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Se c’è una portata in cui il nostro paese non ha rivali sicuramente si tratta dei Primi d’Italia.

Partendo da alcuni dei grandi classici, insieme prepareremo tre ricette che li vedranno in nuovi e memorabili abbinamenti per renderli originali, senza mai perdere il sapore e le caratteristiche che li hanno resi famosi ed amati da tutti.

Oltre a pensare di invitare gli amici per cena a provare le vostre creazioni, l’alternativa è fare scorta nel congelatore di casa per i giorni di super lavoro.

Per tutte le ricette vengono fornite le indicazioni per essere preparate con e senza glutine (per ulteriori informazioni sul senza glutine, visita il sito dell’Associazione Italiana Celiachia).

Consulta anche il calendario di tutti i corsi e scegli le tue ricette preferite!

Corso di cucina

I primi d’Italia rivisitati

 

 

Luogo: ONLINE

Prezzo: 25 euro

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    (Potrai cancellarli o chiederne una copia facendo esplicita richiesta a illybertinelli@gmail.com) (richiesto)

    In alternativa per iscriverti, inviami una mail con nome, cognome, recapito telefonico (facoltativo), titolo del corso al quale desideri iscriverti e copia del bonifico bancario: riceverai le ricette, l’elenco delle attrezzature che ti serviranno per cucinare insieme e il link per collegarti al corso.

    Dati per il bonifico: IT94E0707265840000000440895

    Per ulteriori informazioni, contattami all’indirizzo: illybertinelli@gmail.com

    Ti aspetto per cucinare insieme!

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    In collaborazione con: Dalla A allo Zucchero e I love my house Barazzoni

    Consistenze e temperature sono parte integrante nell’esperienza di degustazione di una ricetta e nel corso Dessert caldi e pudding la faranno proprio da padrone.

    Il tepore di un dolce ci fa percepire i sapori in modo nuovo. Il soffice e il croccante ci regaleranno emozioni e piaceri che prolungheranno il momento dolce del fine pasto.

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    Corso di cucina

    Dessert caldi e pudding

    dessert caldi e pudding

     

     

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      Avete presente la sensazione di quando si apre un dono che non abbiamo idea di cosa possa essere? Ebbene, proprio questa sarà la sensazione che ci regaleranno i Secondi con sorpresa.

      Scrigni, contenitori, strati dai sapori diversi, insomma una scoperta continua di ingredienti inaspettati, quindi la parola d’ordine del corso sarà proprio lasciarsi sorprendere.

      Per tutte le ricette vengono fornite le indicazioni per essere preparate con e senza glutine (per ulteriori informazioni sul senza glutine, visita il sito dell’Associazione Italiana Celiachia).

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      Corso di cucina

      I secondi con sorpresa

      secondi con sorpresa

       

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        Le verdure sono il regalo più bello che la natura ci fa, stagione dopo stagione, con tutta la varietà di colori, sapori e forme. Come cucinarle? Le nostre verdure saranno talmente buone da non potere fare a meno di…leccarsi le dita!

        Lasciamoci guidare dai colori e dalla creatività per preparare tre piatti unici che trasformeranno subito la tavola in una festa per tutti.

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        Corso di cucina

        Verdure da leccarsi le dita

         

         

        verdure da leccarsi le dita

         

        Luogo: ONLINE

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          E’ proprio vero che ci sono ricette semplicemente irresistibili e i Sofficini fatti in casa ne sono un esempio perfetto.

          Semplici, versatili, golosi, insomma il piatto sfizioso il cui unico problema è che non ne fai mai abbastanza e non smetteresti mai di mangiarne. Inoltre, i Sofficini fatti in casa sono perfetti per dare sfogo alla nostra fantasia nel farcirli in modo da adattarli a qualsiasi stagione e, perché no, a qualsiasi ingrediente sia disponibile nel frigorifero di casa.

          Ricordate che usare la besciamella come ingrediente “jolly” per mantenere morbido il ripieno senza che fuoriesca in cottura (come è facile che succeda usando un formaggio che fonde) è un ottima soluzione. Guardate nel video come preparare i Sofficini fatti in casa passo a passo così sarà ancora più facile cucinarli.

