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Qui nella Pianura Padana, la nebbia ci accompagna da qualche giorno e sapete quale è il piatto che adoro in queste giornate? La zuppa di cipolle gratinata.

Calda, profumata, con il pecorino fuso e croccante in superficie è adorata da tutta la famiglia e perfetta come piatto unico per cena.

Per la zuppa di cipolle gratinata, vi serviranno solo pochissimi ingredienti, una maschera da mare (scherzo naturalmente, ma è l’unico strumento per non farvi piangere mentre affettate il grande quantitativo di cipolle che vi serve!) e un tempo di cottura di 40 minuti che dovrete programmare. Dopo di che, gustevi questo splendore!

Dimenticavo, potete seguire la ricetta passo a passo anche nel video che ci aveva tenuto compagnia nel lockdown di primavera: buona visione.

La ricetta della Zuppa di cipolle gratinata   

11,88 g di carboidrati per 100 g

 

Ingredienti

  • 1 kg cipolle bianche
  • 1 lt brodo
  • 200 g pecorino fresco
  • 4 fette di pane** (nel mio caso 160 g, ossia 40 g a fetta)
  • 50 g pecorino stagionato
  • 30 g olio extra vergine di oliva
  • 20 g farina di riso*
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Sbucciate le cipolle e tagliatele a fettine sottilissime magari con l’aiuto di una mandolina. Scaldate l’olio in un tegame di coccio, unitevi le cipolle, salate e lasciatele stufare lentamente con il coperchio per 20 minuti mescolando ogni tanto.
  2. Cospargete le cipolle con la farina setacciata, mescolate bene in modo che non si formino grumi, versate il brodo bollente, coprite di nuovo il tegame e fate cuocere per altri 40 minuti.
  3. Suddividete la zuppa in 4 ciotole monoporzione adatte al forno, disponetevi sopra una fetta di pane tostato con una fettina di pecorino fresco e mettete le ciotole sotto il grill del forno fino a quando il formaggio si sarà sciolto. Una volta tolte da forno, completate con il pecorino stagionato grattugiato e una macinata di pepe.

zuppa di cipolle gratinata

La zuppa di cipolle gratinata pronta per essere mangiata

Versione con glutine

Sostituite semplicemente il pane senza glutine con pane convenzionale.

La Crema di scarola con speck e crostini è un’idea perfetta per riscaldare le cene nei primi giorni di freddo autunnale. Essendo a base di verdure, la crema di per sé è naturalmente senza glutine ed ha un quantitativo di carboidrati molto ridotto, compensato eventualmente dall’aggiunta di profumati e gustosi crostini.

La crema di scarola è molto apprezzata da chi ama i sapori leggermente amari, mentre potrebbe non piacere ai bambini non abituati a queste note: i miei figli la adorano e si divertono ad alternare lo speck con cubetti di dolce Salame Felino (che a Parma non può quasi mai mancare in casa) che contribuisce a bilanciare il piatto.

La versione che vi propongo è anche priva di lattosio e uova. A vostro piacimento, e sempre evitando il lattosio, potrete insaporirla anche con scaglie di Parmigiano Reggiano e qualche noce per un gusto completamente diverso.

Nel calcolo dei carboidrati, non ho considerato i crostini perché il quantitativo aggiunto alla crema di scarola può variare notevolmente, come pure può essere molto diverso il tipo di pane che decidiamo di utilizzare per prepararli: personalmente ho un debole per il pane integrale, tipo il Pane nero ai semi di lino, che ci permette di ottenere crostini profumatissimi.

Quindi con il freddo che si avvicina, preparatevi che di creme e zuppe non ce ne faremo mancare!

La ricetta della Crema di scarola con speck e crostini   

carboidrati 2,70 g per 100 g senza crostini

Ingredienti per 4 persone

  • 1 kg scarola
  • 300 g porri
  • 300 g brodo vegetale
  • 120 speck a striscioline*
  • 30 g olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe

Ingredienti per i crostini

  • 3 fette di pane integrale**
  • 30 g olio extra vergine di oliva
  • sale, pepe, maggiorana secca

