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Vi avevo promesso che sarei tornata dalla vacanza caraibica con qualche ricetta nuova! Ecco l’Insalata dominicana, una proposta senza glutine dal mondo. Infatti, la nostra dieta in vacanza si è basata quasi esclusivamente su verdura e frutta, perfette compagne delle alte temperature e gli ingredienti “invernali” dove il clima è sempre caldo si avvicinano molto di più ai prodotti che noi riusciamo a reperire in estate.

In questa Insalata Dominicana (che ho preparato più volte nelle cucine che ci hanno ospitato nel viaggio in Repubblica Dominicana), gli ingredienti sono reperibili praticamente tutto l’anno anche in Italia, eccezion fatta per i pomodorini che ho acquistato fuori stagione pur provenendo dalle serre della nostra Sicilia.

Un aspetto che mi ha colpita nelle insalate dominicane è stata la presenza in grande quantità di cipolla rossa e mi ha sorpreso soprattutto il fatto che fosse molto dolce e non lasciasse in bocca l’odore caratteristico che conosciamo bene e che è sicuramente un deterrente al suo consumo da cruda, almeno per coloro che, come me, la amano in tutte le maniere.

Ecco allora un modo per consumare la cipolla quasi cruda, ma trattata in modo da eliminare gli oli essenziali che causano la permanenza dell’odore una volta consumata: scottarla tre volte in acqua bollente, ogni volta pulita, per qualche secondo ed il gioco è fatto. Naturalmente, sentirete meno anche l’intensità del suo gusto, ma la potrete gustare senza preoccuparvi troppo della vita sociale!

Inoltre, nella nostra valigia era rimasta una confezione di taco shells di mais senza glutine acquistati in uno dei rari supermercati che abbiamo trovato lungo la strada nei nostri spostamenti e che si sono rivelati un prezioso accompagnamento per l’insalata che ha risolto egregiamente una cena avvolta nella nebbia con un tocco di nostalgia per il colore turchese.

La ricetta dell’Insalata dominicana

carboidrati 9,3 g per 100 g

senza eventuali taco shells

Ingredienti

  • 500 g ceci già cotti
  • 300 g avocado
  • 300 g pomodorini
  • 80 g cipolla
  • ½ limone
  • olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe
  • taco shells o tacos**

**Ingredienti specifici per celiaci

Preparazione

  1. Prendete la cipolla e tagliatela a fette spesse circa mezzo centimetro. Mettete un pentolino sul fuoco con poca acqua in modo che possa arrivare velocemente a bollore. Quando l’acqua bollirà, buttate le rondelle di cipolla e lasciatele per una decina di secondi, quindi scolatele. Gettate via l’acqua del pentolino e rimettetevi dentro acqua pulita; riportatela ad ebollizione e scottatevi nuovamente la cipolla per 10 secondi. Ripetete l’operazione una terza volta, quindi buttate la cipolla in acqua fredda per un minuto ed infine scolatela.
  2. Scolate i ceci e metteteli in una terrina, aggiungetevi l’avocado sbucciato e tagliatelo a pezzi e i pomodorini tagliati in 4 parti; irrorate il tutto con il succo di mezzo limone, olio extra vergine, sale e pepe ed infine completate con gli anelli di cipolla ben separati.
  3. Servite l’insalata con tacos di mais, tortillas oppure semplicemente pane fatto in casa.

E se vi piacciono le insalate, provate anche l’Insalata di ceci e polpo al balsamico.

L'insalata dominicana pronta per essere gustata

L’insalata dominicana pronta per essere gustata

La versione con glutine dell’Insalata dominicana

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

Una Sacher delle feste perché per la prima volta nella mia vita non sarò a casa per Natale e questo mi fa provare una sensazione davvero strana.

L’atmosfera è insolita perché abbiamo deciso di non illuminare e addobbare la nostra casa che resterà chiusa nei giorni di festa, questo però mi mette un pochino di tristezza anche se il motivo della lontananza è un vero e proprio sogno: un viaggio atteso da anni!!!  Così, per ricreare un pizzico di atmosfera natalizia, ho pensato ad una delle mie torte preferite e l’ho vestita con gli abiti delle feste: una torta Sacher delle feste senza glutine! E la Sacher è sicuramente una delle mie preferite, come potete vedere anche dalla Sacher degli innamorati.

Sono stati sicuramente festeggiamenti più contenuti, ma almeno abbiamo avuto un assaggio della festa più “dolce” e attesa dell’anno visto che non so cosa potrò portare sulla tavola della mia famiglia il 24 dicembre sull’altra sponda dell’Oceano Atlantico!

Augurandovi un sereno Natale ed uno spumeggiante inizio del nuovo anno, spero di portarvi a casa qualche bella ricettina a sorpresa per il 2020. A presto!

La ricetta della Sacher delle feste

carboidrati 40,31 g per 100 g

 

Ingredienti per la torta

  • 150 g cioccolato fondente*
  • 150 g burro
  • 150 g zucchero
  • 100 g farina di riso*
  • 5 uova
  • 50 g amido di riso*
  • 1 punta di vaniglia
  • 1 pizzico sale

Ingredienti per farcitura e copertura

  • 450 g confettura di albicocche*
  • 150 g cioccolato fondente*
  • 95 g panna
  • 30 g acqua

