Appuntamento 30 aprile alle ore 18. “La forza della natura” è la rasegna dedicata a Libereso Guglielmi che si terrà tra il 20 aprile e il 1 maggio (Sanremonews) e il 30 aprile vedrà un corso di cucina su come utilizzare le erbe in cucina tenuto da me in collaborazione con il giornalista Claudio Porchia.

L’idea di riproporre in diretta streaming la quinta edizione della manifestazione ha preso le mosse dal grande successo dell’evento online dedicata a Libereso che si è tenuta lo scorso anno con oltre 15.000 presenze.

Il programma si svolgerà rigorosamente in modalità online sulla pagina facebook (https://www.facebook.com/groups/59750360348) e sulla piattaforma multimediale del gruppo Morenews, (www.sanremonews.it) che è media partner della manifestazione.

Chi era Libereso Guglielmi

Libereso Guglielmi era un botanico di fama internazionale, giardiniere, naturalista, scrittore, disegnatore e autore di numerosi articoli e saggi dedicati alla natura e alle piante. Nato a Bordighera nel 1925, a quindici anni, grazie ad una borsa di studio, viene chiamato dal professor Mario Calvino a lavorare presso la stazione sperimentale di Floricoltura di Sanremo, dove conosce Italo, di cui diventa amico e con cui vive per dieci anni.

Dopo aver diretto una grande azienda floricola del Sud Italia, si trasferisce in Inghilterra dove diventa capo giardiniere del giardino botanico Myddleton House e ricercatore dell’Università di Londra. Torna in Italia con la famiglia e su incarico del Credito Italiano rimette a nuovo il Parco di Villa Gernetto a Lesmo.

Viaggia e visita molti paesi in tutto il mondo, cura diverse pubblicazioni e scrive sulle più importanti riviste italiane e straniere dedicate ai fiori e al giardinaggio, tenendo conferenze per spiegare il valore delle erbe, trasmettendo il suo amore per le piante e riscuotendo sempre un grande successo con i suoi formidabili racconti e con le sue ricette vegetariane basate sull’utilizzo di fiori e delle erbe spontanee.

È stato protagonista di diversi racconti di Italo Calvino, d’innumerevoli interviste televisive, radiofoniche e sulla carta stampata, di documentari e di alcuni cortometraggi.  Dopo una vita avventurosa e affascinante, ci lascia nel settembre del 2016.

Utilizzare le erbe in cucina: le ricette del corso online

Sapere utilizzare quello che la natura ci offre in ogni momento dell’anno ha qualcosa di magico, così impareremo ad usare le erbe in modo da rendere sempre uniche le ricette seguendo i ritmi delle stagioni. Impareremo con riconoscere, raccogliere o approvvigionarci degli ingredienti necessari e insieme prepareremo 4 ricette vegetariane sorprendenti nella loro semplicità.

Cucineremo con le erbe e i fiori de La Spinosa piante officinali, piccola realtà parmense che si dedica alla cura e alla coltivazione di piante buone per natura“.

Inoltre, chi si iscriverà al corso riceverà in omaggio i due e-book  di Libereso Guglielmi “Ricette per ogni stagione” e “Diario di un giardiniere anarchico”.

Le ricette del corso

Luogo: ONLINE

Prezzo: 25 euro

 

Compilate questo modulo per effettuare l’iscrizione ed il pagamento sicuro con PayPal

    (Potrai cancellarli o chiederne una copia facendo esplicita richiesta a illybertinelli@gmail.com) (richiesto)

    Se preferite pagare mediante bonifico, per iscrivervi, inviatemi una mail con nome, cognome, recapito telefonico (facoltativo), titolo del corso al quale desiderate iscrivervi e copia del bonifico bancario: riceverete le ricette, l’elenco delle attrezzature che vi serviranno per cucinare insieme e il link per collegarvi al corso.

    Dati per il bonifico: IT94E0707265840000000440895

    Per ulteriori informazioni, contattatemi all’indirizzo: illybertinelli@gmail.com

    Vi aspettiamo per cucinare insieme!

    In collaborazione con: Associazione Libereso Guglielmi.

    Cari amici,

    potete già acquistare Buoni regalo, Buoni aperti e Acquisti multipli sulla pagina dedicata (cliccate qui: Buoni regalo) oppure potete iscrivervi ai singoli corsi cliccando sui link riportati sotto il calendario.

    Ricordate che tutte le ricette dei corsi possono essere realizzate in versione con e senza glutine conformemente alle indicazioni dell’Associazione Italiana Celiachia.

    Ci vediamo presto in cucina!

    Calendario corsi 2021-1

     

    Calendario corsi 2021-2

     

    Calendario corsi 2021-3

     

     

     

     

    16 gennaio 2021 ore 15 – Dettagli e iscrizioni a A tutto buffet

    30 gennaio 2021 ore 9:30 – Dettagli e iscrizioni a Le ricette di gennaio-Corso di cucina e alimentazione

    6 febbraio 2021 ore 15 – Dettagli e iscrizioni a Piovono polpette

    20 febbraio 2021 ore 15 – Dettagli e iscrizioni a L’importante è esagerare

    27 febbraio 2021 ore 9:30 – Dettagli e iscrizioni a Le ricette di febbraio-Corso di cucina e alimentazione

    13 marzo 2021 ore 15 – Dettagli e iscrizioni a Biscotteria all’italiana

    20 marzo 2021 ore 9:30 – Dettagli e iscrizioni a Le ricette di marzo-Corso di cucina e alimentazione

    17 aprile 2021 ore 9:30 – Dettagli e iscrizioni a Le ricette di aprile-Corso di cucina e alimentazione

    17 aprile 2021 ore 15 – Dettagli e iscrizioni a Aperitivo

    8 maggio 2021 ore 15 – Dettagli e iscrizioni a Monoporzioni

    15 maggio 2021 ore 9:30 – Dettagli e iscrizioni a Le ricette di maggio-Corso di cucina e alimentazione

    5 giugno 2021  ore 15 – Dettagli e iscrizioni a Finger food da leccarsi le dita

    19 giugno 2021 ore 9:30 – Dettagli e iscrizioni a Le ricette di giugno-Corso di cucina e alimentazione

    A grande richiesta, ecco il corso di pasta fresca gluten free in collaborazione con AIC Emilia Romagna. Durante il nostro corso online su piattaforma Meet, prepareremo tre primi tradizionali: Ravioli alle erbette, Pisarei e fasò, Gnocchi di patate alla ‘nduja.

