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Una ricetta gustosa, preparata con pochi, semplici ingredienti dove il sapore delle cose buone diventa un vero piacere da condividere con la famiglia o con gli amici: gli Gnocchi di patate al pomodoro e ‘nduja.

Abbiamo pensato di partire dal classico e intramontabile piatto di gnocchi al pomodoro per dargli un tocco di gusto ancora più marcato e caratterizzante. Ecco quindi che l’nduja ci è sembrata la soluzione perfetta!

Provare  per credere!

La ricetta degli Gnocchi di patate al pomodoro e ‘nduja

carboidrati 28,03 g per 100 g di gnocchi crudi non conditi

Ingredienti per gli gnocchi per 6 persone 

  • 1 kg patate
  • 200 g farina preparato per pane Nutrifree*
  • 1 uovo
  • sale, farina di riso* per lo spolvero

Ingredienti per il condimento

  • 600 g passata di pomodoro
  • 40 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 30 g scalogno
  • 30 g ‘nduja*
  • 1 spicchio d’aglio
  • q.b. sale, olio extra vergine di oliva

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Lessate le patate in acqua fino a quando, forandole con una forchetta, risultano morbide. Sbucciatele e passatele allo schiacciapatate. Allargatele sul tagliere in modo che si raffreddino più velocemente.
  2. Quando le patate schiacciate saranno fredde, aggiungete gli altri ingredienti e impastate.
  3. Formate delle striscioline cilindriche spolverando con un pizzico di farina di riso e tagliate dei tocchetti di circa 3 cm. Fate passare ogni tocchetto sui rebbi di una forchetta applicando un po’ di pressione in modo che il tocchetto risulti incavato sul lato interno e con leggere scanalature sul lato esterno a contatto con la forchetta.
  4. Preparate il sugo di pomodoro. Affettate lo scalogno e fatelo appassire con lo spicchio d’aglio in un tegame con un filo di olio extra vergine di oliva; quando lo scalogno sarà appassito, aggiungete la passata di pomodoro e lasciate cuocere per circa 15 minuti; aggiungete la ‘nduja mescolando in modo che si incorpori bene nel sugo di pomodoro e aggiustate di sale.
  5. Bollite gli gnocchi in acqua salata per qualche minuto fino a quando non salgono in superficie. Conditeli con il sugo di pomodoro e serviteli con il parmigiano grattugiato.

Gnocchi di patate pomodoro e 'nduja

Gnocchi di patate pomodoro e ‘nduja

La versione con glutine degli Gnocchi di patate al pomodoro e ‘nduja

Sostituite la farina Nutrifree con pari quantità di farina di frumento.

Questi freddi e piovosi pomeriggi invernali sono il momento giusto per sperimentare, e ovviamente gustare in compagnia, nuovi piatti capaci di scaldare e coccolare il palato. E noi stiamo proprio facendo questo: prove e abbinamenti per comporre ricette gustose ed equilibrate come le Crespelle di quinoa ai broccoli.

Ieri è stata una di quelle giornate ai fornelli, quando la pioggia non dà tregua neppure per due passi e una boccata d’aria. Allora fuochi accesi e ingredienti pronti sono la soluzione divertente che mette sempre d’accordo tutti. La nostra domenica ha portato alla creazione di un nuovo primo piatto vegetariano, naturalmente senza glutine, che risulta una pietanza completa e di grande effetto anche per una cena tra amici. Ecco come prepararlo!

La ricetta delle Crespelle di quinoa ai broccoli

carboidrati 8,03 g per 100 g

Ingredienti per le crespelle per 6 persone

  • 200 g acqua
  • 50 g farina di quinoa*
  • 50 g farina di grano saraceno*
  • 2 uova
  • 20 g olio
  • 5 g sale
  • olio extra vergine per ungere la padellina

Ingredienti per il ripieno

  • 380 g ricotta
  • 200 g broccolo bollito
  • 165 g besciamella (vd. sotto)
  • 100 g fontina
  • 100 g emmental
  • sale, pepe e noce moscata

Ingredienti per la besciamella

  • 500 g latte
  • 50 g farina di riso*
  • 40 g olio extra vergine di oliva
  • 40 g parmigiano grattugiato
  • sale

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Preparate le crespelle. In una terrina mettete la farina di quinoa e la farina di grano saraceno, quindi aggiungete l’acqua mescolando con una frusta. Aggiungete le uova e mescolate bene, quindi completate con l’olio e il sale. Con un pezzetto di carta assorbente leggermente unta di olio passate la superficie della padellina antiaderente (di circa 20 cm di diametro) che userete per le crespelle. Versate il quantitativo di pastella necessario a ricoprire la padella con uno strato sottile. Fate dorare la crespella su entrambi i lati, poi rovesciatela su un piatto. Continuate fino ad esaurimento degli ingredienti (io ho ottenuto 6 crespelle).
  2. Preparate la besciamella mettendo l’olio in un tegame e aggiungendo la farina di riso; nel frattempo portate il latte ad ebollizione, quindi aggiungetelo al composto di farina e olio continuando a mescolare con una frusta. Rimettete il tutto sul fuoco e appena inizia ad addensarsi, aggiungete il parmigiano grattugiato, un pizzico di sale e mettete la besciamella da parte.
  3. Tritate fontina ed emmental. In una terrina, mescolate i formaggi tritati con la ricotta, il broccolo bollito tagliato a pezzetti, 165 g di besciamella, un pizzico di sale e la noce moscata.
  4. Stendete le crespelle e suddividete il ripieno in parti uguali; stendete bene il ripieno e arrotolate le crespelle formando dei cilindri; metteteli su un vassoio, copriteli con pellicola trasparente e riponeteli in frigorifero per qualche ora. Quando le crespelle saranno ben sode, tagliatele in 5 pezzi ciascuna, adagiate i cilindretti in una teglia in senso verticale. Ricoprite il tutto con la besciamella rimasta e cuocete in forno per circa 25 minuti a 190°C.
Crespelle di quinoa e broccoli senza glutine

Crespelle di quinoa e broccoli senza glutine

La versione con glutine delle Crespelle di quinoa e broccoli

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine e da Prontuario, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

Se vi siete divertiti a prepare le crespelle di quinoa, provate a guardare anche questi Rotolini di crepes ai tre colori.