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Sciogliete il cioccolato e il burro a bagnomaria oppure nel forno a microonde e mescolate bene in modo che i due ingredienti siano perfettamente incorporati. Lasciate raffreddare il composto.
  2. Separate i tuorli dagli albumi e montate questi ultimi a neve ben ferma aggiungendo un pizzico di sale, quindi metteteli da parte.
  3. Aggiungete lo zucchero, poi un tuorlo alla volta al composto di cioccolato mescolando con una frusta. Aggiungete la farina setacciata e la vaniglia continuando a mescolare così che non si formino grumi.
  4. Aggiungete infine gli albumi montati a neve mescolando con una spatola con movimenti dal basso verso l’alto.
  5. Versate il composto in una tortiera da 24 cm di diametro foderata con carta forno bagnata e strizzata in modo che aderisca bene alle pareti della teglia, picchiate la teglia su un ripiano per fare fuoriuscire eventuali bolle d’aria e cuocete in forno statico preriscaldato a 180°C per 40 minuti. Togliete la torta dal forno e lasciatela raffreddare. La torta risulterà piuttosto compatta: questa è la caratteristica della Sacher che necessita la confettura di albicocche e la ganache di copertura per esprimersi al meglio.
  6. Tagliate la torta a metà in senso orizzontale. Stendete 250 g di confettura di albicocche sulla base, poi ricopritela con la metà superiore. Versate la confettura restante in un pentolino dal fondo spesso con l’acqua, mettetela sul fuoco e lasciatela sciogliere leggermente, quindi passatela con un colino piuttosto fitto in modo da ottenere una specie di succo denso e liscio. Usate questo succo di albicocche per bagnare abbondantemente la superficie e i lati della torta di cioccolato con l’ausilio di un pennello (potrebbe avanzarvi una parte di succo).
  7. Preparate la ganache per la copertura tritando bene il cioccolato e versandovi sopra la panna bollente fatta scaldare in un pentolino.
  8. Mescolate bene in modo da ottenere una crema liscia ed uniforme, lasciatela intiepidire e ricoprite la torta con l’ausilio di un coltello a lama liscia o l’apposita spatola. Decorate la Sacher a tema natalizio con decorazioni a piacere. La torta Sacher risulta ancora più morbida se mangiata dopo 5 o 6 ore, se non addirittura il giorno dopo averla fatta in quanto la marmellata di albicocche viene perfettamente assorbita dalla torta.

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La versione con glutine della Sacher delle feste

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

 

Per un appassionato di cucina, cosa c’è di più bello che conoscere i prodotti di un territorio? Questo è lo scopo di Talent for Food, l’evento pensato per mettere in contatto blogger di tutta Italia con le aziende produttrici e trasformatrici di prodotti alimentari, vini, distillati e liquori provenienti dalle province di Padova e Treviso di cui la Valdobbiadene, recentemente riconosciuta come patrimonio immateriale dell’Unesco, è l’espressione più nota.

Talent for Food: alla scoperta dei prodotti di un territorio

Come dire di no ad un’occasione così straordinaria? Così anche io ho inviato la mia candidatura a partecipare all’iniziativa e dopo qualche settimana ho ricevuto la Mistery Box contenente i 18 prodotti tra cui scegliere per realizzare una ricetta…da leccarsi i baffi!

Potete immaginarvi che tutte le volte che mi lancio in queste bellissime avventure in fondo c’è sempre il timore che non venga tenuto conto del fatto che i nostri ingredienti devono essere senza glutine…quindi fiato sospeso fino all’arrivo della scatola misteriosa!

Devo ammettere che il primo impatto è stato… shoccante, sapete perché? Perché la scatola era stata danneggiata durante il trasporto causando la rottura di un sacchetto di farina biologica integrale Agugiaro&Figna Molini (uno dei loro mulini è proprio a pochi passi da casa mia!) che, naturalmente, ha ricoperto tutto come una bella nevicata. Che fare? Panico tra le fila! Alla fine ho deciso di separare i prodotti senza glutine e di sottoporli ad un bel bagno in giardino per cercare di rimuovere tutta la farina sulle confezioni per evitare contaminazioni del loro contenuto al momento dell’apertura.

Superata la paura, sono finalmente riuscita a “vedere” i regali della terra di Padova che potevo utilizzare. Siete curiosi? Rullo di tamburi ed ecco i prodotti tra cui scegliere per la mia proposta gluten-free:

olio di girasole dell’Agricola Grains https://www.agricolagrains.it/

preparato per brodo granulare Bovis https://www.bovis.it/

pasta di riso e quinoa Dialcos https://www.dialcos.it/

farina di lenticchie del Molino Favero http://www.molinofavero.com/

caffè nativo Goppion Caffè http://www.goppioncaffe.it/

zafferano in polvere Italdroghe https://www.italdroghe.it/

mostarda di fragoline Lazzaris https://www.lazzaris.com/

crema di carciofi Serbosco https://www.serbosco.it/

brodo Well biologico https://www.brodowell.it/

La mia prima idea di realizzare un pasticcio con brisé di lenticchie, pasta di riso e quinoa condita con sugo ai carciofi e crema di zafferano si sgretola di fronte alla confezione di pasta Dialsì che trovo danneggiata, quindi contaminata dalla farina di frumento. Devo trovare presto un’alternativa.

Cosa avrester realizzato con questi ingredienti?

Voi cosa avreste preparato con questi ingredienti considerando che il regolamento richiede che vengano utilizzati almeno 5 ingredienti tra quelli inviati? A me viene subito in mente uno dei miei dolci preferiti: la panna cotta allo zafferano! Non mi resta quindi che pensare a come impiegare almeno altri 4 ingredienti nella preparazione e, nonostante le premesse un pochino scoraggianti, è bastato un attimo per ideare il mio dessert!

La panna cotta allo zafferano è un po’ il mio cavallo di battaglia e di solito la servo accompagnandola semplicemente con amaretti sbriciolati (versione super veloce), quindi penso a come sostituire gli amaretti con qualcosa di simile, ma più interessante: un crumble di farina di lenticchie. Per questo crumble, la farina di lenticchie precotta e l’olio di giroasole altoleico sono stati due alleati perfetti. Infatti, la farina precotta permette una migliore lavorabilità e tenuta, oltre ad essere pronta in tempi molto più brevi (quello che mi serviva per il mio crumble), e l’olio alto oleico è un perfetto sostituto del burro, ma permette di utilizzarne la metà.

Altro ingrediente che ho scelto, il caffè. Adoro il caffè e il suo profumo scandisce le mie giornate, generalmente associandolo ad attimi di piacere e tranquillità, quindi abbinarlo al dolce, la portata del piacere per antonomasia è stato quasi un passaggio obbligato. Una bella moka sul fuoco e voilà: sostituendo l’acqua di una glassa a specchio al cioccolato, la salsa al cioccolato all’aroma di caffè che ne è risultata è proprio una coccola indimenticabile.

