 cm e larghe circa 7 cm con la sfogliatrice. Adagiate dei mucchietti di ripieno della dimensione adatta al coppapasta che si sta utilizzando nel centro della sfoglia distanziandoli di 2 cm.
  6. Ripiegate la sfoglia su se stessa nel senso della lunghezza, premete con le dita la sfoglia attorno al ripieno e tagliate i cappelletti con lo stampo coppapasta specifico.
  7. Mettete una pentola di brodo sul fuoco e quando raggiungerà il bollore, abbassate la fiamma, allontanate un attimo dal fuoco (per evitare che quando si versano i cappelletti fuoriesca il brodo) e buttate i cappelletti. Lasciateli cuocere fino a quando la sfoglia sarà della consistenza desiderata.
  8. Servite i cappelletti con il brodo bollenti e, a piacere, spolverateli con parmigiano grattugiato.degustare i cappelletti in brodo

La versione con glutine dei Cappelletti in brodo

Sostituite la farina preparato per Pasta fresca Molino Dallagiovanna con pari quantità di farina di frumento impastandola con 3 uova intere, mentre tutti gli altri ingredienti rimangono invariati.

 

In romanesco il termine Fregnaccia significa sciocchezza, fandonnia e seccatura, ma nella tradizione del centro Italia indica anche una tipologia di pasta, simile ad un grosso e spesso Maltagliato, chiamato così per indicare la semplicità di un piatto che conquista con il sapore dei suoi pochi, buonissimi ingredienti: ecco la ricetta del secondo appuntamento con la Camera di Commercio di Rieti-Viterbo, le Fregnacce alla sabinese.

E quali sono questi ingredienti straordinari?

Il Pomodoro Ovalone Reatino P.A.T. (ossia prodotto agroalimentare tradizionale italiano) dell’Azieda Agricola Tenuta San Giovanni di Gianfranco Gianni.

Le Olive Leccino dell’Azienda Olearia Olio Bonifazi

L’Olio Extravergine Petrucci e il vivacissimo Peperoncino Sabino Le tre porte

Nel preparare la ricetta tratta dal libro “La Cucina Sabina” di Maria Giuseppina Truini Palomba, siamo stati guidati dallo chef Marco Bartolomei e il risultato è stata una festa per tutta la famiglia.

Buon viaggio anche a voi e buon appetito!

La ricetta delle Fregnacce alla sabinese

49,3 carboidrati per 100 g di Fregnacce non condite

 

Ingredienti per le Fregnacce

  • 300 g farina preparato per Pasta fresca Molino Dallagiovanna** (per versione con glutine, vd. sotto)
  • 180 g acqua (o comunque quella che serve per avere un panetto consistente)
  • un pizzico di sale

Ingredienti per il sugo

  • 500 g pomodoro Ovalone pelato
  • 100 g olive Leccino in salamoia
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo, peperoncino, sale e olio extravergine di oliva

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Impastate la farina con un pizzico di sale e un quantitativo di acqua sufficiente ad ottenere un impasto sodo ed omogeneo. Fate riposare la pasta in un sacchetto di plastica per circa 15 minuti.
  2. Dividete la pasta a metà e stendetela con un mattarello ad uno spessore non troppo sottile formando un grosso disco che lascerete asciugare all’aria per circa mezz’ora. Arrotolate ogni disco in modo da formare un grosso cilindro e tagliatela con la lama del coltello obliqua con la punta rivolta una volta a destra ed una volta a sinistra in modo che i pezzi risultanti abbiano la forma di grosse losanghe.
  3. Preparate il sugo mettendo lo spicchio con aglio nell’olio con il peperoncino. Fate dorare bene l’aglio, poi aggiungete il pomodoro dopo averlo schiacciato bene con una forchetta in modo da renderlo omogeneo. Fate cuocere il sugo per circa venti minuti aggiustando di sale, quindi aggiungete le olive e il prezzemolo tritato, lasciando insaporire per altri 10 minuti.

le fregnacce

4. Lessate la pasta in acqua bollente salata e quando sale a galla, scolatela, buttatela nella padella con il sugo e lasciatela insaporire per qualche minuto.

5. Servite subito la vostra pasta perchè il detto in romanesco recita che “Le Fregnacce vanno cotte e magnate”.

Le fregnacce alla sabinese pronte per essere gustate

Le fregnacce alla sabinese pronte per essere gustate

La versione con glutine delle Fregnacce alla sabinese

Sostituite la farina preparato per Pasta fresca Molino Dallagiovanna con pari quantità di farina di frumento adeguando il quantitativo di acqua necessaria per impastare.

A distanza di un anno, sono ripartita virtualmente verso Rieti per incontrarmi nuovamente con blogger, giornalisti ed appassionati di cucina a scoprire altri prodotti del territorio della Alta Valle del Velino attraverso la prima ricetta: la Zuppa di castagne e cicerchie.