Fiori da mangiare: il risotto al sedano rapa con maionese di mele e rose

Ho sempre amato i fiori, sicuramente anche perché sono nata e cresciuta in campagna. Uno dei ricordi più cari da bambina è legato alla fine di febbraio quando la morsa del freddo iniziava ad allentarsi, i campi e i boschi dietro casa cominciavano a colorarsi di un verde straordinariamente brillante e il selvaggio giardino davanti alla finestra della cucina a svelare i primi puntini colorati di centinaia di viole. Per me e la mia amica del cuore, che abitava nella casa di fianco, era il segnale per andare in una parte ben precisa del bosco che in quel momento dell’anno si trasformava in un luogo davvero incredibile.

C’era infatti un angolo, non troppo fitto di alberi, ma ricco di cespugli e fiori, in cui ci si presentava davanti un enorme tappeto di viole mammole, inframmezzate da ciuffetti di gialle primule, che ci travolgeva con un profumo inebriante. Ogni anno la nostra lunga passeggiata nel bosco si concludeva con la raccolta di un mazzolino di violette da portare alle nostre mamme e nel mio ne dovevano sempre essere presenti anche alcune di colore bianco perché particolarmente care alla mia. Il mazzolino (che era sempre il più grande che riuscivamo a tenere fra le mani!) finiva quindi con il profumare la cucina ricordandoci che ormai la primavera era arrivata.

Con la primavera arrivavano poi altri fiori, erbe e frutti che non solo profumavano le nostre case, ma arricchivano anche la nostra cucina. Iniziavamo con il liquore fatto con i petali di rose, poi arrivava la camomilla che raccoglievamo per farla essiccare per le tisane invernali, le noci fresche nel loro mallo da usare per preparare il nocino, i fiori di lavanda da profumare biscotti, panature e armadi, le ortiche e il tarassaco per le frittate e le farce delle immancabili paste ripiene.

Il Contest “Buon appetito…fiorellino!”

Quando nel settembre 2018 sono andata a Sanremo per partecipare alla finale del Contest “Ma che cipolla d’Egitto”, ho scoperto che lì esiste il Crea, l’istituto fondato dal papà di Italo Calvino, che ha iniziato a coltivare in un «campo catalogo» i fiori che possono essere mangiati, ossia i fiori eduli. A pochi mesi di distanza, la mia amica Raffaella Fenoglio del blog Tre Civette sul Comò assieme al Crea stesso, Zem Edizioni, AIFB,  Fondazione Villa Ormond di Sanremo, Ravera Bio e l’Associazione Ristoranti della Tavolozza ha lanciato un bellissimo contest intitolato “Buon appetito… fiorellino!” che vuole appunto dare risalto all’utilizzo dei fiori non solo come elementi decorativi, ma anche come veri e propri ingredienti perché buonissimi!

La mia ricerca di un fornitore di fiori eduli, non troppo lontano da Parma e in una stagione in cui il mio giardino e il mio bosco non riescono ad essermi di grande aiuto, è iniziata immediatamente, ma il “bottino” è stato un pochino scontato: ho trovato solo splendidi boccioli di rose e coloratissime violette! Chi mi conosce sa che non credo nelle coincidenze, ossia sono convinta che ci sia sempre un motivo per cui i fatti accadono o le strade si incrociano, quindi siccome i miei fiorellini sono stati consegnati di sabato mattina e il pranzo del sabato significa risotto, la mia ricetta del contest altro non è che il Risotto preparato per il pranzo di sabato 12 gennaio. Devo anche ammettere che con un risotto tanto bello e profumato, ci siamo sentiti proprio dei gran signori a casa nostra!

Perché un risotto con sedano rapa e maionese di mele e rose

Vi spiego il perché delle mie scelte. L’ingrediente principale del risotto “base” è il sedano rapa, bitorzoluta verdura che, come dice il nome, è una rapa dal sapore di sedano: ecco perché l’ho scelta, per la sua stagionalità e per il suo sapore. Il secondo ingrediente è la mela che si sposa perfettamente sia con il sedano sia con le rose. Il terzo ingrediente sono proprio le rose, sotto forma di petali e di acqua di rose che avevo portato a casa proprio dalla città di Sanremo e che mi ha permesso di dare un tocco in più di profumo a questa coccola. Inoltre, ho appreso leggendo il libro di Libereso Guglielmi, l’esperto di botanica che ha ispirato questo contest, che le rose sono in grado di rinforzare il sistema nervoso e favorire la digestione e il loro olio essenziale riduce la tensione e lo stress…direi perfette per prepararsi ad un weekend di relax!

Cos’altro posso aggiungere? Semplicemente che se lo scopo del contest era quello di promuovere l’utilizzo dei fiori eduli in cucina, con me l’obiettivo è stato sicuramente raggiunto e i semini di tanti profumati sconosciuti sono già in viaggio verso la pianura padana!

