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Giro d’Italia in 20 ricette

Seupa alla Valpellinentza senza glutine

Con questa prima intervista e ricetta prende ufficialmente il via il mio Giro d’Italia in 20 ricette, un progetto che per i prossimi mesi mi porterà ad attraversare l’Italia da Nord a Sud, una regione alla volta, raccogliendo storie, ricordi e piatti del cuore di chi, dopo una diagnosi di celiachia, ha dovuto rinunciare – almeno per un po’ – a sapori profondamente legati alla propria storia.

La prima tappa non poteva che essere la Valle d’Aosta, terra di cucina sostanziosa, montana e conviviale. A guidarmi in questo esordio sono state Michela e Mirella, che mi hanno raccontato la loro Seupa alla Valpellinentza, una zuppa simbolo del territorio, ricca, gustosissima e carica di memoria.

Uno degli ingredienti chiave di questa ricetta è il pane rustico, elemento centrale nella versione tradizionale e, proprio per questo, spesso difficile da ritrovare in una versione senza glutine che sia davvero all’altezza. Per rispettare lo spirito originale del piatto, ho scelto di utilizzare la mia ricetta del Pane integrale croccante, che si è rivelato perfetto per struttura, sapore e capacità di assorbire i liquidi, regalando a questa zuppa una consistenza e una profondità di gusto davvero irresistibili.

Il risultato è una Seupa alla Valpellinentza senza glutine che che conserva tutta la sua anima tradizionale e che permette, finalmente, di riassaggiare questo grante classico della cucina valdostana in versione gluten free.

Questo è solo l’inizio del viaggio! Il prossimo appuntamento sarà con il Piemonte: una nuova regione, una nuova storia e una nuova ricetta da riportare in tavola in versione gluten free.

Stay tuned per scoprire quale sarà la prossima ricetta.

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Ricetta della Seupa alla Valpellinentza

9 g carboidrati per 100 g

Ingredienti

  • 200 g pane integrale raffermo**
  • 250 g fontina
  • 200 g verza
  • 1 litro di brodo di carne*
  • 20 g burro
  • olio per spennellare la pirofila
  • cannella (facoltativa)
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Pulite la verza e tagliatela a strisce larghe circa un centimetro. Fatela bollire nel brodo di carne fino a renderla morbida, dopo scolatela e tenete da parte sia il brodo che la verza.
  2. Tagliate la fontina a fette o a pezzi dopo aver rimosso la buccia.
  3. Oliate leggermente la pirofila e stendete un primo strato di pane, ricopritelo con la fontina a pezzetti e la verza cotta, quindi aggiungete un mestolo di brodo prima di ricominciare gli strati: io ho fatto 2 strati di pane.
  4. Ricoprite l’ultimo strato di pane con uno strato di verza ricoperto di fontina, il burro fuso e una spolverata di cannella. Aggiungete due o tre mescoli colmi di brodo aspettando che il pane lo assorba.
  5. Mettete in forno ventilato preriscaldato a 180 gradi per circa 20 minuti. Una volta pronta, lasciate la zuppa nel forno spento per una decina di minuti prima di servirla.

Da nord a sud, un’Italia tutta da riscoprire… piatto dopo piatto, storia dopo storia. È con questo spirito che nasce il mio progetto il Giro d’Italia in 20 ricette. A partire da gennaio 2026 e per i prossimi venti mesi vi accompagnerò in un vero e proprio viaggio culinario, alla scoperta delle tradizioni gastronomiche regionali, reinterpretate in chiave senza glutine, con uno sguardo attento alla condivisione dei carboidrati e alla cucina più inclusiva possibile.

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Il Giro d’Italia in 20 ricette: l’appuntamento mensile con la cucina regionale gluten free

Non si tratta solo di ricette. Ogni mese avrò il piacere di incontrare virtualmente i miei amici sparsi in tutta Italia, attraverso video-chiamate in cui mi racconteranno la loro ricetta del cuore: quel piatto che più è mancato dopo la diagnosi di celiachia, quel sapore che richiama ricordi di famiglia, feste e momenti speciali.

Il mio compito sarà trasformare queste storie in realtà: ricreerò ogni piatto in versione gluten free, rispettandone i sapori, le consistenze e l’anima, senza rinunce. Ogni ricetta sarà accompagnata dall’indicazione dei carboidrati per 100 g, così da aiutare chi è affetto da diabete a calcolare il bolo di insulina per il pasto.

