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Chi non ha una Ciambella della nonna da ricordare? Credo nessuno. Ogni famiglia ha una ricetta a cui sono legati i propri ricordi. Io ho il ricordo dell’enorme ciambella che la nonna preparava tutte le settimane da vendere a fette nel bar del paese di cui era proprietaria quando io ero ancora molto piccola.

E sapete quale era il modo più popolare per consumarla? Al mattino nel cappuccino oppure alla sera dopo cena intinta in un bicchiere di Malvasia frizzante dei Colli di Parma.

L’altra particolarità che ricordo di quel dolce era la sua cottura che veniva fatta della Petronilla, una sorta di pentola elettrica che sostituiva i moderni forni di casa in quanto l’unico altro forno che avevamo era l’enorme forno a legna che veniva riscaldato solo quando si faceva il pane per la settimana.

La mia versione della ciambella della nonna è sicuramente più leggera ed in linea con le nostre esigenze, anche se già la mia nonna usava maizena e fecola di patate per questo dolce, ma a queste lei aggiungeva tanto burro che io ho sostituito con olio di semi e farina di mandorle. Guardate qui come prepararla.

A me piace utilizzare la ciambella anche come dolce di fine pasto e se non vogliamo inzupparla nel vino come da tradizione, mi piace accompagnarla con una crema affinché non risulti troppo asciutta, ad esempio una crema pasticcera aromatizzata al limone, un po’ di cioccolato fondente fuso oppure, visto che ormai ci aspettiamo la bella stagione, una pallina di gelato per un po’ di refrigerio.

 

 

Ciambella della nonna     

carboidrati 46,72 g per 100 g

Ingredienti

  • 140 g zucchero di canna e zucchero di cocco insieme
  • 125 g crema di riso Sarchio*
  • 100 g maizena*
  • 100 g fecola di patate*
  • 100 g olio di semi di vinaccioli
  • 100 g mandorle tritate per ottenere una farina
  • 3 uova
  • 1 bustina di lievito per dolci (16 g)
  • 1 pizzico di sale
  • staccante per lo stampo*
  • buccia di limone grattugiata

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

 

Preparazione

 

  1. Montate lo zucchero con le uova in una planetaria fino a quando saranno bianche e spumose.
  2. Aggiungete gradatamente gli altri ingredienti continuando a mescolare e in questo ordine: farine, mandorle, crema di riso, olio di semi, lievito e sale. Insaporite il composto con buccia di limone grattugiata, oppure con vaniglia o cannella a vostro piacimento.
  3. Spruzzate lo stampo da ciambella con dello staccante apposito (oppure imburrate e infarinate, usando burro senza lattosio se siete intolleranti a questo zucchero) e versatevi il composto livellandolo. Come variante, potete prendere qualche cucchiaiata di impasto e aggiungervi del cacao fatto stemperare in latte di cocco o di mandorle in modo che non si formino grumi e fare cadere l’impasto al cioccolato in modo casuale all’interno dello stampo contenente l’impasto bianco in modo da ottenere una ciambella variegata.
  4. Cuocete in corno statico preriscaldato a 170°C per 35 minuti.
  5. Sfornate la ciambella e lasciatela raffreddare. Potete servire la ciambella tal quale spolverata solo con un pizzico di zucchero a velo, oppure potete completarla ricoprendola con un po’ di cioccolato fondente fuso, con glassa al limone o qualsiasi altra crema di vostro gradimento.

 

Versione con glutine

La ricetta è naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti.

Gli gnocchi allo zafferano con asparagi e prosciutto grattugiato sono un’idea facile da realizzare, usano l’oro giallo italiano, una verdura di stagione e rendono onore ad uno dei prodotti più straordinari della tradizione culinaria della mia città natale.

Gli gnocchi sono un classico che piace a tutti, sono perfetti in ogni stagione e ci permettono di dare sfogo alla nostra creatività inventandoci sughi con qualsiasi ingrediente.

Eppure, preparare gnocchi di patate morbidi, in cui non si senta il sapore della farina e che non si disfino nell’acqua di cottura richiede qualche piccolo accorgimento. Prima di tutto, chiedete al vostro fruttivendolo di fiducia delle patate dalla polpa soda e non acquosa, poi ricordate che è essenziale schiacciare le patate ancora bollenti, ma mai aggiungere la farina prima che si siano raffreddate completamente. Guardate qui il video su come preparare gli gnocchi.

In questa ricetta, ho voluto condividere uno dei miei modi preferiti di utilizzare il Prosciutto di Parma in cucina, ossia grattugiato come fosse del formaggio per insaporire il piatto e travolgerci con il suo profumo liberato dal calore degli gnocchi. Ricordate che il Prosciutto messo nel congelatore non si congelerà grazie alla presenza del sale, ma questa operazione ci permetterà di grattugiarlo senza surriscaldarlo lasciando così inalterati gusto e profumo.

Sono certa che una volta assaggiato il prosciutto in questo modo, sarete tentati di usarlo in tantissime altre ricette con infinita gioia per voi e per i vostri ospiti.