Risotto al sedano rapa con maionese di mele e rose

carboidrati 31,80 g per 100 g di riso senza maionese

carboidrati 7,43 per 100 g di maionese di mele e rose

Ingredienti per 4 persone

  • 1,5 litri circa di brodo vegetale preparato in precedenza
  • 320 g riso
  • 90 g sedano rapa, già pulito e pelato
  • 70 g porro
  • 50 g birra di sorgo La Gaia Ambra
  • 60 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 30 g burro
  • olio extra vergine di oliva, sale e pepe, Pecorino Romano per i croccantini

Ingredienti per la maionese di mele

  • 125 g mela (circa 1 mela detorsolata e sbucciata)
  • 35 g olio di semi di vinaccioli
  • 15 g succo d’arancia
  • 10 g petali di rose rosse
  • acqua di rose*

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

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Gli ingredienti del risotto al sedano rapa con maionese di mele e rose

Preparazione della maionese

  1. Preparate prima di tutto la maionese di mela. Sbucciate e tagliate la mela in 4 pezzi e mettetela in un recipiente per forno a microonde. Sigillate il contenitore con pellicola trasparente o con il suo coperchio (se dotato di una valvola di sfogo del vapore) e cuocete la mela molto bene senza fare fuoriuscire il vapore (nel mio microonde l’ho cotta 4 minuti a potenza 3). Una volta cotta, metterla in congelatore per 10 minuti. Una volta ben fredda, frullate la mela e il succo d’arancia mettendoli in un bicchiere stretto e alto usando un frullatore ad immersione; quando avrete ottenuto una sorta di crema, aggiungete l’olio a filo continuando a montare. A questo punto, aggiungete i petali di rosa tritati finemente a coltello e acqua di rose a piacere (io ne ho messo un cucchiaino).

Preparazione dei croccantini al formaggio

  1. Preparate dei croccantini di formaggio prima di dedicarvi al risotto. Formate uno strato sottile di pecorino romano grattugiato a forma di disco su un piatto e mettetelo nel forno a microonde. Fate scaldare il formaggio in modo graduale impostando tempi brevi di riscaldamento fino a quando il formaggio inizia a fondere diventando croccante sul lato superiore. Con l’aiuto di una raspa di metallo, staccate il dischetto dal piatto e mettetelo da parte.

Preparazione e composizione del risotto

  1. Iniziate a preparare il riso. Mettete un filo d’olio in un tegame e fatevi appassire molto lentamente il porro a fettine sottili e il sedano rapa tagliato a cubetti piccoli. Dopo qualche minuto, aggiungete un mestolo di brodo e portate il sedano quasi a cottura. A questo punto, aggiungete il riso e fatelo tostare a fuoco vivace (a me sono serviti 3 minuti per avere i chicchi ben trasparenti con la parte centrale bianca). Sfumate il riso con la birra la Gaia, quindi iniziate ad aggiungere il brodo bollente. Continuate a mescolare e aggiungete il brodo solo quando il riso sarà quasi asciutto. Quando il riso sarà ancora bene al dente, allontanatelo dal fuoco e procedete con la mantecatura. Aggiungete i 30 grammi di burro muovendo bene il riso in modo che si liberi l’amido per formare una bella cremina, aggiungete anche il parmigiano grattugiato e continuate a mescolare fino a quando sarà completamente amalgamato. Coprite il tegame con un canovaccio e lasciare riposare per 1 minuto.
  2. Impiattate il risotto su piatti caldi e distribuite sulla superficie dei ciuffetti di maionese di mele alle rose, alcuni petali di rosa e dei pezzetti di croccantino di parmigiano.
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Il risotto pronto per essere gustato

 

Questa ricetta partecipa al contest “Buon appetito…fiorellino”.

 

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Come spesso accade, le ricette migliori risultano mescolando esperienza e pura casualità. La ricetta dei Tortelli dolci senza glutine con riso venere e mais blu ne è un esempio! Dovendo preparare una torta per Gaia per una merenda tra amici, mi accorgo, quando ho ormai già iniziato a pesare gli ingredienti, che ho finito la farina di riso tradizionale.

Nella dispensa ho però due alternative provate in altre preparazioni con grande soddisfazione, ossia la farina di mais blu e quella di riso venere, e decido di usarle in sostituzione alla quella di riso. Il risultato è una frolla croccante, profumata e saporitissima! Dopo avere preparato la torta per Gaia, quel che mi è rimasto è stato usato per preparare i nostri amatissimi tortelli dolci con la marmellata di albicocche che aveva preparato mio marito Stefano.

Tortelli dolci con riso venere e mais blu

carboidrati 64,78 g per 100 g

Ingredienti

  • 200 g burro
  • 190 g zucchero
  • 170 g farina di riso*
  • 175 g marmellata di albicocche*
  • 150 g farina preparato universale Massimo Zero**
  • 100 g farina per Pane e Paste Lievitate BiAglut**
  • 50 g farina di mais blu Miks Pro Chef Molino Favero*
  • 30 g farina di riso venere Miks Pro Chef Molino Favero*
  • 3 uova (2 intere + 1 tuorlo)
  • 8 g lievito per dolci* (mezza bustina)
  • 1 pizzico di vaniglia
  • 1 buccia di limone grattugiata

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Mescolate tutti gli ingredienti ad eccezione della marmellata per ottenere la pasta frolla. Lasciatela riposare per 15 minuti avvolta nella pellicola trasparente.
  2. Con un matterello, tirate la frolla in modo da ottenere una strisci larga circa 15 cm, adagiate la marmellata di albicocche nel centro, ripiegate la frolla e tagliate i tortelli con l’apposito stampo.
  3. Cuocete in forno statico preriscaldato a 180°C per 20 minuti fino a quando saranno leggermente dorati. Semplicissimo!!
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I tortelli dolci preparati con farina di mais blu e riso venere

La versione con glutine dei Tortelli dolci con riso venere e mais blu

Sostituite le farine senza glutine Massimo Zero e BiAglut (400 g) con pari quantità di farina di frumento usando 2 tuorli e 1 uovo intero.