Ma questo progetto è anche una riscoperta della cucina italiana tradizionale. Dal rustico pane delle montagne della Valle d’Aosta, alle paste ripiene piemontesi, ai dolci del Sud, ogni tappa sarà un’occasione per conoscere il territorio, le persone e le loro storie, portando in tavola piatti che raccontano identità, cultura e affetto.

Il Giro d’Italia in 20 ricette non è solo un viaggio gastronomico: è un viaggio tra ricordi, emozioni e condivisione, pensato per farvi sentire parte di ogni regione, di ogni storia, di ogni piatto.

Non perdetevi nemmeno una tappa! Ogni mese, una nuova storia, un nuovo piatto, un nuovo pezzo d’Italia da riscoprire… e da gustare anche in versione senza glutine.

Quando si avvicinano le Feste, cresce la voglia di preparare dolci semplici, ma di grande effetto, magari da servire come piccole coccole golose o da portare in tavola per stupire famiglia e amici. Questi Bounty alla zucca senza glutine sono una ricetta facilissima e veloce, perfetta per chi cerca un dolce natalizio che unisca gusto, leggerezza e colore.

La zucca, con la sua naturale dolcezza e la sua cremosità, rende ogni bocconcino morbido e avvolgente, mentre la ricotta dona equilibrio e leggerezza. Il cocco rapè completa la magia con la sua nota fresca ed esotica. Il risultato? Dei dolcetti da 25 g, quindi piccoli e bilanciati dal punto di vista nutrizionale: perfetti per una merenda o come mini-dessert da fine pasto.

Rivestiti di cioccolato fondente e decorati con mandorle, uvetta o scorzette d’arancia, questi Bounty alla zucca portano in tavola un elegante mix di colori e profumi. Sono ideali per creare un angolo dessert natalizio, per arricchire un buffet delle Feste o come regalo fatto in casa davvero speciale.

Una ricetta inclusiva, naturalmente gluten free, che celebra i sapori dell’autunno e la magia del Natale con semplicità e creatività.ilaria-bertinelli-bounty-alla-zucca

La ricetta dei Bounty alla zucca

24,4 g carboidrati per 100 g senza decorazioni

6,1 g carboidrati per 1 bounty alla zucca 

Ingredienti

  • 200 g ricotta piacentina
  • 80 g cocco rapè*
  • 70 g zucca cotta già pulita
  • 40 g zucchero a velo*
  • 150 g cioccolato fondente

Ingredienti per completare

  • Mandorle, uvetta e scorzette di arancia

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Schiacciate la polpa di zucca cotta con una forchetta o in un robot fino ad ottenere una crema omogenea.
  2. Mescolate la ricotta in una terrina per renderla morbida, aggiungete lo zucchero a velo, la polpa di zucca ed infine il cocco rapè.
  3. Formate dei bastoncini di 25 g ciascuno, adagiateli su un piatto e metteteli in frigorifero per almeno mezzora.
  4. Nel frattempo, fate sciogliere il cioccolato a bagno maria o nel microonde e lasciatelo intiepidire.
  5. Immergete i bastoncini al cocco nel cioccolato in modo da ricoprirli completamente, adagiateli su un foglio di carta forno e decorateli a piacere con uvetta, mandorle o scorzette di arancia.
  6. Conservateli in frigorifero fino al momento del consumo.

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La primavera ci regala ingredienti meravigliosi e versatili come gli asparagi, coltivati in molte regioni d’Italia e protagonisti di questa ricetta semplice e d’effetto. Il Pie di pollo e asparagi è un piatto unico che unisce gusto, equilibrio nutrizionale e praticità, perfetto anche per chi deve seguire una dieta senza glutine con attenzione verso la composizione della ricetta ed in particolare i carboidrati.

Gli asparagi sono un’ottima fonte di fibre, vitamine del gruppo B (soprattutto acido folico), vitamina K e antiossidanti naturali. Inoltre, grazie al loro contenuto di asparagina, contribuiscono al buon funzionamento dei reni e hanno un effetto diuretico naturale. In abbinamento al pollo, ottima fonte di proteine magre, e alla farina di riso integrale, che contribuisce con fibre e carboidrati complessi, si ottiene un pasto completo nei macronutrienti e adatto anche a chi ha esigenze alimentari specifiche.