Il tocco inaspettato al piatto è poi il dolce piccante della mostarda di fragoline: Lazzaris accompagna spesso i miei dessert a base di formaggio (di cui, da buona figlia di produttori di Parmigiano Reggiano, sono ghiottissima), ma prima d’ora non aveva mai accompagnato un dessert classico: direi che ha superato egregiamente la prova!

Prima di svelarvi la ricetta, vi faccio sorridere: ho deciso di preparare la panna cotta in monoporzioni (mentre di solito la preparo in versione grande da tagliare al momento del servizio) perché non ero certa dell’impiattamento…crema di cioccolato al caffè sopra o sotto? crumble sopra o di fianco? e la fragolina? Insomma, con tutti questi dubbi, ho preparato 8 monoporzioni ed ho messo al lavoro tutta la famiglia chiedendo ad ognuno di impiattare la propria versione preferita di questa panna cotta. Ci siamo divertiti un sacco e, soprattutto, ci siamo sbaffati tutte le panne cotte impiattate per prova! Fortunatamente ne ho tenuta qualcuna da parte da fotografare e la nostra preferita è quella che condivido con voi!

Questi gli hashtag ufficiali per Talent For Food: #talentforfood, #t4f, #aifbt4f, #aifb

Panna cotta allo zafferano con crumble di lenticchia e mostarda di fragoline

Panna cotta 20,22 g di CHO per 100 g

Crumble 46,83 g di CHO per 100 g

Salsa di cioccolato al caffè 31 g di CHO per 100 g

Tempo di preparazione: 35 minuti

Tempi di cottura: 30 minuti

Tempo di riposo: 6 ore

Ingredienti per 8 monoporzioni

  • 500 g panna fresca
  • 250 g latte
  • 150 g zucchero
  • 2 bustine di zafferano polvere 1° scelta Italdroghe
  • 15 g gelatina in fogli* (3 fogli)

Ingredienti per il crumble (ve ne avanzerà un po’ da sgranocchiare come müsli a colazione)

  • 55 g farina di lenticchie rosse cotte a vapore Bio Miks*
  • 40 g mandorle
  • 40 g zucchero Demerara dark
  • 30 g farina di riso*
  • 20 g olio di girasole altoleico biologico Agricola Grains
  • 1 uovo
  • 15 g pinoli

Ingredienti per la salsa a specchio di cioccolato al caffè

  • 150 g panna fresca
  • 100 g caffè nativo Goppion Caffè
  • 100 g zucchero
  • 75 g cioccolato fondente*
  • 50 g cacao in polvere*

Ingredienti per completare

  • Mostarda di fragoline Lazzaris*

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Mettete a bagno la gelatina in acqua fredda.
  2. Mescolate panna, latte e zucchero e metteteli sul fuoco in un tegame. Mescolate per fare sciogliere lo zucchero e quando il composto sarà caldo, aggiungete lo zafferano e la gelatina strizzata; mescolate fino a quando la gelatina sarà completamente sciolta.
  3. Lasciate intiepidire e versate il composto in 8 stampi monoporzione della forma desiderata. Mettete la panna cotta in frigorifero a solidificare e raffreddare per almeno 6 ore.
  4. Preparate il crumble. Tritate in modo grossolano le mandorle, lasciandone anche qualcuna intera e mescolatele con la farina di lenticchie, la farina di riso, i pinoli e lo zucchero; a questo punto aggiungete l’olio e l’uovo in modo da rendere ben umido il composto e quando formerà delle grosse briciole, stendetele su un foglio di carta forno e mettete il tutto in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 15 minuti o comunque fino a quando le briciole saranno ben dorate. Togliete dal forno e lasciate raffreddare.
  5. Preparate anche la salsa al cioccolato. Preparate una moka di caffè in modo da avere 100 g di caffè pronto; mettete il cacao in polvere in un tegamino, versatevi il caffè e mescolate con una frusta in modo da ottenere una crema senza grumi, poi aggiungete anche la panna e lo zucchero e mettete sul fuoco per 5 minuti girando sempre bene con la frusta (se avete un termometro, la temperatura dovrà essere compresa tra 70 e 80 gradi, in caso non abbiate un termometro, tenete il composto appena sotto il bollore).
  6. Spegnete e unite il cioccolato tritato leggermente girando con la frusta in modo che si sciolga completamente, quindi lasciate raffreddare mescolando di tanto in tanto. Una volta che la salsa si sarà raffreddata, tenetela in frigorifero fino al momento di servire la panna cotta.
  7. Per completare la panna cotta, sformate ogni monoporzione sul piattino da portata, contornate con la salsa di cioccolato al caffè, spolverate di crumble e completate con una fragolina Lazzaris.
Gli ingredienti della mia ricetta per Talent for Food

Gli ingredienti della mia ricetta per Talento for Food

La versione con glutine della Panna cotta allo zafferano con crumble di lenticchia e mostarda di fragoline

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine o a rischio di contameninazione, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

 

Questa è la seconda ricetta dedicata al 70° anniversario della Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola ed è una delle nostre preferite quando abbiamo tanta fame, poco tempo a disposizione e la voglia di qualcosa di sfizioso e leggero: il Pollo ai peperoni con bacche di goji, naturalmente senza glutine e con pochissimi carboidrati. Se volete riguardarvi la prima ricetta, eccovi la proposta: Gazpacho pomodori gialli, peperone e crudo croccante.

Il peperone è una tipica verdura estiva, particolarmente apprezzata nei paesi caldi, anche se ormai viene coltivato in tutto il mondo. La sua versatilità in cucina è straordinaria e dal punto di vista nutrizionale è ricchissimo di vitamina C, addirittura più ricco delle arance che sono spesso considerate i campioni in “questa specialità”.

Ebbene combinando il peperone con le bacche di Goji, che tra l’altro appartengono alla sua stessa famiglia, possiamo godere dei loro innumerevoli benefici per la salute. La bacche di Goji sono da consumare con attenzione per chi è affetto da diabete perché hanno un alto numero di carboidrati, ben 64 g ogni 100 g di prodotto, e anche di calorie, ma al contempo sono ricche di proteine, sodio, calcio, fosforo, potassio, manganese, lipidi come omega 3 ed omega 6, magnesio, cromo, vitamine C, E e B1, carotene, amminoacidi, fibre, luteina e germanio.