 

 

Autunno in cucina significa zucca e allora perché non preparare il Pane alla zucca e curcuma?

La zucca è un delizioso tesoro della natura, risulta estremamente versatile quando si pensa a ricette dolci, salate e lievitate. E a noi piace tantissimo, perché riesce a dare un tocco particolare agli alimenti e si presta per numerose preparazioni, oltre ad avere molteplici proprietà e vitamine.

Iniziamo allora ad impastare piccole bontà: ecco la nostra ricetta del Pane alla zucca, esaltato dall’aggiunta di curcuma.

La ricetta del Pane alla zucca e curcuma

carboidrati 53,11 g per 100 g

Ingredienti

  • 500 g Mix per Pane Nutrifree**
  • 320 g zucca
  • 200 g acqua
  • 150 g latte
  • 100 g farina di riso*
  • 20 g olio extra vergine di oliva
  • 12 g lievito di birra
  • 10 g sale
  • ½ cucchiaino di curcuma (facoltativo)

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Tagliate la zucca a cubetti, cuocetela a vapore per 20 minuti oppure in un tegame dal fondo spesso aggiungendo 2 cucchiai di acqua, quindi fatene una purea con una forchetta oppure nel robot: l’importante è che la zucca sia bene asciutta.
  2. Mettete la farina in una terrina o in una planetaria, mescolatela con la purea di zucca e il lievito sbriciolato, poi aggiungete tutti gli altri ingredienti. A piacere è possibile aggiungere un pizzico di curcuma per intensificare colore e sapore, quindi impastate bene fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Formate un panetto, copritelo con un canovaccio e lasciatelo lievitare fino al raddoppio.
  3. Dividete l’impasto in 6 panini, formate una pagnottella e fate 3-4 giri di spago attorno ad ogni pagnottella, quindi proseguite con la lievitazione per circa altri 30 minuti, direttamente sulla teglia da forno che userete per cuocere il pane nel forno.
  4. Infornate i panini alla zucca a 180°C per 20-25 minuti.
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Pane alla zucca e curcuma con la forma tipica della zucca

La versione con glutine del Pane alla zucca e curcuma

Preparate l’impasto con 600 g di farina di frumento (in sostituzione di Mix Nutrifree e farina di riso) impastata con solo latte, senza aggiungere acqua.

Ormai ci siamo, è arrivato il tempo delle cene in casa con gli amici per gustare creazioni piene di sapore capaci di scaldare le serate che salutano l’autunno. Bene, con questa immagine in testa abbiamo deciso di preparare un piatto che potesse rappresentarla, una ricetta completa di tante delizie, ricca e sfiziosa: lo Sformato di risoni ai funghi.

Abbiamo preso una pasta particolare (che ci piace tanto anche cucinata con le verdure dell’orto), i funghi, le verdure, il formaggio ed ecco prendere forma il nostro Sformato di risoni ai funghi!

La ricetta dello Sformato di risoni ai funghi

carboidrati 25 g per 100 g

Ingredienti per 6-8 persone

  • 500 g pasta senza glutine tipo risoni**
  • 250 g cavolo cappuccio
  • 200 g funghi Porcini freschi
  • 200 g prosciutto cotto a fette*
  • 40 g Provolone piccante
  • 40 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 30 g porro
  • 10 g funghi Porcini secchi
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Pulite i funghi e tagliateli a fettine.
  2. In una padella antiaderente, scaldate un filo di olio con l’aglio sbucciato e rosolatevi i funghi; salate e pepate e profumate con il prezzemolo tritato. Mettete da parte.
  3. In un’altra padella antiaderente, fate saltare il cappuccio tagliato a striscioline con un filo d’olio, sale e pepe e fatelo diventare morbido.
  4. Tritate il porro e fatelo appassire in un tegame con un filo d’olio. Mettete in ammollo i porcini secchi in acqua tiepida, quindi tagliateli e aggiungeteli al cipollotto conservando l’acqua di ammollo.
  5. Mettete un tegame d’acqua sul fuoco, salate e quando bolle buttate i risoni. Mescolate bene e fate cuocere per 4 minuti, quindi scolateli e versateli nel tegame con la cipolla e i porcini secchi; aggiungete l’acqua di ammollo dei funghi secchi e continuate a mescolare come se steste cuocendo un risotto. Aggiungete anche la verza e i funghi freschi saltati e, se necessario, altra acqua calda per portare a cottura i risoni.
  6. Nel frattempo ricoprite uno stampo da ciambella con il prosciutto cotto.
  7. Una volta cotti, ma ancora al dente, togliete dal fuoco i risoni e mantecateli aggiungendo burro, provolone e parmigiano. Versateli dentro lo stampo ricoperto di prosciutto, richiudete anche la superficie con prosciutto e lasciate riposare 1 minuto prima di girare lo stampo su un piatto da portata in modo da sformare la ciambella di pasta ai funghi.
  8. Guardate una versione molto simile in questa videoricetta.