          E se volete accompagnarli con una golosissima insalata, provate l’Insalata dominicana.

          sofficini fatti in casa

          Sofficini fatti in casa   

          carboidrati 32,40 g per 100 g

          Ingredienti per 15 sofficini

          Ingredienti per l’impasto

          • 250 g farina Preparato per pane Nutrifree** (per la versione con glutine, vd. sotto)
          • 210 g acqua
          • 40 g farina di riso integrale*
          • 30 g olio extra vergine di oliva
          • 7 g lievito di birra fresco
          • 5 g sale
          • farina di riso* per spolvero

          Ingredienti per il ripieno

          • 200 g latte
          • 120 g prosciutto cotto*
          • 80 g pangrattato*
          • 40 g Parmigiano Reggiano grattugiato
          • 1 uovo
          • 3 pomodori datterini
          • 20 g farina di riso integrale*
          • 15 g olio extra vergine di oliva
          • un pizzico di sale
          • olio extra vergine per cuocere i sofficini

          **Ingredienti specifici per celiaci

          *Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

          Preparazione

          1. Mettete le farine in una planetaria e aggiungete l’acqua con disciolto il lievito di birra. Mentre si impastano gli ingredienti, aggiungete il sale e l’olio extra vergine. Continuate a mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo e piuttosto compatto, staccandolo dalle pareti della planetaria di tanto in tanto.
          2. Adagiate l’impasto in una terrina e ricopritelo con un foglio di pellicola trasparente; lasciatelo lievitare in un luogo tiepido per circa 2-2,5 ore o comunque fino a quando sarà raddoppiato di volume.
          3. Preparate una besciamella soda. Versate l’olio extra vergine in un pentolino, impastatelo con la farina di riso, quindi diluite con il latte gradualmente in modo da non far formare grumi. Mettete il pentolino sul fuoco e fate addensare la salsa. Allontanate dal fuoco e insaporite con un pizzico di sale e il parmigiano grattugiato.
          4. Quando l’impasto dei sofficini è perfettamente lievitato, prendete dei pezzi di impasto e stendetelo allo spessore di circa 2 mm. Tagliate dei dischi da 10 cm di diametro e farciteli con prosciutto cotto, 2 pezzettini di datterini privati dei semi e 1 cucchiaino di besciamella.
          5. Mettete un goccio d’acqua in una ciotolina, immergetevi un dito e con questo bagnate metà della circonferenza di ogni dischetto farcito. Ripiegate ogni disco a metà in modo da fare coincidere i bordi e formare una mezza luna premendo bene in modo da sigillare i sofficini perfettamente.
          6. Sbattete 1 uovo in una fondina, immergetevi i sofficini, quindi passateli nel pangrattato.
          7. Mettete un filo d’olio in una padella antiaderente e quando sarà caldo mettete i sofficini e fateli dorare su entrambi i lati. Pulite bene la padella antiaderente con carta assorbente tra una cottura e l’altra in modo da eliminare eventuali residui di pangrattato prima di aggiungere altri sofficini.
          8. Adagiate i sofficini su carta assorbente e serviteli caldi.

          sofficini fatti in casa

          La versione con glutine dei Sofficini fatti in casa

          Per preparare i Sofficini fatti in casa con glutine, riducete il quantitativo di acqua nell’impasto in modo da ottenere un impasto sodo e non appiccicoso, dovrebbero essere sufficienti circa 160 g di acqua.

          Avete voglia di una pasta fatta in casa, ma la volete perfetta per l’estate? I Passatelli in crema e verdure croccanti sono la ricetta estiva perfetta per un piatto leggero, a base di verdure, gustosissimo, insolito, ma anche semplice da preparare e se non mi credte, guardate il video.

          Inoltre, preparate il minestrone con le verdure che avete a disposizione nell’orto di casa o in frigorifero o congelatore: sarà un modo per proporre le verdure ai piccoli di casa in modo insolito.

          Se amate i sapori più decisi e non siete vegetariani, potrete anche completare il piatto aggiungendo prosciutto, guanciale, speck o pancetta fatti passare in una padella antiaderente perché siano rigorosamente croccanti.

          E dal punto di vista nutrizionale a questo piatto non manca proprio nulla, quindi buon appetito!