    La partecipazione, riservata ai soci AIC Emilia Romagna, è gratuita e a numero chiuso (max 30 partecipanti). Per dare la possibilità ai soci di tutte le province di partecipare, le date saranno due, così suddivise:

    • Sabato 10 aprile ore 15.00-17.00 soci dalle province di Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza
    • Sabato 24 aprile ore 15.00-17.00 soci delle province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Repubblica di San Marino

    Per le iscrizioni al corso di pasta fresca gluten free, potete scrivere direttamente a segreteria@aicemiliaromagna.it indicando nome, cognome, telefono del socio e provincia.

    Vi aspetto sabato online per cucinare insieme!

    Pasta fresca senza glutine

    E’ certo che a casa mia più che mangiare con gli occhi, si mangia con tutti gli altri sensi! Ma quando il mio amico e grande appassionato di fotografia, Ennio Barbieri, ha condiviso con me l’intenzione di organizzare contest fotografici dedicati al cibo non potevo che essere felice, anche se, a dire il vero, la fotografia è sicuramente una mia grande debolezza!
    Il fatto di non essere bravi a realizzare lo scatto perfetto, può però essere un modo per giudicare una foto di un piatto puramente dall’effetto che questo ha sulle papille gustative, insomma l’effetto che dagli occhi attiva direttamente le ghiandole salivari senza passare per la perfezione tecnica.
    Ebbene, chiarito questo aspetto, eccomi qui, felice di potermi divertire nel vedere le splendide creazioni di appassionati di fotografia e cibo sul tema che ho avuto l’onore di scegliere: le verdure invernali, prodotti straordinari che ci regala la natura.

    La prova consiste nel fotografare un piatto realizzato con le verdure invernali, quindi cavoli, zucche, radicchio, cime di rapa e chi più ne ha, più ne metta!

    Scattate foto della migliore qualità possibile: vi ricordiamo che il contest è fotografico e non gastronomico pur avendo il cibo come protagonista.

    Dove e come si partecipa al contest fotografico?

    Le foto vanno postate entro il 28 Febbraio 2021 su Facebook “Lentium Food and Wine” corredate delle seguenti informazioni:

    TITOLO DEL PIATTO

    BREVE DESCRIZIONE DEL PIATTO E DEL CUOCO

    NON SONO AMMESSE

    FIRME SULLA FOTO – CORNICI – SIMBOLI

    La giuria sarà presieduta da me e dall’amico Donato Troiano, direttore di INFORMACIBO https://www.informacibo.it

    VINCITORI

    Verranno eletti due vincitori:

    uno eletto da voi attraverso l’assegnazione di Like sulla fotografia e l’altro vincitore verrà eletto dalla giuria.

    PREMIO

    Le foto vincitrici saranno pubblicate su:

    INFORMACIBO, piattaforma informativa digitale dedicata al food e su questo blog.

     

    COME SI E’ CONCLUSA LA PRIMA TAPPA DEL CONTEST

    I vincitori della prima tappa del contest sono stati Rita Marinelli, per il maggior numero di like, e Fabio Montalto, per il voto della giuria, che vi invito a conoscere sull’articolo dedicato su Informacibo.

    Il piatto che ha ottenuto più like

    Spaghettoni con zucchine in 3 consistenze e croccante di pane, profumati alla menta

    Il piatto scelto dalla giuria

    L’arancino di Fabio Montalto

     

    Prezzo di un buono regalo per corso singolo: 25 euro

    Prezzo di un buono regalo per 5 corsi: 100 euro

     

    Come acquistare i buoni regalo

    1. Scorrete il calendario e scegliete quale (se sapete già il corso che volete regalare) e quanti corsi vorreste regalare.
    2. Compilate il modulo di iscrizione riportato di seguito effettuando il pagamento via Paypal oppure mediante bonifico.
    3. Indicate nell’Oggetto: Acquisto buoni regalo e nel messaggio scrivetemi a quale corso volete iscrivere la persona a cui è destinato il regalo oppure se il buono è aperto e quindi sarà il destinatario del regalo a scegliere a quale corso iscriversi.
    4. Vi contatterò via e-mail per sapere come desiderate ricevere il buono: via e-mail, via posta ordinaria o con consegna in un punto prestabilito della città di Parma.

     

    Come sarà l’esperienza che avete regalato

    1. La persona che avrà ricevuto il Buono regalo, potrà scegliere dal calendario il corso o i corsi a cui partecipare e dovrà scrivermi una e-mail all’indirizzo riportato sul buono per comunicarmi la propria scelta.
    2. Una settimana prima del corso, il partecipante riceverà lista ingredienti, lista attrezzature e il link da cliccare per entrare nella nostra grande cucina mediante tablet, cellulare o PC!
    3. Il giorno del corso sarà sufficiente cliccare sul link inviato e voilà: cucineremo tutti insieme passo a passo tutte le ricette previste per il corso.