Gnocchi allo zafferano con asparagi e prosciutto grattugiato

    carboidrati 21,67 g per 100 g di gnocchi cotti e conditi

Ingredienti per gli gnocchi

  • 1 kg patate bollite e sbucciate
  • 200 g Farina Preparato senza glutine Dallagiovanna speciale per pasta fresca**
  • 1 uovo intero
  • un pizzico di sale
  • farina di riso integrale* per spolverare il tagliere

Ingredienti per il condimento

  • 300 g asparagi
  • 200 g latte
  • 50 g Prosciutto di Parma in una sola fetta, tenuto in freezer
  • 30 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 4 g fecola di patate*
  • 0,5 g zafferano
  • olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Schiacciate le patate bollite mentre sono ancora calde lasciando la buccia nello schiacciapatate. Lasciatele raffreddare completamente, quindi aggiungete la farina, l’uovo intero e un pizzico di sale mescolando il tutto per ottenere un composto omogeneo.
  2. Prendete dei pezzi di impasto, formate dei cilindri lunghi del diametro di circa 2 cm, quindi tagliate dei pezzetti che farete scivolare sui rebbi di una forchetta affinché venga incisa la loro superficie (in questo modo gli gnocchi tratterranno meglio il sugo!). Adagiate gli gnocchi pronti su un vassoio leggermente spolverato di farina di riso.
  3. Iniziate a preparare il condimento. Prendete gli asparagi, lavateli, asciugateli e tagliateli in tre parti: rimuovete la parte legnosa che butterete via (a meno che non vogliate preparare un brodo da usare per un risotto), conservate la parte centrale da bollire e frullare per preparare una crema e tenete per gli gnocchi la parte più morbida e le punte.
  4. Mettete le punte degli asparagi in un tegame con un filo d’olio extra vergine, un pizzico di sale e pepe e fatele ammorbidire.
  5. Preparate la salsina a freddo. Mettete la fecola di patate in una ciotola e scioglietela con il latte aggiungendolo gradatamente affinché non si formino grumi. Aggiungete lo zafferano al composto mescolando bene con una frusta e conservate la salsa fino al momento dell’utilizzo mescolandola di tanto in tanto se non la usate a breve.
  6. Prendete il Prosciutto di Parma dal freezer e frullatelo in un robot come fosse del formaggio. Tenetelo da parte.
  7. A questo punto potete completare la preparazione. Fate cuocere gli gnocchi in acqua bollente salata; versate la crema allo zafferano nella padella con le punte di asparagi e quando gli gnocchi saliranno a galla, scolateli con una schiumarola e buttateli nella padella con asparagi e zafferano, fateli insaporire aggiungendo il Parmigiano grattugiato. Versate gli gnocchi su un piatto da portata e completate spolverandoli con il Prosciutto di Parma grattugiato. Se amate gli gnocchi, gustatevi anche i mie Gnocchetti di ricotta al radicchio.

 

Gli gnocchi allo zafferano pronti per essere gustati

 

La versione con glutine degli Gnocchi allo zafferano con asparagi e prosciutto grattugiato

Sostituite la farina Dallagiovanna con farina di frumento convenzionale in pari quantità.

 

Le Sorpresine alla quinoa mi permettono di usare le verdure, sicuramente i miei ingredienti preferiti! Per ogni stagione ne abbiamo una grande varietà che ci permette di sbizzarrirci nella loro preparazione. Eppure, a volte mancano le idee per preparare qualcosa di sfizioso di fronte al quale i ragazzi non storcano il naso.

Le zucchine tonde si prestano anche solo per la forma ad essere amate da grandi e piccini perché sono perfette per essere riempite con tutto ciò che ci piace, quindi la mia è solo una delle centinaia di soluzioni di farce possibili.

La versione preparata con la quinoa, uno dei super food dell’America Latina (guardate un po’ la sua storia) più apprezzati anche da noi grazie all’alto contenuto di proteine e di Omega 6 e Omega 3, rende la ricetta un piatto unico perfetto sia per pranzo che per cena. Personalmente, ho preparato la ricetta nella versione vegana, ossia senza aggiungere il formaggio fuso, e l’ho proposta per cena ai miei affamati famigliari e la glicemia di Gaia si è comportata benissimo nel corso di tutta la notte, fatto che ci ha fatto gustare il piatto ancora di più.

Sorpresine alla quinoa   

carboidrati 6,2 g CHO per 100 g

Ingredienti

  • 4 zucchine tonde grandi (peso totale una volta svuotate 1 kg)
  • 300 g passata di pomodoro
  • 120 g sedano
  • 90 g carota
  • 80 g quinoa (cotta in 240 g di acqua)
  • 70 g scalogno
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe
  • peperoncino
  • cubetti di formaggio che fonda (facoltativo)