           

          La ricetta dei Passatelli in crema e verdure croccanti

          carboidrati 36,9 g per 100 g di passatelli senza condimento

          Ingredienti per i passatelli 4 persone

          • 110 g Parmigiano Reggiano
          • 100 g pangrattato Nutrifree** (per versione con glutine, vd. sotto)
          • 60 g farina Preparato speciale per pasta fresca Molino Dallagiovanna** (per versione con glutine vd. sotto)
          • 2 uova intere
          • brodo di carne o vegetale per scottare il pane
          • noce moscata, sale e pepe

          Ingredienti per il minestrone

          • 800 g acqua
          • 500 g verdure miste
          • sale

          Ingredienti per completare

          • 140 g zucchina (corrispondente a 1)
          • 40 g ricotta salata
          • qualche foglia di basilico
          • olio extra vergine di oliva
          • sale e pepe

          **Ingredienti specifici per celiaci

          *Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

          Preparazione

          1. Preparate il minestrone facendo cuocere le verdure nell’acqua con un pizzico di sale grosso: questa operazione la potrete fare anche il giorno prima. Una volta cotto il minestrone, lasciatelo intiepidire, poi trasferitelo in un frullatore o nel Bimby e frullatelo in modo da ottenere una crema.
          2. Preparate i passatelli. Fate scaldare il brodo. Mettete il pangrattato in una terrina e scottatelo con il brodo bollente facendo attenzione a non versarne troppo: il pane deve risultare leggermente umido, ma non impastarsi. Una volta freddo, aggiungete gli altri ingredienti, ossia la farina, il parmigiano grattugiato, le uova, la noce moscata, sale e pepe. Mescolate bene fino ad ottenere un panetto di consistenza piuttosto soda. Lasciatelo riposare avvolto in pellicola trasparente per il tempo necessario a preparare le zucchine.
          3. Prendete la zucchina, spuntatela e tagliatela a julienne sottile; tagliate a julienne anche la ricotta salata, unitela alla zucchina e insaporite con sale, pepe e un filo d’olio extra vergine di oliva.
          4. Mettete una pentola d’acqua sul fuoco e portatela ad ebollizione, quindi salatela.
          5. Mettete circa metà del composto per i passatelli nello schiacciapatate a fori grandi, spostatevi sopra la pentola di acqua bollente, premete lo schiacciapatate e quando i passatelli avranno la lunghezza desiderata, circa 4-5 cm, tagliateli con un coltello facendoli cadere direttamente nell’acqua. Mescolateli con una schiumarola e lasciateli bollire qualche minuto.
          6. Mettete circa 1/3 del minestrone frullato nella padella da mantecatura e scaldatelo; con la schiumarola, togliete i passatelli dall’acqua e buttateli nella padella con il sugo facendoli saltare ed insaporire a fiamma vivace per qualche minuto.
          7. Versate un mestolo colmo di minestrone freddo frullato in ogni piatto da portata, adagiatevi sopra i passatelli saltati, la zucchina con la ricotta, una foglia di basilico, un filo di olio extra vergine a crudo e servite.

          Passatelli in crema e verdure croccanti

          La versione con glutine dei Passatelli in crema e verdure croccanti 

          Utilizzate pangrattato e farina convenzionali, tuttavia nella preparazione dei passatelli con glutine, spesso non è necessario aggiungere farina al pangrattato. Aggiungetela solamente se il composto di pangrattato, formaggio e uova risultasse troppo morbido.

           

           

          Come preparare un pinzimonio a cui nessuno può dire di no? Una crema di Radicchio Variegato di Castelfranco e croste di Parmigiano Reggiano alla griglia per una ricetta che è anche anti-spreco.

          Radimonio? Una crema di Radicchio variegato per rendere il pinzimonio irresistibile 

          Continua il viaggio alla scoperta dei prodotti tutelati dal Consorzio Tutela del Radicchio di Treviso IGP e Radicchio Variegato di Castelfranco IGP che ormai abbiamo capito essere i “Fiori d’inverno” per la loro splendida forma. Per rappresentare la mia regione d’origine, l’Emilia Romagna, e la mia tradizione famigliare, quella della produzione di Parmigiano Reggiano, ho pensato ad un’usanza della cucina contadina che ho sempre amato molto perché espressione del rispetto per il cibo e dell’impegno che sta dietro la sua preparazione: l’utilizzo delle croste di parmigiano grigliate.