Mangiare un piatto come questo che è una gioia per gli occhi, per il palato e per il nostro benessere mi sembra il modo migliore per celebrare un compleanno di tutto rispetto!

La ricetta del Pollo ai peperoni con bacche di goji

carboidrati 3,49 g per 100 g

Ingredienti per 4-6 persone

  • 700 g petto di pollo
  • 380 g peperoni gialli, rossi e verdi
  • 80 g porro
  • 30 g bacche di Goji
  • 1 bustina di zafferano
  • olio extra vergine di oliva
  • sale

Preparazione

  1. Mettete a mollo le bacche di Goji in acqua tiepida per 30 minuti.
  2. Tagliate il pollo a striscioline, mescolatelo con lo zafferano e lasciatelo insaporire per circa 30 minuti.
  3. Tagliate a rondelle sottili il porro e i peperoni a striscioline da saltare. Scaldate una wok, versate qualche cucchiaio d’olio e fatevi saltare prima il porro da solo, poi aggiungete i peperoni; aggiustateli di sale e fateli cuocere su fiamma vivace per 5 minuti mescolando spesso. Metteteli da parte.
  4. Mettete altri 3 cucchiai di olio extra vergine nella wok e fatevi saltare il pollo per 5-6 minuti, quindi aggiungete le bacche di Goji, aggiustate di sale e continuate la cottura per 1 minuto.
  5. Togliete il pollo dal fuoco, mescolatelo con i peperoni e servite il tutto caldo o tiepido accompagnato da una misticanza di verdure.

 

La versione con glutine del Pollo ai peperoni con bacche di Goji

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

 

Questa ricetta partecipa al Contest “Peperone di Carmagnola: 70 anni in 70 ricette”

Come mai un Gazpacho di pomodori gialli, peperone e crudo croccante? Per i ricordi e per il mio amore per Spagna e peperoni.

La prima volta che ho sentito parlare del Peperone di Carmagnola è stato qualche anno fa quando la mia vicina mi ha regalato un vaso di peperoni sott’aceto preparato dai suoi genitori che ogni anno, proprio a settembre, avevano l’abitudine di recarsi in Piemonte ad acquistare la materia prima.

Quei peperoni non li ho mai dimenticati: i colori vivaci, il sapore dolce, ma deciso e la consistenza croccante mi hanno fatto innamorare al primo assaggio. E’ stato quel sapore a spingermi a scoprire da dove venisse quel delizioso frutto della terra.

Carmagnola e il suo peperone

La sua terra di origine è appunto la zona di Carmagnola in Piemonte e ne esistono di varie tipologie (quello che avevo assaggiato io era il “Corno di bue”, perfetto per le conserve). In questa zona il peperone arrivò all’inizio del novecento e oggi rappresenta una risorsa fondamentale per l’agricoltura e l’economia locale ed è un alimento conosciuto ed apprezzato in Piemonte e in Italia per il suo colorito giallo intenso o rosso vivace, il suo profumo e le sue caratteristiche di genuinità.

Ogni anno, agli inizi di Settembre, Carmagnola ospita la Fiera Nazionale del Peperone, la più grande in Italia dedicata a un prodotto agricolo, che propone 10 giorni di eventi gastronomici, culturali, artistici ed esperienze creative e coinvolgenti per tutti i sensi e per tutte le fasce di età. Ebbene quest’anno la fiera raggiunge un traguardo estremamente importante, ossia il suo 70° anniversario, che viene celebrato raccogliendo ricette che vedono il peperone come loro protagonista. Questo fresco e profumato Gazpacho è il mio modo per augurare lunga vita ad un prodotto della terra che allieta spesso la nostra tavola con i suoi sapori, profumi e colori. Allora ancora tanti auguri!

La ricetta del Gazpacho di pomodori gialli, peperone e crudo croccante

carboidrati 12,58 g per 100 g

Ingredienti per 4 persone

  • 500 g pomodori gialli
  • 3 peperoni, di cui 2 gialli e 1 rosso (circa 270 g cotti e pelati)
  • 100 g pane a cassetta** oppure questi Filoni rustici
  • 100 g prosciutto crudo a fette
  • 100 g brodo vegetale
  • foglie di basilico
  • olio extra vergine di oliva
  • peperoncino, sale e pepe

**Prodotti specifici per celiaci

Preparazione

  1. Pulite i peperoni, tagliateli a metà, eliminate il picciolo, i semi e i filamenti bianchi, quindi metteteli nel forno sotto il grill a 200°C fino a quando la buccia sarà leggermente scura. Chiudete i peperoni in un sacchetto di carta e quando saranno freddi, pelateli e metteteli da parte. Tagliate ¾ del peperone rosso a striscioline e tenete da parte.
  2. Mettete i pomodori, la mollica, il brodo e i peperoni pelati (tranne il peperone rosso a striscioline) in un frullatore per ottenere una crema; aggiustate di peperoncino, sale e pepe.
  3. Mettete il prosciutto nel forno a microonde impostando una potenza media e tempi brevi e ripetendo l’operazione fino a quando il prosciutto sarà croccante.
  4. Preparate delle ciotoline con il Gazpacho di pomodori, le striscioline di peperone, pezzetti di prosciutto croccante, qualche foglia di basilico e un filo d’olio extra vergine di oliva.
Il Gazpacho di pomodori gialli, peperoni e crudo croccante

Il Gazpacho di pomodori gialli, peperoni e crudo croccante

La versione con glutine del Gazpacho di pomodori gialli, peperone e crudo croccante

Per la versione con glutine della ricetta, sostituire il pane a cassetta senza glutine con pane convenzionale.

Questa ricetta partecipa al Contest “Peperone di Carmagnola: 70 anni in 70 ricette”

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Perché partecipare ad un contest intitolato “La Grappa del Trentino nel piatto”?

Per tanti motivi, ma in primo luogo perché la Grappa è un distillato naturalmente senza glutine e perché, se usato in cucina, può essere gustata senza troppe preoccupazioni da chi è affetto da diabete. L’invito da parte dell’Istituto Tutela della Grappa del Trentino mi arriva quindi con immensa gioia anche perché della Grappa vorrei conoscere qualcosa di più visto che è un prodotto esclusivamente italiano (i distillati prodotti in modo simile negli altri paesi del mondo si chiamano acquavite).