Preparazione

  1. Mettete la quinoa in un colino a maglie fini, sciacquatela abbondantemente, quindi mettetela in un tegamino con il triplo del proprio peso di acqua. Salate leggermente l’acqua, mettete il tutto sul fuoco e fate cuocere la quinoa per circa 15 minuti con il coperchio fino a quando non avrà assorbito completamente l’acqua. Allontanate dal fuoco e lasciatela intiepidire.
  2. Prendete le zucchine tonde, tagliate la parte alta in modo da dividere le zucchine in 2 parti: una piccola in alto e la parte grande sottostante che svuoterete della polpa (questa la potrete utilizzare per preparare minestre di verdura). Spolverate di sale l’interno delle zucchine, adagiatele con la loro calotta di fianco su una teglia ricoperta di carta da forno e cuocetele in forno preriscaldato a 200°C per 15 minuti. Una volta tolte dal forno, svuotare le zucchine dell’acqua che si sarà formata al loro interno, quindi tenetele da parte mentre preparate la farcia.
  3. Affettate lo scalogno, mettetelo in un tegame con un filo di olio extra vergine di oliva assieme allo spicchio d’aglio, quindi aggiungete la passata di pomodoro e fate cuocere per 10 minuti.
  4. Mettete un filo d’olio in una padella antiaderente e fatevi saltare il sedano e la carota a dadini; aggiustate di sale e pepe. A questo punto condite la quinoa con il sugo di pomodoro e le verdure saltate; aggiustate di sale, pepe e peperoncino.
  5. Riempite le zucchine con la quinoa premendola leggermente al loro interno. A piacere, potete mettere qualche dadino di formaggio che fonda sopra la quinoa prima di coprire ogni zucchina con la propria calotta (personalmente non ho aggiunto nulla perché non volevo aggiungere formaggio a questo pasto), quindi infornate nel forno caldo a 200°C per una decina di minuti oppure per 5 minuti sotto il grill.
  6. Servite le zucchine calde con un filo di olio a crudo.
Le zucchine ripiene di verdure e quinoa

Le zucchine ripiene di verdure e quinoa

 

La versione con glutine delle Sorpresine alla quinoa

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

Treccia di pan brioche significa soprattutto colazione, sicuramente il pasto più importante della giornata perché ci permette di fare il pieno di carburante che ci servirà per affrontare gli impegni che ci attendono.

Non c’è nulla quindi di più sbagliato che limitarla ad un caffè o un tè veloci, senza accompagnarli con il giusto apporto di nutrienti. E’ vero che a volte non si ha voglia di mangiare appena alzati e questo accade anche ai ragazzi nel periodo scolastico, se li svegliamo presto e li dobbiamo costantemente incalzare per prepararsi rapidamente per non arrivare in ritardo per il suono della campanella.

E se in questo inizio 2020 non abbiamo dovuto lottare con i figli per svegliarli prima delle 7, è rimasta però la fatica di convincerli a consumare una buona colazione per non arrivare alle 11 del mattino affamati e alla disperata ricerca del proibito… per lo meno il proibito a casa nostra dove le merendine industriali, siano esse dolci o salate, sono un tabù assoluto: perdonatemi, ma questa è una delle regole sulle quali sono inamovibile!

Se volete un aiuto in questo senso, direi che la Treccia di pan brioche è un ottimo alleato! Chi può dire di no ad una fetta leggermente tostata di profumato pan brioche accompagnata da un filo di marmellata? Probabilmente nessuno, nemmeno gli anti-colazione più ostinati.

Quindi preparatelo nella forma che preferite: delle mini veneziane monoporzione (attenzione che in questo caso il tempo di cottura lo dovrete ridurre a 20-25 minuti) oppure la treccia che vi spiego nella ricetta che potrete tagliare a fette, una volta cotta e raffreddata, e conservare perfettamente nel congelatore fino a pochi minuti prima del loro consumo. Scongelato brevemente nel microonde e passato nel tostapane, il vostro pan brioche sarà come appena fatto.

Vi ho convinto? Guardate qui come prepare la ricetta. Vedrete che la vostra giornata sarà “buona come il pane”!

 

Treccia di pan brioche     

carboidrati 44,71 g per 100 g senza granella di zucchero

 Ingredienti per il primo impasto

  • 250 g farina per Pane e Paste Lievitate BiAglut**
  • 200 g latte parzialmente scremato
  • 25 g lievito di birra

Ingredienti per il secondo impasto

  • 300 g farina preparato Universale per prodotti da forno Massimo Zero** oppure Preparato per Pane Nutrifree**
  • 120 g latte parzialmente scremato
  • 100 g burro
  • 40 g zucchero
  • 2 uova
  • 10 g sale
  • granella di zucchero*

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione della Treccia di pan brioche