          Tutto il lavoro che si nasconde dietro al radicchio me lo ha fatto inevitabilmente associare al prodotto al quale si è sempre dedicata la mia famiglia. Il radicchio è segnato da lunghe attese in campagna e il Parmigiano deve aspettare anni perché la natura faccia il suo corso per regalarci sapori unici ed irripetibili. Per questo credo sia un delitto sprecare anche una minima parte di prodotto e la cultura contadina ci insegna a non farlo mai.

          Una lettura in chiave moderna mi ha così ispirato un modo per gustarsi uno spuntino o un aperitivo davvero insolito perché vede il radicchio variegato, normalmente consumato crudo, fatto cuocere pochi minuti in padella e uno “scarto” del formaggio trasformato in un bastoncino croccante sfiziosissimo per raccogliere una crema che porta anche la nota aromatica di un altro grande prodotto del Veneto, il vino Recioto. Inoltre, le foglie lanceolate del radicchio tardivo sono ideali per completare l’esperienza di degustazione.

          Provare per credere. 

          Come si presenta il Radicchio variegato di Castelfranco IGP 

          Il radicchio variegato di Castelfranco

          Il radicchio variegato di Castelfranco: una splendida rosa

          La sua splendida forma a rosa e il gioco di colori delle sue foglie non possono non farcelo associare ad un fiore molto particolare perché fiorisce quando gli altri dormono, ossia in inverno. La sua origine è un incrocio tra radicchio e scarola da cui prende le caratteristiche mescolandole tra loro.

          Il prodotto porta il nome della città dove la cultura contadina della sua coltivazione è radicata nella storia di una pianura caratterizzata da inverni lunghi e rigidi durante i quali le famiglie trovavano riparo dal freddo riunendosi nelle stalle. Proprio nelle stalle, protette dalla paglia, venivano conservate le cicorie per preservarle dal gelo e, come spesso accade, si scoprì un metodo straordinario per rendere le piante ancora più gustose: la tecnica della forzatura.

          Cosa è la tecnica della forzatura?

          E’ la tecnica con cui le piante vengono lasciate al buio (nell’antichità sotto la paglia, oggi sotto appositi teli) in modo da perdere la clorofilla, il processo di imbianchimento che avevamo visto anche nel Radicchio Tardivo. Oltre ad assumere il loro inconfondibile colore, il gusto amaro delle cicorie si affievolisce e le foglie acquistano una straordinaria croccantezza.

          Per gustarvi il Radicchio Tardivo in modo un po’ insolito, provate gli Strozzapreti al radicchio con fonduta alla zucca.

          La ricetta del Radimonio, il pinzimonio al radicchio variegato

          carboidrati 2,2 g per 100 g

          Ingredienti per 4 persone

          • 300 g Radicchio variegato di Castelfranco IGP
          • 150 g crescenza (io ho usato quella di latte di capra)
          • 100 g scalogno
          • 50 g Recioto
          • 1 spicchio d’aglio
          • croste di Parmigiano Reggiano
          • foglie di Radicchio di Treviso tardivo
          • olio extra vergine di oliva
          • pepe
          • sale

          Preparazione

          1. Tagliate lo scalogno a fettine sottili e fatelo appassire lentamente in un tegame con un filo d’olio extra vergine per circa 10 minuti.
          2. Lavate il radicchio, tagliatelo a striscioline e aggiungetelo allo scalogno. Fatelo cuocere qualche minuto a fuoco vivace continuando a mescolarlo con un cucchiaio di legno. Sfumate il radicchio con il Recioto e completate la cottura senza che il radicchio si asciughi troppo: in totale sarà rimasto sul fuoco per 6-7 minuti.
          3. Trasferite il radicchio in un frullatore o robot, frullatelo in modo da ottenere una crema, aggiungete la crescenza e frullate nuovamente per rendere il composto liscio ed omogeneo. Aggiustate di sale e pepe.
          4. Prendete le croste di parmigiano che vi sono rimaste dopo avere consumato il formaggio e raschiatele con un coltello in modo da pulirle sul lato esterno. Io amo lasciarle leggermente spesse, circa 5 mm, per avere anche la parte interna leggermente più morbida.
          5. Mettere una griglia sul fuoco e scaldarla fino ad una temperatura elevata; adagiare le croste di parmigiano e farle grigliare su entrambi i lati fino a quando acquisiscono un colore tra il dorato scuro e il marrone.
          6. Mettete la crema in una ciotola e servitela con le croste calde e le foglie di radicchio tardive, entrambe da utilizzare come “cucchiaio” per raccogliere la crema al radicchio.
          Radimonio con croste di parmigiano grigliate e radicchio tardivo