Questa zuppa è naturalmente priva di glutine e la presenza dei legumi contribuisce a tenere sotto controllo la parte di carboidrati fornita dalle castagne secche e dalle patate, alimenti che richiedono un po’ di attenzione per una gestione corretta della glicemia.

Il viaggio dei sapori nel cuore d’Italia: Zuppa di castagne e cicerchie

zuppa di castagne e cicerchie

Il progetto di turismo e cultura territoriale è stato ideato dalla Camera di Commercio Rieti Viterbo in collaborazione con l’Azienda Speciale Centro Italia Rieti ed è finalizzato a mettere in evidenza le eccellenze del territorio. Guardate anche le ricette cucinate lo scorso anno: l’Amatriciana e la Pasta di legumi con lenticchie di Rascino.

Gli ingredienti protagonisti della Zuppa di castagne e cicerchie sono due tipologie di castagne e le cicerchie secche.

Le castagne del reatino sono il Marrone di Antrodoco e la Rossa del Cicolano, entrambe varietà di pregio che sono sempre state legate all’economica di queste aree e quindi una delle componenti principali della dieta delle popolazioni montane assieme alla ricca scelta di legumi. Nella nostra zuppa, abbiamo utilizzato il marrone di Atrodoco secco, lasciato rinvenire in acqua per circa mezzora, e crudo tagliato a fettine per aggiungere un delizioso profumo di fresco e un tocco croccante alla preparazione.

La cicerchia o pisello d’India (espressione che ne tradisce la provenienza da terre lontane) è un legume la cui coltivazione è preziosa in aree tendenti alla siccità e alla carestia, quindi garantiva la sussistenza ai contadini anche nelle annate in cui gli altri prodotti non riuscivano a portare frutti, quindi importanti nonostante la difficile raccolta.

Le cicerchie hanno un sapore dolce, simile a quello dei ceci, che conquista facilmente il palato, ma siccome crescono su terreni sassosi è importante sottoporle ad un attento esame visivo prima di metterle in pentola: i ristoranti di questa zona d’Italia sono spesso dotati di una buona polizza assicurativa a copertura delle eventuali spese per l’intervento di un dentista dopo una gustosa tappa a tavola!

Allora siete pronti per scoprire il cuore dell’Italia con un’altra ricetta? Armiamoci di pentole e ingredienti e cuciniamola insieme.

La ricetta della Zuppa di castagne e cicerchie

16,04 g carboidrati per 100 g

Ingredienti per 4 persone

  • 1,2 litri di acqua
  • 300 g cicerchie secche (da mettere in ammollo almeno 8 ore prima)
  • 100 g castagne secche (da mettere in ammollo per 1 ora)
  • 100 g patate
  • 20 g olio extra vergine di oliva, più quello per guarnire
  • 4 castagne intere
  • 1 spicchio d’aglio
  • alloro
  • prezzemolo
  • rosmarino
  • sale e pepe

Preparazione

  1. Mettete l’olio extra vergine di oliva in una tegame e fatevi insaporire un trito di aglio e prezzemolo. Aggiungete le cicerchie ammollate e ben scolate facendole insaporire qualche minuto girandole con un cucchiaio di legno.
  2. Aggiungete l’acqua e cuocete per circa 20 minuti.
  3. Nel frattempo, mettete a cuocere le castagne secche ammollate per circa 20 minuti in acqua leggermente salata con una foglia di alloro. Scolatele e tagliatele grossolanamente, quindi aggiungetele alle cicerchie assieme alle patate tagliate a dadini e completate la cottura.
  4. Prelevate 2 mestoli di zuppa e metteteli nel frullatore, quindi versate la crema ottenuta nuovamente nella zuppa in modo da avere un composto ben legato.
  5. Sbucciate le castagne crude, tagliatele a fettine sottili e servite la zuppa con le fettine di castagne, un trito di rosmarino e prezzemolo e infine un filo di olio extra vergine di oliva. Eventualmente completate anche con crostini di pane.

zuppa di castagne e cicerchie

La versione con glutine della Zuppa di castagne e cicerchie

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti per la versione con glutine.

Anche quest’anno il Movimento Turismo del Vino Toscana in collaborazione con l’Associazione Italiana Food Blogger ha dato vita all’iniziativa che vede coinvolti 15 food blogger per proporre un abbinamento tra un vino toscano ed una ricetta autunnale e la mia proposta sono questi Gnocchetti alla cacciatora. Guardate anche il mio abbinamento dello scorso anno per Bacco Natale.

Gli Gnocchetti alla cacciatora e la Cantina Monterosola

La cantina a cui ho avuto la fortuna di essere abbinata è la cantina Monterosola di Volterra, una realtà attiva dal 2013 per coronare il sogno di una famiglia svedese, i Thomaeus, di produrre vino in una cantina di ultima generazione, hi-tech, ecosostenibile e in piena armonia con la natura dell’incantevole campagna toscana.

crescendo IGT 2018

Crescendo IGT 2018 – Foto di Lorenzo Moreni

Il vino che Monterosola ha deciso di inviarmi è il Crescendo IGT, un sangiovese 100% in purezza del 2018. Si tratta di un vino di grande corpo che affina 15 mesi in botti di rovere francese preparandosi ad affrontare un invecchiamento che sicuramente non lo spaventa. Versando Crescendo colpisce il suo rosso granato che ben si sposa alle fresche note di frutti rossi e spezie, espresse in bocca da tannini fini, buona acidità ed una piacevole persistenza: decisamente un nome che è una promessa!