  1. Sciogliete il lievito di birra nel latte tiepido e aggiungetelo alla farina in una terrina o in un robot, mescolate fino ad ottenere un impasto morbido e liscio. Formate una palla, incidete un taglio a croce sulla superficie e lasciatela riposare in una terrina ricoperta da un canovaccio fino a quando non sarà raddoppiata di volume (circa 1 ora nel forno con funzione lievitazione oppure 1,5 ore in un luogo tiepido).
  2. Quando questo primo impasto sarà ben lievitato, in una seconda terrina o nella planetaria, mettete gli altri 300 g di farina e iniziate a mescolare; aggiungete gradatamente il burro morbido, 1 uovo intero e 1 tuorlo (conservate l’albume per spennellare la superficie delle brioche), il panetto lievitato, il sale, lo zucchero e iniziate ad aggiungere anche il latte fino a quando non sarà completamente incorporato.
  3. Adagiate l’impasto su un tagliere infarinato, tagliate l’impasto in 3 parti uguali e formate un lungo cilindro da ogni pezzo e infine intrecciate i cilindri in modo da formare una treccia che adagerete in un capiente stampo da plumcake antiaderente. Spennellate la superficie con l’albume che avete tenuto da parte e lasciate lievitare per circa 1 ora o 1,5 ore spennellando ogni tanto con l’albume.
  4. Quando la treccia risulta gonfia e lievitata, spennellate nuovamente la superficie, completate con granella di zucchero a piacere poi cuocete in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 35 minuti coprendo la superficie con un foglio di carta stagnola per evitare che diventi troppo colorita.
Treccia di pan brioche pronto per la colazione

Treccia di pan brioche pronto per la colazione

La versione con glutine della Treccia di pan brioche

Sostituite le farine senza glutine con una farina convenzionale di vostra scelta, anche multicereale o integrale, e riducete il latte utilizzato per il secondo impasto a 80-100 g.

 

Anche se l’aria è ancora fresca, ormai sono entrata nel mood dell’estate e dei colori e non riesco a tornare al grigio, né con i vestiti e tanto meno con il cibo! Il riso basmati al curry, tonno e peperoni esprime a pieno questa sensazione.

Ed è proprio la natura che ci aiuta ad essere colorati perché ormai andare a fare la spesa dal fruttivendolo è una vera gioia per gli occhi con tutte le verdure di stagione. I peperoni mi mettono sempre molta allegria, per non parlare dei primi pomodorini provenienti dal sud del nostro paese.

Allora ho deciso di aggiungere un altro tocco di colore alla tavolozza delle verdure: il curry, una spezia che adorano tutti in famiglia e che acquisto da alcuni amici indiani quando tornano dal loro paese.

I carboidrati del piatto derivano quasi esclusivamente dal riso basmati (ricordate che anche i peperoni cotti vanno conteggiati nella preparazione avendo 24,3 CHO per 100 g di prodotto una volta cotti), un riso a chicco lungo, dal profumo intenso e con un indice glicemico leggermente più basso rispetto alle tipologie di riso più adatte ai risotti… non a caso non rilascia l’amido che è fondamentale invece per dare cremosità al risotto all’italiana.

Divertitevi a preparare questo piatto unico, una sorta di insalata di riso, una ricetta estiva perfetta che rallegrerà la tavola, il palato e sicuramente anche il vostro benessere. Se vi piace il curry, provate anche il Cous cous con curry di gamberi e zucchine.

Riso basmati al curry con tonno e peperoni

Riso basmati al curry con tonno e peperoni

Riso basmati al curry, tonno e peperoni

carboidrati 12,92 g per 100 g


Ingredienti
 

  • 300 g filetti di tonno sott’olio
  • 300 g brodo vegetale
  • 220 g peperone giallo
  • 220 g peperone verde
  • 200 g riso Basmati
  • 200 g pomodori pelati
  • 15 g cipollotto
  • 1 cucchiaino di curry in polvere*
  • olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Tagliate i pelati, rimuovete i semi e tagliate il resto a cubetti che metterete in una ciotola con il tonno spezzettato, il cipollotto tagliato a fettine, una presa di sale e 20 g di olio. Lavate i peperoni, tagliateli, rimuovete i semi e i filamenti bianchi e tagliateli a dadini mettendoli da parte.
  2. In un tegame, scaldate 20 g di olio, tostatevi il riso per qualche minuto, unite il curry, mescolate bene, quindi aggiungete il brodo caldo, mettete il coperchio e lasciate cuocere per 5 minuti. Unite i peperoni senza mescolare, rimettete il coperchio e portate a cottura (altri 5 minuti circa e fino a quando il liquido sarà stato completamente assorbito).
  3. Suddividete il riso in 4 ciotole monoporzione, lasciatelo intiepidire e completate con il composto di pomodori e tonno.

 

La versione con glutine del Riso basmati al curry, tonno e peperoni

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi la ricetta non richiede adattamenti per la versione con glutine.

 

 

Perché dei Crostini con patè di non-fegatini? La Toscana è la patria del patè di fegatini e Firenze è diventata la nostra città di adozione perché è in questa splendida città che Gaia viene seguita dalla diabetologia dell’Ospedale Meyer diretta dalla nostra splendida Doc., Sonia Toni, che è sempre presente, anche a distanza, con informazioni puntuali e supporto medico e psicologico quando le preoccupazioni hanno il sopravvento.

Non a caso, la Dott.ssa Toni è presente in questo blog per rispondere ad eventuali domande sul diabete che potreste avere.

Così, ogni tre mesi, ci rechiamo nella splendida città medicea per i controlli periodici di Gaia e cerchiamo sempre, vista la distanza percorsa e il fatto che la giornata non può prevedere altri impegni, di inserirci anche una visitina in centro città e magari un pranzo di cucina toscana che adoriamo!