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La versione con glutine dello Sformato di risoni ai funghi

Sostituite i risoni senza glutine con risoni convenzionali, tutti gli altri ingredienti rimangono invariati.

Polpettine di fonio, un grano antichissimo privo di glutine

Cosa è questo prodotto che nemmeno il correttore ortografico di word riconosce come termine della lingua italiana? Si tratta di un grano antichissimo privo di glutine che viene coltivato in Africa da oltre 5.000 anni eppure solo nel 2018 l’EFSA ha pubblicato il suo parere favorevole per l’importazione e vendita di questo prodotto considerato novel food in quanto mai entrato prima in Europa.

Si presenta con chicchi talmente piccoli che, quando ho ricevuto la confezione per testarlo ed assaggiarlo, pensavo mi avessero spedito una farina!

Il fonio è per certi versi simile al miglio, con un sapore ancora più delicato, ma meno dolce. Da un punto di vista nutrizionale, è un piccolo portento in quanto ricco di micronutrienti, in particolare di ferro e zinco, oltre ad aminoacidi essenziali che non si trovano in altri cereali o pseudocereali. Il suo contenuto di carboidrati è di 74,4 g ogni 100 g di prodotto, quindi molto simile agli altri cereali, ma ha un indice glicemico inferiore grazie alla presenza di fibre e all’assenza di zuccheri semplici, elementi che lo rendono un nostro prezioso alleato.

L’altro elemento di grande interesse è il fatto che questo alimento cresce su terreni aridi con pochissima necessità di acqua rendendolo quindi ideale per un mondo in cui il fenomeno della desertificazione e la scarsità di acqua divengono sempre più urgenti. Devo ammettere che mi piace anche l’idea di aggiungere ai cereali gluten-free un nuovo membro e in più sostenibile dal punto di vista ambientale.

Il fonio in cucina

A livello puramente gastronomico, la mia sorpresa e soddisfazione è stata la delicatezza. Queste polpettine sono un finger food irresistibile e il gusto quasi “neutro” del fonio che si può un po’ paragonare al gusto “neutro” del grano lo rende adatto a tantissime preparazioni: oltre ai cracker in cui il fonio ha superato il test a pieni voti, le mie prossime sperimentazioni saranno nel pane e nei dolci, quindi vi terrò aggiornati!

In attesa che venga distribuito nei vari canali, chi di voi abbia voglia di saperne di più, di assaggiarlo e sperimentarlo, a breve sarà in vendita direttamente dal sito di Obà Food.

In attesa di provare il fonio, potrete sostituirlo con il miglio nella preparazione delle polpette. Oppure provate le Polpettine di cous cous.

Buona sperimentazione e buon appetito!

La ricetta delle Polpettine al fonio

carboidrati 18,82 g per 100 g

Ingredienti

  • 300 g brodo vegetale preparato in precedenza
  • 100 g fonio in grani*
  • 100 g zucca Delica, già pulita da scorza e semi
  • 60 g ricotta
  • 50 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 50 g olio extra vergine di oliva
  • 50 g pangrattato**
  • 40 g porro
  • 30 g semi di sesamo
  • 1 uovo
  • sale e pepe

Ingredienti per servire le polpettine al fonio

salse* a piacere

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. In una casseruola, fate appassire il porro tritato finemente in un filo di olio extra vergine di oliva; appena appassito, aggiungete la zucca tagliata a cubetti, poi un mestolo di brodo e portate a cottura a fiamma bassa. Quando la zucca sarà cotta, spappolatela con un cucchiaio di legno, quindi aggiungete il brodo restante e buttate il fonio in grani. Lasciate cuocere 2 minuti mescolando in continuazione. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare il composto che dovrà risultare ben asciutto.
  2. Una volta freddo, aggiungete l’uovo, la ricotta, il parmigiano e il sesamo e mescolate bene; aggiustate di sale e pepe, poi mettete in frigorifero a raffreddare e rassodare per 2 ore (in caso non abbiate tempo, saltate il passaggio in frigorifero, ma risulterà un po’ più difficile formare le polpettine perché il composto sarà più morbido; in caso sia troppo morbido, aggiungete un pizzico di pangrattato). Formate delle polpette della dimensione desiderata: io ho fatto polpettine di circa 4 cm di diametro. Passatele in un piatto con olio extra vergine sul fondo, poi in un secondo piatto con pangrattato in modo che questo aderisca bene alla superficie della polpetta.
  3. Sistemate le polpette su una teglia ricoperta di carta forno, irroratele con un filo d’olio e mettetele in forno ventilato preriscaldato a 200°C per circa 15 minuti o comunque fino a quando saranno ben dorate.
  4. Servite le polpette con salse a piacere, io le ho servite con una salsa alla senape.

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La versione con glutine delle Polpettine al fonio

Sostituite il pangrattato senza glutine con pangrattato convenzionale.

Se uno mi chiedesse quali sono i miei piatti preferiti, risponderei i primi in tutte le loro infinite forme ed interpretazioni, quindi ecco la mia proposta per il festivala nazionale dei primi piatti: Passatelli con pappa al pomodoro e crudo croccante.

Il festival nazionale dei primi piatti

Nel cuore dell’Italia, dal 27 al 30 di settembre, l’intero centro storico di Foligno sarà colonizzato dagli appassionati di questo simbolo della cucina italiana, ossia il festival nazionale dei primi piatti: I Primi d’Italia

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Il verbo “colonizzare” è sicuramente il più appropriato per definire quello che avviene nel paese umbro che si trova suddiviso in ben 14 villaggi del primo piatto, tra cui , fatto che mi riempie di gioia, anche uno dedicato al senza glutine.

