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Se volete stupire gli amici con semplicità, la Salsa per bruschette al pomodoro può essere un’idea: con 3 ingredienti e gli aromi dell’orto avrete un topping per il pane che sarà irresistibile come le ciliegie!

Con così pochi ingredienti, il segreto per il successo è la loro qualità ed in particolare i pelati faranno davvero differenza ed io vi consiglio di provare i Pelati Ciro Flagella che una volta assaggiati, vi lasceranno il segno. Se poi volete un trattamento da re, preparate 2 salse seguendo lo stesso procedimento, ma utilizzando per una il pomodoro rosso e per l’altra il pomodoro giallo: sarà come avere un cono gelato con i vostri due gusti preferiti.

Per una Salsa per bruschette perfetta, ricordatevi di eliminare completamente i semi dai pelati e di evitare i residui di erbe nella salsa mettendole in un contenitore che permetta la fuoriuscita degli oli essenziali senza il rischio di staccare foglioline o semi.

E se avete il tempo per tritare qualche scalogno in più, fatevi un piccola scorta conservando la salsa in un vasetto in frigorifero per accompagnare antipasti e secondi a vostro piacimento.

ingredienti

La ricetta della Salsa per bruschette al pomodoro

6,6 carboidrati per 100 g

Ingredienti per 4 persone

  • 500 g pomodori pelati Ciro Flagella
  • 150 g scalogno
  • 50 g olio extra vergine di oliva
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 mazzetto aromatico (rosmarino, timo, maggiorana, santoreggia)
  • olio extra vergine, peperoncino, aglio, sale

Preparazione della Salsa per bruschette

  1. Tagliate i pomodori pelati a metà, eliminate i semi, quindi cubettate la polpa. Tritate lo scalogno finemente e stufatelo in 50 g di olio, quindi aggiungete il pomodoro a cubetti, l’aglio e il mazzetto aromatico messo in un sacchettino o in un colino affinché rilasci solamente l’aroma.
  2. Lasciate cuocere a fuoco lento fino a quando il pomodoro si sarà disfatto e il liquido sarà completamente evaporato, quindi almeno 1 ora.
  3. Servite la Salsa di pomodori sulle bruschette oppure come accompagnamento per carne o pesce.

salsa di pomodori gialli

La versione con glutine della Salsa per bruschette 

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti per la versione con glutine.

Avete presente la sensazione di quando si apre un dono che non abbiamo idea di cosa possa essere? Ebbene, proprio questa sarà la sensazione che ci regaleranno i Secondi con sorpresa.

Scrigni, contenitori, strati dai sapori diversi, insomma una scoperta continua di ingredienti inaspettati, quindi la parola d’ordine del corso sarà proprio lasciarsi sorprendere.

Per tutte le ricette vengono fornite le indicazioni per essere preparate con e senza glutine (per ulteriori informazioni sul senza glutine, visita il sito dell’Associazione Italiana Celiachia).

Consulta anche il calendario di tutti i corsi e scegli le tue ricette preferite!

Corso di cucina

I secondi con sorpresa

secondi con sorpresa

 

Luogo: ONLINE

Prezzo: 25 euro

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    (Potrai cancellarli o chiederne una copia facendo esplicita richiesta a illybertinelli@gmail.com) (richiesto)

    In alternativa per iscriverti, inviami una mail con nome, cognome, recapito telefonico (facoltativo), titolo del corso al quale desideri iscriverti e copia del bonifico bancario: riceverai le ricette, l’elenco delle attrezzature che ti serviranno per cucinare insieme e il link per collegarti al corso.

    Dati per il bonifico: IT94E0707265840000000440895

    Per ulteriori informazioni, contattami all’indirizzo: illybertinelli@gmail.com

    Ti aspetto per cucinare insieme!

    Visualizza il Calendario corsi completo.

    In collaborazione con: Dalla A allo Zucchero e I love my house Barazzoni

    Le verdure sono il regalo più bello che la natura ci fa, stagione dopo stagione, con tutta la varietà di colori, sapori e forme. Come cucinarle? Le nostre verdure saranno talmente buone da non potere fare a meno di…leccarsi le dita!

    Lasciamoci guidare dai colori e dalla creatività per preparare tre piatti unici che trasformeranno subito la tavola in una festa per tutti.

    Per tutte le ricette vengono fornite le indicazioni per essere preparate con e senza glutine (per ulteriori informazioni sul senza glutine, visita il sito dell’Associazione Italiana Celiachia).

