Siamo rientrati dal Merano Wine Festival ricchi di entusiasmo e felici della bellissima esperienza vissuta. Inutile dire che trovarsi in una delle manifestazioni più importanti a livello nazionale nell’ambito dell’enogastronomia, ha avuto un effetto corroborante. Con me Luca Puzzuoli, promotore di Risate e Risotti.

Simply Red: un risotto per il Merano Wine Festival

uno-chef-per-gaia-al-merano-wine-festival

E il mio risotto ha reso omaggio al gusto, all’italianità ed al piacere di assaporare un piatto semplice ma, al tempo stesso, saporito e raffinato.

Cos’ho preparato?

Il Ristotto Simply Red con Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Olio extravergine Infinito, composta di lamponi con peperoncino dei Monti Cimini e pomodori Ciro Flagella.

Dato che non voglio solo farvi incuriosire, ma anche provare questa bontà, ecco la ricetta per prepararlo!

uno-chef-per-gaia-al-merano-wine-festival

 

La ricetta del Risotto Simply Red

carboidrati 31,5 g per 100 g senza composta di lamponi

Ingredienti per 4 persone

  • 2 litri circa di brodo vegetale preparato in precedenza
  • 360 g riso Carnaroli Maremma
  • 120 g pomodorini freschi o pomodorini Ciro Flagella
  • 80 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 60 g Prosciutto di Parma di oltre 15 mesi di stagionatura
  • 30 g burro
  • 30 g cipolla
  • 10 g zucchero di canna
  • composta di lamponi al peperoncino dei Monti Cimini, olio extra vergine di oliva Infinito, timo, sale e pepe

Preparazione

  1. Fatevi affettare il prosciutto in fette piuttosto spesse, circa 1-2 mm, poi mettetele in congelatore per almeno 3 ore: vedrete che non congeleranno, ma, grazie al contenuto di sale, diventeranno semplicemente molto fredde e piuttosto rigide.
  2. Tagliate i pomodorini a meta, adagiateli su una teglia ricoperta da carta forno con il lato tagliato rivolto verso il basso e spolverateli con lo zucchero di canna, olio, sale, pepe e il timo ben sfogliato.
  3. Metteteli in forno ventilato preriscaldato a 180°C per 20 minuti. Toglieteli e metteteli da parte.
  4. Prendete una padella antiaderente piuttosto grande e cospargetela con 20 g di parmigiano grattugiato in modo che ricopra tutto il fondo. Mettete la padella sul fuoco e fate in modo che il formaggio si sciolga senza bruciare, quindi allontanate la padella dal fuoco e lasciate raffreddare il formaggio: avrete ottenuto la vostra cialda.
  5. Per il risotto, mettete circa 20 g di olio extra vergine in un pentolino con il trito di cipolla. Lasciate ammorbidire e imbiondire il trito, poi aggiungete il riso e fatelo tostare a fuoco vivace (a me sono serviti 3 minuti per avere i chicchi ben trasparenti con la parte centrale bianca). Iniziate ad aggiungere il brodo bollente e continuate a mescolare unendo altro brodo solo quando il riso sarà quasi asciutto.
  6. Nel frattempo, mettete il prosciutto “congelato” in un robot da cucina molto tagliente e frullatelo in modo da ottenere una sorta di farina grossolana.
  7. Quando il riso sarà cotto, ma ancora al dente, spegnete il fuoco, aggiungete il prosciutto frullato e amalgamate bene. A questo punto, mantecate con il burro freddissimo e il restante parmigiano grattugiato. Lasciate riposare il risotto per almeno 1 minuto coperto da un canovaccio. Impiattate e completate ogni piatto con qualche pomodorino confit, una cialda di parmigiano e qualche puntina di composta di lamponi al peperoncino.

I primi freddi per noi vogliono dire piatti sostanziosi, completi e ricchi di gusto, ricette capaci di scaldare i momenti della tavola lasciandoci assaporare le giornate legate a famiglia o amici.

Il poco tempo a disposizione di tutto i giorni certamente non aiuta, ma questa volta abbiamo pensato ad una proposta che si può realizzare e conservare in freezer già pronta…basterà solo scaldarla quando necessario.

Stiamo parlando di un primo piatto: Paccheri ripieni alla crema di carciofi. Se amate i carciofi, provate anche gli Gnocchetti alla farina di lenticchie.