    Una cosa IMPORTANTE: la persona che ha ricevuto il Buono regalo sarà libera di partecipare al corso anche accompagnata dai propri figli, mariti, amici, con il cagnolino di fianco o con amici immaginari tutti a cucinare insieme per poi gustarci quello che avremo preparato!

    Buon divertimento!

     

    Come acquistare i corsi di cucina aperti e corsi multipli

    1. Scorrete il calendario e scegliete quanti corsi vorreste acquistare.
    2. Compilate il modulo di iscrizione riportato di seguito effettuando il pagamento via Paypal oppure mediante bonifico. Ricordate che se acquistate 5 corsi, il costo è di soli 100 euro perché un corso sarà omaggio.
    3. Indicate nell’Oggetto: Acquisto corsi aperti/multipli e nel messaggio scrivetemi se sarete voi a partecipare ai corsi oppure se alcuni corsi sono destinati ad altre persone.
    4. Vi contatterò via e-mail per confermare di avere ricevuto la vostra iscrizione e per accordarci sui dettagli.

    Come sono i miei corsi di cucina

    1. Scegliete dal calendario i corsi a cui partecipare e scrivermi una e-mail all’indirizzo riportato sul buono per comunicarmi la vostra scelta.
    2. Una settimana prima del corso, riceverete lista ingredienti, lista attrezzature e il link da cliccare per entrare nella nostra grande cucina mediante tablet, cellulare o PC!
    3. Il giorno del corso sarà sufficiente cliccare sul link inviato e voilà: cucineremo tutti insieme passo a passo tutte le ricette previste per il corso.

    Una cosa IMPORTANTE: siete liberi di partecipare al corso anche accompagnati dai vostri figli, mariti, amici, con il vostro cagnolino di fianco o con amici immaginari tutti a cucinare insieme per poi gustarci quello che avremo preparato!

    Buon divertimento!

     

    Dettagli sui corsi e acquisto

    Per tutte le ricette vengono fornite le indicazioni per essere preparate con e senza glutine.

    Compilate questo modulo per effettuare l’iscrizione ed il pagamento per l’acquisto del Pacchetto da 5 corsi con PayPal

      (Potrai cancellarli o chiederne una copia facendo esplicita richiesta a illybertinelli@gmail.com) (richiesto)

       

      Compilate questo modulo per effettuare l’iscrizione ed il pagamento per l’acquisto di 1 Buono per corso di cucina aperto con PayPal

        (Potrai cancellarli o chiederne una copia facendo esplicita richiesta a illybertinelli@gmail.com) (richiesto)

         

        Se preferite, potete iscrivervi anche inviandomi una mail con nome, cognome, recapito telefonico (facoltativo), titolo del corso al quale desiderate iscrivervi e copia del bonifico bancario.

        Dati per il bonifico: IT94E0707265840000000440895

        Per ulteriori informazioni, contattatemi all’indirizzo: illybertinelli@gmail.com

         

        Corsi di cucina aperti e buoni regalo

         

        Avevamo un sogno ed eccolo qua! Due donne, due storie diverse e una stessa passione: organizzare corsi di educazione terapeutica.

        Il cibo e il suo potere di farci stare bene

        Alessandra Bosetti, Dietista clinico presso l'Ospedale dei bambini Vittore Buzzi

        Alessandra Bosetti – Dietista Clinico presso l’Ospedale dei bambini Vittore Buzzi

        Ilaria Bertinelli, blogger di Uno chef per Gaia

        Ilaria Bertinelli, blogger e autrice dei corsi

         

        Il nostro sogno è quello di condividere con voi una serie di corsi che seguano il ritmo imposto dalla stagionalità, dai frutti che la natura ci regala ogni mese, corsi che uniscano la scienza della cucina alla scienza della nutrizione.

        Il nostro progetto è un percorso di educazione alimentare ONLINE che prende vita nelle cucine delle nostre case, anziché nelle aule di un ospedale o dietro i banchi di una scuola.

        Ogni mese prepareremo 4 ricette per ognuna delle quali analizzeremo la “densità nutrizionale”, ossia calcoleremo i carboidrati, ma anche l’energia, i grassi, l’indice glicemico e l’indice ORAC, ma scopriremo anche le tecniche di cottura per conservare tutto il buono (in termini non solo di sapori, ma anche di nutrienti) che la natura ci offre.

        Cucineremo a distanza, ma vicini grazie al collegamento via tablet, PC o cellulare; condivideremo i nostri dubbi e seguiremo le preparazioni grazie alle telecamere, come fossimo tutti in una grande cucina.

        Vi forniremo la lista della spesa e l’elenco delle attrezzature in modo che possiate preparare tutte le ricette passo a passo con Ilaria… così avrete il pranzo pronto alla fine del corso da potervi gustare con la vostra famiglia!

        Avrete la possibilità di rispondere a tutte le domande che vi sorgeranno in merito alle caratteristiche degli alimenti che prepareremo, agli impatti che ci potremo aspettarci in termini di andamenti glicemici, di sazietà e appetibilità.

        E, soprattutto, avremo uno spazio tutto nostro per ritrovare il piacere del cibo di casa… anche con due ospiti (che non avevamo invitato!) come diabete e celiachia. Buona cucina!

        Il piacere del cibo di casa – Ottobre

        Il piacere del cibo di casa – Novembre

        Il piacere del cibo di casa – Dicembre

        Con il patrocinio di AGD Italia – Coordinamento tra le associazioni italiane giovani con diabete

        Il cibo che conta: la qualità e la quantità del cibo che mangiamo

        Se tutti sanno che mangiare è fondamentale per vivere, in pochi sanno che per una buona fetta della popolazione mondiale sono fondamentali per vivere anche la qualità e la quantità del cibo che vengono assunti con la dieta. Sono oltre 400 milioni le persone adulte che soffrono di diabete nel mondo, di cui il 90% è affetto da Diabete di tipo 2 e il 10% da Diabete di tipo 1, che ha origine autoimmune, si manifesta in età giovanile e si cura mediante l’iniezione di insulina che permette l’assorbimento dei carboidrati.