Preparazione

  1. Affettate i porri e fateli soffriggere in un capiente tegame con l’olio extra vergine di oliva e qualche peperoncino intero che poi toglierete prima di frullare; aggiungetevi la scarola tagliata a striscioline, fatela insaporire per circa 5 minuti, quindi aggiungete 2 mestoli di brodo, coperchiate e fate cuocere per 15 minuti. Trasferite il tutto nel vaso di un robot e frullate in modo da ottenere una crema piuttosto densa; aggiustate di sale e pepe. Se la crema dovesse risultare troppo liquida, rimettetela sul fuoco e fatela addensare.
  2. Nel frattempo preparate i crostini. Tagliate le fette di pane in pezzetti di 2 cm di lato. Scaldate l’olio extra vergine in una padella antiaderente, aggiungetevi i pezzetti di pane e fateli abbrustolire lentamente fino a quando risulteranno perfettamente croccanti. Verso la fine, insaporite con sale, pepe e una spolverata di maggiorata, quindi lasciate insaporire e spegnete il fuoco.
  3. Servite la crema di scarola in piatti fondi e completate con lo speck a striscioline, i crostini e un filo di olio extra vergine a crudo.

Crema di scarola con speck e crostini

La versione con glutine della Crema di scarola con speck e crostini

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine ad eccezione dei crostini quindi sostituire i crostini senza glutine con crostini convenzionali.

Quando non sapete cosa fare ed avete voglia di un primo piatto o piatto unico sfizioso, bello e completo per un pasto bilanciato, le Torrette di riso venere con crema di mandorle e pomodori sono sicuramente una possibile risposta, anche divertente da preparare insieme a me.

Alla scoperta del Riso Venere

Ma lo sapevate che il riso Venere è un prodotto tutto italiano? E’ il primo riso integrale italiano nato, coltivato e lavorato esclusivamente nelle storiche terre risicole del Piemonte e nella meravigliosa Valle del Tirso in Sardegna.

Fu la cooperativa sementiera Sapise (Sardo Piemontese Sementi) che nel 1997 incrociò una varietà di riso bianca locale molto resistente ed una varietà nera asiatica che non si riusciva a coltivare in Italia ottenendo questo riso che venne chiamato Venere come il pianeta del nostro sistema solare, ma anche come la dea dell’amore per i suoi presunti poteri afrodisiaci (al colore nero del riso in Asia vengono attribuite queste proprietà!). Il marchio è registrato e potete trovare tutte le informazioni cliccando su questo link: https://www.risovenere.it/

Personalmente, trovo il profumo e il sapore del riso venere irresistibili, fatto che mi fa superare qualsiasi reticenza davanti al lungo tempo di cottura, che è d’altronde la caratteristica di tutti i risi integrali. Beh, sappiamo che il riso integrale ha un indice glicemico molto più basso rispetto al riso bianco, quindi anche questa caratteristica lo rende preferibile rispetto ad altre opzioni.

Con i quantitativi che vi propongo per la crema di mandorle e pomodoro, ne avrete sicuramente un po’ di più di quella che vi serve per accompagnare le torrette, ma credo valga la pena abbondare così la potrete accompagnare a verdure in pinzimonio e crostini come sano e delizioso intingolo.

Un’ultima nota che non fa mai male: le torrette di riso venere sono anche un vero piacere per gli occhi!

 

La mia ricetta delle Torrette di riso venere con crema di mandorle e pomodori    

carboidrati 11,26 g per 100 g

 

Ingredienti per 4 torrette

  • 160 g riso Venere
  • 300 g mozzarella fiordilatte
  • 300 g pomodori tipo San Marzano
  • 40 g mandorle sbucciate (lasciate a bagno in acqua per qualche ora)
  • 30 g pane**
  • 12 ciliegini
  • 2 cucchiai di succo di limone
  • 1 cucchiaio di colatura di alici o qualche alice sottolio
  • 1 mazzo di basilico
  • foglioline di basilico per completare
  • olio extra vergine di oliva
  • aceto di mele
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Lessate il riso in acqua salata, scolatelo e conditelo con il succo di limone e la colatura di alici oppure 2 alici disciolte in olio di oliva mettendole sul fuoco per pochi minuti, quindi fatelo raffreddare. Ricavate 6 fette dalla mozzarella e fatele sgocciolare. Prendete dei coppapasta quadrati da 6-7 cm di lato e formate uno strato di riso venere, uno di mozzarella e infinite un secondo strato di riso premendoli bene. Lasciate riposare.
  2. Scolate le mandorle e mettetele in un robot con i pomodori tipo San Marzano spezzettati, un pizzico di sale, una manciata di foglie di basilico e il pane sbriciolato. Frullate fino ad ottenere un composto cremoso.
  3. Tagliate i ciliegini e conditeli con olio, sale e aceto di mele.
  4. Sformate le torrette di riso e mozzarella, guarnite con i ciliegini e una quenelle di crema di pomodori e mandorle sopra la torretta. Completate con qualche fogliolina di basilico, un filo di olio a crudo e una macinata di pepe.