La ricetta dei Paccheri ripieni alla crema di carciofi

carboidrati 14,02 g per 100 g

Ingredienti per il ripieno

  • 400 g ricotta mista
  • 200 g crema di carciofi*
  • 150 g paccheri senza glutine**
  • 30 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • sale e pepe

Ingredienti per la besciamella

  • 250 g latte
  • 20 g farina di riso*
  • 10 g parmigiano grattugiato
  • 10 g burro
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Preparate il ripieno mescolando la ricotta con la crema di carciofi (potete scegliere quella che preferite, noi abbiamo utilizzato la crema di carciofi Prontofresco Greci) e il parmigiano; aggiustate di sale, pepe e mettete da parte.
  2. Nel frattempo, cuocete i paccheri in acqua bollente salata e scolateli quando saranno leggermente al dente. Passateli sotto l’acqua fredda in modo da fermare la cottura. Lasciateli asciugare appena, farciteli con la crema di ricotta e adagiateli in senso orizzontale in una pirofila da forno.
  3. Preparate una besciamella facendo sciogliere in un tegame il burro, unitevi la farina e mescolate bene con una frusta in modo che non si formino grumi. Quindi, scaldate il latte sul fornello e, quando sarà prossimo all’ebollizione, toglietelo dal fuoco e versarlo nel tegame con il burro e la farina continuando a mescolare con la frusta.
  4. Rimettete il tegame sul fuoco, aggiustate di sale e pepe e, quando starà per bollire, spegnere e lasciare intiepidire.
  5. Ricoprite i paccheri con la besciamella e metteteli in forno preriscaldato a 200°C per circa 15 minuti.

paccheri-ripieni-ai-carciofi-senza-glutine-ph-chiara-marando

I paccheri ripieni pronti per essere gustati

La versione con glutine dei Paccheri ripieni alla crema di carciofi

Sostituite i paccheri senza glutine con paccheri tradizionali, tutti gli altri ingredienti rimangono invariati.

Primi freddi non vi temiamo! Quando le giornate cominciano ad accorciarsi e l’aria serale si fa più frizzante, noi ci riscaldiamo con qualcosa di gustoso e sano, proprio come una Crema di cavolo romanesco.

Vellutata, profumata e buonissima, vi proponiamo questa facilissima ricetta per preparare una crema di verdure.

Oltre al suo sapore caratteristico di cavolfiore generalmente più delicato rispetto al cavolfiore comune, il cavolo o broccolo romanesco sembra una scultura di arte orientale: le sue cimette sono talmente perfette da riuscire a stregare e il colore verde brillante completa l’effetto ammagliante.

Provatela con solo un filo di olio extravergine di oliva per condire e qualche crostino di accompagnamento, ne rimarrete molto soddisfatti.

La ricetta della Crema di cavolo romanesco

carboidrati 1,57 g per 100 g

Ingredienti

  • 1 litro di acqua
  • 650 g cavolo verde romanesco
  • 165 g cipolla
  • olio extra vergine di oliva, sale e (opzionale) curry

Preparazione

  1. Mettete la cipolla affettata in un tegame con l’olio, poi aggiungete il cavolfiore in cimette e, se si desiderate avere un sapore speziato, un mezzo cucchiaio di curry.
  2. Lasciate insaporire qualche minuto, coprite il tutto con l’acqua e lasciate cuocere per circa 30 minuti fino a quando le verdure si saranno ammorbidite. Frullate il tutto, regolate di sale e servite con un filo d’olio crudo ed eventualmente dei crostini.
Crema di cavolo romanesco

Crema di cavolo romanesco

La versione con glutine della Crema di cavolo romanesco

Questa ricetta è naturalmente priva di glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti.

Autunno in cucina significa zucca e zucca significa Gnocchi di zucca! Ingrediente dalle innumerevoli proprietà, dal gusto delicato che ben si sposa con abbinamenti anche arditi, ma soprattutto dai molteplici utilizzi.

E a noi piace tanto. Ci piace per quel suo colore acceso che regala vitalità ai piatti, per la polpa corposa che si presta a rendere ogni ricetta interessante e saporita, per il suo trasformarsi in preparazioni dolci o salate a seconda della fantasia.

Oggi vogliamo rendere omaggio a questo dono della natura con una ricetta semplicissima ma di sicuro effetto.

Ilaria ha pensato a qualcosa di speciale: Gnocchi di zucca al cucchiaio

La ricetta degli Gnocchi di zucca al cucchiaio

carboidrati 14,5 g per 100 g

Ingredienti per 6 persone

  • 1 kg zucca cotta (corrispondente a circa 1 zucca di varietà Delica, buccia verde e polpa arancione)
  • 160 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 140 g farina Petra 3**
  • 2 uova
  • sale, pepe e noce moscata
  • burro, salvia e parmigiano per condire

**Prodotti specifici per celiaci

Preparazione

  1. Fate cuocere la zucca a pezzi nel forno a 200°C per 20 minuti oppure in un tegame con il fondo spesso, aggiungendovi un goccio d’acqua fino a quando sarà morbida e bene asciutta.
  2. Passate la zucca allo schiacciapatate oppure frullatela in un robot.
  3. Mescolate il passato di zucca con parmigiano grattugiato, uova e farina; aggiustate di sale, pepe e noce moscata.
  4. Una volta pronto il composto, mettete sul fuoco una pentola d’acqua, portatela ad ebollizione, salatela e, quindi, buttatevi dei cucchiaini di impasto di zucca della dimensione di una noce. Guardate anche il video su come preparare gli Gnocchi di zucca al cucchiaio.
gnocchi-di-zucca-senza-glutine-ph-chiara-marando

La cottura degli gnocchi di zucca al cucchiaio

5. Quando gli gnocchi saranno saliti a galla, lasciateli bollire per 1 minuto, poi scolateli con una schiumarola.

6. Infine, conditeli con burro fuso, salvia a parmigiano grattugiato.

gnocchi-di-zucca-senza-glutine-ph-chiara-marando

Come condire gli gnocchi di zucca

 

Gnocchi di zucca al cucchiaio

Gli gnocchi di zucca pronti per essere gustati

 

La versione con glutine degli Gnocchi di zucca al cucchiaio

Sostituite la farina Petra 3 con 100 g di farina di frumento e 40 g di maizena o fecola di patate.