        I carboidrati sono, come dice il nome, composti di carbonio e acqua, presenti soprattutto negli alimenti di origine vegetale, e rappresentano la principale fonte di energia per l’organismo. In base alla loro struttura, i carboidrati si distinguono in complessi (costituiti da molteplici molecole) e semplici, più noti come zuccheri (costituiti da una o due molecole).

        Proprio per la loro struttura molecolare, siccome il nostro corpo li deve scindere per immetterli in circolazione nel sangue, più il carboidrato è complesso più tempo l’organismo impiega per assimilarlo e questo è un bene per la nostra salute, perché il livello di zucchero nel sangue, noto come glicemia, aumenta in modo più graduale.

        Per assorbire lo zucchero (che non deriva solamente dall’assunzione dei carboidrati, ma questo è un argomento da trattare separatamente) l’organismo ha bisogno di insulina, che è l’ormone che non viene più prodotto dall’organismo di chi è affetto da Diabete di tipo 1. Il numero di carboidrati contenuti in un alimento diventa quindi fondamentale per stabilire la giusta quantità di insulina da iniettare. Questo è il motivo per cui la conta dei carboidrati è uno dei pilastri portanti dell’attuale approccio alla gestione del diabete, ma non è per niente semplice realizzarla soprattutto nelle ricette.

        Inoltre, per poter applicare la conta dei carboidrati, una persona con diabete deve conoscere il proprio rapporto insulina/carboidrati, ovvero deve sapere quanti grammi di carboidrati sono metabolizzati da un’unità di insulina. Questo dato è individuale e deve essere stabilito insieme al proprio diabetologo.

        Cosa succede agli alimenti quanto cuciniamo

        Per conoscere la composizione degli alimenti è sufficiente consultare, ad esempio, le Tabelle di Composizione degli Alimenti dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, ma cosa succede quando uniamo gli alimenti e li cuciniamo per ottenerne uno nuovo creando un piatto? In alcuni alimenti la cottura cambia significativamente il valore di carboidrati, è il caso, ad esempio, delle carote che contengono 7,6 g di carboidrati se consumate crude, mentre il numero carboidrati sale a 18,3 g una volta cotte. Inoltre, in base a come si comporta il peso degli ingredienti durante la cottura, esistono tre possibilità. Foto di una macedonia in cui gli ingredienti mantengono il proprio peso durante la preparazione

        Il primo caso

        Partiamo dal caso più semplice, ossia quando prepariamo una ricetta i cui ingredienti non subiscono cotture, né variazioni di peso; prendiamo l’esempio di una macedonia di frutta. Supponiamo che sia preparata con questi ingredienti: 150 g pesche, 140 banane, 100 lamponi, oltre a 40 g di succo di limone e 20 g di zucchero semolato. Consultiamo la tabella e ci limitiamo a sommare i valori in quanto il peso degli ingredienti non subisce alcuna variazione, quindi:

        Valore di carboidrati per 100 g Valore per il peso dell’ingredienti
        Pesche senza buccia 6,1 g 6,1 x 150 g = 9,15 g
        Banane 15,4 g 15,4 x 140 = 21,56 g
        Lamponi 6,5 g 6,5 x 100 = 6,5 g
        Succo di limone 1,4 g 1,4 x 0,4 =0,56 g
        Zucchero, saccarosio 104,5 104,5 x 0,2 = 20,9

         

        Totale carboidrati della ricetta = 58,67 g di carboidrati

        Peso totale della ricetta = 450 g

        Quindi dividendo il numero di carboidrati per il peso della ricetta avremo il valore di carboidrati per 1 g di ricetta che moltiplicato per 100 mi darà il valore per 100 g di ricetta:

        Valore di carboidrati per 1 g = 58,67 : 450 =0,13

        Valore di carboidrati per 100 g = 0,13 x 100 = 13

         

        Il secondo caso

        Il secondo caso è quello in cui l’alimento aumenta di peso. L’esempio più tipico e l’errore più frequente sono quelli di pasta e riso. Prendiamo la pasta e consideriamo per praticità 80 g di carboidrati ogni 100 g di pasta cruda. In cottura, quei 100 g di pasta diventeranno 200 g di pasta cotta in quanto la pasta assorbe un quantitativo di acqua pari al proprio peso  durante questo processo. Questo significa che 100 g di pasta cotta conterranno 40 g di carboidrati, mentre resteranno sempre 80 i carboidrati della nostra porzione nel piatto se è costituita dai 100 g di pasta iniziale. Lo stesso vale per tutti gli alimenti che aumentano di peso durante la cottura.

        Foto di un piatto di pasta: la pasta è un ingrediente che aumenta di peso in cottura

        Il terzo caso

        Il terzo ed ultimo caso è quello in cui l’alimento perde peso durante la cottura, come è il caso di tutti i prodotti da forno, ma anche del sugo al pomodoro della nostra pasta! Analizziamo insieme la mia ricetta della Ciambella della nonna preparata con i seguenti ingredienti: 140 g zucchero di canna e zucchero di cocco insieme,     125 g crema di riso, 100 g maizena, 100 g fecola di patate, 100 g olio di semi di vinaccioli, 100 g mandorle tritate per ottenere una farina, 3 uova, 1 bustina di lievito per dolci (16 g),  1 pizzico di sale, buccia di limone grattugiata.