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    Verdure da leccarsi le dita

     

     

    verdure da leccarsi le dita

     

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      Vi ricordate il libro della mia amica blogger Raffaella Fenoglio del blog Tre civette sul comò intitolato “50 sfumature di caffè“? Ecco la seconda golosissima ricetta: Tomini al caffè con salsa di yogurt e mele dorate. E se amate il caffè, provate anche gli Gnudi al caffè.

      Due chiacchiere con Raffaella

      1. Come mai proprio un libro sul caffè?

      Il caffè è uno spunto che piaceva a tutti e tre: la sottoscritta, Silvia Casini e Francesco Pasqua. È un elemento universale, del quale sono intrisi musica, letteratura e cinema. Abbiamo aggiunto storia, curiosità, caffeomanzia, ricette, caffè storici, coffe painting, galateo, costellazioni stellari, oroscopo, aforismi…e molti molti esperti e alla fine avevamo raccolto talmente tanto di quel materiale da poter fare un’enciclopedia! Il difficile è stato tagliare, limare, decidere cosa fosse meno interessante. L’editore, poi, ha lavorato sulle infografiche e il risultato finale ha superato le nostre aspettative.

      1. C’è una ricetta del libro alla quale sei particolarmente legata?

      Ammettiamolo il difficile è stato proprio la parte food & wine: non volevamo scadere nelle ricette banali – non troverete il tiramisù – e ci immaginavamo un menù completo a base del “vino d’Arabia”. La ricetta che io più amo, tra le 50 proposte, è Formaggi con chutney di frutta al caffè.  A questa ricetta abbiamo abbinato un SAUVIGNON BLANC SESTO 21 di Casata Mergè. Vino laziale, da uve 100% Sauvignon Blanc, strutturato, adatto ad accompagnare formaggi particolari.

      1. Nelle tue ultime pubblicazioni, la cucina è parte integrante di altre forme di arte come la poesia, la letteratura e il cinema. Come è nata l’idea di questo approccio e cos’altro sta bollendo in pentola?

      Nel 2020, con Silvia Casini e Francesco Pasqua, abbiamo buttato giù alcuni progetti letterari nei quali fondere le nostre competenze – quali cinema, poesia, letteratura, musica, food and wine –. Con nostra somma gioia molti di quei progetti, una volta approdati sui tavoli delle Case Editrici di settore, hanno avuto esito positivo! Quindi per i prossimi due anni ne vedrete delle belle! Sono in uscita volumi assai interessanti ed eclettici. Inoltre, noi tre, presi singolarmente, siamo scrittori di narrativa e abbiamo in uscita un libro ciascuno.

      1. Il nostro primo incontro è avvenuto quando è uscito il tuo libro l’Indice GliceAmico, argomento a me particolarmente caro per le attenzioni che ci richiede il diabete, da dove nasce il tuo interesse su questo tema?

      Il diabete ha toccato la mia famiglia. Questo mi ha stimolato a occuparmi di ricette  a basso indice glicemico ma finché non sono usciti i ricettari legati al mio blog – Tre Civette sul Comò – io non immaginavo quanto fosse diffuso, soprattutto in età infantile.  Trovo incisivi i tuoi corsi di cucina online coadiuvati da una nutrizionista clinica. Questa è la via per informare nel modo migliore senza spaventare i pazienti e le loro famiglie.

      Tomini al caffè con salsa di yogurt e mele dorate

      carboidrati 4,45 g per 100 g

      Ingredienti per 4 persone

      • 4 tomini di circa 90 g ciascuno
      • 200 g mela
      • 125 g yogurt greco zero grassi naturale
      • 1 tazza di caffè forte
      • 30 g zenzero
      • 1 limone biologico, scorza e succo

      Preparazione

      1. Prima di tutto mettete i tomini in una terrina a marinare con la tazza di caffè e lo zenzero pelato e tagliato a lamelle. Lasciateli riposare per circa un’ora in frigorifero.
      2. Sbucciate la mela, tagliatela a spicchi e rosolateli in un filo di olio extra vergine di oliva in una padella antiaderente fino a quando saranno leggermente dorati su entrambi i lati.
      3. Togliete i tomini dalla marinatura, puliteli dal caffè tamponandoli con carta assorbente e cuoceteli in una padella antiaderente oppure su una griglia.
      4. Preparate la salsa allo yogurt aromatizzandolo semplicemente con la buccia di limone grattugiata e qualche cucchiaino di succo.
      5. Servite i tomini bollenti accompagnandoli con la salsa di yogurt e qualche spicchio di mela dorata.

      tomini al caffè con salsa di yogur e mele dorate

      La versione con glutine dei Tomini al caffè con salsa di yogurt e mele dorate

      La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di nessun adattamento per la versione con glutine.