Dopo avere incontrato le compagne di avventura, ossia le altre tre blogger coinvolte Annalisa del blog Mi manca il sale, Orsola di Ockstyle e Paola di Profumo di vaniglia, qualche chiacchiera, un boccone e via ad affrontare il sol leone di Trento (chi ha detto che al nord fa fresco???).

Come si produce la grappa del Trentino

La prima tappa di questo breve, ma intenso viaggio è la Cantina e distilleria Pisoni, dove la famiglia produce grappa dal 1852 in un angolo di paradiso che si chiama Valle dei Laghi, una lingua di terra tra il Lago di Garda e le Dolimiti del Brenta in cui il microclima risultante dalla presenza delle grandi distese d’acqua e dall’altitudine delle montagne circostanti garantisce quelle escursioni termiche tra giorno e notte che permettono all’uva di sviluppare profumi ed aromi unici.

Esposizione di prodotti della distilleria Pisoni

Esposizione di prodotti della distilleria Pisoni

Ci accompagna Giuliano, il fratello che all’interno della famiglia si prende cura della grappa, che inizia a spiegarci che la grappa è una bevanda alcolica ottenuta dalla distillazione della vinaccia, ossia le bucce e i vinaccioli che rimangono dopo la spremitura dell’uva per la produzione di vino.

Qui da Pisoni, le caldaie e gli alambicchi, nel silenzio immobilizzato dai sigilli apposti dall’Agenzia delle Dogane che controlla la produzione soggetta al pagamento delle accise, sembrano aspettare il momento in cui sbufferanno con il vapore, da settembre a novembre.

In quel periodo dell’anno, la caldaia viene riempita di vinaccia e acqua, questa viene riscaldata e trasformata in vapore che, portando con sé la parte alcolica e aromatica, sale verso l’alto, entrando in un tubo che passa in un refrigeratore dove si condensa e ritorna in forma liquida. Questo primo distillato prende il nome di flemma ed ha una gradazione alcolica di 20-22 gradi poiché contiene ancora una parte di acqua.

La flemma viene quindi pulita mettendola in una caldaia a bagnomaria, ossia scaldata grazie al vapore che scorre in una intercapedine, così da separare i vapori buoni da quelli meno gradevoli in base alle temperature di evaporazione: i primi ad evaporare e ad essere eliminati vengono detti teste, la parte centrale chiamata cuore viene conservata, mentre viene tagliata anche la parte finale detta coda. La grande difficoltà e la capacità del mastro distillatore stanno proprio nel sapere quando apportare questi tagli durante la distillazione per conservare solo il meglio degli aromi e dei profumi del distillato.

Dalla grappa grezza alla grappa finita

Il risultato di tanto lavoro è la grappa grezza, ossia un distillato a 80 gradi che dovrà sottoporsi ad un’ultima trasformazione che consiste nell’aggiunta di acqua per abbassare il grado alcolico attorno ai 40 gradi e nella filtrazione mediante congelamento per eliminare tracce di rame e grassi (oli essenziali derivanti dalle bucce d’uva) in modo da ottenere un liquido perfettamente limpido. A questo punto la grappa è pronta per essere imbottigliata oppure per proseguire il proprio invecchiamento in barrique per prodotti che svilupperanno caratteristiche specifiche.

Sapete quanti litri di grappa si ottengono da 100 kg di vinaccia? Da un minimo di 5 ad un massimo di 20 litri di grappa grezza a seconda della qualità della vinaccia che si è utilizzata: se l’uva è buona, sana e ben matura, ci regalerà non solo caratteristiche organolettiche migliori, ma anche una maggiore quantità di prodotto finito! La qualità della grappa, ci racconta Giuliano, la fanno la natura e i tagli del mastro distillatore.

Giuliano ci accompagna anche nelle cantine scavate sotto la roccia della montagna a cui si appoggia l’edificio della distilleria: qui riposano migliaia di bottiglie di spumante Trento DOC ad una temperatura costante di 10°C…un meraviglioso sollievo in una giornata da “bollino rosso” della settimana più calda dell’anno a detta dei meteorologi! Beh, di questa splendida bollicina ce ne degustiamo un calice prima di trasferirci a Palazzo di Roccabruna, sede dell’Enoteca provinciale del Trentino e del nostro Contest di cucina.

Il Contest “La Grappa del Trentino nel piatto”

Qui ci aspetta anche lo chef Sebastian Sartorelli che ha preparato le nostre Mistery box. L’unica certezza è che dovremo utilizzare la grappa, mentre sugli altri ingredienti regna il più stretto mistero. Alle 18 in punto, dopo qualche foto e il calore che aumenta con l’accensione di forno e fornelli, possiamo finalmente svelare il mistero: filetto di cervo, grano saraceno, formaggio fontal e pera sono gli ingredienti obbligatori per il nostro piatto, ma abbiamo a disposizione anche ingredienti “universali” come farina, uova, condimenti, alcune verdure, erbe aromatiche e spezie… insomma un tripudio di colori e profumi!

Sapete una cosa? Non so perché, ma non ho nessunissimo dubbio: il mio piatto sarà un raviolo! Naturalmente, qui ho farina di frumento a disposizione oltre al saraceno e non le farine che sono abituata ad utilizzare per preparare i ravioli senza glutine…beh, per noi che siamo abituati a lavorare impasti che sono delicati come la seta, un impasto preparato con farina contenente glutine è un gioco da ragazzi: tirare la sfoglia è incredibile, non si rompe mai!

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Il ripieno è una versione trentina dei tortelli di patate della mia nonna: patate bollite, pere saltate alla grappa, fontal grattugiato e ancora grappa per aromatizzare il tutto al posto dell’intruglio di liquori della nonna Rina.