Oggi ci siamo svegliati con l’idea di cucinare qualcosa di speciale per la cena, un piatto gustoso capace di dare molta, ma molta soddisfazione al palato. Avevamo in mente una preparazione corposa, ricca di ingredienti e dal sapore deciso…insomma, una sorta di premio di fine giornata: i Parigini porro e camoscio sono stati la nostra risposta.

Oltre ad un primo piatto, i Parigini porro e camoscio possono essere serviti come piatto unico per la loro ricchezza, ma se volete optare per una versione meno ricca di grassi, sostituite il formaggio camoscio con tante verdure di stagione!

La ricetta dei Parigini porro e camoscio

carboidrati 14,98 g per 100 g

Ingredienti per 4 persone

  • 370 g latte
  • 200 g formaggio camoscio o camembert
  • 100 g porro
  • 90 g fecola di patate*
  • 80 g burro
  • 60 g farina di riso*
  • 40 g Parmigiano Reggiano grattugiato più un pizzico da spolverare la superficie
  • 20 g pangrattato**
  • 4 uova
  • noce moscata, olio extra vergine di oliva, sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Tritate il porro molto fine e fatelo appassire in una padella antiaderente con un filo d’olio; aggiustate di sale e lasciate da parte. Mettete quindi il camoscio o camembert, senza la crosta bianca, in un tegamino con 100 g di latte a fuoco bassissimo in modo che il formaggio si sciolga. Ora aggiungete il porro appassito.
  2. Mettete 270 g di latte in un tegame con il burro, una macinata di noce moscata e un pizzico di sale. Portate ad ebollizione, allontanate dal fuoco e aggiungete fecola e farina di riso insieme, mescolando bene in modo che non si formino grumi. Lasciate intiepidire, poi aggiungete il formaggio grattugiato e un uovo alla volta continuando a mescolare. Trasferite il composto in una tasca da pasticcere con un foro rotondo di circa 1,5-2 cm di diametro.
  3. Ponete una pentola di acqua sul fuoco, portatela ad ebollizione e salatela. Con la tasca da pasticcere, fate cadere dei cilindretti di 2-3 cm di lunghezza con l’aiuto di un coltello (anche se l’impasto è molto morbido, quindi il coltello serve solo per interrompere il flusso di composto) nell’acqua bollente e, quando saranno saliti a galla lasciateli cuocere 1-2 minuti, per poi toglierli con una schiumarola.
  4. Mettete gli gnocchetti in una pirofila, versatevi sopra la crema di formaggio e porri, mescolate leggermente se necessario, spolverate con parmigiano e pangrattato e fate gratinare in forno preriscaldato a 200°C per circa 15 minuti.
I parigini porro e camoscio pronti per essere gustati

I parigini porro e camoscio pronti per essere gustati

La versione con glutine dei Parigini porro e camoscio

Sostituite il pangrattato senza glutine con pangrattato comune, tutti gli altri ingredienti rimangono invariati.

Credo che ormai non sia più necessario raccontare cosa sia il Rice Food Blogger Contest “Chef Giuseppina Carboni” a cui ho voluto partecipare anche quest’anno, in seguito alla splendida esperienza del 2016 in cui mi sono classificata al secondo posto, preceduta dalla blogger, amica e compagna d’avventure, Cristiana Curri.

Rice Food Blogger Contest 2017: una finale sulle colline di Orvieto

Dopo la semifinale alla Chef Academy di Terni che ha decretato i 5 finalisti, gli aggiornamenti quasi quotidiani da parte dell’organizzatore Luca Puzzuoli sulle sorprese che la finale del 2017 ci avrebbe riservato hanno sicuramente contribuito a fare aumentare quella tensione che, credo, sia inevitabile ogni volta che ci si deve mettere in gioco. Man mano che venivo a conoscenza dei nomi dei giudici della finale, pensavo all’espressione che avrebbero fatto di fronte al mio risotto preparato con chissà quali ingredienti e a tutti i difetti che ci avrebbero trovato! Parlo di:

Franca Rizzi di Alice Tv conduttrice di Casa Alice
Silvia Baracchi Chef Stella Michelin del Relais & Chateaux Il Falconiere di Cortona
Anna Maria Pellegrino Presidente Associazione Italiana Food Blogger
Cristiana Curri Vincitrice del Contest Rice Food Blogger “Chef Giuseppina Carboni” 2016
Gregori Nalon Chef di Alice Tv
Titti Dell’Erba vicedirettore Ristonews
Carlo Zucchetti de Il Giornale Enogastronomoco con il Cappello

finale-rice-food-blogger-contest-2017

Per mia grande consolazione, arrivando al Relais Borgo San Faustino di Orvieto e ritrovando le altre finaliste Marta e Bianca Berti (che hanno gareggiato insieme), Sara Brancaccio, Angela Simonelli e Alessia Corrado, ho capito che tutte avevamo gli stessi “incubi” e che ci sentivamo più compagne che avversarie, sentimento che non è mai cambiato, nemmeno durante la competizione.

finale-rice-food-blogger-contest-2017

Alla vigilia della sfida ci siamo ritrovati tutti, concorrenti e rispettive famiglie, a cena per stabilire le fasi della gara: appuntamento alle 9:15 di venerdì 21 luglio per indossare i grembiuli e affilare le lame dei coltelli.

Il giorno della finale

Sotto un bellissimo albero di gelso viene sistemato il lungo tavolo della giuria animato dai sorrisi dei giudici che, così rilassati e distesi, mi incutono ancora più timore! Si procede subito con il sorteggio: i primi tre estratti cucineranno nella prima tranche, i restanti due competeranno a seguire. Il mio nome viene estratto per quarto e viene associato alla mistery box numero 4 per la gioia di mio figlio Nicolò che esulta perché il 4 è il suo numero preferito, quindi speriamo tutti che sia di buon auspicio!

Quando le prime tre finaliste aprono le loro mistery box, mi si gela il sangue nelle vene: gli ingredienti sono tanti, con sapori contrastanti, e devono essere usati tutti. Visto che Sara ed io non potremo vedere il contenuto delle nostre scatole fino a quando non sarà conclusa la gara delle prime tre finaliste, andiamo in cucina ad incoraggiare le compagne e a scambiarci qualche idea, ma l’attesa credo sia la parte più dura della gara! A distanza di 10 minuti l’uno dall’altro, escono i primi tre piatti che sono davvero bellissimi e immagino anche buonissimi.

L'apertura della mistery box

L’apertura della mistery box

Giunge il momento in cui posso finalmente aprire il coperchio della mia mistery box: ho alcuni scatti fotografici che ci hanno fatto ridere per ore e che sono più eloquenti di qualsiasi commento! Ecco il contenuto: agnello, maiale, manzo, salsiccia, tartufo nero, mozzarella e carote. Il primo pensiero che mi balza in testa è come fare in modo che il risotto non risulti troppo grasso nella bocca e penso che l’unica soluzione sia bilanciare bene le quantità di ogni singolo ingrediente. Ad essere sincera, mi viene subito un’idea e a quella do fiducia: ragù di carne in bianco leggermente speziato e con una punta di menta (le erbe aromatiche sono di libero utilizzo), crema di mozzarella frullata con tartufo grattugiato per mantecare e servire, cialdine di parmigiano al tartufo per decorare e dare un pizzico croccante.

La chiacchierata con lo Chef Gregory Nalon

La chiacchierata con lo Chef Gregory Nalon

Assaggio il mio risotto e lo trovo perfetto di sapidità, anche se il sapore non è sicuramente il mio preferito, ma d’altro canto, se avessi scelto io gli ingredienti, non avrei certamente optato per quelli trovati nella mistery! Decido il nome del mio risotto, “Nella vecchia fattoria…arrivò un tartufo”, lo impiatto e copro la distanza che mi divide dal gelso con le mani tremanti mentre reggono i due piatti di risotto. Anche la voce trema quando racconto il mio risotto: non mi ero resa conto di essere tanto emozionata!

La presentazione del mio risotto

La presentazione del mio risotto

Poi finalmente possiamo goderci il pranzo, il luogo incantevole e qualche ora di riposo prima di tornare a pensare alla sfida. Ed effettivamente, tra foto, riprese, interviste e preparativi, arriva l’ora di cena in un batter d’occhio. Condividiamo il tavolo con le sorelle Bianca e Marta Berti e i loro compagni: dato ci eravamo affrontate anche nella finale dello scorso anno, ci sentiamo tutti un po’ come vecchi amici e facciamo programmi di gite fuori porta a caccia di specialità gastronomiche nelle nostre rispettive città di origine e, tra descrizioni, sogni ad occhi aperti e risate per lo spettacolo esilarante della coppia di comici I Sequestrattori, arriva il momento in cui sentiamo Luca Puzzuoli e Giampaolo Trombetti di Alice TV che annunciano il momento fatidico: sta per essere svelato il nome del vincitore del Contest.

La voce tonante di Luca inizia a scandire la classifica partendo dal quinto classificato. Bianca, Marta ed io, compagne di tavolo, restiamo le uniche a non essere chiamate: il vincitore sarà una (o due) tra noi! Ci alziamo, raggiungiamo i giudici e ci stringiamo per meglio resistere a tanta tensione mentre l’intera sala si riempie di un “ohhhhhhhhhhh” dal tono crescente che prelude all’annuncio.