Armati di un sano appetito e soprattutto di una insaziabile curiosità, vale la pena perdersi per le strade e scoprire non solo le altre 100 ricette di primi piatti serviti non-stop, ma anche i corsi di cucina, le degustazioni, i cooking show, i mercati, i convegni oltre a comicità e musica.

Un primo per rappresentare l’Emilia Romagna

Per celebrare i 20 anni di questo squisitissimo appuntamento, ho accolto con piacere ed onore la possibilità di rappresentare la mia regione d’origine, l’Emilia Romagna, attraverso un piatto della tradizione, ma con un tocco di innovazione e freschezza attraverso alcuni ingredienti che a casa mia, a Parma, la fanno davvero da padroni, ossia il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma e il pomodoro. Ecco cosa ho deciso di proporvi: Passatelli con pappa al pomodoro e crudo croccante.

Perché i passatelli? Perché non ho mai trovato nessuno a cui non piacessero, perché richiedono solo pochissimi ingredienti, perché sono perfetti per recuperare gli avanzi di pane e parmigiano indurito, perché si adattano a tutte le stagioni e perché sono facilissimi e velocissimi da preparare.

Nati molto probabilmente nella campagna romagnola, dove la gente viveva in povertà, ma un piatto come questo riusciva sempre a prepararlo, sono presto diventati un simbolo di tutta la cucina regionale.

L’attrezzo per preparare i Passatelli

L’attrezzo tradizionale con cui venivano preparati è l’antenato della trafila per la pasta, una sorta di disco forato, leggermente concavo, con due maniglie che permettono di adagiarlo sull’impasto facendo un movimento in avanti mentre si esercita una certa pressione che farà in modo che fuoriescano questi cilindretti di lunghezza variabile. L’ingegno dei contadini ha fatto sì che la quantità di passatelli che si forma nell’incavo con un passaggio del ferro sull’impasto corrisponda alla porzione per un commensale, rendendo facile la vita delle donne di casa nel calcolo del quantitativo da preparare.

Oggi il “ferro per i passatelli” è diventato quasi un oggetto da collezione ed è stato sostituito dal meno artistico, ma efficace schiacciapatate a fori grossi, aiutato dalla lama di un coltello. Quando l’impasto residuo è troppo poco per potere essere formato dal ferro, l’avanzo viene generalmente forgiato tra le mani per ottenere un passatello extra-large, oggetto di battaglie per l’accaparramento da parte dei bambini.

Storicamente, i passatelli vengono serviti in un buon brodo di carne, magari di cappone, ma per il periodo caldo e, perché non ammetterlo, per evitare i tempi di preparazione del brodo, ho voluto sperimentarli con una zuppa diversa, a base di pomodoro, ottima anche tiepida o fredda e non solo bollente (se volete una zuppa bollente, provate la Zuppa di cipolle gratinata).

Le proporzioni tra gli ingredienti è un po’ sempre la stessa in tutte le famiglie, ossia 1 uovo ogni 100 g di parmigiano e pane secco, con il “benessere economico” delle resdore a fare propendere per aumentare un po’ il parmigiano a scapito del pane. In alcune zone della regione, si aggiunge anche una parte di farina, operazione dalla quale non mi sono potuta esimere preparando i miei passatelli senza glutine e volendoli fare saltare in padella.

La ricetta dei Passatelli con pappa al pomodoro e crudo croccante

CHO 36,9 g per 100 g di passatelli senza condimento

 

Ingredienti per i passatelli per 4 persone

  • 110 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 100 g pangrattato oppure pane secco grattugiato**
  • 60 g farina Preparato per pane senza glutine Barilla**
  • 2 uova intere
  • brodo di carne o vegetale per scottare il pane
  • noce moscata, sale

Ingredienti per la pappa al pomodoro

  • 500 g passata di pomodoro
  • 200 g latte parzialmente scremato
  • 50 g carota
  • 50 g cipolla
  • 20 g sedano
  • 20 g burro
  • 20 g farina di riso*
  • 2 spicchi d’aglio
  • olio extra vergine di oliva
  • semi di coriandolo tritati, peperoncino, sale e pepe

Ingredienti per completare

  • 50 g Prosciutto di Parma
  • qualche foglia di basilico
  • olio extra vergine di oliva

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione della pappa al pomodoro

  1. Iniziate a preparare la pappa al pomodoro in questa versione senza pane. Tritate cipolla, carota e sedano e metteteli a rosolare in un tegame basso e largo con un filo d’olio extra vergine di oliva e 2 spicchi d’aglio. Quando saranno ben caramellati, aggiungete la passata di pomodoro e un pizzico di sale; coperchiate e lasciate cuocere per 20 minuti.
La pentola Agnelli dedicata ai Primi d'Italia

La pentola Agnelli dedicata ai Primi d’Italia

  1. Nel frattempo preparate una besciamella facendo sciogliere 20 g di burro in un tegame, aggiungete la farina di riso mescolando con una frusta in modo da ottenere una crema, infine stemperate con il latte e mettete il tutto sul fuoco continuando a mescolare fino a quando non si sarà addensato formando una besciamella; aggiustate di sale.
  2. Quando la salsa di pomodoro sarà pronta, rimuovete gli spicchi d’aglio e incorporatevi la besciamella mescolando bene. Mettete il tutto in un frullatore e frullate fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Aggiungete semi di coriandolo tritati, peperoncino, sale e pepe a piacere.