Foto delle Torrette di riso venere con crema di mandorle e pomodori

La versione con glutine delle Torrette di riso venere con crema di mandorle e pomodori

Sostituire il pane senza glutine con pari quantità di pane convenzionale.

Il Budino di pesche al cocco e menta è una macedonia di frutta mascherata da dolce ed è la risposta a due necessità di questi giorni: la prima è quella di trovare un’alternativa al gelato per Gaia nelle lunghe e afose giornate estive, la seconda è quella di utilizzare le pesche dolcissime che mi ha regalato il mio amico fruttivendolo prima della chiusura per ferie.

Infatti, il Budino di pesche al cocco e menta lo possiamo preparare senza aggiungere zuccheri a quelli che già contiene la dolce frutta di stagione oppure, come ho fatto io per rendere la preparazione davvero simile a un dessert vero e proprio, ho aggiunto qualche goccia di dolcificante liquido nella preparazione del budino.

Utilizzando il latte di cocco (rigorosamente al naturale e non zuccherato) ho evitato di aggiungere grassi alla preparazione, l’apporto di carboidrati per 100 g di latte di cocco è di soli 2,7 g e, regalo che possiamo fare agli amici che non possono consumare latticini, è anche privo di lattosio.

Infine, un tocco di freschezza con la menta che cresce nell’angolo delle aromatiche del mio orticello di casa non poteva mancare…anche se il rametto mi ha dato parecchio da fare attorcigliandosi attorno alla frusta che ho usato per preparare il budino… guardate un po’!

Qualche altro dolce al cucchiaio? Sbirciate !

 

Il budino di pesche al cocco e menta pronto per essere gustato

Il budino di pesche al cocco e menta

La ricetta del Budino di pesche al cocco e menta senza zuccheri aggiunti    

7,56 g di carboidrati per 100 g

 

Ingredienti per 6-7 budini

  • 400 g latte di cocco
  • 300 g polpa di pesche (circa 2 pesche)
  • 30 g amido di riso*
  • 8 g gelatina in fogli*
  • un rametto di menta più qualche fogliolina per guarnire
  • dolcificante* o zucchero a piacere

Ingredienti per la salsa d’accompagnamento

  • 125 g more
  • 125 g lamponi
  • ½ limone, succo
  • mandorle in filetti*
  • dolcificante* o zucchero (facoltativo, io non ho aggiunto nulla)

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Prima di tutto mettete a bagno la gelatina in una ciotola con acqua fredda.
  2. Sbucciate le pesche e tagliatele a pezzi grossolani che metterete nel vaso del Bimby o di un frullatore con una parte del latte di cocco. Frullate in modo da ottenere un composto omogeneo e perfettamente liscio.
  3. Stemperate l’amido di riso in un pentolino aggiungendo gradatamente il latte di cocco restante mentre mescolate con una frusta; aggiungete un rametto di menta e mettete il composto sul fuoco; quando è tiepido, versatevi dentro il frullato di pesca e quando la crema inizia ad addensarsi, allontanatela dal fuoco e aggiungetevi la gelatina strizzata, girando bene con la frusta affinché la gelatina si sciolga e si incorpori perfettamente.
  4. Fate raffreddare la crema di pesche mescolando di tanto in tanto, poi, quando il contenitore sarà sufficientemente freddo, ricopritelo con pellicola a contatto e fatelo raffreddate per qualche ora in frigorifero.
  5. Nel frattempo, preparate la salsa d’accompagnamento. Versate i frutti di bosco in una padella antiaderente, irrorateli con il succo di mezzo limone e portateli sul fuoco vivace. Quando la frutta avrà rilasciato il proprio liquido, spegnete e lasciate raffreddare.
  6. Togliete la crema di pesche dal frigorifero, rimuovete la pellicola a contatto, mescolate la crema con una spatola con movimenti dal basso verso l’alto. Con un mestolo, trasferite il budino nelle coppette da servire e completate con un cucchiaio di salsa ai frutti di bosco e lamelle di mandorle a piacere. Guarnite con qualche fogliolina di menta.

Immagine ravvicinata del budino pronto

La versione con glutine del Budino di pesche al cocco e menta senza zuccheri aggiunti

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

 

Questa è la mia seconda (e ultima… al momento) ricetta della tappa umbra del progetto “20 di cambiamento”. La Polenta di roveja alle alici (polenta che qui prende il nome di Farecchiata o Pesata) racconta di un legume, molto meno noto delle Lenticchie di Castelluccio, anzi direi quasi sconosciuto al di fuori della zona in cui viene coltivato: la Roveja.