       

       

      Siete alla ricerca di ricette estive light? Questo Finto vitello tonnato non vi deluderà. Ma perché finto? Perché sembra vitello tonnato, ma al posto del tonno ho utilizzato una crema di melanzane preparata solamente con verdure e pecorino grattugiato.

      La crema di melanzane è un’idea che potete sfruttare non solo per accompagnare il vitello, ma anche per farcire deliziosi crostini, come crema per lasagne vegetariane o come sugo per una pasta, magari completata da altre verdure a cubetti. In questo modo possiamo evitare di utilizzare la maionese che, pur essendo fresca e gustosa, è molto ricca di grassi e calorie che, soprattutto in estate, ci intirmoriscono parecchio.

      Il tocco finale al piatto lo danno sicuramente i capperi e magari provate i Capperi di Salina, prodotto che è divenuto anche Presidio Slow Food e che dà una sferzata di gusto a tutte le preparazioni.

      Altre ricette estive light? Provate anche i Datterini con pane e acciughe.

       

      La ricetta del Finto vitello tonnato

      carboidrati per 100 g trascurabili

      Ingredienti per 6-8 persone

      • 900 g girello di manzo
      • 2 grosse melanzane (circa 500 g di polpa una volta cotta)
      • 40 g pecorino grattugiato
      • 35 g cipolla
      • 1 spicchio d’aglio
      • olio extra vergine di oliva
      • capperi
      • sale e pepe
      • verdure per la cottura del vitello (1 carota, 1 gamba di sedano, 1 cipolla, 1 spicchio d’aglio, prezzemolo)

      Preparazione

      1. Cuocete il girello di carne in acqua salata con le verdure tagliate a pezzi grandi per circa 1 ora schiumando il brodo di tanto in tanto. Lasciate raffreddare.
      2. Nel frattempo, tagliate le melanzane a metà nel senso della lunghezza, incidete la polpa in modo da formare una sorta di griglia e irrorate con un filo d’olio extra vergine di oliva. Adagiate le melanzane su una teglia ricoperta da carta forno con il lato tagliato verso il basso. Cuocete le melanzane in forno ventilato preriscaldato a 200°C per 40 minuti.
      3. In una padellina antiaderente, mettete un filo d’olio con la cipolla tritata e lo spicchio d’aglio e farli rosolare leggermente; togliete l’aglio e mettete la cipolla cotta in un frullatore.
      4. Con un cucchiaio, staccate dalla buccia la polpa delle melanzane e mettetela nel frullatore con la cipolla, riducetela in purea, poi aggiungete il pecorino grattugiato e aggiustate di sale e pepe.
      5. Affettate il girello e disponete le fette su un piatto da portata o sui singoli piatti, quindi condite la carne con la crema di melanzane e capperi dissalati. Servite con una macinata di pepe, un filo d’olio e, a piacere, verdure fresche.

      Finto vitello tonnato

      La versione con glutine del Finto vitello tonnato

      La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

      Quando gli asparagi sono di stagione, ci possiamo sbizzarrire per cucinarli nei modi più svariati ed ecco un’idea per un piatto unico vegetariano: il Polpettone con asparagi senza formaggio.

      Per chi come me viene da una famiglia di produttori di Parmigiano Reggiano, rinunciare al formaggio non è facile, ma sono spesso alla ricerca di idee per ricette che non lo prevendano tra gli ingredienti proprio per non rischiare di consumarne troppo, visto che adoro consumare il formaggio come pietanza.

      Avendo le patate come ingrendiente principale, questa ricetta con gli asparagi è un piatto che apporta una buona dose di carboidrati associati a tante fibre grazie alla presenza di tante verdure, quindi basta accompagnarlo con un contorno di verdure fresche per avere un pasto completo.

      E ricordate che gli asparagi li potete cuocere nel microonde in pochi minuti per conservare tutto il loro sapore! Leggete in che modo nel procedimento della ricetta.