          Radimonio con croste di parmigiano grigliate e radicchio tardivo

          La versione con glutine del Radimonio

          La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

          Ricordate l’Amatriciana da manuale? Era la prima tappa del viaggio in provincia di Rieti durante la quale vi avevo anticipato la seconda fermata: la pasta di legumi con lenticchie di Rascino.

          Pasta di legumi con lenticchie di Rascino.

          Ma cosa hanno di speciale le lenticchie di Rascino e dove si trovano?

          Queste piccole lenticchie vengono coltivate unicamente sull’Altopiano di Rascino nella zona montuosa del Cicolano (lo conoscevate? Scoprite il Lago del Salto e il Lago del Turano: due incantevoli angoli d’Italia dove difficilmente arriva il turismo) ad un’altezza di quasi 1200 m e senza l’utilizzo di diserbanti, antiparassitari o fertilizzanti chimici. La semente viene tramandata dagli agricoltori dell’ “Associazione dei produttori Lenticchia di Rascino” che ne salvaguardia le qualità e le tecniche di coltivazione e dal 2014 la Lenticchia di Rascino è un  Presidio  Slow Food.

          Il kit della Camera di Commercio di Rieti

          La ricetta che abbiamo preparato in diretta da ogni angolo d’Italia con i prodotti del kit spedito dalla Camera di Commercio di Rieti è il riassunto del suo territorio: lenticchie, pasta di lenticchie, guanciale amatriciano, olio extravergine d’oliva sabino DOP e peperoncino sabino.

          Oltre alle lenticchie (che non necessitano di ammollo), l’ingrediente nuovo di questa tappa è la pasta di lenticchie, preparata con acqua e farina ricavata dalla macinazione a pietra del piccolo legume. Questa pasta viene lavorata artigianalmente con l’utilizzo di trafile in bronzo, viene poi posta ad essiccare a basse temperature, è naturalmente senza glutine ed ha una consistenza davvero sorprendente! E i formati sono incredibili, tanto che prepariamo la ricetta con il formato chiamato rastrelli che non avevo mai avuto il piacere di assaggiare.

          Il tavolo pronto per cucinare con gli ingredienti ricevuti nel kit

          Il tavolo pronto per cucinare con gli ingredienti ricevuti nel kit

          Unico neo di tanta bontà è che non è adatta al consumo da parte dei celiaci in quanto il mulino a pietra in cui viene macinata la farina non è dedicato ai soli legumi. Quale migliore occasione se non questo articolo per fare appello ai produttori a regalarci questa pasta in versione totalmente gluten free! Infatti per Gaia, ho dovuto sostituire la pasta rietina con una pasta di lenticchie in commercio, molto meno eccelsa…un vero dispiacere!

          Mi sorprende sempre il fatto che pochi ingredienti , semplici e di origine povera, possano dare vita a piatti così raffinati: non solo per me, ma per tutta la mia famiglia, questa zuppa preparata con le lenticchie di Rascino e il guanciale amatriciano è il miglior primo piatto a base di lenticchie che abbiamo mai mangiato!

          Siete pronti a prepararla? Ricordatevi però che, per un risultato indimenticabile, dovrete avere la pazienza di cercare gli ingredienti originali: io l’ho fatto acquistando direttamente dai produttori e in questo modo ho fatto una buona cosa per la nostra pancia, la nostra salute e la nostra economia nazionale.