Gli alimenti sconosciuti

La Roveja è un piccolo legume simile al pisello con un baccello che, dapprima di colore verde, con la maturazione prende i toni del viola scuro; si raccoglie tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Il legume essiccato è di colore marrone.

La roveja essiccata, materia prima di zuppe e farine

La roveja essicata, materia prima di zuppe e farine (foto: La Repubblica)

In tempi antichi la roveja era coltivata su tutta la dorsale appenninica umbro-marchigiana, dall’Altopiano di Colfiorito al Gran Sasso passando per Cascia e Castelluccio grazie alla sua resistenza alle basse temperature e allo scarso bisogno di acqua per la coltivazione. Nonostante fosse la protagonista dell’alimentazione di pastori e contadini, soprattutto in zuppe preparate anche con altri legumi, la roveja scompare quasi totalmente dal mercato dopo la Seconda Guerra Mondiale a causa delle modalità di coltivazioni faticose e poco redditizie.

Per salvare questa coltivazione dall’oblio, nel 2006 Slow Food la trasforma in Presidio coinvolgendo pochi contadini della Valnerina nel comune di Cascia che continuano tutt’ora a coltivarla in modo molto simile alla lenticchia. La roveja si può mangiare fresca o essiccata oppure può essere macinata a pietra per ottenere una farina dal retrogusto leggermente amarognolo che è l’ingrediente principale della nostra ricetta.

Il fiore della roveja

Il fiore della roveja (foto: Bikers in cresta)

La ricetta di 20 di cambiamento

E questa è la mia seconda ricetta (la prima ricetta era la Crostata di ricotta e lenticchie) perché ho assaggiato la roveja per la prima volta nella vita proprio grazie al viaggio a Castelluccio e alla mia amica e blogger Cristiana Curri (https://blog.giallozafferano.it/chicchecris/). E’ un legume e quindi non contiene glutine, ma contiene carboidrati complessi che, assorbendo tanta acqua durante il processo digestivo, contribuiscono ad un aumento graduale della glicemia, mantenendola costante ed evitando sbalzi. Mi piace anche il fatto che la polenta sia insaporita (data la difficoltà a reperire il sale su queste montagne, non a caso anche qui è comune il pane “sciapo”) da una salsa di acciughe, il pesce che veniva conservato sotto sale diventando di lunga durata, nutriente e pratico da trasportare che è presente in tante ricette di territori lontani dal mare proprio per queste straordinarie caratteristiche (basti pensare alla Bagna Cauda piemontese).

E’ un piatto di cucina umbra emblematico della cucina povera e preparando la polenta di roveja, faremo quindi bene a noi stessi, ma soprattutto aiuteremo a salvaguardare la biodiversità di questo territorio e a tenere in vita un prodotto e la sua secolare tradizione. Inoltre, servono solo 4 ingredienti per preparare un piatto davvero sorprendente… oltre all’acqua!

Un piccolo aneddoto: quando ho preparato la polenta di roveja la prima volta, ne ho cucinata  davvero tanta perché non ne conoscevo la resa, né consistenza e sapore. Di fatto, mi sono ritrovata con un’intera pirofila colma di polenta nemmeno toccata! Il giorno dopo, quando ormai la polenta era perfettamente soda, l’ho utilizzata per preparare un gratin alternando strati di polenta di roveja, cipolla rossa di Tropea stufata, trito di sedano e ricotta salata grattugiata…una delizia!

La polenta di roveja con le alici pronta per essere gustata

 La ricetta della Polenta di roveja alle alici   

7,78 g di carboidrati per 100 g di polenta condita

 

Ingredienti per 4 persone

  • 450 g acqua
  • 100 g farina di roveja*
  • 60 g olio extravergine di oliva
  • 10 filetti di alici sotto sale oppure sott’olio
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale grosso per l’acqua
  • sedano (facoltativo)