Preparazione dei passatelli

  1. Fate scaldare il brodo. Mettete il pangrattato in una terrina e scottatelo con il brodo bollente facendo attenzione a non versarne troppo: il pane deve risultare leggermente umido e cominciare ad impastarsi un pochino. Una volta freddo, aggiungete gli altri ingredienti, ossia la farina, il parmigiano, la noce moscata e le uova. Mescolate bene fino ad ottenere un panetto di consistenza piuttosto soda. Lasciatelo riposare in frigorifero per 15 minuti.
  2. Preparate il prosciutto croccante. Stendete le fette di prosciutto su un piatto e mettete il piatto nel forno a microonde impostando la potenza bassa per una ventina di secondi: se il prosciutto non sarà diventato croccante, ripetete l’operazione fino al raggiungimento della consistenza desiderata.
  3. Mettete una pentola d’acqua sul fuoco e portatela ad ebollizione, quindi salatela.
  4. Per i passatelli abbiamo due possibilità: possiamo formarli e stenderli su un vassoio per conservarli per un momento successivo oppure li possiamo buttare direttamente nell’acqua bollente. Quindi mettete circa metà del composto per i passatelli nello schiacciapatate, spostatevi sopra la pentola di acqua bollente, premete lo schiacciapatate e quando i passatelli avranno la lunghezza desiderata, circa 4-5 cm, tagliateli con un coltello facendoli cadere direttamente nell’acqua. Mescolateli con una schiumarola e lasciateli bollire qualche minuto.
  5. Mettete 2 cucchiai di pappa al pomodoro nella padella da mantecatura con un filo d’olio extra vergine e un mezzo mestolo di acqua di cottura; con la schiumarola, togliete i passatelli dall’acqua e buttateli nella padella con il sugo facendoli saltare ed insaporire a fiamma vivace per qualche minuto.
  6. Servite un mestolo colmo di pappa al pomodoro in ogni piatto da portata, adagiatevi sopra i passatelli saltati, il prosciutto croccante a pezzetti, due foglie di basilico, un filo di olio extra vergine a crudo e servite.

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La versione con glutine dei Passatelli con pappa al pomodoro e crudo croccante

Eliminate la farina dalla preparazione dei passatelli oppure aggiungetene solamente un pizzico.

 

Cosa è la cipolla egiziana

Devo ammettere che la mia curiosità non ha resistito di fronte ad un nome tanto bizzarro per definire una cipolla coltivata prevalentemente nella Liguria di ponente e per questo mi sono messa in lizza per potere ricevere un libro interamente dedicato all’argomento, nonché la cipolla egiziana stessa da sperimentare in qualche piatto.

Prima di tutto il nome. In realtà, l’aggettivo “egiziana” non ha nulla a che vedere con la civiltà egizia, tanto è vero che al mondo è conosciuta anche con tanti altri nomi, fatto che, oltre alla facilità di coltivazione, l’ha resa alquanto misteriosa favorendone la diffusione a partire dal 1600. Già in questo periodo la cipolla era presente in Russia e in particolare in Siberia dove resiste anche alle rigide temperature invernali. Tale capacità ha fatto sì che divenisse una preziosa fonte di alimentazione per le popolazioni locali, soprattutto grazie al suo alto contenuto di vitamina C, non facilmente reperibile in aree caratterizzate da condizioni climatiche tanto ostili.

Eppure, la cipolla egiziana si adatta perfettamente anche al clima ligure dove, piantata nel terreno, è in grado di produrre diverse cipolle aeree e per tempi prolungati. I piccoli bulbi si sviluppano al posto del fiore tradizionale e vengono interrati per dare vita ad altre piante che crescono facilmente e senza richiedere molte attenzioni.

Se i bulbi non vengono raccolti, i lunghi steli su cui si sviluppano si piegano sotto il loro peso e finiscono per toccare il suolo dove radicano dando origine a nuove piante. Da qui il nome anche di “cipolla che cammina“. Dal punto di vista economico, questa cipolla presenta tre tipi di raccolto: le foglie verdi, i bulbi sotterranei (che è importante lasciare a dimora per il raccolto degli anni successivi) e i bulbi aerei.

Le dimensioni: una sorpresa

Leggendo di tutte queste caratteristiche piuttosto insolite, la mia immaginazione ha iniziato a lavorare su cosa avrei potuto preparare con queste perfette sconosciute, ma poiché la zuppa di cipolle è uno dei miei piatti preferiti, il primo pensiero era stato quello di usarle in questo modo. Ma cosa ho scoperto quando mi è arrivata la busta contenente 7 piccoli tesori? Prima di tutto che sono proprio piccolissimi così il pensiero della zuppa è stato cancellato all’istante.

Un secondo aspetto che mi aveva colpita era stato leggere che in molte preparazioni vengono usate le lunghe foglie, quindi questa volta avevo pensato ad una ricetta in cui valorizzare la parte verde e rigogliosa. La mia scelta? Avevo pensato a delle empanadas ripiene di verdure, tra cui le foglie di cipolla egiziana, e servite con qualche fogliolina fritta e una grattugiata di ricotta dura di pecora.

Potete quindi immaginare che, ricevuti i bulbi senza parte verde, anche la mia seconda idea si sia tragicamente arenata. Così, dovendo preparare la cena per due adolescenti affamati ed un marito ben oltre l’adolescenza, ma con lo stesso appetito, ho deciso di usare i bulbi come fossero piccoli e preziosi tartufi, grattugiandoli a crudo, profumati e succulenti, su degli gnocchetti di ricotta di bufala fresca di giornata. Una curiosità: uno dei motivi per cui la cipolla egiziana è tanto apprezzata in cucina è che, anche cruda, non lascia in bocca il proprio profumo una volta consumata!