La croccante copertura di pasta sfoglia dona al piatto una nota rustica e scenografica che lo rende ideale anche per una cena con ospiti quando abbiamo poco tempo a disposizione e non vogliamo rinunciare alla verdura di stagione. Se sei alla ricerca di un altro piatto unico, prova anche il Mussakàs vegetariano!

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La ricetta del Pie di pollo e asparagi al feta

7,8 g di carboidrati per 100 g

Ingredienti per 6 persone

  • 1 confezione di pasta sfoglia senza glutine** (ne userete circa 200 g)
  • 850 g petto di pollo
  • 420 g asparagi
  • 120 g feta greco
  • 70 g porro
  • 30 g farina di riso integrale*
  • 1 uovo per spennellare
  • brodo vegetale o di carne°
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Affettate il porro e mettetelo ad appassire in una padella antiaderente con un filo d’olio, aggiungete il pollo tagliato a cubetti e fatelo rosolare fino a quando sarà completamente bianco.
  2. Dividete gli asparagi in 3 parti: rimuovete la parte dura finale, mentre separate la parte centrale dalle punte. Tagliate la parte centrale a pezzetti e aggiungeteli al pollo, quindi aggiungete qualche mestolo di brodo e insaporite con sale e pepe.
  3. Quando il pollo sarà quasi cotto, aggiungete le punte di asparagi e spolverate il tutto con la farina di riso ed eventualmente un altro mestolo di brodo: quest’ultimo si addenserà formando una salsa simile ad una besciamella.
  4. Versate il pollo con gli asparagi in una pirofila, sbriciolatevi sopra il feta greco e ricoprite la superficie con la pasta sfoglia necessaria. Richiudetela bene in modo da formare una sorta di coperchio, incidete la sfoglia in modo da fare fuoriuscire il vapore e spennellate la superficie con un uovo sbattuto.
  5. Cuocete in forno ventilato preriscaldato a 180°C per 20 minuti, quindi sfornate, lasciate riposare per 10 minuti e servite.

Chi ha detto che gli snack sani non possano essere anche irresistibili? Questi Cracker di riso integrali alla curcuma non solo sono naturalmente senza glutine, senza lattosio e vegani, ma racchiudono anche tutto il potere di una spezia straordinaria.

La curcuma, con il suo colore dorato intenso, è molto più di un semplice ingrediente: è un vero e proprio alleato del benessere. Nota per le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, questa spezia regala un tocco di vivacità a qualsiasi piatto. E in questi cracker, il suo sapore leggermente speziato si sposa alla perfezione con la croccantezza del riso integrale.

Perfetti da sgranocchiare da soli o da abbinare a creme e hummus, questi cracker sono lo snack ideale per chi cerca gusto e leggerezza in un solo morso!

La ricetta dei Cracker di riso integrali alla curcuma

45,8 g carboidrati per 100 g

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Ingredienti

  • 210 g farina di riso integrale*
  • 100 g acqua
  • 100 g mandorle frullate ridotte in farina
  • 40 g olio extra vergine di oliva
  • 5 g lievito chimico per torte salate*
  • curcuma
  • sale

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

1. Mescolate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo.
2. Ricoprite l’impasto con la pellicola trasparente e lasciatelo riposare per 30 minuti.
3. Tirate il composto con il mattarello, tagliate delle strisce delle dimensioni desiderate e cuocete in forno statico preriscaldato a 200°C per 10 minuti o per il tempo necessario a renderli croccanti.

 

Gli Gnocchi di polenta con crema di carciofi e mandorle sono un’idea antispreco dall’interessante valore nutrizionale.

Trasformare la polenta avanzata in un piatto nuovo e sorprendente è un’ottima strategia per ridurre gli sprechi in cucina senza rinunciare al gusto. Questi gnocchi alternativi, dalla consistenza morbida e dal sapore delicato, si abbinano perfettamente alla crema di carciofi, esaltata dalla croccantezza delle mandorle tostate e dalla freschezza della scorza di limone.

Un tocco speciale è dato dal Miso, un ingrediente fermentato ricco di probiotici, capace di donare profondità di sapore e benefici per la digestione. Un piatto semplice, nutriente e inclusivo, perfetto per chi ama la cucina sostenibile e creativa.

Se ami gli gnocchi, prova anche un grande classico con un tocco piccante: Gnocchi di patate al pomodoro e ‘nduja.