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Mettete l’acqua sul fuoco e portatela a bollore; salate l’acqua e quando il sale si sarà completamente sciolto, allontanate la pentola dal fuoco per il tempo necessario a versare la farina di roveja a pioggia mescolando con una frusta in modo che non si formino grumi.
  2. Rimettete la pentola sul fuoco e mescolate spesso il composto con un cucchiaio di legno affinché non si attacchi sul fondo. Fate cuocere la polenta a fuoco dolce per circa 25 minuti.
  3. Nel frattempo preparate la salsa di accompagnamento. Se decidete di utilizzare le alici sotto sale, rimuovete il sale sulla superficie con un coltello affilato e rimuovete la lisca centrale. Per praticità, io ho optato per i filetti di alici sott’olio. Quindi, mettete l’olio in un tegamino, aggiungetevi l’aglio tagliato a metà e fatelo colorire leggermente, quindi toglietelo e aggiungete 6 filetti di alici e fateli sciogliere.
  4. Quando la polenta sarà pronta, componete i piatti facendo uno strato di polenta, conditela con la salsa di alici e completate con 1 filetto di alice intero arrotolato. Io ho deciso di servire la polenta accompagnata da sedano a bastoncini per dare un tocco di freschezza alla ricetta e renderla più adatta alla stagione calda.

 

Il piatto finito con i pochi ingredienti necessari per prepararlo

La versione con glutine della Polenta di roveja alle alici

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

Le insalate sono una soluzione perfetta per l’estate e questa insalata di Legumotti avvolta da una crema di erbette liscia e vellutata, completata dalla dolce cipolla di Tropea caramellata vi regalerà il piacere di un grande piatto gourmet.

La ricetta è naturalmente senza glutine ed è ricca di proteine vegetali e fibre, adatta per essere consumata a pranzo o cena, tiepida o fredda; è perfetta come piatto unico, se mangiata in una porzione abbondante, oppure come antipasto o primo piatto se servita in quantità più modeste.

La crema di erbette sarà una vera sorpresa che potrete sfruttare per tantissime altre preparazioni: usatela come salsa di accompagnamento di flan e paste fresche ripiene, arrosti di carne, insalate miste e, naturalmente, come sugo per condire primi piatti (gli gnocchi con questa crema sono deliziosi).

Le cipolle di Tropea caramellate non hanno bisogno di molte presentazioni. L’unica attenzione che dovremo prestare è allo zucchero che contengono, sia naturalmente che per l’aggiunta di zucchero di canna funzionale a farle caramellare. Infatti, la cipolla si comporta come alcune altre verdure (ad es. carote e peperoni) che cuocendo aumentano considerevolmente il quantitativo di carboidrati per 100 g: la cipolla cruda ne contiene 5,7 g/100g, mentre una volta cotta il valore passa a 23,6g/100g.

Per questo motivo, vi ho indicato il valore di carboidrati delle cipolle caramellate separatamente così potrete regolarvi meglio nel momento in cui le aggiungerete al piatto o le preparerete per mille altre applicazioni. Eh sì, perché una volta che avrete preparato la cipolla di Tropea caramellata, la potrete utilizzare per condire una pasta, farcire un panino o una focaccina, accompagnare un secondo di carne o pesce, se non addirittura per completare un dolce al cucchiaio che mi è capitato di assaggiare in una delle mie avventure culinarie.

Insalata di Legumotti con cipolla di Tropea caramellata

Insalata di Legumotti con crema di erbette, cipolla di Tropea caramellata e completata con una grattugiata di ricotta salata

 

La ricetta dell’Insalata di Legumotti con cipolla di Tropea caramellata

24,52 g di carboidrati per 100 g di Legumotti cotti e conditi con crema di erbette

47,62 g di carboidrati per 100 g di cipolla di Tropea caramellata

 

Ingredienti per i Legumotti e la crema di erbette

  • 250 g Legumotti Barilla*
  • 300 g erbette fresche già pulite (senza le coste bianche più dure)
  • 80 g cipollotto
  • 20 g olio extravergine di oliva
  • 1 spicchio d’aglio
  • ricotta salata
  • maggiorana
  • sale e pepe

Ingredienti per la cipolla caramellata

  • 450 g cipolle di Tropea
  • 30 g aceto di mele
  • 20 g olio extravergine di oliva
  • 20 g zucchero di canna
  • sale e pepe

 