In una delle tante occasioni, con Gaia mi sono recata alla Trattoria Cammillo (https://www.facebook.com/Cammillo-201813633167651/) che, nonostante il nome, è un ristorante abbastanza elegante e non proprio economico nel centro di Firenze vicinissimo all’Arno con menù senza glutine. Siccome Gaia non aveva mai assaggiato i tipici crostini con i fegatini ed avendoli finalmente trovati senza glutine, le ho raccomandato di ordinare questa pietanza: devo dire che Gaia e i fegatini non sono proprio nella stessa sfera del gusto! Vi risparmio il racconto di alcuni momenti difficili a tavola e meno male che i crostini piacciono tanto a me, così con un veloce scambio di piatti siamo uscite dall’impasse.

Allora ho pensato di preparare dei crostini che sono in tutto e per tutto simili a questa specialità toscana, tranne che negli ingredienti usati per la loro preparazione: le lenticchie! E vi devo confessare una cosa in tutta onestà: non mi hanno fatto sentire la mancanza dell’originale!

 

Crostini con patè di non-fegatini   

carboidrati 16,29 g per 100 g di patè

 Ingredienti

  • 160 g lenticchie miste (rosse, gialle e verdi) (saranno circa 400 g cotte)
  • 100 g vino rosso
  • 50 g ricotta di pecora
  • 50 g cipolla
  • 30 g burro
  • 1 mazzetto aromatico (salvia, rosmarino, prezzemolo e timo)
  • 1 tartufo (a piacere)
  • sale e pepe
  • pane (ad esempio questi filoni rustici senza glutine)

Preparazione

  1. Sciacquate le lenticchie, mettetele in una pentola con il mazzetto guarnito, copritele di acqua e lessatele per 1 ora circa fino a quando si iniziano a disfare.
  2. Tritate la cipolla finemente e fatela appassire in un tegame con il burro; bagnate con il vino e lasciate cuocere per una decina di minuti. Trasferite il fondo di cipolla e le lenticchie in un robot, aggiungete la ricotta e frullate in modo da ottenere una crema; aggiustate di sale e pepe.
  3. Mettete il patè in una ciotola cosparso di lamelle di tartufo e servitelo con crostini di pane.

 

 

La versione con glutine dei Crostini con patè di non-fegatini

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

Oltre a pane e marmellata, una delle mie colazioni preferite è quella con la torta soffice di mele e cannella, anche se adoro qualsiasi dolce da forno a base di questo frutto che ci accompagna tutto l’anno e che, soprattutto in questo momento della primavera in cui siamo in attesa dei grandi regali della bella stagione in termini di frutta, è uno dei pochi prodotti di stagione di origine italiana.

Anche se mi piacciono tutti i dolci a base di mele, per la colazione le torte soffici sono sicuramente quelle che mi gusto di più abbinandole a yogurt, muesli e il mio immancabile e fortissimo caffè: una coccola che trovo proprio indispensabile per iniziare bene la giornata.

Nella ricetta vi suggerisco di utilizzare la cannella, sapete perché? Vi siete mai chiesti come mai in tutte le culture del mondo siano così numerosi i dolci contenenti la cannella? Non è assolutamente un caso.

Infatti, questa spezia rallenta lo svuotamento gastrico facendo sì che sia più lento anche l’assorbimento dello zucchero nel sangue subito dopo i pasti, ossia la cannella ha una funzione “ipoglicemizzante”. Questo non significa che il consumo di cannella possa essere considerato una terapia per il diabete, ma esistono numerosi studi che ne dimostrano un’azione favorevole nel controllo della glicemia nelle persone affette da diabete, soprattutto diabete di tipo 2 (per qualche informazione in più, potete leggere questo articolo). Quindi oltre a conferire un profumo inconfondibile alle nostre preparazioni, la cannella ci regala un effetto positivo per il nostro benessere!

Torta soffice di mele e cannella

Torta soffice di mele e cannella

 

Torta soffice di mele e cannella   

carboidrati 40,10 g per 100 g di torta

 

Ingredienti

  • 350 g mele Granny Smith o renette già pulite e sbucciate (2 mele)
  • 200 g zucchero di canna (+ 20 g da spolverare, facoltativi)
  • 125 g yogurt naturale magro
  • 100 g Preparato universale per prodotti da forno Massimo Zero**
  • 100 g maizena*
  • 80 g farina di mandorle*
  • 70 g burro
  • 30 g latte di cocco*
  • 3 uova
  • 1 limone
  • 16 g lievito per dolci*
  • 1 punta di polpa di vaniglia dalla bacca
  • cannella in polvere