           

          La ricetta della Pasta di legumi con lenticchie di Rascino

          11,21 g di carboidrati per 100 g

          Ingredienti

          • 1,5 l acqua bollente
          • 200 g lenticchie di Rascino
          • 160 g pasta di lenticchie*
          • 80 g passata di pomodoro
          • 50 g guanciale amatriciano*
          • 50 g carota
          • 40 g cipolla
          • 30 g sedano
          • 20 g olio extra vergine di oliva
          • 1 spicchio d’aglio
          • 1 peperoncino
          • 1 foglia di alloro
          • sale

          **Ingredienti specifici per celiaci

          *Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

          Preparazione

          1. Preparate un trito con cipolla, carota e sedano e mettetelo a rosolare in un tegame (io ho scelto il tegame di coccio) con lo spicchio d’aglio, l’olio extra vergine di oliva e il guanciale tagliato a cubetti. Appena le verdure saranno appassite, aggiungete la passata di pomodoro e il peperoncino, quindi lasciate insaporire il tutto.
          2. Lavate bene le lenticchie in un colino, quindi aggiungetele al soffritto con la foglia d’alloro e acqua bollente fino a coprire le lenticchie. Fate cuocere le lenticchie per 20 minuti, quando risulteranno ancora al dente.
          3. Aggiungete acqua calda alla zuppa prima di buttare la pasta che farete cuocere per il tempo indicato sulla confezione in modo che assorba l’acqua aggiunta.
          La pasta con l'aggiunta di acqua per portare a cottura gli ingredienti

          La pasta con l’aggiunta di acqua per portare a cottura gli ingredienti

          4. Servite la minestra bollente e con un filo di olio extra vergine di oliva per esaltare il sapore di tutti gli ingredienti. Siccome adoro le zuppe, non perdetevi nemmeno la Zuppa di lenticchie e la Vellutata di zucche e lenticchie alla paprika.

          Pasta di legumi con lenticchie di Rascino

          La versione con glutine della Pasta di legumi con lenticchie di Rascino

          La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine (attenzione però che la pasta di legumi deve riportare la scritta “senza glutine” oppure riportare il simbolo della Spiga barrata per essere idonea per il consumo da parte dei celiaci), quindi la ricetta non richiede adattamenti per la versione con glutine.

           

          La lonza di maiale è uno dei tagli di carne più magri e meno costosi che troviamo nelle macellerie del nostro paese visto che non è molto spesso destinata a produrre i salumi e considerando che la produzione di salumi tradizionali richiede carni di alta qualità, ecco allora che la lonza di maiale con mango alle erbe diventa un piatto gourmet accessibile e velocissimo.

          Vi ho svelato perché la lonza di maiale è una scelta interessante: magra, conveniente, buona e, per le nostre esigenze, è (come tutte le carni) senza carboidrati e senza glutine. L’attenzione che dovremo prestare è trattarla in modo che mantenga tutta la sua succosità, ricordate quindi 3 passi importanti:

          1. una buona macerazione per conferire profumi e sapori,
          2. cuocerla per poco tempo,
          3. farla riposare avvolta in alluminio per permettere alla carne di riequilibrare il liquido.

          Il fondo di cottura realizzato con sidro di mele è una piacevolissima sorpresa, ma se non doveste avere questo ingrediente a disposizione, potete optare per un vino Marsala che certamente non vi deluderà.

          In questa ricetta, la lonza di maiale è accompagnata da un altro ingrediente succoso e profumato: il mango alle erbe, fonte di carboidrati e vitamine, oltre al tocco esotico del suo sapore.Quindi gustatevi questa ricetta autunnale, che sarà pronta per essere servita a mezzogiorno o a cena in meno di 30 minuti.

           

          La ricetta della Lonza di maiale con mango alle erbe   

          15 g di carboidrati per 100 g di mango

          carboidrati della lonza di maiale trascurabili  

           

          Ingredienti

          • 700 g lonza di maiale
          • 500 g mango già pulito, polpa da tagliare a pezzi
          • 200 g sidro di mele
          • 1 spicchio d’aglio
          • 1 mazzetto di erba cipollina
          • 1 mazzetto di basilico
          • 1 peperoncino rosso
          • 1 mazzetto di coriandolo
          • ½ lime
          • olio extra vergine di oliva
          • sale e pepe in grani

           

