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Ci sono sapori che riescono a evocare l’estate al primo assaggio. Il profumo della menta appena tritata, la freschezza del lime e la delicatezza dei gamberi hanno proprio questo potere, il potere della Bruschetta al pesto di zucchine e gamberi.

Per questa nuova proposta della rubrica Non la solita bruschetta ho scelto di unire ingredienti leggeri e colorati, creando un equilibrio tra la dolcezza delle zucchine, la sapidità dei gamberi e le note agrumate della marinatura. La crema di zucchine, morbida e vellutata, sostituisce le classiche salse e diventa una base delicata che lascia spazio ai profumi del mare.

A completare il tutto, i semi di sesamo nero aggiungono una piacevole nota croccante e un tocco di eleganza che rende questa bruschetta perfetta sia per un aperitivo estivo sia per una cena leggera da condividere.

Perché a volte basta il profumo di un lime per sentirsi già in vacanza.

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Ricetta della Bruschetta al pesto di zucchine e gamberi

31,6 g di carboidrati per 1 bruschetta

Ingredienti per 2 bruschette

  • 2 fette di pane** da 50 g ciascuna
  • 300 g zucchine
  • 125 g gamberi sgusciati e devenati
  • 1 lime
  • olio extravergine di oliva
  • menta
  • semi di sesamo neri
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Tagliate le zucchine a fette, conditele con sale, pepe e olio extravergine di oliva e mettetele a cuocere in forno ventilato preriscaldato a 200°C per 15 minuti.
  2. Trasferite le zucchine in un frullatore e frullate in modo da ottenere una crema; aggiustate di sale e pepe aggiungendo olio extravergine se necessario per ottenere un composto cremoso.
  3. Fate saltare i gamberi sgusciati e devenati per 2 minuti in una padelle antiaderente con un filo d’olio, poi fateli marinare con un trito di menta, sale, pepe, olio extravergine di oliva e il succo di un lime.
  4. Tostate il pane in un tostapane, quindi componete le bruschette: formate uno strato di crema di zucchine, adagiatevi sopra i gamberi marinati e completate con semi di sesamo neri e qualche goccia di olio extravergine di oliva.

Box nutrizionale

Le zucchine sono ortaggi particolarmente ricchi di acqua e naturalmente poveri di calorie, ideali per le preparazioni estive. I gamberi apportano proteine ad alto valore biologico con un contenuto di grassi molto contenuto, mentre il lime e la menta regalano freschezza e contribuiscono a rendere il piatto aromatico senza bisogno di eccedere con i condimenti.

Se c’è un frutto che sa immediatamente di estate, è il mango. Dolce, profumato e naturalmente ricco di colore, ha la capacità di portare una nota esotica anche nelle preparazioni più semplici, ecco come nasce la mia Bruschetta mango speziato e prosciutto di Parma.

Per questa nuova ricetta della rubrica Non la solita bruschetta ho scelto di abbinarlo a ingredienti della tradizione della mia regione d’origine, l’Emilia Romagna, come il Prosciutto di Parma e lo squacquerone. Il contrasto tra la freschezza del frutto, la cremosità del formaggio e la sapidità del prosciutto crea un equilibrio particolarmente piacevole, reso ancora più interessante dalle note aromatiche della menta e del pepe rosa.

Una bruschetta estiva, veloce da preparare e perfetta quando si desidera portare in tavola qualcosa di originale senza rinunciare alla semplicità.

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Ricetta della Bruschetta mango speziato e prosciutto di Parma

33 g carboidrati per 1 bruschetta

Ingredienti per 2 bruschette

  • 2 fette di pane** da 50 g ciascuna
  • 80 g polpa di mango
  • 80 g squacquerone
  • 60 g Prosciutto di Parma
  • menta
  • pepe rosa

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Tagliate la polpa di mango a cubetti di circa 2×2 cm e insaporitelo con un trito di menta e pepe rosa, quindi lasciatelo riposare per almeno 15 minuti.
  2. Tostate il pane in un tostapane, quindi componete le bruschette: formate uno strato di squacquerone, metteteci sopra il mango e completate con fette di Prosciutto di Parma tagliate a pezzetti per facilitare il consumo della bruschetta.

La Panna cotta allo zafferano e kefir è un dessert che unisce il piacere della tradizione a ingredienti scelti per le loro proprietà funzionali. La cremosità tipica della panna cotta incontra infatti il profumo intenso dello zafferano e la freschezza leggermente acidula del kefir, creando un equilibrio di sapori elegante e sorprendente.

Protagonista della ricetta è lo zafferano italiano, una delle spezie più pregiate al mondo, coltivata in diverse regioni del nostro Paese e apprezzata per l’elevata qualità degli stimmi, raccolti ancora oggi prevalentemente a mano. Oltre a regalare il suo caratteristico colore dorato e un aroma inconfondibile, lo zafferano contiene composti bioattivi naturalmente presenti nella spezia, che lo rendono un ingrediente particolarmente interessante anche dal punto di vista nutrizionale.

A rendere questa panna cotta ancora più speciale è la presenza del kefir, un alimento fermentato che apporta microrganismi benefici utili al benessere del microbiota intestinale. Ho inoltre aggiunto l’inulina, una fibra prebiotica che nutre selettivamente i batteri favorevoli presenti nell’intestino e contribuisce a rallentare l’assorbimento degli zuccheri, favorendo una risposta glicemica più graduale.

Per chi non volesse utilizzare lo zucchero, è possibile dolcificare la panna cotta anche utilizzando un dolcificante nella quantità suggerita per la sostituzione in base al dolcificante scelto, mentre non dovrebbe essere necessario modificare la quantità di gelatina.