Non so come sarebbero venute le altre ricette che avevo pensato, ma questo utilizzo della cipolla ha trovato tutta la nostra approvazione. E sapete una cosa? Ne ho utilizzate 4 e le restanti 3 le ho piantate nell’orto, quindi spero in un piccolo raccolto fra qualche mese per continuare la sperimentazione!

La ricetta degli Gnocchetti di bufala allo zafferano e cipolla egiziana

carboidrati 14,8 g di gnocchetti crudi senza condimento

Ingredienti per 4-5 persone

  • 600 g ricotta di bufala
  • 200 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 160 g farina Petra senza glutine 003** oppure Mix per Pane Nutrifree**
  • 10 pomodorini ciliegini
  • 2 uova
  • 50 g latte
  • 4 cipolle egiziane
  • 0,25 g zafferano
  • basilico, olio extra vergine di oliva, sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Mescolate ricotta, parmigiano, farina e l’uovo aggiustando di sale e formate un panetto; mettetelo in frigorifero per 15 minuti.
  2. Formate delle striscioline cilindriche e tagliate degli gnocchetti.
  3. Nel frattempo, in una padella antiaderente mettete qualche cucchiaio di olio e fatevi saltare i pomodorini tagliati in 4 e con i semini rimossi. Aggiustate di sale e mettete da parte.
  4. In un tegame abbastanza capiente da contenere gli gnocchi una volta cotti, versate il latte e fatevi disciogliere lo zafferano assieme a qualche cucchiaio di acqua di cottura degli gnocchi e un pizzico di sale.
  5. Cuocete gli gnocchetti in acqua bollente salata per qualche minuto e appena salgono in superficie toglieteli con una schiumarola e metteteli nella padella con lo zafferano; fateli insaporire leggermente su fuoco medio in modo che si addensi il fondo.
  6. Componete i piatti mettendo gli gnocchetti allo zafferano, pomodorini saltati, qualche foglia di basilico, una cipolla egiziana grattugiata o a fettine sottilissime (io ho utilizzato una grattugia Microplane per ottenere questa sorta di carpaccio) e infine una grattugiata di pepe.
  7. E’ un piatto saporito e profumato e soprattutto fresco e perfetto per l’estate.

 

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La versione con glutine degli Gnocchetti di bufala allo zafferano e cipolla egiziana

Sostituite la farina senza glutine con 180 g di farina convenzionale.

 

Questa ricetta partecipa al Contest MA CHE CIPOLLA D’EGITTO! 2018

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Ci sono dolci che vanno bene in qualsiasi stagione, che deliziano per il loro sapore ma anche per i profumi che li caratterizzano. Lo Strudel di mele senza glutine è una di queste bontà: sano, speziato e dagli aromi irresistibili. Se amate le mele, non perdetevi questa Torta soffice di mele e cannella.

Lo Strudel di mele senza glutine è facile da preparare, ottimo da gustare e…veloce da cuocere in forno. Quindi, nessuna paura del caldo in casa, basterà poco per sfornare un dessert estremamente invitante eventualmente da accompagnare a qualche cucchiaio di yogurt greco aromatizzato alla cannella.

La ricetta dello Strudel di mele senza glutine

carboidrati 34,53 g per 100 g di strudel

Ingredienti per la pasta

  • 300 g farina per Pane e impasti lievitati BiAglut**
  • 100 g acqua
  • 75 g burro
  • 40 g olio di semi
  • 30 g zucchero

Ingredienti per il ripieno

  • 900 g mele Granny Smith (peso delle mele da sbucciare)
  • 70 g uvetta
  • 50 g pinoli
  • 50 g pangrattato**
  • 30 g zucchero di canna
  • 25 g rum
  • 20 g zucchero bianco
  • 1/2 limone
  • cannella in polvere

**Ingredienti specifici per celiaci

Preparazione dello Strudel di mele senza glutine

  1. Per la sfoglia, impastate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un panetto morbido ed omogeneo. Copritelo con pellicola trasparente e riponetelo in frigorifero per il tempo necessario a preparare il ripieno.
  2. Mettete l’uvetta a bagno del rum. Sbucciate le mele, togliete il torsolo e tagliatele a fette sottilissime. Irrorate con il succo di mezzo limone, unite lo zucchero, i pinoli, la cannella e infine l’uvetta con il rum.
  3. Mescolate bene e lasciate insaporire per una decina di minuti.
  4. Stendete l’impasto molto sottile in modo da formare un rettangolo di almeno 45×35. Cospargetelo con una parte del pangrattato lasciando liberi circa 4 cm lungo il perimetro del rettangolo. Posizionate il ripieno di mele nella parte centrale del rettangolo senza versare il liquido di macerazione. Cospargete con il restante pangrattato, quindi chiudete il rettangolo sulle mele in modo fa formare un cilindro: non spaventatevi se vi sembreranno tante, cercate di chiudere lo strudel e vedrete che, una volta cotto, il quantitativo di mele sarà perfetto!
  5. Spennellate bene il cilindro con il liquido di macerazione delle mele formato da rum e limone, quindi infornate in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 45. Nel caso in cui lo strudel non si colorasse, alzate la temperatura a 200° negli ultimi 15 minuti.
Strudel di mele sugar light

Lo strudel di mele pronto per essere gustato

La versione con glutine dello Strudel di mele

Sostituite la farina e il pangrattato senza glutine con prodotti corrispondenti convenzionali e nell’impasto riducete il quantitativo di acqua a 80 g e dell’olio di semi a 35 g.