Infine il cervo. “Oh, deer!” mi dice la mia anima di interprete quando vedo il filetto di cervo nella scatola, un “Oh, mio Dio!” che si trasforma proprio in “Oh, il cervo!”, che naturalmente diventa il nome, obbligatorio, del mio piatto. Ebbene sì, il cervo non l’ho mai cucinato prima, anche se teoricamente so come farlo. Lo metto a macerare con erbe aromatiche e grappa mentre bollono le patate e preparo la sfoglia. Infine, burro in padella e quando è ben caldo, aggiungo il filetto di cervo e lo faccio rosolare in superficie, quindi aggiungo la marinatura per fare evaporare la grappa ed ottenere un fondo di cottura profumato e leggermente color nocciola: aromi emozionanti!

L’assaggio e la giuria

Ormai è tutto pronto e devo solo portare a compimento il mio progetto e farlo assaggiare ai giudici: Mirko Scarabello, Presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, nonché nostro mentore in materia, Sebastian Sartorelli, chef per gli eventi dell’enoteca e chef della Hosteria Toblino di Madruzzo (TN), e Maria Grazia Brugnara, responsabile per la promozione dei prodotti enogastronomici all’interno della Camera di Commercio di Trento, oltre ad essere assaggiatrice ONAF, sommelier, assaggiatrice di oli e grappa.

I giudici valutano i nostri piatti sulla base di 6 criteri e su una scala da 0 a 10…ma sapete la cosa straordinaria? Noi tutte ci classifichiamo entro un range di voti di soli 2 punti e la vincitrice del contest è Annalisa del blog “Mi manca il sale” perché il suo piatto è quello che meglio si abbina alla grappa anche in degustazione, brava!

Quello per cui si è distinto il mio “Oh, deer!”? La creatività e le tecniche impiegate…vi assicuro che appena trovo un filetto di cervo come quello che ci ha procurato lo chef Sebastian lo cucino subito alla mia famiglia, anche perché in quel di Parma adesso la Grappa non mancherà più!

La ricetta del mio Raviolo “Oh, deer!”

carboidrati 27 g per 100 g di ravioli crudi senza il filetto di cervo

Ingredienti per la sfoglia per 6 persone

  • 200 g farina Petra 1** oppure Nutrifree per pasta fresca** (al contest ho utilizzato 250 g di farina di frumento 00)
  • 50 g farina di grano saraceno
  • 3 uova intere
  • sale e acqua (solo se l’impasto dovesse risultare troppo duro)

 

Ingredienti per il ripieno

  • 400 g patate
  • 100 g pera
  • 80 g Fontal
  • 1 bicchierino abbondante di Grappa del Trentino invecchiata
  • sale e pepe

Ingredienti per il cervo

  • 1 filetto di cervo di piccole dimensioni
  • 30 g burro
  • 1 bicchierino di Grappa del Trentino invecchiata
  • erbe aromatiche a piacere
  • olio extra vergine di oliva
  • sale

Ingredienti per completare

  • buccia di limone
  • origano fresco
  • fiori di piante aromatiche

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Prima di tutto fate bollire le patate con la buccia fino a quando risulteranno morbide forandole con i rebbi di una forchetta.
  2. Mettete a marinare il filetto di cervo con erbe aromatiche a piacere, un filo d’olio extra vergine di oliva e un bicchierino di grappa.
  3. Preparate la sfoglia: formate la fontana con le 2 farine, rompete le uova nel centro, aggiungete un pizzico di sale e iniziate sbattendo le uova con una forchetta; iniziate ad incorporare la farina gradatamente fino a quando riuscite ad impastare con le mani. Solo se dovesse risultare troppo asciutto, bagnarsi le mani con acqua per completare l’operazione. Quando avrete ottenuto un composto liscio ed omogeneo, mettetelo a riposare in un sacchetto di plastica pulito.
  4. Sbucciate la pera, tagliatela a cubettini piccoli e fatela ammorbidire per una decina di minuti in una padella antiaderente sfumandola con un goccio di grappa. Mettetela da parte.
  5. Schiacciate le patate mentre sono ancora calde, insaporitele con il Fontal grattugiato, la grappa, le pere aromatizzate, sale e pepe.
  6. Preparate il filetto di cervo. Mettete il burro in una padella antiaderente, scaldatelo molto bene, quindi aggiungete il filetto di cervo; fatelo rosolare a fuoco vivo su tutti i lati per qualche minuto fino a quando la superficie risulta ben marrone, quindi aggiungete il liquido di marinatura per farlo restringere e accentuare la rosolatura. Allontanate dal fuoco, mettete sia il filetto che il fondo di cottura in una ciotolina e ricopritela con un foglio di alluminio.
  7. Preparate i ravioli. Stendete la sfoglia sottile, ma non troppo (io l’ho tirata al penultimo foro), adagiate delle “noci” di ripieno a distanza di 5 cm tra loro, ripiegate la sfoglia in modo da coprire il ripieno, fate aderire bene la sfoglia attorno al ripieno utilizzando le dita, quindi tagliate delle mezze lune con un coppapasta.
  8. Bollite i ravioli in acqua bollente leggermente salata, cuoceteli per il tempo necessario tastando la pasta di tanto in tanto, scolateli con una schiumarola adagiandoli su uno strofinaccio e impiattateli. Conditeli con una fettina sottilissima di filetto di cervo, fondo di cottura dello stesso, una piccola grattugiata di buccia di limone e qualche piccola fogliolina di origano fresco e fiorellini di piante aromatiche.
Oh, deer! Raviolo di patate e cervo alla Grappa del Trentino

Oh, deer! Raviolo di patate e cervo alla Grappa del Trentino

Se vi piace preparare i ravioli, potete provare anche i Ravioli con gamberi e pomodorini

In queste giornate estive si cerca qualcosa di fresco per placare la sensazione di eccessivo calore, ma il gusto rimane sempre al primo posto. La nostra idea è una alternativa al gelato, un dolce al cucchiaio goloso, con contrasti di sapori tutti da assaporare: Budini al cocco con crema di cioccolata alla liquirizia. 