        Foto di pagnotte di pane, esempio di alimento che diminuisce di peso durante la cottura.

        Il peso totale di questi ingredienti a crudo è di 831 g ed il numero totale di carboidrati è di 345,8. Cosa succede dopo che avremo messo in forno la ciambella a 170°C per 35 minuti? Che mettendo la ciambella sulla bilancia, il suo peso totale si è ridotto a 740 g, quindi guardiamo come sono variati i carboidrati durante la cottura.

         

        Valore dei carboidrati della ciambella a crudo Valore dei carboidrati della ciambella cotta
        Carboidrati totali 345,8 : Peso della ciambella a crudo 831g = 0,416 g x 100 = 41,6 g Carboidrati totali 345,8 : Peso della ciambella cotta 740g = 0,467 x 100 = 46,7 g

         

        Un ulteriore elemento di difficoltà è rappresentato dal fatto che nella stessa preparazione potremmo avere tutti i tre comportamenti insieme, ossia alcuni ingredienti che non subiscono variazioni ed altri che aumentano o diminuiscono di peso. Il calcolo scoraggia quindi molte persone che preferiscono optare per l’acquisto di un piatto pronto sulla cui etichetta compare il valore dei carboidrati obbligatorio per legge, ma questa scelta rappresenta una duplice sconfitta: la rinuncia al sapore e alla salubrità del cibo di casa.

        Foto del savarin di risoni, ricetta in cui sono presenti tutti i casi applicabili al calcolo dei carboidrati

        Allora armatevi di bilancia e calcolatrice e cominciate a far contare i vostri piatti!

        Se le avventure della Mistery Box ricevuta per il Talent for Food erano state sorprendenti, ancora più sorprendente è stata la notizia di essere una delle tre finaliste, quindi vorrei raccontarvi la mia avventura da una prospettiva un pochino differente rispetto ad un mero resoconto: come cercare di rendere possibile l’impossibile.

        La mia avventura al Talent For Food 2019 e i miei Gnocchetti alla farina di lenticchie

        Iniziamo dal fatto che nella vita di tutti i giorni sono interprete di conferenza e CEO di un’azienda di servizi linguistici, Interconsul, con sede a Parma, quindi venerdì 11 ottobre il dovere mi chiamava come tutti gli altri giorni e alle 7:45, dopo la consegna frenetica dei ragazzi a scuola, mi attendevano le revisioni delle traduzioni in consegna prima del weekend.

        Eh sì, perché convinta che non sarei mai stata tra le finaliste del Talent veneto, la mia programmazione è proseguita, ineluttabile, quindi sarei dovuta passare alla modalità weekend alle 15:30 di quel venerdì andando a prendere in stazione la mia amica e food blogger Cristiana Curri (https://blog.giallozafferano.it/chicchecris/) con la quale avevo organizzato un corso di cucina dedicato ai grandi classici della pasta nella cucina romana sabato 12 ottobre nel pomeriggio. Inoltre, sempre perché mi piacciono le sfide (questa è la conclusione a cui sono giunta), alle 9 del mattino dello stesso giorno mi aspettava un bel corso sul salato alternativo, ossia fatto con farine alternative a quella di frumento.

        Un messaggio su WhatsApp: panico!

        Cosa succede quindi quando ti arriva un messaggio di congratulazioni su WhatsApp alla domenica pomeriggio mentre stai guidando per andare a tradurre ad un convegno al Palacongressi di Rimini? Ti chiedi per cosa ti stanno facendo le congratulazioni, passi in rassegna nelle testa cosa sia avvenuto negli ultimi giorni, ti arrendi e chiedi alla collega interprete seduta in auto con te di rispondere: “Per che cosa?” Messaggio di ritorno: “Sei in finale al Talent for Food”. Panico. Sì, letteralmente panico, ma non per la gara visto che le gare di cucina mi mettono sempre di buonumore, bensì per l’incastro alla Rubik che sono riuscita a creare.

        In testa è tutto un alternarsi di pensieri per mettere a posto le caselline colorate del cubo magico e alla fine ne esce un programma da Risiko: calcolo i tempi di percorrenza Parma-Valdobbiadene su Google Maps (3 ore), supplico Cristiana di cambiare biglietto del treno per arrivare prima di mezzogiorno per accompagnarmi a Valdobbiadene e chiedo ad AIFB se sia possibile rinunciare (parte più dolorosa) al programma conoscitivo del territorio previsto per il sabato. Sapete una cosa? Alla fine mi è sembrato tutto…quasi semplice!

        Un venerdì pomeriggio in Valdobbiadene

        Così mi ritrovo al venerdì pomeriggio nella sede di DIEFFE Accademia delle professioni a Valdobbiadene (Tv) con 50 minuti a disposizione per preparare, cuocere e impiattare una ricetta utilizzando gli ingredienti messi a disposizione da 29 aziende trevigiane e padovane che hanno fornito le ‘mistery box’ con i prodotti veneti.

        Mentre cucino con Daniela Boscariolo (blog.giallozafferano.it/timoelenticchie e che si guadagnerò il primo posto) e Daniela Pennisi (www.laboulangeriepatisserie.it), Angela Frenda, Responsabile editoriale del mensile “Cook” (Corriere della Sera), scrittrice e docente di  cucina, dà la parola a Giovanni Taliana e Armando Serena, Presidenti del Gruppo Alimentare e del Gruppo Vinicolo e Distillati Liquori di Assindustria Venetocentro, ad Anna Maria Pellegrino, Presidente AIFB, ad Innocente Nardi, Presidente del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg e ad Alessandro Marzotto, Hospitality Wine Shop Manager di Santa Margherita Gruppo Vinicolo.

