CHO 57,82 g per 100 g

Avete voglia di qualcosa di dolce, magari un biscotto spezzafame, ma non volete lasciarvi andare ad un peccato di gola?
Annoso problema, lo sappiamo!

Ma noi abbiamo una soluzione golosa, dolce al punto giusto e, soprattutto, senza sensi di colpa.
Vi proponiamo la ricetta dei famosi “Digestive” in versione gluten free.

Ingredienti

100 g avena in fiocchi*
100 g farina per Pane e Paste lievitate BiAglut**
70 g burro
30 g latte
30 g zucchero bianco
20 g zucchero di canna
8 g lievito per dolci (1/2 bustina)
3 g sale

**Prodotti specifici per celiaci

*Come avena in fiocchi, abbiamo utilizzato un muesli a base di avena trovato in uno dei tanti viaggi all’estero.

Preparazione

In un robot tritate l’avena in fiocchi in modo un po’ grossolano, quindi aggiungete tutti gli altri ingredienti e mescolate per ottenere un impasto morbido ed uniforme.

Ricoprite l’impasto con pellicola trasparente e mettetelo a riposare per 30-40 minuti in frigorifero.
Stendete l’impasto con uno spessore di circa mezzo centimetro, tagliate i biscotti con uno stampo circolare e cuoceteli in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 13 minuti.

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Versione con glutine: sostituire la farina BiAglut con farina di frumento

CHO 45,73 g per 100 g

Quanto è piacevole il profumo di pane appena sfornato? Per noi veramente irresistibile, una di quelle coccole che riempiono di buono la casa riscaldandola e rendendola ancora più accogliente…soprattutto quando i primi freddi si fanno sentire.

Poi c’è la soddisfazione di gustare una pagnotta fragrante fatta con le proprie mani.
Ecco, oggi prepareremo degli ottimi filoni rustici che accompagneranno i vostri pasti, le vostre merende e le colazioni.

Si comincia!

Ingredienti

780 g acqua
420 g farina Revolution Mix pane e pizza**
300 farina Mix per pane Rustico Brot-Mix Dunkel Schär**
120 g farina di grano saraceno*
100 g Bene sì Coop Preparato per pane, pizza, pasta e dolci**
50 g olio extra vergine di oliva
20 g Brick 1240 Farina di grano saraceno germinato* (facoltativo)
25 g lievito di birra (1 cubetto)
10 g sale

**Prodotti specifici per celiaci

Preparazione

In una terrina, o in una planetaria, mescolate tutti gli ingredienti fra loro conservando solamente 10 g di olio.
Quando l’impasto sarà omogeneo e piuttosto consistente, suddividetelo in 4 pezzi e formate dei grossi filoni; adagiateli su 2 teglie da forno ricoperte di carta forno e lasciateli lievitare per circa 2 ore.
Spennellate la superficie con l’olio messo da parte; cuocete per 30-40 minuti in forno statico preriscaldato a 200°C.

filoni-di-pane-rustici-senza-glutine-uno-chef-per-gaia

Versione con glutine: sostituire le farine senza glutine con farine integrali miste riducendo l’acqua a 550 g

16,4 CHO per 100 g

Voi lo sapete, ci piace provare sempre ricette nuove mixando gli ingredienti e sperimentando cotture diverse e abbinamenti golosi. Oggi volevamo realizzare con voi un ottimo piatto unico…unico perchè sostanzioso e perfetto come pasto completo ma, a seconda delle necessità, ideale anche come secondo sfizioso.

Ovviamente il tutto dipenderà da come vorrete servirlo!

Quindi, cominciamo a preparare il nostro Tortino di patate in padella!

Ingredienti

1 kg patate
100 g scamorza dolce o affumicata
90 g prosciutto cotto*
80 g spinaci cotti (oppure surgelati e lasciati scongelare)
70 g Parmigiano Reggiano grattugiato
2 uova
q.b. burro, sale, pepe, olio

*Prodotti a rischio contaminazione

Preparazione

Fate bollire le patate e passatele con lo schiacciapatate, quindi conditele con una noce di burro, il parmigiano e le uova.