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Sbucciate e detorsolate le mele e irroratele con il succo di mezzo limone affinché non si anneriscano.
  2. In una planetaria, montate le uova con lo zucchero di canna fino a quando saranno bianche e spumose, quindi aggiungete il burro a pomata, la polpa di vaniglia e iniziate ad aggiungere le polveri, ossia la farina di mandorle, la maizena e il preparato Massimo Zero; aggiungete lo yogurt, un pizzico di sale e infine il lievito e il latte di cocco. Togliete il composto dalla planetaria e completate con una grattugiata di buccia di limone.
  3. Bagnate un foglio di carta forno e rivestite una tortiera a cerniera di 24 cm di diametro; versate il composto, livellatelo e iniziate a ricoprirlo con le mele a fettine creando un disegno sulla superficie in modo da utilizzare tutte le mele.
  4. Per completare e se lo volete, mescolate 30 g di zucchero di canna con un cucchiaino di cannella, quindi spolverate le mele con il composto prima di mettere la torta in forno statico preriscaldato a 180°C per 40 minuti.
  5. Togliete la torta dal forno, lasciatela raffreddare, quindi estraetela dallo stampo, rimuovete la carta forno e adagiatela su una tortiera. Guardate le video ricetta!

 

La versione con glutine della Torta soffice di mele e cannella

Sostituite il Preparato universale per prodotti da forno Massimo Zero con pari quantità di farina convenzionale per dolci e non aggiungete 30 g di latte di cocco.

Vi avevo promesso un viaggio nei panificati senza glutine, quindi la tappa d’obbligo era questo Pane nero ai semi di lino. Oltre ad utilizzare un preparato ricco di fibre e semi di girasole, ho pensato di aggiungere anche dei semi di lino per beneficiare di tutte le qualità che contengono al loro interno. Prendersi cura di sé mangiando un buon pane mi pare un’ottima soluzione.

I semi di lino sono ricchi di acidi grassi essenziali Omega 3, 6 e 9, promuovono l’espulsione del colesterolo LDL e favoriscono la sintesi del colesterolo buono HDL, prevenendo quindi l’insorgere di malattie cardio-vascolari. Inoltre aiutano a smaltire i trigliceridi, mantenendo le arterie pulite e regolando la pressione sanguigna. E infine contengono vitamine del gruppo B, vitamina C ed E, sali minerali ed acidi grassi essenziali: insomma dei veri e propri integratori alimentari naturali.

La cosa importante da sottolineare è che per riuscire digerire i semi di lino e quindi a trarne tutti i benefici, è indispensabile spezzarli e/o frullarli in quanto la loro parte esterna estremamente dura rende impossibile la loro digestione se ingeriti interi.

A questo punto non ci rimane altro che iniziare ad impastare e aspettare con piacere che la casa si riempia dell’inconfondibile fragranza del pane appena fatto. E potete guardare la videoricetta qui.

Le pagnotte di pane nero con i semi di lino

Le pagnotte di pane nero con i semi di lino

Pane nero ai semi di lino  

carboidrati 40,37 g per 100 g

Ingredienti

  • 450 g Preparato per pane nero Massimo Zero**
  • 370 g acqua
  • 40 g semi di lino* (da ammollare in 40 g di acqua)
  • 20 g olio extra vergine di oliva
  • 17 g lievito di birra
  • 5 g sale
  • farina di riso integrale* per lo spolvero
  • olio extra vergine di oliva per spennellare

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Mettete i semi di lino in ammollo in 40 g di acqua, lasciateli riposare per una decina di minuti e frullateli leggermente.
  2. Versate il preparato per pane nero nel vaso della planetaria, aggiungete i semi di lino frullati poi mescolate per qualche minuto a bassa velocità.
  3. Sciogliete il lievito di birra nell’acqua tiepida e versate il tutto nella planetaria. Mescolate a velocità media per circa 5 minuti, infine aggiungete sale e olio e mescolate ancora per qualche minuto. Quando l’impasto sarà liscio ed omogeneo, fermate la planetaria e adagiate l’impasto su un tagliere leggermente infarinato.
  4. Sempre con l’aiuto di un po’ di farina di riso integrale, appiattite leggermente l’impasto e lasciatelo puntare, ossia pre-lievitare, direttamente sul tagliere per circa 15 minuti.
  5. Con l’aiuto di una raspa, dividete l’impasto in due parti, avvolge leggermente ogni metà su se stessa per arrotondarla un po’ e mettetela a lievitare in un cestino da lievitazione in un luogo tiepido per circa 1,5 ore.
  6. Una volta che il pane sarà lievitato, rovesciate le due pagnotte su una teglia ricoperta da carta forno oppure su un tappetino di silicone traforato. Spennellate la superficie con olio extra vergine di oliva, incidete la superficie con un taglio a croce e mettete il forno statico preriscaldato a 230°C per 10 minuti. Abbassate la temperatura a 200°C, quindi portate a cottura lasciando il pane nel forno per altri 35 minuti tenendo controllata la cottura che varia leggermente in base al forno.
  7. Togliete dal forno e lasciate intiepidire il pane prima di tagliarlo.

La versione con glutine del Pane nero ai semi di lino

Sostituite il Preparato per pane nero Massimo Zero con farina Petra 9 oppure farina Multicereale QB e impastatela con 300 g di acqua anziché 370 g.

Cosa è il Supplì? Uno scrigno di riso che racchiude farcie succulente in grado di soddisfare qualsiasi palato. E come mai un Supplì vegetariano Viva l’Italia?