        Le tre finaliste alle prese con le preparazioni

        Le tre finaliste alle prese con le preparazioni

        Fedele ad uno dei principi guida del contest, nella mia ricetta unisco la tradizione culinaria emiliana con i prodotti del Veneto ed è per questo che preparo l’immancabile pasta ripiena, ma questa volta con baccalà alla vicentina e carciofi all’interno, zafferano nell’impasto e funghi trifolati per il condimento. Cosa è mancato nel mio piatto? Una parte croccante, ma non amo le fritturine, quindi non mi è venuta in mente nessuna alternativa… Sarò pronta per la prossima volta!

        I tre piatti presentati

        I tre piatti presentati

        Impiattamento dei miei ravioli

        Impiattamento dei miei ravioli

        Dopo giudizio, foto di rito, abbracci e baci tra amici ritrovati e nuove conoscenze, rientro a bomba in quel di Parma, tappa Autogrill per bevanda calda e super, ma breve dormita prima di una seconda giornata da Oscar con 2 corsi di cucina e… questa ricetta preparata al volo sabato sera per la mia super disponibile ospite e amica Cristiana, naturalmente cucinata con i prodotti del Talent for Food 2019!

        Gnocchetti alla farina di lenticchie con crema di carciofi e stracchino

        13,32 g CHO per 100 g di gnocchetti conditi

        Ingredienti per gli gnocchetti

        • 270 g latte
        • 90 g fecola di patate*
        • 60 g farina di lenticchie*
        • 40 g Parmigiano Reggiano grattugiato
        • 35 g olio di girasole altoleico biologico
        • 4 uova
        • q.b. noce moscata, olio extra vergine di oliva, sale e pepe

        Ingredienti per il condimento per gli gnocchetti

        • 250 g crema di carciofi*
        • 100 g stracchino
        • pepe

        **Ingredienti specifici per celiaci

        *Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

        Preparazione

        1. Mettete 270 g di latte in un tegame assieme all’olio, una macinata di noce moscata e un pizzico di sale. Portate ad ebollizione, allontanate dal fuoco e aggiungete fecola e farina di lenticchie in un solo colpo mescolando bene in modo che non si formino grumi. Lasciate intiepidire, poi aggiungete il formaggio grattugiato e un uovo alla volta mescolando bene. Trasferite il composto in una tasca da pasticcere con un foro rotondo di circa 1,5-2 cm di diametro.
        2. Mettete una pentola di acqua sul fuoco, portatela ad ebollizione e salatela. Con la tasca da pasticcere, fate cadere dei cilindretti di 2-3 cm di lunghezza con l’aiuto di un coltello (anche se l’impasto è molto morbido, quindi il coltello serve solo per interrompere il flusso di composto) nell’acqua bollente e quando salgono a galla lasciateli cuocere 1-2 minuti, poi toglieteli con una schiumarola e metteteli in una terrina con lo stracchino e la crema di carciofi.  Mescolate bene in modo da fare sciogliere lo stracchino.
        3. Servite gli gnocchetti ben caldi con una macinata di pepe nero.
        I miei gnocchetti alla farina di lenticchie con crema di carciofi e stracchino

        I miei gnocchetti alla farina di lenticchie con crema di carciofi e stracchino

        Ve lo avevo promesso ed eccomi qui!

        Non potevo anticiparvi nulla prima della trasmissione Il Ristorante degli Chef perché questo era l’impegno contrattuale, ma anche perché non avevo idea di come sarebbe stata la puntata! Quindi anche io avevo la curiosità di guardare il programma in TV come se non l’avessi vissuto in prima persona.

        Partecipare a un talent era qualcosa che mi incuriosiva da morire, quindi avevo inviato una mail per gioco incuriosita dal nome della produzione NONPANIC…perché nella mia testa questo talent si giocava sul non andare in panico in situazioni di disastri in cucina: arrosti bruciati, ospiti con un sacco di intolleranze alimentari (questo era il mio inconscio che me lo diceva!!!), mancanza di ingredienti e chi più ne ha, più ne metta. Insomma, con questo e tante altre fantasie in testa mi ritrovo a fare il provino a Milano in un caldissimo pomeriggio estivo, in una saletta senza aria condizionata, tra persone sconosciute ma accoglienti.

        A fine agosto arriva la telefonata e, con mille peripezie di incastri di lavoro, mi libero 2 giornate a metà settembre per andare a Roma a registrare il programma.

        Il Ristorante degli Chef: ecco com’è andata

        Ore 8 del mattino del 19 settembre ecco la convocazione. Sapete una cosa incredibile dei ragazzi della produzione? Conoscevano nome e cognome di ciascuno di noi 80 partecipanti selezionati tra gli oltre 2000 candidati…quante volte avranno fatto passare i nostri questionari, CV, piatti e foto per ricordarsi tutto?

        Arriviamo in questa splendida villa immersa nel verde di un ampio parco che fiancheggia la Via Appia antica. Larghe tende bianche riparano dal sole decine di truccatori, parrucchieri, cameraman, tecnici, stilisti, montatori, elettricisti, insomma un numero infinito di persone impegnate a lavorare su tutti i fronti.

        L'area trucco e parrucco

        L’area trucco e parrucco

        Mi guardo attorno e mi rendo conto che in realtà non tutti sono sconosciuti! Trovo delle amiche di blog, trovo un’amica di corso di cucina e trovo tanti altri che imparo a conoscere nelle lunghe attese. Ma soprattutto trovo un’umanità che è lì per i più svariati motivi e inizio a sentirmi un pochino fuori luogo: ci sono tanti giovani, e meno giovani, che sperano che il talent possa cambiare la loro vita e questo, devo ammetterlo, mi provoca disagio perché per me continua ad essere un gioco.