La ricetta degli Gnocchi di polenta con crema di carciofi e mandorle tostate

17,73 g carboidrati per 100 g 

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Ingredienti per gli gnocchi

  • 300 g polenta* già cotta
  • 50 g fecola*
  • 50 g farina di riso integrale*
  • 1 uovo
  • 20 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • sale

Ingredienti per la crema di carciofi

  • 200 g carciofi puliti (circa 4)
  • 100 g patata media
  • 30 g scalogno
  • 20 g mandorle per completare
  • 1 cucchiaino scarso di Miso* (facoltativo)
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • scorza e succo di ½ limone
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Frullate la polenta fredda e mescolatela con uovo, farina, parmigiano grattugiato, sale e pepe fino ad ottenere un composto omogeneo.
  2. Infarinate il piando di lavoro e formate gli gnocchi.
  3. Pulite i carciofi rimuovendo le foglie esterne più dure, tagliate le punte e affettate i cuori di carciofi in spicchi sottili. Immergeteli in acqua con succo di limone per evitare che anneriscano.
  4. In una padella antiaderente, versate un filo d’olio e fate appassire lo scalogno tritato e uno spicchio d’aglio. Aggiungete poi i carciofi scolati e la patata tagliata a cubetti, lasciateli insaporire per qualche minuto, quindi aggiungete blodo vegetale e lasciate cuocere per circa 15 minuti, finché i carciofi e la patata saranno morbidi.
  5. Trasferite il tutto in un frullatore e frullate fino ad ottenere una crema liscia. Aggiustate di sale, pepe e un cucchiaino scarso di Miso per aggiungere una nota di umami.
  6. Fate cuocere gli gnocchi in acqua bollente leggermente salata, scolateli e buttateli in una padella con la crema di carciofi aggiungendo eventualmente un mestolo di acqua di cottura, quindi impiattate e completate con le mandorle tostate e leggermente tritate e la scorza di limone grattugiata.

Versione con glutine degli Gnocchi di polenta con crema di carciofi e mandorle tostate

Potete sostituire i 50 g di fecola e i 50 g di farina di riso integrale con 100 g di farina di frumento, tutti gli altri ingredienti rimangono invariati.

Credo sia capitato a tutti di avere acquistato un prodotto per usarlo in una ricetta e poi avere la parte avanzata in un angolo della cucina senza sapere cosa farne: ecco come sono nati gli Involtini vegetariani estivi.

Avevo acquistato una confezione di fogli di riso con la scritta “senza glutine” in bella evidenza per cucinare degli involtini primavera in un momento di nostalgia di viaggi in oriente, ma dopo averli utilizzati per questa ricetta, i fogli rimasti mi hanno guardato a lungo dalla dispensa senza che trovassi un modo creativo e facile per utilizzarli.

Poi, ossessionata dal caldo e dal desiderio di spuntini sfiziosi, mi è venuta l’idea di provare ad usare i fogli di riso semplicemente bagnati, quindi senza il bisogno di accendere fornelli o forno: talmente buoni che ne ho deciso di acquistarne un’altra confezione! Non solo: saranno pronti in pochissimi minuti!

Se sei appassionato di gusti orientali, prova anche il Riso basmati al curry, tonno e peperoni.

Involtini-di-verdure-con salsa-di-soia-agrodolce

La ricetta degli Involtini vegetariani estivi 

 4,5 g carboidrati per involtino senza salsa

Ingredienti per 1 involtino

  • 1 foglio di riso*
  • 1 ciuffo di rucola
  • 1 ciuffo di carote grattugiate
  • 1 cucchiaio di crescenza
  • 1 cucchiaino scarso di patè di olive*

Ingredienti per la salsa per circa 6 involtini

  • 4 cucchiai di olio di riso
  • 2 cucchiai di aceto di mele
  • 1 cucchiaio di sciroppo d’acero*
  • 2 cucchiaini di salsa di soia*

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Bagnate il foglio di riso immergendelo brevemente in una fondina piena di acqua fredda.
  2. Stendetelo su un taglierino e farcitelo velocemente affinche non si appiccichi al taglierino stesso: formate uno strato di rucola, adagiate lo stracchino in una sorta di striscia nel centro, spargete anche il patè di olive ed infine aggiungete un ciuffo di carote grattugiate. Avvolgete il tutto formando un rotolo piuttosto stretto.
  3. Preparate la salsa per intingere gli involtini: mettete tutti gli ingredienti in una ciotolina ed emulsionateli bene usando una forchetta.
  4. Servite gli involtini con una ciotolina contenente la salsa in cui intingerli.