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Ora, con un filo d’olio ungere leggermente un foglio di carta forno, quindi formate un disco di purea di patate della dimensione della padella antiaderente in cui si desidera cuocere il tortino.

Tortino-di-patate-senza-glutine-ph-chiara-marando

Ricoprite il disco con il prosciutto cotto, la scamorza a fettine sottili ed, infine, gli spinaci leggermente tritati.

Coprite il ripieno con uno strato di purea in modo da chiudere completamente il ripieno del tortino. Anche in questo caso è bene ungere la superficie del tortino prima di adagiarvi sopra la padella antiaderente rovesciata, quindi, aiutandovi con la carta forno, girate la padella in modo che il tortino si adagi perfettamente sul fondo.

Tortino-di-patate-senza-glutine-ph-chiara-marando
Fate cuocere a fuoco medio e, dopo una decina di minuti, girate il tutto sull’altro lato con l’aiuto di due coperchi piatti, larghi come la padella. Quando anche il secondo lato sarà dorato, servite il tortino a fette accompagnato da verdure a piacere.

Tortino-di-patate-senza-glutine-ph-chiara-marando

Piccola chicca: è buono anche freddo.

Versione con glutine: sostituire il pangrattato senza glutine con pangrattato comune.

CHO g 1,8 per 100 g

Siamo nel pieno della stagione dei funghi, alimento dai profumi intensi che riesce a dare quel tocco in più anche ai piatti semplici.
Oggi li abbiniamo alla carne e, precisamente, all’alimento che consideriamo “Per tutti”: ecco come preparare delle squisite Polpette di tacchino ai procini.

Ingredienti

550 g tacchino macinato
40 g Parmigiano Reggiano grattugiato
20 g pangrattato**
1 uovo
5 g funghi Porcini secchi
5 g sale
q.b. olio extra vergine di oliva, acqua

**Prodotti specifici per celiaci

Preparazione

Lasciate a bagno i funghi secchi in acqua tiepida.
Nel frattempo, mettete la carne macinata di tacchino in una terrina, aggiungetevi l’uovo, il parmigiano il pangrattato e mescolate bene. Togliete i funghi ammollati dall’acqua e conservate quest’ultima per la cottura delle polpette.

Tagliate a pezzettini i funghi, aggiungetelii alla carne, aggiustate il sapore con il sale e mescolate nuovamente. Formate delle polpettine e mettetele in una padella antiaderente con un filo di olio extravergine di oliva; fatele dorare su entrambi i lati, quindi aggiungete l’acqua di ammollo dei funghi, mettete il coperchio e portate le polpette a cottura. Dopo circa 20 minuti, se è presente molto liquido, togliete il coperchio e fate rosolare le polpette prima di servirle.

ricetta-polpette-di-tacchino-ai-porcini-ph.-chiara-marando

Versione con glutine: sostituire il pangrattato senza glutine con pangrattato tradizionale

CHO 1,83 g per 100 g

Siete rientrati dal lavoro, avete poco tempo e una cena da preparare?

Una scena comune che trova protagonisti molti di noi praticamente ogni settimana.

Ma chi lo dice che per preparare qualcosa di buono servano ore?

Oggi vi proponiamo una ricetta gustosa, originale e molto semplice e veloce da realizzare: Involtini di pollo con pere e gorgonzola.
Bastano veramente pochi ingredienti…la cena sarà un successo.

Ingredienti

600 g di petto di pollo (tagliato in 16 fettine sottili)
150 g pera
150 g gorgonzola
125 g vino bianco
q.b. olio extra vergine di oliva, brodo, sale e pepe
Preparazione

Tagliate la pera in modo da ottenere 16 spicchietti. Stendete le fettine di pollo e disponete su ognuna un pezzettino di gorgonzola ed uno spicchietto di pera. Arrotolate il tutto e fissate con uno stuzzicadenti.

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involtini-pere-gorgonzola-uno-chef-per-gaia-ph-chiara-marando

Fate rosolare gli involtini in una padella con un filo d’olio per circa 2 minuti. Girateli, salateli se necessario, aggiungete una macinata di pepe e sfumate con il vino.