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Iniziate con le cipolle caramellate che sono la preparazione che richiede più tempo. Tagliate le cipolle a metà ed ogni metà a fette formando delle sorte di ventagli. Mettetele ad appassire in una padella antiaderente con l’olio extravergine di oliva sul fuoco basso e con il coperchio; dopo 10 minuti, aggiungete l’aceto di mele e lo zucchero di canna; aggiustate di sale e pepe e fate cuocere per altri 10 minuti lasciando la padella scoperchiata in caso sia presente del liquido sul fondo. Tenete da parte le cipolle.
  2. Lavate e mondate le erbette. Mettete una pentola di acqua leggermente salata sul fuoco e quando bolle, fate sbianchire le erbette per un minuto, scolatele e buttatele in acqua fredda. Versatele in uno scolapasta in modo che si scolino bene.
  3. Tritate il porro e mettetelo in una padella antiaderente con l’olio extra vergine di oliva e lo spicchio d’aglio; aggiungete le erbette leggermente schiacciate; salate, pepate, profumate con un pizzico di maggiorana e lasciate insaporire per una decina di minuti. Togliete l’aglio, trasferite le verdure in un robot e frullatele in modo da ottenere una crema liscia ed omogenea.
  4. Mettete un tegame di acqua sul fuoco, salate e quando giunge a bollore, cuocete i Legumotti per 9 minuti. Scolateli e metteteli in una terrina. Conditeli con la crema di erbette e serviteli nei piatti singoli. Completate con le cipolle caramellate e una grattugiata di ricotta salata. Potete consumare i Legumotti tiepidi o freddi a piacere: io li adoro in tutte le preparazioni, quindi ecco un’altra ricetta che potrebbe interessarvi, i Legumotti alle verdure.

Versione con glutine

La ricetta è naturalmente senza glutine, quindi non richiede nessun adattamento.

Le Sorpresine alla quinoa mi permettono di usare le verdure, sicuramente i miei ingredienti preferiti! Per ogni stagione ne abbiamo una grande varietà che ci permette di sbizzarrirci nella loro preparazione. Eppure, a volte mancano le idee per preparare qualcosa di sfizioso di fronte al quale i ragazzi non storcano il naso.

Le zucchine tonde si prestano anche solo per la forma ad essere amate da grandi e piccini perché sono perfette per essere riempite con tutto ciò che ci piace, quindi la mia è solo una delle centinaia di soluzioni di farce possibili.

La versione preparata con la quinoa, uno dei super food dell’America Latina (guardate un po’ la sua storia) più apprezzati anche da noi grazie all’alto contenuto di proteine e di Omega 6 e Omega 3, rende la ricetta un piatto unico perfetto sia per pranzo che per cena. Personalmente, ho preparato la ricetta nella versione vegana, ossia senza aggiungere il formaggio fuso, e l’ho proposta per cena ai miei affamati famigliari e la glicemia di Gaia si è comportata benissimo nel corso di tutta la notte, fatto che ci ha fatto gustare il piatto ancora di più.

Sorpresine alla quinoa   

carboidrati 6,2 g CHO per 100 g

Ingredienti

  • 4 zucchine tonde grandi (peso totale una volta svuotate 1 kg)
  • 300 g passata di pomodoro
  • 120 g sedano
  • 90 g carota
  • 80 g quinoa (cotta in 240 g di acqua)
  • 70 g scalogno
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe
  • peperoncino
  • cubetti di formaggio che fonda (facoltativo)

Preparazione

  1. Mettete la quinoa in un colino a maglie fini, sciacquatela abbondantemente, quindi mettetela in un tegamino con il triplo del proprio peso di acqua. Salate leggermente l’acqua, mettete il tutto sul fuoco e fate cuocere la quinoa per circa 15 minuti con il coperchio fino a quando non avrà assorbito completamente l’acqua. Allontanate dal fuoco e lasciatela intiepidire.
  2. Prendete le zucchine tonde, tagliate la parte alta in modo da dividere le zucchine in 2 parti: una piccola in alto e la parte grande sottostante che svuoterete della polpa (questa la potrete utilizzare per preparare minestre di verdura). Spolverate di sale l’interno delle zucchine, adagiatele con la loro calotta di fianco su una teglia ricoperta di carta da forno e cuocetele in forno preriscaldato a 200°C per 15 minuti. Una volta tolte dal forno, svuotare le zucchine dell’acqua che si sarà formata al loro interno, quindi tenetele da parte mentre preparate la farcia.
  3. Affettate lo scalogno, mettetelo in un tegame con un filo di olio extra vergine di oliva assieme allo spicchio d’aglio, quindi aggiungete la passata di pomodoro e fate cuocere per 10 minuti.
  4. Mettete un filo d’olio in una padella antiaderente e fatevi saltare il sedano e la carota a dadini; aggiustate di sale e pepe. A questo punto condite la quinoa con il sugo di pomodoro e le verdure saltate; aggiustate di sale, pepe e peperoncino.
  5. Riempite le zucchine con la quinoa premendola leggermente al loro interno. A piacere, potete mettere qualche dadino di formaggio che fonda sopra la quinoa prima di coprire ogni zucchina con la propria calotta (personalmente non ho aggiunto nulla perché non volevo aggiungere formaggio a questo pasto), quindi infornate nel forno caldo a 200°C per una decina di minuti oppure per 5 minuti sotto il grill.
  6. Servite le zucchine calde con un filo di olio a crudo.
Le zucchine ripiene di verdure e quinoa

Le zucchine ripiene di verdure e quinoa

 

La versione con glutine delle Sorpresine alla quinoa

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

Anche se l’aria è ancora fresca, ormai sono entrata nel mood dell’estate e dei colori e non riesco a tornare al grigio, né con i vestiti e tanto meno con il cibo! Il riso basmati al curry, tonno e peperoni esprime a pieno questa sensazione.