Supplì vegetariano Viva l’Italia per il contest SuppliTiamo

Chi di voi mi ha seguito in questi anni conosce le mie avventure legate al riso e soprattutto alla kermesse Risate & Risotti da cui è partita la mia prima partecipazione ad una gara di cucina le cui tappe sono diventate il filo conduttore del mio libro “Food blogger in viaggio” (leggi qui alcuni racconti e ricette che sono stati protagonisti del contest “Rice Food Blogger Contest Chef Giuseppina Carboni”).

Poiché quest’anno l’iniziativa non si è potuta organizzare a causa dell’emergenza Covid, è stato lanciato un simpaticissimo contest intitolato SuppliTiamo dedicato, come svela il nome stesso, ai Supplì e a cui partecipa questa ricetta.

Cosa sono i Supplì? I Supplì sono una sorta di polpetta allungata di riso, farcita e fritta proprio come l’arancina siciliana. Il suo nome deriva dal francese surprise, sorpresa, perché tale è il sentimento che si prova mangiandolo: lo stupore del ripieno contenuto all’interno del suo guscio croccante. Il Supplì è una specialità rustica, tipica della cucina romana che si è fatto notare fin dalle sue origini: quale miglior soluzione poteva esserci per il rancio dei soldati se non avere un piatto unico in formato “tascabile”?

Se la ricetta originale prevedeva un ragù preparato con le rigaglie di pollo, i condimenti si sono poi fatti sempre più fantasiosi, anche se un classico della cucina romana rimane il “Supplì al telefono” preparato con mozzarella al suo interno e simpaticamente chiamato in questo modo per descrivere il momento in cui si spezza a metà per essere consumato, formando una lunga colata di mozzarella filante che ricorda gli apparecchi telefonici precedenti all’avvento del wireless.

La mia proposta

Eccomi allora a proporvi il mio Supplì che ho voluto dedicare al nostro paese a cui, mai più di ora, dobbiamo mostrare senso di appartenenza e sostegno. Così il mio Supplì “Viva l’Italia” vuole augurare a tutti noi che l’abitiamo di trovare la carica positiva che ci serve in questo momento di ripartenza. E sapete a chi l’ho voluto regalare? Alla mia amica Lucia, compagna di avventure, braccio destro nei miei corsi di cucina e persona vera che mi ha fatto trovare le borse della spesa proprio davanti a questo cancello nei momenti più difficili della nostra quarantena.

Il supplì regalato alla mia amica Lucia

Il supplì regalato alla mia amica Lucia

Dimenticavo, i miei supplì li ho preparati partendo da uno squisito risotto al pomodoro (traendo ispirazione dal mio Risotto Mediterraneo, con qualche piccola modifica) che ho cucinato raddoppiando la dose affinché me ne restasse la metà per confezionare 8 supplì. L’altra variante è stata la cottura: per evitare il fritto che a casa nostra va assunto con molta moderazione, ho cotto i supplì nel forno sotto il grill e sono risultati buonissimi!!!!

I supplì al pomodoro farciti di pesto di rucola e formaggio filante

I supplì al pomodoro farciti di pesto di rucola e formaggio filante

La ricetta del Supplì vegetariano Viva l’Italia  

carboidrati 24,35 g per 100 g di Supplì

Ingredienti per il risotto per 8 supplì

  • 2 litri circa di brodo vegetale preparato in precedenza
  • 360 g riso Vialone nano
  • 300 g passata di pomodoro
  • 60 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 40 g burro
  • 30 g carota
  • 30 g porro
  • 20 g olio extra vergine
  • 15 g sedano
  • 1 uovo
  • sale, pepe, peperoncino