          Preparazione

          1. Mettete la lonza di maiale a macerare con l’aglio a filetti, qualche foglia di basilico, qualche grano di pepe pestato, un filo d’olio e il sidro. Fate marinare per 1 ora girando la carne di tanto in tanto.
          2. Sbucciate il mango e tagliate la polpa a cubetti eliminando il grande nocciolo centrale. Tritate una manciatina di coriandolo, qualche stelo di erba cipollina e il basilico e aggiungete il tutto al mango in una terrina, oltre ad un pizzico di sale, il peperoncino tagliato a rondelle, la scorza grattugiata del lime e il suo succo. Lasciate insaporire.
          3. Scaldate un filo di olio in una padella e rosolate la lonza scolata dalla marinata; salate, coprite con un coperchio e cuocete a fuoco vivace per 15-20 minuti rigirando di tanto in tanto e bagnando con la marinata di sidro. Quando la lonza sarà cotta, mettetela a riposare in un foglio di alluminio per 10 minuti prima di tagliarla. Nel frattempo fate eventualmente addensare il fondo di cottura. Affettate la lonza e servitela accompagnata dal fondo di cottura e dal mango marinato.
          Lonza di maiale con mango alle erbe

          Le fette di lonza di maiale servite con mango alle erbe

          La versione con glutine della Lonza di maiale con mango alle erbe

          La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine quindi non è necessario alcun adattamento per realizzarla con glutine.

          Il cibo che conta: la qualità e la quantità del cibo che mangiamo

          Se tutti sanno che mangiare è fondamentale per vivere, in pochi sanno che per una buona fetta della popolazione mondiale sono fondamentali per vivere anche la qualità e la quantità del cibo che vengono assunti con la dieta. Sono oltre 400 milioni le persone adulte che soffrono di diabete nel mondo, di cui il 90% è affetto da Diabete di tipo 2 e il 10% da Diabete di tipo 1, che ha origine autoimmune, si manifesta in età giovanile e si cura mediante l’iniezione di insulina che permette l’assorbimento dei carboidrati.

          I carboidrati sono, come dice il nome, composti di carbonio e acqua, presenti soprattutto negli alimenti di origine vegetale, e rappresentano la principale fonte di energia per l’organismo. In base alla loro struttura, i carboidrati si distinguono in complessi (costituiti da molteplici molecole) e semplici, più noti come zuccheri (costituiti da una o due molecole).

          Proprio per la loro struttura molecolare, siccome il nostro corpo li deve scindere per immetterli in circolazione nel sangue, più il carboidrato è complesso più tempo l’organismo impiega per assimilarlo e questo è un bene per la nostra salute, perché il livello di zucchero nel sangue, noto come glicemia, aumenta in modo più graduale.

          Per assorbire lo zucchero (che non deriva solamente dall’assunzione dei carboidrati, ma questo è un argomento da trattare separatamente) l’organismo ha bisogno di insulina, che è l’ormone che non viene più prodotto dall’organismo di chi è affetto da Diabete di tipo 1. Il numero di carboidrati contenuti in un alimento diventa quindi fondamentale per stabilire la giusta quantità di insulina da iniettare. Questo è il motivo per cui la conta dei carboidrati è uno dei pilastri portanti dell’attuale approccio alla gestione del diabete, ma non è per niente semplice realizzarla soprattutto nelle ricette.

          Inoltre, per poter applicare la conta dei carboidrati, una persona con diabete deve conoscere il proprio rapporto insulina/carboidrati, ovvero deve sapere quanti grammi di carboidrati sono metabolizzati da un’unità di insulina. Questo dato è individuale e deve essere stabilito insieme al proprio diabetologo.

          Cosa succede agli alimenti quanto cuciniamo

          Per conoscere la composizione degli alimenti è sufficiente consultare, ad esempio, le Tabelle di Composizione degli Alimenti dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, ma cosa succede quando uniamo gli alimenti e li cuciniamo per ottenerne uno nuovo creando un piatto? In alcuni alimenti la cottura cambia significativamente il valore di carboidrati, è il caso, ad esempio, delle carote che contengono 7,6 g di carboidrati se consumate crude, mentre il numero carboidrati sale a 18,3 g una volta cotte. Inoltre, in base a come si comporta il peso degli ingredienti durante la cottura, esistono tre possibilità. Foto di una macedonia in cui gli ingredienti mantengono il proprio peso durante la preparazione

          Il primo caso

          Partiamo dal caso più semplice, ossia quando prepariamo una ricetta i cui ingredienti non subiscono cotture, né variazioni di peso; prendiamo l’esempio di una macedonia di frutta. Supponiamo che sia preparata con questi ingredienti: 150 g pesche, 140 banane, 100 lamponi, oltre a 40 g di succo di limone e 20 g di zucchero semolato. Consultiamo la tabella e ci limitiamo a sommare i valori in quanto il peso degli ingredienti non subisce alcuna variazione, quindi:

          Valore di carboidrati per 100 g Valore per il peso dell’ingredienti
          Pesche senza buccia 6,1 g 6,1 x 150 g = 9,15 g
          Banane 15,4 g 15,4 x 140 = 21,56 g
          Lamponi 6,5 g 6,5 x 100 = 6,5 g
          Succo di limone 1,4 g 1,4 x 0,4 =0,56 g
          Zucchero, saccarosio 104,5 104,5 x 0,2 = 20,9

           

          Totale carboidrati della ricetta = 58,67 g di carboidrati

          Peso totale della ricetta = 450 g

          Quindi dividendo il numero di carboidrati per il peso della ricetta avremo il valore di carboidrati per 1 g di ricetta che moltiplicato per 100 mi darà il valore per 100 g di ricetta:

          Valore di carboidrati per 1 g = 58,67 : 450 =0,13

          Valore di carboidrati per 100 g = 0,13 x 100 = 13

           

          Il secondo caso

          Il secondo caso è quello in cui l’alimento aumenta di peso. L’esempio più tipico e l’errore più frequente sono quelli di pasta e riso. Prendiamo la pasta e consideriamo per praticità 80 g di carboidrati ogni 100 g di pasta cruda. In cottura, quei 100 g di pasta diventeranno 200 g di pasta cotta in quanto la pasta assorbe un quantitativo di acqua pari al proprio peso  durante questo processo. Questo significa che 100 g di pasta cotta conterranno 40 g di carboidrati, mentre resteranno sempre 80 i carboidrati della nostra porzione nel piatto se è costituita dai 100 g di pasta iniziale. Lo stesso vale per tutti gli alimenti che aumentano di peso durante la cottura.

          Foto di un piatto di pasta: la pasta è un ingrediente che aumenta di peso in cottura

          Il terzo caso

          Il terzo ed ultimo caso è quello in cui l’alimento perde peso durante la cottura, come è il caso di tutti i prodotti da forno, ma anche del sugo al pomodoro della nostra pasta! Analizziamo insieme la mia ricetta della Ciambella della nonna preparata con i seguenti ingredienti: 140 g zucchero di canna e zucchero di cocco insieme,     125 g crema di riso, 100 g maizena, 100 g fecola di patate, 100 g olio di semi di vinaccioli, 100 g mandorle tritate per ottenere una farina, 3 uova, 1 bustina di lievito per dolci (16 g),  1 pizzico di sale, buccia di limone grattugiata.

          Foto di pagnotte di pane, esempio di alimento che diminuisce di peso durante la cottura.

          Il peso totale di questi ingredienti a crudo è di 831 g ed il numero totale di carboidrati è di 345,8. Cosa succede dopo che avremo messo in forno la ciambella a 170°C per 35 minuti? Che mettendo la ciambella sulla bilancia, il suo peso totale si è ridotto a 740 g, quindi guardiamo come sono variati i carboidrati durante la cottura.

           

          Valore dei carboidrati della ciambella a crudo Valore dei carboidrati della ciambella cotta
          Carboidrati totali 345,8 : Peso della ciambella a crudo 831g = 0,416 g x 100 = 41,6 g Carboidrati totali 345,8 : Peso della ciambella cotta 740g = 0,467 x 100 = 46,7 g

           

          Un ulteriore elemento di difficoltà è rappresentato dal fatto che nella stessa preparazione potremmo avere tutti i tre comportamenti insieme, ossia alcuni ingredienti che non subiscono variazioni ed altri che aumentano o diminuiscono di peso. Il calcolo scoraggia quindi molte persone che preferiscono optare per l’acquisto di un piatto pronto sulla cui etichetta compare il valore dei carboidrati obbligatorio per legge, ma questa scelta rappresenta una duplice sconfitta: la rinuncia al sapore e alla salubrità del cibo di casa.

          Foto del savarin di risoni, ricetta in cui sono presenti tutti i casi applicabili al calcolo dei carboidrati

          Allora armatevi di bilancia e calcolatrice e cominciate a far contare i vostri piatti!