Ed è proprio la natura che ci aiuta ad essere colorati perché ormai andare a fare la spesa dal fruttivendolo è una vera gioia per gli occhi con tutte le verdure di stagione. I peperoni mi mettono sempre molta allegria, per non parlare dei primi pomodorini provenienti dal sud del nostro paese.

Allora ho deciso di aggiungere un altro tocco di colore alla tavolozza delle verdure: il curry, una spezia che adorano tutti in famiglia e che acquisto da alcuni amici indiani quando tornano dal loro paese.

I carboidrati del piatto derivano quasi esclusivamente dal riso basmati (ricordate che anche i peperoni cotti vanno conteggiati nella preparazione avendo 24,3 CHO per 100 g di prodotto una volta cotti), un riso a chicco lungo, dal profumo intenso e con un indice glicemico leggermente più basso rispetto alle tipologie di riso più adatte ai risotti… non a caso non rilascia l’amido che è fondamentale invece per dare cremosità al risotto all’italiana.

Divertitevi a preparare questo piatto unico, una sorta di insalata di riso, una ricetta estiva perfetta che rallegrerà la tavola, il palato e sicuramente anche il vostro benessere. Se vi piace il curry, provate anche il Cous cous con curry di gamberi e zucchine.

Riso basmati al curry con tonno e peperoni

Riso basmati al curry con tonno e peperoni

Riso basmati al curry, tonno e peperoni

carboidrati 12,92 g per 100 g


Ingredienti
 

  • 300 g filetti di tonno sott’olio
  • 300 g brodo vegetale
  • 220 g peperone giallo
  • 220 g peperone verde
  • 200 g riso Basmati
  • 200 g pomodori pelati
  • 15 g cipollotto
  • 1 cucchiaino di curry in polvere*
  • olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Tagliate i pelati, rimuovete i semi e tagliate il resto a cubetti che metterete in una ciotola con il tonno spezzettato, il cipollotto tagliato a fettine, una presa di sale e 20 g di olio. Lavate i peperoni, tagliateli, rimuovete i semi e i filamenti bianchi e tagliateli a dadini mettendoli da parte.
  2. In un tegame, scaldate 20 g di olio, tostatevi il riso per qualche minuto, unite il curry, mescolate bene, quindi aggiungete il brodo caldo, mettete il coperchio e lasciate cuocere per 5 minuti. Unite i peperoni senza mescolare, rimettete il coperchio e portate a cottura (altri 5 minuti circa e fino a quando il liquido sarà stato completamente assorbito).
  3. Suddividete il riso in 4 ciotole monoporzione, lasciatelo intiepidire e completate con il composto di pomodori e tonno.

 

La versione con glutine del Riso basmati al curry, tonno e peperoni

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi la ricetta non richiede adattamenti per la versione con glutine.

 

 

Finalmente abbiamo la possibilità di uscire di casa e goderci la natura, le temperature si sono alzate e i colori attorno a noi ci caricano di energia, così anche i piatti si colorano: Hummus di ceci rosa con Sfogliette di ceci.

Questo per lo meno è l’effetto che i colori esercitano su di me. L’hummus di ceci si colora di rosa per accompagnare un regalo ricevuto dalla ditta Sarchio: delle deliziose Sfogliette ai ceci che hanno solo pregi visto che sono biologiche, senza glutine, cotte in forno e con il giusto quantitativo di carboidrati per uno spezza fame o un bell’aperitivo con gli amici.

Ho fatto a malapena finito di scattare le foto dopo avere registrato la video ricetta prima che la famiglia si riunisse attorno alle ciotoline a riempire le piccole sfoglie croccanti di cremoso hummus in impaziente attesa della cena.

Ricordatevi inoltre che potete sbizzarrirvi “colorando” l’hummus con i sapori che preferite usando verdure o spezie che lo renderanno ancora più sfizioso.