Budini al cocco con crema di cioccolata alla liquirizia

carboidrati 19,57 g per 100 g

Crema di cioccolata alla liquirizia 

carboidrati 30,31 g per 100 g

Ingredienti per 6 budini

  • 200 g latte
  • 200 g latte di cocco
  • 150 g panna
  • 3 tuorli
  • 50 g zucchero
  • 50 g zucchero di canna
  • 45 g farina di cocco*
  • 25 g farina di riso*
  • 1 arancia non trattata
  • olio di mandorle o nocciole

Ingredienti per la crema di cioccolato alla liquirizia

  • 50 g panna fresca
  • 35 g acqua
  • 30 g zucchero semolato
  • 25 g cioccolato fondente*
  • 15 g cacao amaro*
  • 1 cucchiaino di liquirizia in polvere*
  • 6 lamponi

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Portate a bollore il latte con il latte di cocco e la farina di cocco, quindi allontanate dal fuoco e lasciate in infusione fino a quando il composto si sarà raffreddato.
  2. Sbattete bene i tuorli con gli zuccheri, quindi aggiungete la farina di riso continuando a mescolare e il latte aromatizzato al cocco passandolo attraverso un colino. Mettete il tutto in una casseruola e sul fuoco basso mescolando fino a quando inizia ad addensarsi. Allontanate dal fuoco, aromatizzate con la buccia grattugiata dell’arancia e lasciate raffreddare mescolando di tanto in tanto.
  3. Montate la panna ed infine incorporatela nella crema con movimenti dal basso in alto in modo che non si smonti.
  4. Spennellate 6 stampini monoporzione con l’olio di mandorle o nocciole e riempiteli con la crema. Mettete in congelatore per circa 6 ore.
  5. Preparate una crema di cioccolato. Sciogliete il cacao nell’acqua, poi aggiungete panna e zucchero e fate cuocere a fuoco medio facendo sobbollire per 5 minuti, girando sempre bene con la frusta (la temperatura deve essere compresa tra 70 e 80 gradi). Spegnete e unite il cioccolato fondente girando fino a completo scioglimento; continuate a mescolare fino a quando si sarà abbassata bene la temperatura, poi aggiungete 1 cucchiaino di liquirizia in polvere, mescolate bene e conservate in frigorifero.
  6. Togliete i budini dal freezer, toglieteli dagli stampi, posizionateli sul piatto da portata e aspettate 30 minuti prima di servirli. Al momento di servirli, ricopriteli con 1 cucchiaio di crema alla liquirizia e decorateli con 1 lampone.
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Il budino al cocco con la crema al cioccolato alla liquirizia

 

La versione con glutine dei Budini al cocco con crema di cioccolata alla liquirizia

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine e da Prontuario, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

Se vi piacciono i dolci al cucchiaio, provate anche la Mahalabiya, un viaggio nei sapori.

L’estate è arrivata all’improvviso e, con il bel tempo, anche le bellissime occasioni di incontro. Come il Gola Gola Festival, a Piacenza dal al 9 giugno. A me è stato dato l’onore di aprire le danze con la mia proposta senza glutine pensata per ingolosire un po’ tutti: il Risotto agli asparagi Gola Gola.

In un festival dedicato al cibo credo sia fondamentale dare spazio ai prodotti locali, quindi ho pensato di scegliere alcuni tra i tanti ingredienti del territorio: gli asparagi di Pontenure (data la stagione), la Malvasia dei colli piacentini e il Grana Padano. Il tutto su una base davvero speciale, ossia il mio riso Carnaroli preferito, quello coltivato dalla Riserva San Massimo all’interno del parco lombardo della Valle del Ticino, un regalo per il palato e per chi è attento alla salvaguardia della biodiversità.

Un’eventuale alternativa al croccantino di grana è un altro prodotto piacentino famosissimo: la sua pancetta, anch’essa resa croccante in una padella antiaderente, oppure nel forno a microonde, seguendo la stessa procedura descritta per il grana.

Quindi correte ad acquistare qualche asparago per non perdere la stagione e godetevi questa delizia!

La ricetta del Risotto agli asparagi Gola Gola Festival

carboidrati 23,55 g per 100 g di risotto

senza la riduzione di Malvasia  

Ingredienti per 4 persone

  • 1,2 lt circa di brodo di carne preparato in precedenza
  • 600 g vino Malvasia dei colli piacentini
  • 400 g asparagi già puliti
  • 320 g riso Carnaroli Riserva San Massimo
  • 100 g Grana Padano
  • 30 g cipollotto
  • 30 g burro
  • 20 g semi di sesamo
  • 20 g zucchero di canna
  • 3 bacche di cardamomo
  • 1 bacca di anice stellato
  • 1 stecca di cannella
  • olio extra vergine di oliva, sale e pepe

Preparazione della riduzione di Malvasia

  1. Come prima cosa preparate la riduzione di Malvasia perché è l’operazione che richiede più tempo. Versate quasi tutto il vino in un tegame dal fondo spesso (conservatene circa 60 g per sfumare), aggiungete le spezie e lo zucchero di canna e lasciate sobbollire senza coperchio per circa 1,5 ore o comunque fino a quando il vino si sarà trasformato in un liquido piuttosto denso e di colore ambrato.

Preparazione del risotto

  1. Lavate gli asparagi e tagliateli in 3 parti: eliminate la parte legnosa, tenete le punte intere e tagliate a pezzetti la parte centrale degli asparagi. Mettete i pezzetti della parte centrale degli asparagi in un tegame con circa 200 g di brodo e portateli a cottura lasciando scoperto il tegame; una volta cotti, mettete gli asparagi in un frullatore per ottenere una crema, aggiustate di sale e mettete da parte.
  2. Preparate i croccantini di grana e sesamo. Mescolate 30 g di grana e il sesamo, poi mettete un cucchiaio di composto su un piatto formando una sorta di disco con il retro del cucchiaio. Mettete il tutto nel forno a microonde per tempi brevi e a potenza media fino a quando il formaggio si sarà leggermente sciolto. Con l’aiuto di una raspa, staccate il disco dal piatto e tenetelo da parte.
  3. A questo punto potete iniziare a preparare il risotto.
  4. Fate appassire il cipollotto tagliato molto fine in una casseruola con un filo d’olio.
  5. Fate tostare il riso nella casseruola con il porro per circa 3 minuti per avere i chicchi ben trasparenti con la parte centrale bianca, quindi bagnate con la Malvasia tenuta da parte e lasciatela evaporare.
  6. Iniziate a tirare il riso aggiungendo un mestolo di brodo bollente. Continuate a mescolare e aggiungete altro brodo solo quando il riso sarà quasi asciutto. Dopo circa 5 minuti, aggiungete le punte di asparagi, poi continuate con il brodo e a mescolare. Qualche minuto prima della fine della cottura, aggiungete la crema di asparagi e mescolate bene. Quando il riso sarà ancora bene al dente, spegnete il fuoco e aggiungete il burro gelato muovendo bene il riso in modo che si liberi l’amido per formare una bella cremina, aggiungete anche il formaggio grattugiato e continuate a mescolare fino a quando sarà completamente amalgamato; aggiustate di sale. Coprite il risotto con un canovaccio e lasciatelo riposare un minuto.
  7. Impiattate il riso e completatelo con qualche pezzo di croccante al sesamo e gocce di riduzione di Malvasia.
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Il risotto agli asparagi Gola Gola Festival