      La ricetta del Polpettone con asparagi senza formaggio

      carboidrati 13,28 g per 100 g

      Ingredienti per 6 persone

      • 470 g patate sbucciate
      • 350 g asparagi
      • 210 g cipolle
      • 100 g porro
      • 2 albumi
      • 15 g panatura classica Massimo Zero**
      • olio extra vergine di oliva
      • peperone crusco a piacere
      • origano, menta
      • sale e pepe

      **Ingredienti specifici per celiaci

      *Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

      Preparazione del Polpettone con asparagi senza formaggio

      1. Tagliate le patate a pezzetti e mettetela a bollire in acqua leggermente salata fino a quando saranno morbide.
      2. Schiacciate le patate mentre sono ancora calde in una terrina e mettetele da parte.
      3. Affettate cipolle e porri e fateli appassire in una padella antiaderenti con un filo di olio extra vergine di oliva, aggiustate di sale e pepe e portate a cottura.
      4. Fate cuocere gli asparagi. Potete scegliere di cuocere gli asparagi nel forno a microonde mettendoli in un contenitore in modo che siano disposti in un solo strato e facendoli cuocere per 4 minuti a 600W. In alternativa, cuocete gli asparagi in una padella antiaderente con un filo di olio extra vergine e qualche cucchiaio di acqua fino a quando saranno morbidi.
      5. Prendete le patate schiacciate, aggiungetevi le cipolle e i porri, gli asparagi tagliati a pezzi e gli albumi d’uovo; mescolate il tutto, insaporite con origano, menta, pepe e sale.
      6. Ungete leggermente una pirofila, versatevi il composto di patate e verdure, appiattite la superficie e spolveratela con il pangrattato. Completate con un filo d’olio e fate gratinare in forno ventilato preriscaldato a 200°C fino a quando si formerà una crosticina dorata in superficie.
      Il polpettone con asparagi senza formaggio pronto per essere gustato

      Il polpettone con asparagi senza formaggio pronto per essere gustato

      La versione con glutine del Polpettone con asparagi senza formaggio

      Sostituite solamente la panatura senza glutine Massimo Zero con pangrattato convenzionale, mentre tutti gli altri ingredienti rimangono invariati.

      La Rosa di Parma non è un fiore, ma per creare un gioco di parole è un fior fiore d’arrosto! Il suo nome deriva dall’aspetto dell’arrosto che, dovendo essere piuttosto al sangue al suo interno, ricorda una rosa e l’origine dichiarata viene confermata dagli ingredienti utilizzati nella sua preparazione: Prosciutto di Parma e Parmigiano Reggiano.

      La Rosa di Parma è un arrosto che contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine ed è praticamente priva di carboidrati. Proprio per i pochi, ma preziosi ingredienti presenti, la preparazione è semplicissima e quindi un po’ insidiosa: la difficoltà sta nel trovare il punto perfetto di cottura. E quale è il punto perfetto di cottura? Anche se il nome dice che dovrebbe essere la carne rosa al suo interno, devo ammettere che ai miei ragazzi piace più cotta, quindi devo sempre trovare un compromesso che renda felici tutti i mie commensali.

      Una curiosità: a Parma esiste una consolidata tradizione di consumo di carne di cavallo, assolutamente proibita a casa mia per la grande passione di Gaia per l’equitazione. Ebbene, in molte famiglie la Rosa di Parma si prepara sostituendo il filetto di manzo con carne di cavallo del taglio rigorosamente consigliato dal macellaio equino di fiducia.

      Per preparare questo piatto tipico della mia città natale, troverete anche il video sul mio canale Youtube (ve lo ricordate? Lo avevo condiviso per la prima volta durante il lockdown del 2020 durante i nostri appuntamenti quotidiani) in cui potrete imparare come legare l’arrosto con lo spago senza difficoltà: a questo punto non vi resta che provare! E se vi piacciono gli arrosti, guardate la Tacchinella ripiena.

      La ricetta della Rosa di Parma   

      carboidrati per 100 g trascurabili

      Ingredienti

      • 800 g filetto di manzo aperto a libro
      • 100 g Prosciutto di Parma affettato
      • 1 bicchiere di Marsala
      • Parmigiano Reggiano a scaglie
      • 1 spicchio d’aglio
      • erbe aromatiche
      • sale e pepe

      Preparazione

      1. Prendete il filetto aperto, adagiatelo su un taglierino e strofinatelo bene con lo spicchio d’aglio tagliato a metà in modo da aromatizzarlo.
      2. Ricoprite il filetto con le fette di Prosciutto di Parma perfettamente stese in modo da occupare tutta la superficie. Prendete un pezzo di Parmigiano e tagliate delle scaglie sottili che dovranno coprire completamente lo strato di prosciutto lasciando qualche centimetro libero su un lato lungo.
      3. Arrotolate il filetto per il lato lungo, quindi legatelo con lo spago come se fosse un salame (qui potete guardare la video ricetta per vedere come eseguire l’operazione) in modo da tenere fermo il filetto.
      Rosa di Parma pronta per la cottura