E sento il mio nome!!! Sono io la vincitrice di quest’anno!

Faccio fatica a trattenere le lacrime, colgo la stessa fatica sul volto dei miei famigliari, Gaia corre ad abbracciarmi (Nicolò non è riuscito a vincere la battaglia contro gli occhi che si chiudevano per il sonno, quindi è già tranquillo tra le braccia di Morfeo) e io sono felice perché ho raggiunto il mio obiettivo: dimostrare a Gaia che mangiare un cibo speciale non significa mangiare qualcosa di meno buono…e ora penso che non lo metterà più in dubbio.

Uno dei regali più ambiti: la casseruola Le Creuset

Uno dei regali più ambiti: la casseruola Le Creuset

Da questo momento in poi è un po’ come guardare un film indossando degli auricolari da cui fuoriesce una musica che senti solo tu. I premi degli sponsor sono una sorpresa dopo l’altra. Crisitana Curri, la vincitrice del Contest 2016, mi consegna la gallina in legno della bottega artigiana Michelangeli di Orvieto, ormai divenuta il simbolo della gara; il Responsabile Italia Le Creuset, Gianroberto Giovannetti, mi consegna una fantastica casseruola della prestigiosa casa francese; la Responsabile Divisione Eventi di F.lli Casolaro Hotellerie Spa, Maria Vittoria Casolaro mi mette al polso l’ambitissima forchetta bracciale Casolaro Jewels in bronzo personalizzata con il mio nome; Francesca Petrei Castelli di Pasta Verrigni mi consegna una selezione di pasta di questo antico pastificio abruzzese dai formati più incredibili, poi ancora il mio adorato Parmigiano Reggiano, il pomodoro di Ciro Flagella, l’olio extra vergine di oliva Infinito dell’azienda Italyheart, il Pecorino Romano e gli splendidi tartufi di Boscovivo.

Il bracciale personalizzato di Casolaro Jewels

Il bracciale personalizzato di Casolaro Jewels

Francesca Verrigni mi consegna la sua preziosa pasta

Francesca Verrigni mi consegna la sua preziosa pasta

E quello che prenderà forma solo in futuro sono la pubblicazione di un libro di ricette e un corso di cucina presso la Campus Étoile Academy dello Chef Rossano Boscolo.

Le finaliste

Le finaliste

Se volete rifare il mio risotto a casa, eccovi:

La ricetta del Risotto “Nella vecchia fattoria…arrivò un tartufo”

carboidrati 21,23 g per 100 g di risotto pronto

Ingredienti

  • 2 litri circa di brodo vegetale preparato in precedenza
  • 360 g riso
  • 150 g carni miste (agnello, manzo, maiale, salsiccia)
  • 150 g vino bianco
  • 85 g mozzarella fiordilatte
  • 70 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 30 g burro
  • 30 g carota
  • 30 g cipolla
  • 15 g sedano
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio extra vergine di oliva, timo, menta, brodo vegetale, sale, pepe, peperoncino

Preparazione

  1. Preparate prima di tutto il ragù di carne. Mettete circa 20 g di olio extra vergine in un pentolino con il trito di cipolla, carota e sedano e uno spicchio d’aglio. Lasciate ammorbidire e imbiondire il trito, poi aggiungete la salsiccia ben sgranata, quindi le altre carni tagliate a cubettini e lasciate rosolare bene. Sfumate con metà del vino bianco, aggiustate di sale e aggiungete 2 rametti di timo e un mestolo scarso di brodo; lasciate cuocere per circa 30 minuti, poi togliete aglio e timo.
  2. Preparate la crema di mozzarella fiordilatte; tagliatela a pezzetti, mettetela nel bicchiere del frullatore e aggiungete un mezzo mestolo di brodo vegetale, quindi frullate in modo da ottenere una crema. Tagliate a pezzettini una parte di tartufo, aggiungetelo alla mozzarella e frullate nuovamente in modo da ottenere un composto omogeneo. Aggiustate di sale e mettete da parte.
  3. Prendete una padella antiaderente e tagliate un disco di carta forno della dimensione della padella stessa. Mescolate 30 g di parmigiano grattugiato con del tartufo grattugiato e spolverate il composto sulla carta forno. Mettete la padella sul fuoco e fate in modo che il formaggio si sciolga senza bruciare, quindi allontanate la padella dal fuoco e lasciate raffreddare il formaggio.
  4. Iniziate a preparare il riso. Mettete un filo d’olio in un tegame e fatevi tostare il riso a fuoco vivace (a me sono serviti 3 minuti per avere i chicchi ben trasparenti con la parte centrale bianca). Aggiungete il ragù di carne e sfumate il tutto con il vino bianco restante. Iniziate ad aggiungere il brodo bollente. Continuate a mescolare e unite il brodo solo quando il riso sarà quasi asciutto; portate a cottura.
  5. Spegnete il fuoco lasciando il riso ancora al dente e iniziate a mantecare con 30 g di burro ben freddo e 1 cucchiaio abbondante di crema di mozzarella e tartufo in modo che l’amido si liberi e vada a formare una bella cremina; quindi aggiungete anche il Parmigiano grattugiato e continuate a mescolare fino a quando sarà completamente amalgamato. Profumate con 3 foglioline di menta tritate finemente. Lasciate riposare il risotto per almeno 1 minuto coperto da un canovaccio.
  6. Impiattate mettendo qualche ciuffetto di crema di mozzarella al tartufo a temperatura ambiente sulla superficie del risotto e dei pezzetti di cialda di parmigiano al tartufo.