        Si fa amicizia

        Si fa amicizia

        Beh, nonostante qualche pensiero, mi diverto da impazzire! Le camminate “trionfali” sul selciato dell’antica via romana con telecamere ovunque e droni svolazzanti ci fanno ridere, chiacchierare e…morire di caldo e mal di piedi, ma il paesaggio e i colori sono mozzafiato.

        Lunghe attese, chiacchiere e scambi, confessionali e, dopo ore, finalmente possiamo impiattare il nostro “Cavallo di battaglia”. A dire il vero, non ho mai pensato che i Guancialini di maiale al San Giovese con schiacciatina di patate potessero essere il mio cavallo di battaglia, ma chi di voi mi conosce sa che ho un’anima contadina, quindi il senso pratico è sempre quello che prevale nelle mie decisioni! E dovendo portare un piatto pronto da Parma, dovendolo preparare il sabato per poterlo trasportare la domenica ed assaggiarlo al lunedì pomeriggio, quale sarebbe stata una preparazione migliore rispetto ad uno stracotto per subire tante angherie!!!!

        Viene fatto l’appello per farci posizionare dietro i banconi di legno in mezzo al prato e il mio nome viene chiamato per penultimo!!!! Sono in prima fila, la prima a destra…ossia la prima ad essere sottoposta al giudizio dei giudici!

        Vedo i giudici per la prima volta, anche se i loro nomi mi sono noti: eleganti, impeccabili e, con mio grande dispiacere, identici al modello Masterchef… facce troppo serie, parole troppo impostate… che peccato! Beh, cosa posso fare se non stare al gioco? I giudici mi “torturano” al punto giusto (questo ve lo hanno risparmiato J), ma sento che i miei maltrattati guancialini sono piaciuti, quindi non mi sorprende la scritta dietro il piatto che sanziona il superamento del mio primo esame.

        Il secondo giorno: i miei Gnocchetti di ricotta

        Alle 8 del 20 settembre sono pronta ad affrontare le sorprese della nuova giornata. I miei 7 compagni di avventura in cucina sono tutti simpatici nella loro incredibile eterogeneità! Dal burlesque all’uomo più nervoso del mondo ci sono io che non trovo i piatti per l’impiattamento e non ho l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena per completare la mia ricetta, ma io mi sento come a casa mia: si fa con quel che c’è e senza troppe storie.

        Preparo i miei Gnocchetti di ricotta che nella loro versione senza glutine avevano convinto i giudici dei provini. Li preparo con tutta la calma del mondo perché se ho 25 minuti a disposizione, beh mi scelgo una ricetta che è pronta in 15, no? Mi sono proprio resa conto che non sono fatta per i talent: mi piacciono troppo le soluzioni razionali…perché rischiare con piatti complicati che magari non si riescono a portare a termine? E con lo stesso spirito affronto i piatti da portata: sullo scaffale rimangono solo piatti piccoli, non particolarmente belli, ma ormai stanno per iniziare le riprese e non voglio fare tardare ulteriormente l’inizio dei lavori, così prendo quanto disponibile e, data la dimensione dei piattini, li adagio sopra un piccolo tagliere di legno: considerando che il mio è un piatto semplice e un po’ rustico, ci potrebbe anche stare una presentazione di questo tipo.

        I miei gnocchetti mi piacciono un sacco, ma l’aceto non è proprio quello che desideravo, forse sarebbe meglio non aggiungerlo, ma lo avevo scritto sulla ricetta. Suona la fine del tempo a disposizione e lasciamo le postazioni per recarci in una sala adiacente da cui possiamo vedere i giudici, ma non sentire i loro commenti. E’ sempre difficile sostenere i giudizi, sia quelli degli altri, che i propri, ma in compagnia sembra tutto un po’ più leggero. Non conosciamo l’ordine di presentazione dei piatti, ma riconosciamo le nostre preparazioni sullo schermo.

        I giudici

        Vedo arrivare i miei gnocchetti e vedo la smorfia sul volto della Potì, quindi capisco che tutto verrà giudicato negativamente perché tra loro i giudici non si possono contraddire. Mi dispiace che un piatto che a me piace tanto venga disprezzato, ma penso che forse la mia scelta sia stata troppo semplice e poco da talent. Devo ammettere che se da un lato mi dispiace avere deluso le aspettative dei giudici, dall’altro mi sento leggera come una piuma: sarei riuscita a prendere il mio treno, non avrei dovuto cancellare impegni di lavoro della settimana successiva, avrei riabbracciato i ragazzi e raccontato a loro e agli amici la mia fantastica avventura.

        Sapete quale è stata la cosa che mi è dispiaciuta di più? Salutare i ragazzi della produzione che si erano presi cura di me e di tutti con una pazienza ed una professionalità infinite, accettando anche di fare subito la ripresa dell’eliminazione per permettermi di saltare su quel famoso treno che non potevo perdere.

        E’ stato bello non solo partecipare, ma anche vedere il programma che in realtà è totalmente diverso da quello che ho vissuto durante la registrazione. Unico rammarico? Che non sia andato in onda il motivo per cui sono diventata la chef della mia famiglia. Buona cucina amici e… Talent? No, grazie.

        Alla scoperta di Sanremo

        Della finale del Contest della cipolla egiziana abbiamo ormai letto tanti articoli e informazioni (comunque non perdetevi la mia ricetta degli Gnocchetti di bufala allo zafferano e cipolla egiziana), quindi vorrei raccontarvi della mia scoperta della città in cui si è svolta la finale, ossia la città di Sanremo di cui sentiamo parlare generalmente in occasione del suo famosissimo festival della canzone italiana.