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La versione con glutine degli Involtini vegetariani estivi

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente privi di glutine.

Avete mai pensato di fare i turisti nella vostra città? Io ho avuto il piacere di sentirmi una turista nella mia città accompagnando la coppia di amici Ellen del blog Patotra e suo marito Fred che ci aveva accolto sul Lago di Costanza una settimana prima e voglio quindi condividere con voi un po’ di idee su cosa fare a Parma, magari per un weekend lungo o approfittando di qualche ponte.

Il Duomo e il Battistero di Parma al tramonto (Foto: Francesca Bocchia)

Il Duomo e il Battistero di Parma al tramonto (Foto: Francesca Bocchia)

Cosa fare a Parma: la nascita del Parmigiano Reggiano

Vale la pena svegliarsi presto al mattino per arrivare in uno dei caseifici dove, ogni singolo giorno, il latte della zona di produzione viene trasformato in Parmigiano Reggiano. Io, lungi dall’essere oggettiva, ho portato gli amici a vivere questa magia nel caseificio della mia famiglia, il Caseificio Bertinelli, che lavora solamente il latte proveniente dalla nostra azienda agricola ubicata sulle colline di Medesano (a circa 23 km a sud di Parma) creando ogni giorno 20 forme del nostro prezioso formaggio.

L’alzataccia mattutina è indispensabile se si vuole assistere alla nascita del parmigiano perché questo viene prodotto una sola volta al giorno, mescolando il latte della mungitura della sera precedente, che viene scremato prima della lavorazione, con il latte della mungitura del mattino, in arrivo direttamente dall’azienda agricola subito dopo la mungitura.

caldaia per produrre parmigiano reggiano

Interno di una caldaia per produrre Parmigiano Reggiano

Una volta aggiunto il siero innesto (che potremmo definire il lievito madre del casaro) e il caglio, l’enzima ottenuto dallo stomaco dei vitelli che provoca la coagulazione del latte, il liquido bianco e profumato si trasforma in cagliata, una morbida massa semi-solida simile ad un enorme yogurt greco che riempie le dorate caldaie di rame che ne accolgono 1200 litri.

L'aggiunta del siero innesto

L’aggiunta del siero innesto

Veloce rottura della cagliata con un insolito coltello sferico chiamato “Spino” e cottura di pochi minuti sotto l’attenta supervisione del casaro che, come uno chef, tocca, osserva e annusa la sua preparazione che dopo un riposo di circa 1 ora avrà finalmente assunto l’aspetto di una massa soda e compatta di 90 kg che verrà tagliata in due per dare vita a due forme del rinomato formaggio.

rottura della cagliata

Rottura della cagliata

Formatura, salatura ed infine lunga e paziente stagionatura negli spettacolari locali di maturazione che resteranno impressi nella vostra memoria per sempre con la loro silenziosa e potente bellezza: una volta vissuta l’esperienza della produzione del Parmigiano Reggiano, mangiarlo non avrà mai più lo stesso sapore!

Formatura

salatura

Salatura

Ellen ed io nel magazzino di stagionatura

E l’esperienza in caseificio si conclude con la degustazione verticale di tre stagionature, 15, 24 e 36 mesi, oltre che di un’irresistibile crema di parmigiano preparata secondo la ricetta di famiglia: se è vero che “la bocca non è stracca se non sa di vacca”, vi confesso che non riesco mai a stancarmi abbastanza e devo ricorrere a tutta la mia forza di volontà per impormi un assaggio e non un pasto completo a metà mattina!

Verticale di parmigiano reggiano

Verticale di Parmigiano Reggiano

Vale la pena ricordare che la nostra degustazione è rigorosamente gluten e lactose free!

Fratelli di…siero: il Prosciutto di Parma

Vi siete mai chiesti dove va a finire il siero, ossia la parte liquida, che rimane dopo avere prodotto il Parmigiano Reggiano? Ebbene, questo è uno dei miei aspetti preferiti del processo perché è di grande modernità: diventa alimento per i maiali destinati alla produzione di Prosciutto di Parma! Non è quindi un caso che questi due prodotti nascano nello stesso territorio.