Buon appetito!

Il mio risotto

Il mio risotto

Il dietro le quinte del mio Risotto Mediterraneo: verso la finale del Rice Food Blogger Contest

Quando vivi un’esperienza indimenticabile, hai paura di provare a ripeterla per il timore che ti deluda rovinandoti l’atmosfera da favola dei tuoi ricordi. Con il Rice Food Blogger Contest “Chef Giuseppina Carboni” non è stato così: la seconda esperienza non solo non ha deluso le aspettative, ma addirittura ci ha regalato sorprese ed emozioni totalmente impreviste.

Il giorno della finale

Ci siamo trovati in 12, i semifinalisti del contest, alla Chef Academy di Terni per sfidarci a suon di risotti creati da una mistery box pensata dalla chef e membro della giuria Roberta Massoli del Ristorante La Pergola di Magliano Sabina.
La mia scatola misteriosa conteneva fragole, caprino, pinoli, Parmigiano Reggiano e riso Maremma.

Il risultato: il risotto Dolci Pensieri, tirato con le fragole, mantecato con una crema di caprino e servito con un crumble di parmigiano e pinoli che a me piaceva tanto. A dire il vero, è piaciuto anche alla giuria composta dal direttore della Chef Academy, Ronny Albucci, dalla Chef Roberta Massoli, dallo Chef Matteo Barbarossa, dalla vincitrice della scorsa edizione del Contest, Cristiana Curri, e dall’organizzatore dell’evento, Luca Puzzuoli che, oltre a scegliermi tra i 5 finalisti, hanno decretato il mio risotto il migliore della semifinale!

E sapete cosa c’era in palio? Una vera giacca da chef della prestigiosa scuola di cucina ospitante, la prima che io abbia mai indossato.

Foto vittoria semifinale

Oltre a ciò, i prodotti degli sponsor dell’iniziativa che stanno allietando la nostra tavola da diversi giorni: riso Maremma, Parmigiano Reggiano, pomodoro Flagella, pasta Verrigni e olio extra vergine Infinito.

Una grande sorpresa di questa edizione è stato il pranzo organizzato presso il frantoio Italyheart a Fornole di Amelia: un capolavoro dall’inizio alla fine! E oltre ad un pranzo divino, in cui i miei figli per la prima volta hanno assaggiato carne di cinghiale selvatico e palombaccio con pasta di acciughe, una interessantissima mini lezione di Angela Canale – agronomo, capo panel, esperto del settore olivicolo-oleario – sull’olio extra vergine italiano ed una degustazione dedicata all’olio Infinito prodotto dal frantoio che ci ha accolti.

Tanti prodotti per un risotto: il mio Risotto Mediterraneo

Aspettando l’attesissima finale il 21 luglio in cui rivedrò le altre finaliste, Bianca e Marta, Angela, Alessia e Sara, non potevo non creare un risotto con i prodotti straordinari che organizzatori e sponsor ci hanno regalato…devo ammettere che se la mistery box della finale contenesse questi ingredienti, sarebbero pochi i palati che riuscirebbero a resistere!

Buon risotto!

La ricetta del Risotto Mediterraneo

carboidrati 21,6 g per 100 g di risotto pronto

Ingredienti

  • 2 litri circa di brodo vegetale preparato in precedenza
  • 360 g riso Carnaroli
  • 300 g passata di pomodoro Flagella
  • 85 g mozzarella fiordilatte
  • 65 g stracchino
  • 60 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 60 g olio extra vergine Infinito
  • 30 g carota
  • 30 g porro
  • 30 g acqua
  • 15 g sedano
  • sale, origano, basilico e olio extra vergine Infinito per guarnire