 

Hummus di ceci rosa con Sfogliette ai ceci

carboidrati 10,64 g per 100 g di hummus

carboidrati 67 g per 100 g Sfogliette di ceci Sarchio


Ingredienti
 

  • 230 g ceci già cotti o in scatola
  • 60 g acqua
  • 40 g tahina (crema di semi di sesamo)*
  • 30 g olio extra vergine di oliva
  • 20 g bietola rossa
  • 20 g succo di limone
  • erba cipollina, opzionale
  • sale e pepe
  • Sfogliette di ceci Sarchio*

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Prendete la bietola rossa e cuocetela in acqua bollente per circa 40 minuti o comunque fino a quando è morbida se forata con i rebbi di una forchetta. Prendetene un piccolo quantitativo per questa preparazione, mentre conservate l’altra per utilizzarla come contorno da condire con olio, aceto e sale.
  2. Mettete i ceci in un mixer con tutti gli altri ingredienti e frullate fino a quando si sarà ottenuta una crema morbida e uniforme.
  3. Completate questo splendido e colorato hummus con pezzettini di erba cipollina o altre spezie a piacere.
  4. E’ ideale da servire come intingolo o copertura per crostini e bruschette.

 

Il colore brillante dell'hummus di ceci

Il colore brillante dell’hummus di ceci

La versione con glutine dell’hummus di ceci alla bietola con Sfogliette ai ceci

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

Le Focaccine soffici di patate per me sono legate indelebilmente alla mia nonna paterna. Infatti, per tantissimi anni, la tradizione di casa nostra è stata quella di fare il pane una volta alla settimana, in grandi quantità, da cuocere nel forno a legna all’interno dell’aia.

La cosa di cui conservo il ricordo più piacevole è il momento in cui si poteva mangiare la “Torta del forno”, ossia una versione di focaccine soffici alle patate che la nonna preparava aggiungendo ad una pagnotta di pane una patata bollita e schiacciata, olio extra vergine di oliva e sale. Il nuovo piccolo impasto (o a volte grande impasto per il desiderio di tutti di mangiarsi questa delizia) veniva steso con il mattarello, tagliato a strisce di circa 15 x 7 cm e buttato sui mattoni del forno a legna per testarne la temperatura. Infatti, il nostro forno a legna non ha mai avuto un termometro, così in base al colore della superficie delle strisce di pane si poteva capire se il forno era troppo caldo, e quindi dovevamo aspettare ad infornare il pane, o non era sufficientemente caldo, e dovevamo quindi bruciare altra legna al suo interno.

Queste focaccine son un omaggio a quel sapore, anche se la cottura nel forno a legna conferisce sicuramente profumi e sapori diversi. Tuttavia, vi posso assicurare che alla mia nonna, che è ancora in ottima forma con i suoi 94 anni, questa versione è piaciuta davvero tanto.

La ricetta delle Focaccine soffici alle patate

carboidrati 43,66 g per 100 g

Ingredienti

  • 400 g acqua
  • 300 g patate
  • 220 g farina Preparato universale per prodotti da forno Massimo Zero**
  • 170 g farina per pane Fioreglut Caputo**
  • 60 g farina di riso integrale*
  • 30 g farina di grano saraceno*
  • 40 g olio extra vergine di oliva
  • 16 g lievito
  • sale, origano, pomodorini, olive, farina di riso per formatura

**Ingredienti specifici per celiachi

*Ingredienti di cui verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Fate bollire le patate, sbucciatele, schiacciatele e fatele raffreddare.
  2. Impastate gli altri ingredienti, formate un panetto, spennellatelo con un filo d’olio, copritelo con pellicola trasparente e fatelo lievitare per 1,5 ore o comunque fino al raddoppio del volume.
  3. Reimpastate con la planetaria aggiungendo le patate schiacciate, mescolate velocemente bene, quindi prendete delle cucchiaiate di composto, stendetelo prima con le mani, poi con il mattarello usando abbondante farina di riso e con un coppapasta tagliate dei dischi spessi circa 2 cm e larghi 10 cm di diametro. Adagiateli su una teglia da forno ricoperta di carta forno e lasciateli lievitare di nuovo per circa 30 minuti.
  4. Spennellate la superficie con un filo d’olio e insaporite a piacere con origano, olive, pomodori, ecc.
  5. Cuocere in forno preriscaldato a 200°C per circa 40 minuti.

Per vedere la video ricetta, clicca qui.

La ricetta con glutine delle Focaccine soffici alle patate

Sostituite le farine Massimo Zero e Caputo con farina di frumento e riducete l’acqua a 300 g.