        Il teatro Ariston di Sanremo, reso famoso dall'omonimo festival canoro

        Il teatro Ariston di Sanremo, reso famoso dall’omonimo festival canoro

        Devo ammettere che avevo parecchi pregiudizi e mi aspettavo di non trovare nulla di più di una località balneare per turisti benestanti, mentre ho trovato storia, tradizione, bellezza, clima ideale e buon cibo… cosa si può chiedere di più?

        Il punto di partenza “d’obbligo” nella città dei fiori non poteva che essere uno dei suoi meravigliosi giardini, nel nostro caso il giardino che era stato creato dalla famiglia Ormond, di origine svizzera, trasferitasi qui per trovare un clima favorevole ai problemi di salute di uno dei famigliari e che è poi stato donato al comune che oggi lo gestisce. In realtà, più che un giardino privato poi divenuto pubblico, è un vero e proprio giardino botanico dove crescono specie tipiche dei cinque continenti e che stimolano tutti i cinque sensi, soprattutto per chi è appassionato di cucina che non può sottrarsi alla forza d’attrazione del pepe rosa o dei datteri.

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        A poca distanza da lì a piedi, una splendida scoperta: Villa Nobel. Sì perché il famoso scienziato che ha istituito il premio che porta il suo nome ha vissuto a Sanremo e proprio qui morì nel 1896 lasciando il testamento che istituisce il premio di Stoccolma quasi per riscattarsi dalle accuse di essere un “mercante di morte” per avere inventato la dinamite. Lo scienziato, chimico ed imprenditore infatti aveva accumulato una grandissima fortuna, ma aveva perso tutte le persone care nelle numerose esplosioni che avevano interessato gli stabilimenti dove per tutta la vita aveva cercato di mettere sotto controllo la nitroglicerina. Immaginate da dove arrivano gli splendidi fiori che abbelliscono la cerimonia di assegnazione dei premi Nobel ogni anno? Rigorosamente dalla città di Sanremo che vuole così rendere omaggio a questo suo illustre cittadino.


        Villa Nobel a Sanremo

        Villa Nobel a Sanremo

        Una curiosità: sapete perché non esiste il Premio Nobel per la matematica? Perché pare che la donna amata da Nobel lo avesse tradito con un matematico…piccola rivincita per le pene d’amore.

        Dopo una passeggiata d’obbligo lungo il Porto Sole con i suoi 800 posti barca, proprio di fronte a Villa Ormond, ci spostiamo verso il centro della città per alcune tappe obbligate, di cui una gastronomica davvero indimenticabile anche se, purtroppo, non senza glutine e quindi non accessibile a mia figlia Gaia: la Sardenaira, una pizza condita con pomodoro, sarde, origano, olio e olive, senza formaggio e assolutamente squisita! Che bello vedere le persone in attesa di gustarsi un pezzo fumante e profumato di pizza: un regalo di metà mattina per fare il carico di energia per affrontare le stradine in salita all’interno della Pigna.

        Un forno dove gustare la Sardenaira

        Un forno dove gustare la Sardenaira

        Sì, perché la zona più antica della città si chiama così perché i suoi cerchi concentrici ricordano la forma di questo frutto. E’ difficile immaginare come si possa vivere in questi palazzi stretti e alti dove le stanze si sviluppano in verticale, una sopra l’altra fino a formare un intero appartamento, dove le auto non possono arrivare e anche la semplice spesa alimentare diventa una sorta di test di resistenza fisica.

        Prima di tornare al Villaggio dei Fiori per sostenere la nostra finale, il nostro angelo custode, Raffaella Fenoglio, ci regala un’altra tappa davvero speciale: uno spuntino da Kyofish Pescheria, Cucina e Wine lounge , un crudo italiano dove spiccano i gamberi rossi di Sanremo la cui dolcezza è difficile da immaginare prima di assaggiarli.

        Il pesce in mostra nella pescheria ristorante Kyofish

        Il pesce in mostra nella pescheria ristorante Kyofish

        Carichi di energia e ricchi di tante esperienza, non possiamo che affrontare la finale del contest con lo spirito goliardico degli amici che si cimentano in una partita di carte: la giusta competitività, decisamente superata dalla gioia di condividere una bella esperienza.

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        L’esito della finale è ormai noto: la Chantilly di panna cotta alla cipolla egiziana ligure con caramello all’arancia di Tamara Cinciripini del blog Perle e Ciambelle ha conquistato il palato e i miei Gnocchetti di bufala allo zafferano e cipolla egiziana si sono classificati al secondo posto a pari merito con la Cipolla egiziana ligure su giardino fiorito di Daniela Boscariolo del blog Timo e lenticchie.

        Quello che è certo è che siamo tornati tutti a casa entusiasti e con i piccoli bulbi di cipolla egiziana da piantare nei nostri giardini per divertirci a sperimentare in altre infinite preparazioni.

        Un ringraziamento agli organizzatori del contest nazionale Marco Damele, il grande esperto di cipolla egiziana, Raffaella Fenoglio del blog “Tre Civette sul Comò”, Claudio Porchia, la casa editrice Zem e l’Aifb, l’associazione nazionale dei food blogger, nonché ai membri della giuria Marco Damele, Stefano Pizzini, giornalista, Paola Chiolini, chef della Balena Bianca di Vallecrosia, Federico Lanteri, chef del Torrione, sempre a Vallecrosia, Terry Prada, la “regina del turtun di Castelvittorio”, Roberto Pisani, enogastronomo, Raffaela Fenoglio, Claudio Porchia, Federica Leuzzi, nutrizionista e consigliera delegata alle De.Co. di Ventimiglia.

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