Preparazione

  1. Preparate prima di tutto la crema di pomodoro. Mettete circa 20 g di olio extra vergine Infinito in un pentolino con il trito di porro, carota e sedano. Lasciate ammorbidire e imbiondire il trito, poi aggiungete la passata Flagella, un pizzico di sale e un mestolo di brodo; lasciate cuocere per circa 15 minuti e frullate in modo da ottenere una salsa omogenea, infine, mettete da parte.
  2. Preparate la crema di formaggi con mozzarella fiordilatte, stracchino e 30 g di acqua; frullate per qualche secondo fino ad ottenere una crema omogenea e fate riposare a temperatura ambiente.
    Iniziate a preparare il riso. Mettete un filo d’olio in un tegame e fatevi tostare il riso a fuoco vivace (a me sono serviti 3 minuti per avere i chicchi ben trasparenti con la parte centrale bianca). Iniziate ad aggiungere il brodo bollente. Continuate a mescolare e unite il brodo solo quando il riso sarà quasi asciutto. Dopo circa 5 minuti, aggiungete la salsa di pomodoro e continuate a tirare il risotto.
  3. Spegnete il fuoco lasciando il riso ancora al dente e iniziate a mantecare con circa 40 g di olio extra vergine di oliva in modo che l’amido si liberi e vada a formare una bella cremina; quindi aggiungete anche il Parmigiano grattugiato e continuate a mescolare fino a quando sarà completamente amalgamato. Lasciate riposare il risotto per almeno 1 minuto coperto da un canovaccio.
  4. Impiattate mettendo un cucchiaio di crema di mozzarella a temperatura ambiente nel centro del piatto; fate cadere qualche goccia di olio extra vergine a crudo sulla crema, adagiate una foglia di basilico e spolverate con un pizzico di origano.
  5. Servite e sognate l’estate in uno dei nostri splendidi paesi mediterranei!
risotto-mediterraneo-senza-glutine

Risotto Mediterraneo

La verza e il cappuccio ci hanno accompagnato tutto l’inverno e ci hanno regalato una varietà di preparazioni incredibile. Una delle nostre ricette preferite è quella dei Valigini di riso gratinati e lo è per vari motivi.

Intanto ci piace il nome, perché una piccola valigia contiene sempre qualcosa che portiamo con noi per un viaggio e magari, al ritorno, anche un regalo proveniente da un luogo lontano… ci fa pregustare il sapore della sorpresa. Poi, ci piace perché è un’esplosione di colori in una stagione che invece è un pochino avara di vivacità.

Inoltre, è una bontà che può tranquillamente fungere da piatto unico sia per il potere saziante, sia per la composizione nutrizionale: carboidrati, vitamine e proteine. E infine, per il sapore delicato ma, al contempo, pieno e ricco di quelle sorprese custodite nelle nostre piccole valigie: il dolce dell’uvetta esaltato dall’inconfondibile sapidità del pecorino, il croccante degli anacardi accompagnato dal morbido cappuccio verde che li avvolge.

Insomma, una preparazione che rende felici gli adulti e fa dimenticare ai ragazzi che stanno mangiando le spesso “odiate” verdure.

La ricetta dei Valigini di riso gratinati

carboidrati 13,74 g per 100 g

Ingredienti per 4 persone

  • 800 g di acqua di cottura del cavolo
  • 370 g cavolo cappuccio verde (le 6 foglie esterne più grandi)
  • 150 g cavolo cappuccio viola
  • 200 g riso
  • 50 g parmigiano grattugiato
  • 50 g uvetta sultanina
  • 40 g vino rosso fermo
  • 30 g anacardi oppure noci brasiliane
  • 30 g pecorino grattugiato
  • 25 g olio extra vergine di oliva
  • 25 g cipollotto
  • 10 g burro
  • sale e pepe

Preparazione

  1. Togliete 6 foglie grandi all’esterno del cavolo cappuccio verde. Lavatele e fatele scottare in acqua bollente salata per qualche minuto; scolatele e buttatele in acqua fredda. Attendete qualche istante, fatele scolare bene su carta assorbente e conservate l’acqua calda di cottura come brodo vegetale.
  2. Mettete un filo d’olio in un tegame, fatevi ammorbidire il cipollotto affettato sottilmente, quindi aggiungetevi il cavolo cappuccio viola tagliato a fettine sottili e pezzi piccoli; dopo averlo fatto rosolare leggermente, aggiungete un goccio d’acqua e portate il cavolo quasi a cottura facendo evaporare il liquido.
La preparazione del riso

La preparazione del riso

3. Buttate il riso nel tegame con il cavolo, fatelo tostare bene. Sfumate con il vino rosso e, quando sarà sparito l’odore dell’alcol, iniziate a tirare il riso usando l’acqua di cottura delle foglie esterne. Aggiungete l’uvetta messa a bagno e gli anacardi leggermente tritati e continuate a tirare il riso.

Il riso pronto per la mantecatura

Il riso pronto per la mantecatura

4. Quando il riso sarà quasi cotto, ma ancora piuttosto al dente, mantecatelo con burro e parmigiano; lasciatelo raffreddare e stendendolo in un piatto piuttosto largo in modo che il riso non scuocia: in questo modo, il risotto dovrebbe risultare cotto alla perfezione dopo la gratinatura.
5. Prendete le foglie scottate e dividetele a metà togliendo la costola centrale più dura e spessa. Adagiate su ogni metà un cucchiaio colmo di risotto e arrotolate il cappuccio formando un involtino ben chiuso.

La preparazione degli involtini

La preparazione degli involtini

Gli involtini prima della gratinatura

Gli involtini prima della gratinatura

6. Disponete gli involtini in una pirofila da forno, spolverate con pecorino grattugiato e versate un filo d’olio sulla superficie.