Ci spostiamo quindi in auto verso la cittadina di Langhirano, il luogo in cui hanno sede i 200 prosciuttifici che esportano Prosciutto di Parma in tutto il mondo. E i prosciuttifici potrebbero sembrarvi grosse abitazioni squadrate con finestre strette e lunghe, ma sono tutte orientate nello stesso modo, ossia sono perpendicolari al letto del fiume Parma che scava la vallata facendo incanalare il vento marino proveniente dalla costa che, aprendo le finestre degli edifici, accarezza i prosciutti negli stabilimenti favorendone l’asciugatura.

Il processo produttivo del Prosciutto di Parma è sorprendente nella sua sfidante semplicità: dopo avere salato le grosse cosce di maiale con sale marino per due volte ed avere rimosso il sale non assorbito, i prosciutti vengono appesi e dovranno seguire un lento processo di asciugatura (e pure una bella doccia calda!) in locali con temperature ed umidità differenti fino ad arrivare nelle cantine di stagionatura dove sarà il tempo a compiere la magia.

piatto di prosciutto di parma

Piatto di Prosciutto di Parma

Salame di Felino

Salame di Felino

Spalla cotta

Spalla cotta

Anche qui la degustazione delle sottili fette rosa e bianche è degna delle tavole più blasonate: una poesia di profumi, dolcezza e consistenze da accompagnare con un calice di bollicine, la Malvasia, prodotta proprio alle nostre spalle, sulle colline che abbracciano il Castello di Torrechiara, il nido d’amore costruito da Pier Maria Rossi per la sua amata Bianca Pellegrini nel 1448.

Castello di Torrechiara circondato dai vigneti di Malvasia

Castello di Torrechiara circondato dai vigneti di Malvasia

Vigneti di Malvasia a Torrechiara

Vigneti di Malvasia a Torrechiara

Dalla cultura gastronomica a quella monumentale

Percorrendo la strada che si snoda tra i vigneti di Malvasia, torniamo verso la città per una visita guidata alla scoperta del sacro e del profano.

Partiamo dalla piazza simbolo della Chiesa con il Duomo, il Battistero nella loro perfetta armonia romanica, e il Palazzo del Vescovado, silenzioso spettatore di imponenti altezze.

Interno del Duomo di Parma

Interno del Duomo di Parma

Deposizione di Benedetto Antalami

Deposizione di Benedetto Antalami

Il rosa del marmo del Battistero è un preludio all’armonia dei colori che troveremo sia nei suoi affreschi medievali, che nell’esplosione di potenza dei corpi della cupola del Duomo realizzata dal Correggio che avevano scatenato la critica dei suoi contemporanei che la definirono “scandalosa” per aver attribuito al divino un’impressionate e realistica umanità.

cupola del duomo di parma realizzata dal Correggio

Cupola del Duomo di Parma realizzata dal Correggio

A pochi passi da Piazza Duomo, la tappa obbligata è il Teatro Regio le cui pareti risuonano di note musicali, di aneddoti, di grandi successi e devastanti fischi e soprattutto di opere verdiane che popolano l’intero tessuto cittadino nelle settimane del Festival Verdi che aprono il mese di ottobre, ma che inaugurano anche la stagione concertistica di cui ci regaliamo un assaggio meraviglioso!

Teatro Regio di Parma

Teatro Regio di Parma (Foto: Lorenzo Moreni)

Auditorium Paganini

Auditorium Paganini

Consultate anche voi il programma dei concerti che si tengono presso lo spettacolare Auditorium Paganini, l’ex fabbrica dello zucchero, magistralmente portata a nuova vita dall’Architetto Renzo Piano.

Concerto di inaugurazione della Stagione concertistica con l'Orchestra Arturo Toscanini

Concerto di inaugurazione della Stagione concertistica con l’Orchestra Arturo Toscanini

Il secondo teatro cittadino, sicuramente non in ordine di importanza, è il Teatro Farnese, opera lignea costruita in tempi brevissimi per volontà di Ranuccio I Farnese ed inaugurata nel 1628 con una spettacolare battaglia navale per la quale fu necessario inondare il teatro d’acqua per impressionare i membri della famiglia Medici di Firenze con in quali si stavano rinsaldando i rapporti grazie ad uno strategico matrimonio.

teatro farnese di parma

Teatro Farnese di Parma (Foto: Simone Buratti)

Una volta entrati nella magia del Teatro Farnese, non ci si può sottrarre alle numerose sorprese dell’edificio che lo contiene, il Palazzo della Pilotta. Infatti, proseguendo dietro il grandioso palco si arriva all’interno della Galleria Nazionale con capolavori pittorici straordinari di Leonardo da Vinci, Parmigianino e Correggio, per citare alcuni autori, custoditi all’interno dei suoi splendidi saloni completamente rinnovati per un’esperienza davvero emozionante.