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Continuate a cuocere in modo da fare evaporare il vino, unite un po’ di brodo per portare a cottura e fate rosolare. Adagiate gli involtini sul piatto da portata e irrorateli con il fondo di cottura.

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Servite a piacere con qualche fettina di pera.

Oggi è  online su Diabete.net l’intervista fatta alla nostra Ilaria.

Volevamo condividerla con voi….

Due nuovi ospiti a tavola: il diabete e la celiachia – Ilaria

Ce l’avete voi una strategia?

Un piano di battaglia, uno stratagemma, un escamotage.

Ce l’avete?

Perché senza, come si fa a stare al mondo? Come si fa a mettere ordine in questo disordine? Come si tutela la quotidianità, senza che finisca a gambe all’aria?

Le cose di cui non abbiamo il controllo, che accadono e basta, che richiedono la nostra accettazione, reclamano tutto il coraggio che abbiamo in dote. E anche di più.

Le cose che accadono e basta. La malattia. La propria o quella di qualcuno che ami.

La malattia di una figlia, ad esempio, come si affronta?

Me lo racconta Ilaria, una mattina di novembre di un freddo sincero e inequivocabile.

A illuminarla, la mattina, ci pensa lei.

Questa donna che mi accoglie con sorrisi, entusiasmo e forza da vendere. Questa donna combattiva, luminosa, concreta, tenace, profonda, piena di cose da dire e dare.

Questa donna messa alla prova, che si ricorda tutte le date di un percorso tribolato e doloroso, che ha visto come protagonista Gaia, sua figlia, e la famiglia tutta, di conseguenza; perché in una famiglia ci si muove all’unisono e quello che capita a te, capita anche a me. Non ci sono alternative. Non c’è un’altra possibilità. O si sta insieme, o si sta insieme.

O si combatte insieme, o si combatte insieme. Punto.

L’8 febbraio 2010 Gaia scopre di avere il diabete.

Il 7 febbraio, il giorno prima, Ilaria mi racconta di aver passato una domenica di una semplicità perfetta, con suo marito Stefano e i suoi 2 figli (il più piccolo si chiama Nicolò).

“Mi sento così felice, che ho paura” dice a suo marito. Ché la felicità quando arriva così piena e pura, lo sappiamo già, non c’è modo di tenerla con noi per sempre.

Ilaria lo sente, lo sente forte.

Lo sente, forse, perché lavora come traduttrice, e forse perché ha imparato a tradurre anche i segni della vita; o forse, più semplicemente, perché è una mamma.

Gaia fa la pipì troppo spesso, fatica a trattenerla, deve correre in bagno.

Mentre accade questo, casualmente, Ilaria incontra due mamme che le raccontano dei rispettivi figli con diabete e celiachia. Forse è un caso…ma lei, l’abbiamo detto, è una che traduce e che al caso non ci crede.

Fanno gli esami a Gaia. “Ma non preoccuparti, amore mio, non sarà niente” si dicono stringendosi.

E invece è qualcosa. È diabete. È ospedale. È ricovero urgente. Sono medici e infermieri sul corpo di sua figlia; sul suo corpo pieno di tubicini e di verità che non sono più quelle di prima.

Mi racconta Ilaria che nel tragitto verso l’ospedale – con le parole del medico di base, che pesano come macigni, dopo aver misurato la glicemia “Andate immediatamente. Avviso che state arrivando” – guarda l’immagine di sua figlia riflessa nello specchietto retrovisore.

No, le verità non sono più quelle di prima.

Ilaria non sa quali siano, Gaia non chiede.

Una cosa è certa, questa è la fine della prima vita di questa famiglia e l’inizio di una seconda.

E l’inizio di una seconda, perché non c’è fine senza inizio e viceversa.

“Cos’ è cambiato?” le chiedo

“Molto, moltissimo. Ma una cosa è certa: non controlliamo la malattia, ma abbiamo controllo sulla nostra qualità della vita e io ho voluto, con tutte le mie forze, che fosse alta.

Ho voluto che fosse una gioia mangiare insieme, anche dopo che ci hanno detto che Gaia era risultata positiva alla celiachia.”