Gratinatura

7. Fate gratinare sotto il grill del forno a 220°C per circa 10 minuti fino a quando il pecorino si sarà dorato leggermente.

Gli involtini pronti per essere gustati

Gli involtini pronti per essere gustati

 

Questa ricetta partecipa al Contest “Rice Food Blogger 2017 – Chef Giuseppina Carboni

 

Risultati immagini per risate e risotti

Risultati immagini per chefacademy

Risultati immagini per chef&maitre

Risultati immagini per aifb

 

Pasqua è alle porte e per il pranzo in famiglia noi vi proponiamo un grande classico della tradizione: la Torta Pasqualina.
Diciamo che è anche la soluzione perfetta per far mangiare le verdure ai più piccoli senza annoiarli. La nostra versione non prevede l’uovo nel ripieno come ingrediente per amalgamare visto che è presente sodo e che rimane bene in mostra al taglio delle fette.

La ricetta della Torta Pasqualina

carboidrati 19,37 g per 100 g

Ingredienti

  • 510 g pasta brisée** (pari a quasi 2 rotoli di Pasta Brisée Buitoni senza glutine)
  • 500 g erbette pulite
  • 310 g ricotta
  • 150 g spinacini puliti
  • 130 g fagiolini verdi
  • 100 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 30 g pinoli
  • 20 g olio extra vergine di oliva
  • 4 uova sode
  • sale e uovo per spennellare

**Ingredienti specifici per celiaci

Preparazione

  1. Fate scottare erbette e spinaci in due padelle antiaderenti con un filo d’olio e la sola acqua residua dal lavaggio. Fate evaporare bene l’acqua o rimuoverla prima di tritare le verdure.
  2. Fate bollire i fagiolini verdi in acqua salata, scolateli e tagliateli a pezzetti.
    Mettete erbette e spinaci tritati in una terrina, unite i fagiolini, la ricotta, il parmigiano e i pinoli; infine aggiustate di sale.
  3. Stendete un disco sottile di pasta su un foglio di carta forno in modo da ricoprire una teglia circolare da 24 cm di diametro, lasciando qualche centimetro di bordo. Versate una parte del ripieno e posizionate le 4 uova sode sbucciate a forma di X restando a 3-4 cm da centro (pensate a come verranno tagliate le fette in modo che permettano di vedere l’uovo intero), coprite con il ripieno rimanente e cercate di livellare leggermente il tutto; quindi ricoprite con un secondo disco poi, con l’aiuto di una forchetta, chiudete bene il bordo e forate la superficie.
  4. Spennellate con un po’ di uovo sbattuto.
    Cuocete la Torta Pasqualina in forno statico preriscaldato a 200°C per circa 20 minuti fino a quando la superficie sarà dorata.

torta-pasqualina-gluten-free-uno-chef-per-gaia

La versione con glutine della Torta Pasqualina

Sostituite la brisée senza glutine con brisée convenzionale.

Oggi vogliamo cimentarci in una specialità della cucina asiatica, un piatto leggero ma gustoso che unisce alla versatilità del riso le verdure, il pesce e le spezie.
Insomma, un piatto unico irresistibile: Riso alla cantonese.

Se vi piacciono i sapori orientali, che ne dite di una preparazione al curry? Noi adoriamo il Cous cous con curry di gamberi e zucchine!

Ecco la lista della spesa!

La ricetta del Riso alla cantonese

carboidrati 20,48 g per 100 g

Ingredienti

  • 300 g riso a chicco lungo
  • 150 g gamberetti sgusciati
  • 150 g peperone giallo
  • 150 g peperone rosso
  • 100 g piselli
  • 50 g cipollotto
  • 50 g germogli di soia
  • 2 uova
  • 1 pezzetto di zenzero fresco
  • 2 cucchiai di salsa di soia
  • olio extra vergine di oliva

Preparazione

  1. Cuocete il riso in abbondante acqua salata, scolate e mettete da parte.
  2. Tritate i cipollotti e fateli appassire nel wok con qualche cucchiaio d’olio insieme al peperone a cubetti e ai germogli di soia.

riso-alla-cantonese-uno-chef-per-gaia-ph-chiara-marando

3. Aggiungete dopo 5 minuti i piselli e lo zenzero tritato. Lasciate cuocere per circa 10 minuti, quindi aggiungete i gamberetti e fateli scaldare bene. Togliete il composto dal wok e tenetelo al caldo.

riso-alla-cantonese-uno-chef-per-gaia-ph-chiara-marando

4. Sbattete due uova in una ciotola, mettete 2 cucchiai d’olio nel wok ben caldo e unite le uova strapazzandole con due bacchette (quelle utilizzate nei ristoranti cinesi).

riso-alla-cantonese-uno-chef-per-gaia-ph-chiara-marando

5. Una volta che l’uovo sarà cotto, aggiungerlo al riso e verdure e completate con 2 cucchiai di salsa di soia e servite il tutto ben caldo.

riso-alla-cantonese-uno-chef-per-gaia-ph-chiara-marando

La versione con glutine del Riso alla cantonese

La ricetta è naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.