Palazzo della Pilotta

Il Palazzo della Pilotta illuminato (Foto: Francesca Bocchia)

Ma il grande capolavoro del Correggio è a pochi passi di distanza all’interno dell’antico monastero delle suore benedettine, la Camera di San Paolo: una delle stanze dell’appartamento della badessa Giovanna da Piacenza che rappresenta uno dei massimi capolavori del Rinascimento italiano.

Parma, città del profumo

Il sabato mattina è giorno di acquisti! Sì, perché oltre che lasciarsi tentare dagli eleganti negozi del cuore della città, il sabato è anche il giorno dei mercati contadini in vari punti del centro, come quello dell’Oltretorrente, dove andiamo ad acquistare gli ingredienti per il corso di cucina che ho organizzato per il pomeriggio a casa nostra.

Negozio Giallo Parma

Il negozio Giallo Parma in Via Farini, tappa obbligata per gli amanti di frutta e verdura

Oltre a lasciarsi trasportare dalla casualità, due tappe sono d’obbligo e di facile inserimento in qualsiasi parte del vostro itinerario: una storico-ludica ed una gastronomico-epicurea.

La storia di Parma infatti non può prescindere da Maria Luigia d’Austria, Duchessa di Parma e seconda moglie di Napoleone, che ha lasciato tantissime opere, ma ha soprattutto portato tradizioni ed innovazioni che qui hanno messo dimora in modo permanente. Una di queste tradizioni è quella dei profumi, grande passione della Duchessa che fece importare le violette da Grasse per creare un profumo a lei dedicato: la violetta di Parma.

Alcuni prodotti della ditta Borsari

Alcuni prodotti della ditta Borsari

Interno del negozio Borsari nel centro di Parma

Interno del negozio Borsari nel centro di Parma

Nel 1870, fu Ludovico Borsari che ne ottenne la ricetta e iniziò a produrre il profumo per il grande pubblico e oggi tanti pezzetti di questa storia di profumi, nonché boccette di tutti i colori e dimensioni di questa fragranza di altri tempi, si trovano nel piccolo e colorato negozio di Strada della Repubblica che porta proprio il nome Violetta di Parma Borsari.

Antiche boccette di profumo

Antiche boccette di profumo

Da qui, solo due passi ci separano dal paradiso dello street food parmigiano, Pepèn, minuscolo locale dove nascono la famosissima Carciofa (un tortino soffice di formaggi e carciofi) e il panino Spaccaballe (nato in risposta a clienti particolarmente esigenti) ancora proibiti a chi deve eliminare il glutine dalla dieta.

Il nostro aperitivo da Pepèn a Parma

Il nostro aperitivo da Pepèn a Parma

Il minuscolo locale di Pepén a Parma

Il minuscolo locale di Pepén a Parma

Stefano Ferrari, patron di Pepèn a Parma

Stefano Ferrari, patron di Pepèn a Parma

Il corso di cucina a casa

Siccome il desiderio di Ellen era imparare a cucinare le Lasagne alla bolognese, non potevo non esaudirla, così, al pomeriggio, tra qualche sorso di buon vino, preparativi e tante chiacchiere, abbiamo preparato alcuni dei grandi classici emiliani partendo dalla pasta all’uovo per le sfoglie di lasagna, al ragù con il soffritto e tre tipi di carne, nonché la besciamella per assemblare un piatto davvero delle feste.

Lasagne

A completamento una croccante sbrisolona con zabaione tiepido che nel nostro Home Restaurant è anch’essa rigorosamente senza glutine. Potete scrivermi su illybertinelli@gmail.com se desiderate informazioni sui corsi privati.