      Rosa di Parma pronta per la cottura

      4. Ripassate ancora l’esterno del filetto arrotolato con l’aglio, versate un abbondante filo d’olio extra vergine di oliva in una padella e quando l’olio sarà caldo, aggiungete la Rosa di Parma e fatela rosolare su tutti i lati in modo da sigillare la carne. Quando avrete sigillato la carne, aggiungete dei rametti di erbe aromatiche a piacere e continuate a cuocere la carne per 15 minuti, poi sfumate con vino rosso a piacere o, come ho fatto io, con del Marsala; una volta evaporato l’alcool, portate a cottura. Il grado di cottura dipende dai gusti: ai miei figli piace la carne piuttosto cotta come vedrete nella video ricetta, mentre nella foto vedete il filetto lasciato al sangue.

      5. Trasferite la Rosa di Parma in una foglio di carta stagnola per circa 10 minuti per fare riequilibrare i liquidi presenti nella carne e nel frattempo facciamo restringere leggermente il fondo di cottura che ci servirà come salsa di accompagnamento.

      6. Affettate la Rosa di Parma e conditela con il fondo di cottura ristretto.

      Rosa di Parma a fette

      La Rosa di Parma a fette

      La versione con glutine della Rosa di Parma 

      La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti per la versione con glutine.

      Dolcetti al cioccolato naturalmente senza glutine con violette candite per regalare per San Valentino un fiore tutto da gustare: il fiore di Parma candito per regalare un dolce profumo al palato.

      Violette

      Violette

      Fiori canditi e cioccolato

      Le violette sono il simbolo della primavera quando il loro inconfondibile colore inizia a dipingere la terra ancora fredda di pennellate viola e bianche. Questo fiorellino delicato nelle forme e nel colore irrompe con il suo potentissimo profumo ad annunciare la magia del risveglio della natura che si ripete ogni anno come una rinascita.

      Le violette arrivarono a Parma grazie a Maria Luigia d’Austria, seconda moglie di Napoleone Bonaparte, che del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla fu appunto Duchessa tra il 1814 e il 1847. La passione della Duchessa per questo fiore, fece sì che venissero impiantate nel territorio molte coltivazioni di violette che i frati del Convento dell’Annunciata utilizzarono per ottenerne l’essenza attraverso la distillazione a vapore di fiori e foglie ad uso esclusivo della Duchessa. Il profumo creato usando il prezioso olio essenziale divenne presto famoso in tutta Europa proprio con il nome di Violetta di Parma.

      Ancora oggi per volontà di Maria Luigia, la sua tomba a Vienna è sempre adornata di violette.

      Se l’utilizzo della violetta nella profumeria non è una sorpresa, certamente meno conosciuto è il suo impiego in cucina, soprattutto sotto forma di dolce candito, realizzato con cura minuziosa, arte e fascino da poche mani esperte.

      La canditura

      La produzione delle violette candite è strettamente legata alla natura perché, come ben sappiamo se ci piace raccogliere questi profumati fiori, la loro comparsa lungo i sentieri e nei prati varia in base alle temperature, quindi le poche aziende che si dedicano alla loro lavorazione hanno il binocolo puntato per individuare i puntini color malva spuntare all’orizzonte.

      Per essere canditi, i fiorellini devono essere piuttosto grandi – visto che il processo ne ridurrà le dimensioni – e perfettamente integri. Una volta raccolti in mazzetti con grande attenzione, le violette vengono spruzzate con acqua fresca per lavarle delicatamente, gli steli vengono rimossi uno ad uno, quindi i petali vengono spennellati a mano con sciroppo di glucosio prima di essere ricoperti di zucchero semolato. Così coperte, le violette vengono messe in vasche contenenti glucosio e zucchero, chiamate brillantiere, dove cristallizzano assumendo l’aspetto che caratterizza il prodotto finito.

      Ciò che colpisce quando si mangia una violetta è proprio il profumo: un’esperienza davvero inusuale. Personalmente, ho scoperto solo in età adulta che questi dolcetti in vendita nelle pasticcerie tradizionali di Parma erano fiori veri trattati con tanta passione e non souvenir in zucchero per turisti!

      Le violette candite sul dolcetto

      Le violette candite sul dolcetto

      Nel mese dell’amore, un fiore da mangiare.

      Ho voluto cogliere l’occasione di San Valentino che adoro festeggiare alla maniera anglosassone (ossia celebrando l’amore in tutte le sue forme e non solo tra le coppie di fidanzati o sposi) per condividere con voi questa preparazione tradizionale della mia città perché ho pensato che avreste potuto trovare carino regalare un “mazzolino” di violette da utilizzare per rendere deliziosamente belli e profumati dei dolcetti golosissimi, da consumare con la parsimonia con sui ci si approccia a ciò che è ricco e prezioso… come un dolcetto al cioccolato! Se preferite preparare una torta, usate le violette candite per decorare la Sacher degli innamorati.