Ingredienti per la farcia

  • 240 g formaggio Bergamino di bufala
  • 160 g pangrattato** (20 g per supplì)
  • 70 g rucola
  • 50 g mandorle sbucciate
  • 2 foglie di basilico
  • olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Mettete l’olio extra vergine in un pentolino con il trito di porro, carota e sedano. Lasciate ammorbidire ed imbiondire il trito, poi aggiungete la passata di pomodoro, un pizzico di sale e un mestolo di brodo; lasciate cuocere per circa 15 minuti, poi frullate in modo da ottenere una salsa omogenea e mettetela da parte.
  2. Iniziate a preparare il riso. Mettete un filo d’olio in un tegame e fatevi tostare il riso a fuoco vivace (a me sono serviti 3 minuti per avere i chicchi ben trasparenti con la parte centrale bianca). Iniziate ad aggiungere il brodo bollente. Continuate a mescolare e aggiungete il brodo solo quando il riso è quasi asciutto. Dopo circa 5 minuti, aggiungete la salsa di pomodoro e continuate a tirare il risotto. Quando il riso è ancora bene al dente, spegnete il fuoco e iniziate a mantecare aggiungendo il burro e il Parmigiano grattugiato e continuate a mescolare fino a quando il riso sarà completamente amalgamato e cremoso. Lasciate intiepidire il risotto, quindi aggiungete l’uovo intero e mescolatelo perfettamente; lasciate raffreddare.
  3. Nel frattempo preparate la crema di rucola. Mettete un pentolino di acqua sul fuoco, salate e portate a bollore; scottate la rucola per 30 secondi, scolatela (conservando l’acqua di cottura) e buttatela in acqua gelata.
  4. Mettete le mandorle sbucciate in un frullatore e frullatele in modo da ottenere una farina; aggiungete la rucola scolata dall’acqua, 2 foglie di basilico, qualche cucchiaio di olio extra vergine di oliva, sale e pepe e frullate per ottenere una crema aggiungendo, se necessario, un cucchiaio di acqua di cottura della rucola.
  5. Componete i supplì. Ungetevi leggermente le mani con olio extra vergine di oliva, adagiate sul palmo e sulle dita di una mano uno strato di risotto al pomodoro, mettete un cucchiaino colmo di crema di rucola nel centro del riso stendendola su quasi tutta la lunghezza dello strato e sopra mettete due pezzi di formaggio Bergamino pari a circa 30 g. Sempre con le dita leggermente unte, prendete altro risotto per ricoprire il supplì e formare il cilindro sigillandolo bene. Passatelo nel pangrattato e adagiatelo su una teglia forata ricoperta di carta forno. Quando avrete fatto tutti i supplì (io ne ho preparati 8), mettete un filo d’olio extra vergine sulla superficie panata e fateli cuocere in forno preriscaldato a 230°C sotto il grill per 10-15 minuti fino a quando saranno perfettamente dorati.
  6. Serviteli ben caldi e…non esagerate!

La versione con glutine dei Supplì vegetariano Viva l’Italia

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

 

Durante la Settimana nazionale della celiachia non potevo non condividere una ricetta per preparare una splendida Fantasia di pane bianco senza glutine, l’alimento che rappresenta la principale sfida nel quotidiano di chi non può assumere glutine.

La mia scelta è andata su un preparato ricco di fibre, il Preparato Universale per prodotti da forno Massimo Zero, perché le fibre sono un prezioso alleato nel controllo della glicemia di cui ci aspettiamo risposte “al rialzo” quando consumiamo il pane senza glutine, generalmente ricco di carboidrati e povero di fibre.

Se la presenza di fibre nel preparato è utilissima dal punto di vista nutrizionale, la rende però leggermente più “difficile” da lavorare perciò avere a disposizione un’impastatrice o un robot ci facilita il compito e ci assicura risultati davvero ottimi.

Proprio per questo ho pensato che condividere una video ricetta potesse essere estremamente utile per preparare un pane gustosissimo senza alcuna difficoltà. Allora buona visione e buona cucina!

La ricetta della Fantasia di pane bianco senza glutine  

carboidrati 44,19 g per 100 g

Ingredienti

  • 500 g Preparato Universale per prodotti da forno Massimo Zero**
  • 240 g acqua
  • 240 g latte
  • 50 g semi misti* (da ammollare in 50 g di acqua)
  • 40 g olio extra vergine di oliva
  • 17 g lievito di birra
  • 5 g sale
  • farina di riso integrale* per lo spolvero
  • olio extra vergine di oliva per spennellare
  • acqua per ammollare i semi misti

Preparazione

  1. Mettete i semi misti in una ciotolina e ricopriteli appena di acqua, quindi lasciateli riposare mentre impastate il pane affinché assorbano completamente il liquido.
  2. Agitate bene il sacchetto del preparato prima di versarlo nel vaso della planetaria, poi azionatela per qualche minuto a bassa velocità con il solo preparato Massimo Zero.
  3. Sciogliete il lievito di birra nell’acqua tiepida, versatelo nella planetaria e aggiungete anche l’acqua restante e il latte. Mescolate a velocità media per circa 5 minuti, infine aggiungete sale e olio. Fermate la planetaria per staccare l’impasto dalle pareti del vaso e azionatela ad alta velocità per pochi secondi affinché l’olio venga perfettamente incorporato nell’impasto. Quando l’impasto sarà liscio ed omogeneo, fermate la planetaria e togliete metà dell’impasto adagiandolo su un tagliere leggermente infarinato.
  4. Aggiungete i semi all’impasto rimasto nella planetaria e mescolate a velocità sostenuta affinché vengano completamente incorporati.
  5. Formate delle pagnottelle o treccine delle dimensioni desiderate (io ho formato 4 pagnotte con l’impasto bianco e 5 treccine con l’impasto con i semi) differenziando la forma in base all’impasto. Spennellate la superficie con olio extra vergine di oliva e mettete a lievitare in luogo tiepido per circa 2 ore oppure nel forno con funzione lievitazione per circa 1 ora e un quarto.
La lavorazione dell'impasto

La lavorazione dell’impasto

6. Portate il forno a 200°C, spennellate nuovamente la superficie del pane con olio e infornate. Lasciate cuocere per circa 40 minuti tenendo controllata la cottura che varia leggermente in base al forno e, soprattutto, alla pezzatura del pane.

7. Togliete dal forno e lasciate intiepidire il pane prima di tagliarlo.

L'interno dei panini

L’interno dei panini