Vi aspettiamo a Parma

Se deciderete di venire a Parma da soli o in gruppi, potrete tranquillamente organizzarvi in autonomia, ma se non volete avere alcun pensiero su cosa scegliere, come prenotare e come gestire la vostra logistica, contattate il tour operator locale Parma Incoming che si prenderà cura di ogni dettaglio!

i miei corsi di cucina

I miei corsi di cucina (Foto: Roberta Bellani)

emilia-logo 

Arrivano altre idee per pranzi fuori casa! Nella “schiscetta” o “lunch box” di oggi, la fanno da padrone le proteine, le vitamine e le fibre. Di cosa sto parlando? Di un delizioso Roastbeef con crema di melanzane, da accompagnare con una fetta di pane per un pasto completo, bilanciato e gustoso da portare con sè in ogni occasione.

Nelle mie idee per pranzi fuori casa trovi già il calcolo dei carboidrati dell’intera porzione contenuta nella schiscetta: sarà comodissimo per i nostri ragazzi calcolare quanta insulina fare e il momento del pasto sarà solo da gustarsi insieme agli amici.

Se ti serve il contenitore da portare con te, ecco dove puoi trovare la SCHISCETTA che utilizziamo noi.

Guarda anche la ricetta per preparare l’Insalata di riso venere con pomodori e pistacchi.

La ricetta del Roastbeef con crema di melanzane

carboidrati 15,9 g per l’intera porzione

Ingredienti per 1 schiscetta

  • 300 g melanzana
  • 140 g roastbeef
  • 15 g uvetta o albicocche secche
  • 10 g capperi dissalati
  • 10 g pinoli
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 3 foglie di menta
  • erbe aromatiche a piacere
  • olio extra vergine di oliva
  • sale

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Tagliate a cubetti di qualche centimetro la melanzana, spolveratela con il sale e mettetela in uno scolapasta in modo da fare fuoriuscire l’acqua.
  2. Asciugate la melanzana con un pezzo di carta assorbente e fatela saltare in una padella antiaderente con un filo d’olio fino a quando sarà cotta.
  3. Frullate 2/3 della melanzana con un cucchiaio di succo di limone, un cucchiaio d’olio e 3 foglie di menta; aggiustate di sale e pepe, insaporite con un trito di erbe aromatiche a piacere.
  4. Condite le melanzane rimaste con un cucchiaino d’aceto, pinoli, uvetta e i capperi.
  5. Preparate la schiscetta con le fette di roastbeef ricoperte di crema di melanzane e completate con l’insalata di melanzane.

roastbeef con crema di melanzane

La versione con glutine del Roastbeef con crema di melanzane 

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti per la versione con glutine.

 

 

Servono altre idee per pranzi fuori casa, la schiscetta o lunch box da portare in ufficio o all’università? Ecco una ricettina per un pasto gustoso e sano da portare con noi.

Per i nostri ragazzi che hanno bisogno di mangiare senza glutine e di calcolare i carboidrati del pasto, la schiscetta è la risposta perfetta per viaggiare, ma spesso la domanda è: cosa posso preparare di veloce e facile da trasportare? Una delle tante risposte è questa Insalata di riso venere con pomodorini e pistacchi.

Ecco dove ho trovato la nostra SCHISCETTA.

Seguimi per non rimanere a corto di idee per pranzi fuori casa! E non perderti il Roastbeef con crema di melanzane.

La ricetta dell’Insalata di riso venere con pomodorini e pistacchi

carboidrati 60,2 g per l’intera porzione

Ingredienti per 1 schiscetta

  • 120 g pomodorini
  • 70 g riso venere (peso cotto 140 g)
  • 15 g pecorino
  • 15 g pistacchi sgusciati non salati
  • olio extra vergine di oliva
  • menta e basilico
  • origano
  • sale

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Cuocete il riso venere in abbondante acqua leggermente salata e, se non avete tempo, scegliete il riso venere pre-cotto che sarà pronto in pochi minuti!
  2. Tagliate i pomodorini a metà adagiando il lato tagliato su una teglia ricoperta di carta forno; spolverateli con sale, origano e olio extra vergine di oliva. Metteteli in forno preriscaldato a 180°C per circa 15 minuti o comunque fino a quando la buccia inizia ad appassire.
  3. Grattugiate grossolanamente il pecorino e tritate leggermente i pistacchi.
  4. Condite il riso venere con i pomodorini cotti al forno con il loro sughetto, il pecorino, i pistacchi e un trito di menta e basilico aggiustando di sale, se necessario.

Riso venere con pomodorini e pistacchi

La versione con glutine dell’Insalata di riso venere con pomodorini e pistacchi

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti per la versione con glutine.