Perché dentro all’atto di dare da mangiare, ci passa l’amore più ancestrale e antico che ci sia.

Ti do da mangiare perché tu cresca, perché tu sia forte, perché tu possa stare bene, essere felice, avere gambe robuste e spalle solide per affrontare il mondo.

Gaia non può più mangiare come prima e allora tutta la famiglia cambia alimentazione con lei.

Stefano e Ilaria non hanno dubbi a riguardo.

O si combatte insieme o si combatte insieme. Punto.

Si toglie tutto dalla cucina. Tutti quei cibi tanto amati e conosciuti.

Via tutto. Si ricomincia.

I primi 3 mesi sono un inferno. Prodotti che non piacciono, gusti che non si riconoscono, il diabete da gestire, l’umore che crolla.

Come la terra sotto i piedi, quando la quotidianità finisce gambe all’aria, perché manca una strategia e manca per davvero.

Ma io davanti a me ho una guerriera. Una mamma con un cuore grande così, che per la gioia dei suoi figli combatte come una leonessa. E la strategia la trova.

È un corso di cucina, poi un incontro per capire come contare i carboidrati, poi è un quaderno dove comincia a scrivere le ricette, chiedendo ai suoi figli di giudicarla e trasformando un limite in un gioco.

La mamma è anche uno chef; i figli sono anche esperti culinari.

Questa è la seconda vita di una famiglia, ed è fatta di piatti eccezionali, prelibati, gustosi, sani e buoni.

Questa è la seconda vita di una famiglia, che grazie a un gioco ha creato un libro, “Uno chef per Gaia”, con ricette con o senza glutine e con o senza zucchero.

Un libro, che nella prefazione di Massimo Bottura, è descritto come “una dichiarazione d’amore” e lo è.

Lo è già dalla copertina che ritrae quattro persone e un cavallo, Pandoras, il cavallo di Gaia, il sogno di Gaia.

Quattro persone che non si sono lasciate sopraffare, che si sono sapute ricreare, modellare, che hanno avuto paura e l’hanno vinta, che hanno scelto di parlare chiaro e di essere sinceri su quello che stava accadendo; che hanno scelto di non edulcorare, ma sono stati in grado di non privarsi di pace e gioia.

Attorno a questa tavola, hanno accolto due nuovi ospiti: il diabete e la celiachia e sapete cosa? hanno comunque vinto loro.

 

Autrice: Patrizia Dall’Argine

CHO 41,31 g per 100 g

La ricetta che vi proponiamo oggi arriva direttamente dalla nostra dott.ssa Francesca Morandin, che ci insegna a fare un Plumcake allo Yogurt e limone delicato e molto, ma molto, goloso.

Tutto il profumo degli agrumi e la leggerezza dello yogurt per un dolce da gustare a colazione,  merenda, ma anche come fine pasto per chi proprio non vuole rinunciare ad un momento godereccio.
Ingredienti

200 g farina Glutino 5**
200 g burro
200 g zucchero
80 g yogurt bianco
90 g albume (circa 2 albumi)
20 g pasta d’arancia (oppure scorzette di arancia candite e tritate finemente)
1 scorza di limone grattugiata
8 g lievito per dolci* (1/2 bustina)
1 bacca di vaniglia
1 pizzico di sale

**Prodotti specifici per celiaci
*Prodotti a rischio contaminazione

Preparazione

In una planetaria con la frusta montate il burro lasciato a temperatura ambiente con lo zucchero. Quando il composto risulterà montato, aggiungete la pasta di arancia (o le scorzette tritate), la scorza di limone grattugiata, l’albume e la farina, quindi amalgamate bene; infine unite lo yogurt, la polpa di vaniglia, un pizzico di sale ed il lievito per dolci mescolando ancora fino ad avere un impasto liscio ed omogeneo.
Versate il composto in uno stampo da plumcake imburrato e infarinato, oppure ricoperto di carta da forno o in silicone. Cuocete in forno statico preriscaldato a 175°C per 25-30 minuti.

plumcake-yogurt-e-limone-uno-chef-per-gaia

Versione con glutine: sostituire la farina Glutino 5 con 280 g di farina di frumento