Pensando ad una ricetta, volevo trovare un punto di incontro tra due ingredienti simbolo dell’autunno, la zucca e i Porcini, e una carne con personalità sufficientemente forte per tenere testa al Crescendo. La soluzione me l’ha offerta un amico su un piatto d’argento regalandomi una lepre pronta per essere cucinata! E l’anello di congiunzione perfetto tra gli gnocchetti dolci e la cacciatora di lepre l’ho trovato le lamelle di Parmigiano Reggiano stagionato 40 mesi che hanno immediatamente stretto amicizia con le note di mandorle tostate e spezie degli avvolgenti sorsi di questo imponente rosso.

Dopo avere provato questo abbinamento, non vi resta che prenotare una visita in cantina!

La ricetta degli Gnocchetti alla cacciatora

carboidrati 10,77 per 100 g

Ingredienti per gli gnocchetti per 6 persone

  • 630 g ricotta
  • 200 g Parmigiano Reggiano 24 mesi grattugiato
  • 200 g zucca cotta al forno schiacciata
  • 200 g farina preparato per Pasta fresca Molino Dallagiovanna**
  • 2 uova
  • farina di riso integrale* per spolvero
  • sale

Ingredienti per la cacciatora

  • 1 lt latte
  • 900 g lepre disossata
  • 100 g Crescendo IGT 2018
  • 60 g cipolla
  • 60 g carota
  • 30 g sedano
  • 30 g triplo concentrato di pomodoro
  • 20 g porcini secchi
  • 1 foglia d’alloro
  • brodo di carne
  • erbe aromatiche per la marinatura (rosmarino, salvia, timo)
  • aglio
  • spezie (coriandolo in grani, peperoncino, pepe)
  • olio extra vergine di oliva
  • Parmigiano Reggiano 40 mesi per servire

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione della cacciatora

  1. Mettete la lepre a marinare in una capiente terrina completamente ricoperta di latte e acqua con le erbe aromatiche e l’aglio. Lasciate la lepre in frigorifero per 2 giorni girandola una volta al giorno.
  2. Togliete la carne dalla marinatura e disossate la lepre in modo da ottenere circa 900 g di carne che taglierete a pezzettini di circa 1 cm di lato.
  3. Preparate il trito di verdure tipico del ragù, ossia il trito di cipolla, carota e sedano e fatelo rosolare in una casseruola con un filo d’olio e mezzo spicchio d’aglio tritato. Quando le verdure saranno rosolate, aggiungete il triplo concentrato di pomodoro eventualmente stemperato con qualche cucchiaio d’acqua, lasciate insaporire per qualche minuto, poi aggiungete la carne a pezzettini.
  4. Fate sigillare la carne a fuoco vivace per qualche minuto, poi sfumate con il Crescendo IGT e lasciatelo evaporare. Aggiungete un mestolo di brodo di carne e la foglia di alloro, mettete il coperchio e abbassate la fiamma al minimo.
  5. Mettete a bagno i funghi porcini secchi e quando saranno rinvenuti, tagliateli a pezzettini e aggiungeteli alla carne. Lasciate cuocere per almeno 2 ore girando di tanto in tanto.

Preparazione degli gnocchetti

  1. In una terrina mescolate tutti gli ingredienti in modo da ottenere un composto omogeneo e piuttosto appiccicoso. Coprite la terrina e mettetela in frigorifero a riposare per almeno 30 minuti.
  2. Con un po’ di farina, iniziate a formare dei cilindri del diametro di circa 1,5 cm e tagliate gli gnocchetti; metteteli su vassoi spolverati di farina.
  3. Quando il ragù sarà cotto, aggiustate di sale e pepe, insaporite con un cucchiaino di coriandolo in grani tritato e un pizzico di peperoncino.
  4. Mettete una pentola d’acqua sul fuoco, salatela e cuocete gli gnocchi fino a quando saliranno a galla. Scolateli con una schiumarola, buttateli in una capiente padella a insaporirsi con il ragù di lepre e impiattate.
  5. Completate il piatto con qualche lamella sottile di Parmigiano Reggiano stagionato 40 mesi.
gnocchetti con ragù di lepre e lamelle di Parmigiano Reggiano 40 mesi

Gnocchetti con ragù di lepre e lamelle di Parmigiano Reggiano 40 mesi

La versione con glutine degli Gnocchetti alla cacciatora

Sostituite i 200 g di farina preparato per Pasta fresca Molino Dallagiovanna con 220 g di farina di frumento, mentre tutti gli altri ingredienti rimangono invariati.