La versione con glutine del Risotto agli asparagi Gola Gola

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

Se vi piacciono i risotti, provate anche il mio Risotto al sedano rapa con maionese di mele e rose

Una Pizza di patate alle olive senza glutine come alternativa alla pizza convenzionale.

Sappiamo che la pizza per chi ha diabete e celiachia è uno dei piatti in assoluto più difficili da gestire. Proprio così, perché non solo le pizze senza glutine davvero buone sono difficilissime da reperire, ma una volta trovate, chi ha il diabete deve riuscire a gestire “l’effetto pizza”, cioè aumenti anomali della glicemia dovuti alla combinazione di ingredienti contenuti nella pizza (e ahimè anche alti quantitativi di zucchero nascosti nell’impasto e nella salsa di pomodoro ed altissimi quantitativi di sale), anche a molte ore di distanza dopo averla consumata.

La pizza di patate è una simpatica alternativa, dovremo sì prestare attenzione ai carboidrati contenuti nelle patate, ma la loro gestione risulterà decisamente più semplice. Inoltre, può essere una bella idea per una cena o una merenda in giardino naturalmente prive di glutine! Potrete anche servirla assieme ad un’Insalata di pesce spada.

La ricetta della Pizza di patate alle olive senza glutine

carboidrati 14,27 g per 100 g

Ingredienti

  • 700 g patate
  • 400 g passata di pomodoro
  • 250 g mozzarella
  • 80 g olive verdi o nere denocciolate*
  • 20 g cipollotto
  • olio extra vergine di oliva, sale, pepe

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Sbucciate le patate, affettatele sottili e cuocetele al vapore per 20 minuti. Mettete un filo d’olio in una padella antiaderente, versatevi dentro le patate, aggiustatele di sale e pepe e fatele rosolare leggermente premendole con una forchetta o un cucchiaio di legno in modo che si sfaldino.
  2. Nel frattempo, preparate la salsa di pomodoro. Mettete qualche cucchiaio di olio in una padella antiaderente, fatevi rosolare il cipollotto tagliato finemente, quindi aggiungete la passata di pomodoro, aggiustate di sale e pepe, quindi coprite e lasciate cuocere per 15-20 minuti.
  3. Foderate una teglia con carta forno, ricoprite il fondo con le patate, quindi versatevi sopra la salsa di pomodoro e le olive denocciolate a pezzi.
  4. Mettete in forno statico preriscaldato a 200°C per circa 10 minuti, poi aggiungete la mozzarella e rimettete il tutto in forno fino a quando la mozzarella si sarà sciolta.
  5. Servite la pizza di patate calda.

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La versione con glutine della Pizza di patate alle olive

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

 

Una ricetta gustosa, preparata con pochi, semplici ingredienti dove il sapore delle cose buone diventa un vero piacere da condividere con la famiglia o con gli amici: gli Gnocchi di patate al pomodoro e ‘nduja.

Abbiamo pensato di partire dal classico e intramontabile piatto di gnocchi al pomodoro per dargli un tocco di gusto ancora più marcato e caratterizzante. Ecco quindi che l’nduja ci è sembrata la soluzione perfetta!

Provare  per credere!

La ricetta degli Gnocchi di patate al pomodoro e ‘nduja

carboidrati 28,03 g per 100 g di gnocchi crudi non conditi

Ingredienti per gli gnocchi per 6 persone 

  • 1 kg patate
  • 200 g fecola di patate*
  • 1 uovo
  • sale, farina di riso* per lo spolvero

Ingredienti per il condimento

  • 600 g passata di pomodoro
  • 40 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 30 g scalogno
  • 30 g ‘nduja*
  • 1 spicchio d’aglio
  • q.b. sale, olio extra vergine di oliva

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Lessate le patate in acqua fino a quando, forandole con una forchetta, risultano morbide. Sbucciatele e passatele allo schiacciapatate. Allargatele sul tagliere in modo che si raffreddino più velocemente.
  2. Quando le patate schiacciate saranno fredde, aggiungete gli altri ingredienti e impastate.
  3. Formate delle striscioline cilindriche spolverando con un pizzico di farina di riso e tagliate dei tocchetti di circa 3 cm. Fate passare ogni tocchetto sui rebbi di una forchetta applicando un po’ di pressione in modo che il tocchetto risulti incavato sul lato interno e con leggere scanalature sul lato esterno a contatto con la forchetta.
  4. Preparate il sugo di pomodoro. Affettate lo scalogno e fatelo appassire con lo spicchio d’aglio in un tegame con un filo di olio extra vergine di oliva; quando lo scalogno sarà appassito, aggiungete la passata di pomodoro e lasciate cuocere per circa 15 minuti; aggiungete la ‘nduja mescolando in modo che si incorpori bene nel sugo di pomodoro e aggiustate di sale.
  5. Bollite gli gnocchi in acqua salata per qualche minuto fino a quando non salgono in superficie. Conditeli con il sugo di pomodoro e serviteli con il parmigiano grattugiato.

Gnocchi di patate pomodoro e 'nduja

Gnocchi di patate pomodoro e ‘nduja

La versione con glutine degli Gnocchi di patate al pomodoro e ‘nduja

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, ma è possibile sostituire la fecola di patate con farina di frumento.