      Dove trovare le violette candite

      Nella maggior parte delle pasticcerie di Parma, soprattutto durante i primi mesi dell’anno, faranno capolino graziose confezioni di violette candite, ideali per avere un pezzettino di tradizione in un dolcetto. Per andare a colpo sicuro, potete entrare nel regno degli appassionati di pasticceria (sia fisico che online), il negozio Dalla A allo Zucchero in pieno centro città, dove troverete qualsiasi ingrediente o attrezzatura per realizzare i vostri dolci, quindi anche le bellissime violette.

      La ricetta dei Dolcetti al cioccolato con violette candite

      carboidrati delle basi di frolla 53,38 g per 100 g

      carboidrati della mousse al cioccolato 22,12 g per 100 g

       

      Ingredienti per la frolla per 12 pasticcini

      • 110 g farina di riso integrale*
      • 65 g burro
      • 65 g zucchero di canna o cocco
      • 35 g farina di mandorle*
      • 25 g fecola di patate*
      • 25 g amido di tapioca*
      • 10 g cacao in polvere*
      • 1 uovo
      • buccia di arancia grattugiata o pasta di arancia*
      • 1 pizzico di sale

      Ingredienti per la mousse al cioccolato

      • 200 g panna fresca
      • 100 g cioccolato fondente Emilia*
      • 50 g latte
      • 30 g albume (1 albume)
      • 30 g zucchero
      • ½ cucchiaino di succo di limone
      • cocco rapè*
      • violette candite*

      *Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

      Preparazione di frolla e mousse

      1. Preparate la frolla mettendo tutti gli ingredienti per la frolla nel vaso della planetaria; mescolate per qualche minuto fino a quando il composto sarà amalgamato. Formate un panetto, ricopritelo con pellicola trasparente e mettetelo in frigorifero per il tempo necessario a preparare la mousse di cioccolato
      2. Tritate il cioccolato fondente finemente; portate a bollore il latte e versatelo sul cioccolato fondente girando con una frusta in modo che il cioccolato si sciolga completamente.
      3. Montate l’albume a neve soda e aggiungete lo zucchero amalgamandolo. Aggiungete questa meringa al cioccolato fuso che sarà ancora tiepido.
      4. Montate la panna fino a quando avrà la consistenza di uno yogurt greco (semi montata), quindi aggiungete anche questa al composto di cioccolato e albume. Mettete il composto nel vaso della planetaria e montatelo per circa 2 minuti con la frusta in modo che risulti cremoso, ma morbido. Fate riposare in frigorifero per il tempo necessario a preparare le basi di frolla.

      Composizione dei dolcetti

      1. Riprendete la frolla; con un mattarello stendete la frolla ad uno spessore di circa 5 mm e tagliate dei dischi del diametro corrispondente allo stampo per tartellette (io utilizzo lo stampo antiaderente da 12 tartellette Le Creuset: è comodissimo perché non richiede nemmeno di essere imburrato!), fatele aderire bene alla sagoma del foro, forate il fondo con una forchetta e fate cuocere in forno statico preriscaldato a 180°C per 10-13 minuti.
      2. Se vi rimane della frolla, tagliate qualche biscottino a forma di cuore che potrete usare per decorare i pasticcini.
      3. Togliete le tartellette dal forno e fatele raffreddare completamente.
      4. Prendete una sacca da pasticcere e scegliete la punta che desiderate: io ho scelto la punta liscia da 1,5 cm di diametro. Togliete la mousse dal frigorifero, riempite la sacca da pasticcere e farcite le tartellete a piacere. Spolverate con cocco rapè e completate con una violetta candita e un biscottino a forma di biscotto.

      Dolcetti per san valentino

      La versione con glutine dei Dolcetti al cioccolato con violette candite

      La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine. Se volete utilizzare farina di frumento, sostituite la farina di riso, la fecola di patate e l’amido di tapioca con pari quantità di farina di frumento.

      Ricordate l’Amatriciana da manuale? Era la prima tappa del viaggio in provincia di Rieti durante la quale vi avevo anticipato la seconda fermata: la pasta di legumi con lenticchie di Rascino.

      Pasta di legumi con lenticchie di Rascino.

      Ma cosa hanno di speciale le lenticchie di Rascino e dove si trovano?

      Queste piccole lenticchie vengono coltivate unicamente sull’Altopiano di Rascino nella zona montuosa del Cicolano (lo conoscevate? Scoprite il Lago del Salto e il Lago del Turano: due incantevoli angoli d’Italia dove difficilmente arriva il turismo) ad un’altezza di quasi 1200 m e senza l’utilizzo di diserbanti, antiparassitari o fertilizzanti chimici. La semente viene tramandata dagli agricoltori dell’ “Associazione dei produttori Lenticchia di Rascino” che ne salvaguardia le qualità e le tecniche di coltivazione e dal 2014 la Lenticchia di Rascino è un  Presidio  Slow Food.

      Il kit della Camera di Commercio di Rieti

      La ricetta che abbiamo preparato in diretta da ogni angolo d’Italia con i prodotti del kit spedito dalla Camera di Commercio di Rieti è il riassunto del suo territorio: lenticchie, pasta di lenticchie, guanciale amatriciano, olio extravergine d’oliva sabino DOP e peperoncino sabino.

      Oltre alle lenticchie (che non necessitano di ammollo), l’ingrediente nuovo di questa tappa è la pasta di lenticchie, preparata con acqua e farina ricavata dalla macinazione a pietra del piccolo legume. Questa pasta viene lavorata artigianalmente con l’utilizzo di trafile in bronzo, viene poi posta ad essiccare a basse temperature, è naturalmente senza glutine ed ha una consistenza davvero sorprendente! E i formati sono incredibili, tanto che prepariamo la ricetta con il formato chiamato rastrelli che non avevo mai avuto il piacere di assaggiare.

      Il tavolo pronto per cucinare con gli ingredienti ricevuti nel kit

      Il tavolo pronto per cucinare con gli ingredienti ricevuti nel kit

      Unico neo di tanta bontà è che non è adatta al consumo da parte dei celiaci in quanto il mulino a pietra in cui viene macinata la farina non è dedicato ai soli legumi. Quale migliore occasione se non questo articolo per fare appello ai produttori a regalarci questa pasta in versione totalmente gluten free! Infatti per Gaia, ho dovuto sostituire la pasta rietina con una pasta di lenticchie in commercio, molto meno eccelsa…un vero dispiacere!

      Mi sorprende sempre il fatto che pochi ingredienti , semplici e di origine povera, possano dare vita a piatti così raffinati: non solo per me, ma per tutta la mia famiglia, questa zuppa preparata con le lenticchie di Rascino e il guanciale amatriciano è il miglior primo piatto a base di lenticchie che abbiamo mai mangiato!

      Siete pronti a prepararla? Ricordatevi però che, per un risultato indimenticabile, dovrete avere la pazienza di cercare gli ingredienti originali: io l’ho fatto acquistando direttamente dai produttori e in questo modo ho fatto una buona cosa per la nostra pancia, la nostra salute e la nostra economia nazionale.

       

      La ricetta della Pasta di legumi con lenticchie di Rascino

      11,21 g di carboidrati per 100 g

      Ingredienti

      • 1,5 l acqua bollente
      • 200 g lenticchie di Rascino
      • 160 g pasta di lenticchie*
      • 80 g passata di pomodoro
      • 50 g guanciale amatriciano*
      • 50 g carota
      • 40 g cipolla
      • 30 g sedano
      • 20 g olio extra vergine di oliva
      • 1 spicchio d’aglio
      • 1 peperoncino
      • 1 foglia di alloro
      • sale

      **Ingredienti specifici per celiaci

      *Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

      Preparazione

      1. Preparate un trito con cipolla, carota e sedano e mettetelo a rosolare in un tegame (io ho scelto il tegame di coccio) con lo spicchio d’aglio, l’olio extra vergine di oliva e il guanciale tagliato a cubetti. Appena le verdure saranno appassite, aggiungete la passata di pomodoro e il peperoncino, quindi lasciate insaporire il tutto.
      2. Lavate bene le lenticchie in un colino, quindi aggiungetele al soffritto con la foglia d’alloro e acqua bollente fino a coprire le lenticchie. Fate cuocere le lenticchie per 20 minuti, quando risulteranno ancora al dente.
      3. Aggiungete acqua calda alla zuppa prima di buttare la pasta che farete cuocere per il tempo indicato sulla confezione in modo che assorba l’acqua aggiunta.
      La pasta con l'aggiunta di acqua per portare a cottura gli ingredienti

      La pasta con l’aggiunta di acqua per portare a cottura gli ingredienti

      4. Servite la minestra bollente e con un filo di olio extra vergine di oliva per esaltare il sapore di tutti gli ingredienti. Siccome adoro le zuppe, non perdetevi nemmeno la Zuppa di lenticchie e la Vellutata di zucche e lenticchie alla paprika.

      Pasta di legumi con lenticchie di Rascino

      La versione con glutine della Pasta di legumi con lenticchie di Rascino

      La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine (attenzione però che la pasta di legumi deve riportare la scritta “senza glutine” oppure riportare il simbolo della Spiga barrata per essere idonea per il consumo da parte dei celiaci), quindi la ricetta non richiede adattamenti per la versione con glutine.

       

      Quando non sapete cosa fare ed avete voglia di un primo piatto o piatto unico sfizioso, bello e completo per un pasto bilanciato, le Torrette di riso venere con crema di mandorle e pomodori sono sicuramente una possibile risposta, anche divertente da preparare insieme a me.

      Alla scoperta del Riso Venere

      Ma lo sapevate che il riso Venere è un prodotto tutto italiano? E’ il primo riso integrale italiano nato, coltivato e lavorato esclusivamente nelle storiche terre risicole del Piemonte e nella meravigliosa Valle del Tirso in Sardegna.

      Fu la cooperativa sementiera Sapise (Sardo Piemontese Sementi) che nel 1997 incrociò una varietà di riso bianca locale molto resistente ed una varietà nera asiatica che non si riusciva a coltivare in Italia ottenendo questo riso che venne chiamato Venere come il pianeta del nostro sistema solare, ma anche come la dea dell’amore per i suoi presunti poteri afrodisiaci (al colore nero del riso in Asia vengono attribuite queste proprietà!). Il marchio è registrato e potete trovare tutte le informazioni cliccando su questo link: https://www.risovenere.it/

      Personalmente, trovo il profumo e il sapore del riso venere irresistibili, fatto che mi fa superare qualsiasi reticenza davanti al lungo tempo di cottura, che è d’altronde la caratteristica di tutti i risi integrali. Beh, sappiamo che il riso integrale ha un indice glicemico molto più basso rispetto al riso bianco, quindi anche questa caratteristica lo rende preferibile rispetto ad altre opzioni.

      Con i quantitativi che vi propongo per la crema di mandorle e pomodoro, ne avrete sicuramente un po’ di più di quella che vi serve per accompagnare le torrette, ma credo valga la pena abbondare così la potrete accompagnare a verdure in pinzimonio e crostini come sano e delizioso intingolo.

      Un’ultima nota che non fa mai male: le torrette di riso venere sono anche un vero piacere per gli occhi!

       

      La mia ricetta delle Torrette di riso venere con crema di mandorle e pomodori    

      carboidrati 11,26 g per 100 g

       

      Ingredienti per 4 torrette

      • 160 g riso Venere
      • 300 g mozzarella fiordilatte
      • 300 g pomodori tipo San Marzano
      • 40 g mandorle sbucciate (lasciate a bagno in acqua per qualche ora)
      • 30 g pane**
      • 12 ciliegini
      • 2 cucchiai di succo di limone
      • 1 cucchiaio di colatura di alici o qualche alice sottolio
      • 1 mazzo di basilico
      • foglioline di basilico per completare
      • olio extra vergine di oliva
      • aceto di mele
      • sale e pepe

      **Ingredienti specifici per celiaci

      *Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

      Preparazione

      1. Lessate il riso in acqua salata, scolatelo e conditelo con il succo di limone e la colatura di alici oppure 2 alici disciolte in olio di oliva mettendole sul fuoco per pochi minuti, quindi fatelo raffreddare. Ricavate 6 fette dalla mozzarella e fatele sgocciolare. Prendete dei coppapasta quadrati da 6-7 cm di lato e formate uno strato di riso venere, uno di mozzarella e infinite un secondo strato di riso premendoli bene. Lasciate riposare.
      2. Scolate le mandorle e mettetele in un robot con i pomodori tipo San Marzano spezzettati, un pizzico di sale, una manciata di foglie di basilico e il pane sbriciolato. Frullate fino ad ottenere un composto cremoso.
      3. Tagliate i ciliegini e conditeli con olio, sale e aceto di mele.
      4. Sformate le torrette di riso e mozzarella, guarnite con i ciliegini e una quenelle di crema di pomodori e mandorle sopra la torretta. Completate con qualche fogliolina di basilico, un filo di olio a crudo e una macinata di pepe.

      Foto delle Torrette di riso venere con crema di mandorle e pomodori

      La versione con glutine delle Torrette di riso venere con crema di mandorle e pomodori

      Sostituire il pane senza glutine con pari quantità di pane convenzionale.