Il risultato è una Panna cotta allo zafferano e kefir delicata, profumata e naturalmente funzionale, pensata per chi desidera portare in tavola un dolce goloso, ma consapevole a dimostrazione che gusto e benessere possono convivere nello stesso cucchiaio.

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La ricetta della Panna cotta allo zafferano e kefir

20 carboidrati per 100 g senza amaretti

Ingredienti

  • 250 g kefir bianco
  • 250 g latte
  • 250 g panna
  • 150 g zucchero
  • 15 g gelatina in fogli*
  • 10 g inulina*
  • 20 pistilli di zafferano
  • amaretti di Sassello**

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Mettete i pistilli in ammollo nel latte tiepido per almeno 30 minuti.
  2. Mettete in ammollo la gelatina in acqua fredda affinché si ammorbidisca.
  3. Mescolate zucchero e inulina, quindi versatevi sopra latte e la panna mescolando e trasferiteli in un pentolino, mettete sul fuoco mescolando di tanto in tanto in modo che lo zucchero si sciolga bene, quindi aggiungete anche la gelatina strizzata e mescolate finché sarà perfettamente sciolta. Allontanate dal fuoco e fate raffreddare.
  4. Aggiungete il kefir, quindi riempite uno stampo in silicone a forma di ciambella e riponetelo in frigorifero per alcune ore in modo che il composto si solidifichi.
  5. Togliete la panna cotta dallo stampo rovesciandola su un piatto di servizio e decoratela con amaretti di Sassello sbriciolati.

 

Ci sono ingredienti che sembrano fatti per stare insieme. Pomodoro, basilico e pane tostato sono senza dubbio tra questi e sono i protagonisti della Bruschetta ai pomodorini saltati con robiola e miele.

In questa nuova ricetta della rubrica Non la solita bruschetta, ho voluto partire da sapori familiari per aggiungere qualche piccolo elemento capace di cambiare completamente la prospettiva. La dolcezza delicata del miele di acacia incontra infatti la freschezza dei pomodorini saltati in padella e la cremosità della robiola, creando un equilibrio sorprendente e molto piacevole.

Il risultato è una bruschetta che profuma di estate e valorizza ingredienti semplici attraverso il gioco dei contrasti: caldo e freddo, cremoso e croccante, dolce e sapido. Una proposta facile da preparare, colorata e perfetta per un aperitivo, un pranzo leggero o una cena informale all’aperto.

Perché spesso non servono ingredienti insoliti per stupire: basta guardare quelli di tutti i giorni da un punto di vista diverso.

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Ricetta della Bruschetta ai pomodorini saltati con robiola e miele

34,1 g di carboidrati per 1 bruschetta

Ingredienti per 2 bruschette

  • 2 fette di pane** da 50 g ciascuna
  • 10 pomodorini colorati
  • 80 g robiola
  • 10 g miele di acacia
  • olio extravergine di oliva
  • 1 spicchio d’aglio
  • basilico
  • origano
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Tagliate i pomodorini a metà e fateli saltare in una padella antiaderente con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio; aggiustate di sale e pepe e insaporite con un trito di basilico e origano. Fateli caramellare per qualche minuto su fuoco vivace, senza farli disfare.
  2. Tostate il pane in un tostapane, quindi componete le bruschette: formate uno strato di robiola, metteteci sopra i pomodorini e completate con un filo di miele e qualche fogliolina di basilico fresco.

Box nutrizionale

I pomodorini sono naturalmente ricchi di licopene, un carotenoide dal forte potere antiossidante. Una breve cottura con olio extravergine di oliva ne favorisce l’assorbimento da parte dell’organismo. La robiola apporta proteine e cremosità, mentre il miele utilizzato in piccola quantità contribuisce a creare un piacevole contrasto con l’acidità del pomodoro, rendendo la bruschetta particolarmente equilibrata dal punto di vista gustativo.

Ci sono ricette che nascono quasi per gioco. Da una fetta di pane tostato, da un ingrediente da utilizzare, da un abbinamento che incuriosisce. E spesso sono proprio queste le preparazioni che finiscono per conquistare tutti a tavola: questo farà la mia Bruschetta con tartare di manzo alle nocciole e cipolle caramellate.

È con questo spirito che prende il via la nuova rubrica “Non la solita bruschetta“, dedicata a idee creative e sfiziose che trasformano una buona fetta di pane in una proposta ricca di carattere. Ricette facili da preparare, perfette per l’estate e ideali per chi ama sperimentare senza complicarsi la vita.

La prima protagonista è una bruschetta dai sapori intensi e ben equilibrati: tartare di manzo alle nocciole e cipolle caramellate con patè di carciofi. Un incontro di consistenze e profumi che rende ogni morso sorprendente e appagante per qualsiasi occasione.

Perché, in fondo, questa non è la solita bruschetta.

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La ricetta della Bruschetta con tartare di manzo alle nocciole e cipolle caramellate

39 g di carboidrati per 1 bruschetta

Ingredienti per 2 bruschette

  • 2 fette di pane** da 50 g ciascuna
  • 150 g cipolle di Tropea
  • 120 g tartare di manzo
  • 30 g patè di carciofi*
  • 30 g nocciole
  • 10 g zucchero di canna
  • aceto di mele
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Tritate le nocciole piuttosto finemente e aggiungetele alla tartare di manzo, quindi condite il tutto con sale, pepe e olio extravergine di oliva. Lasciate insaporire per il tempo necessario a preparare le cipolle.
  2. Affettate le cipolle di Tropea e fatele appassire in una padella antiaderente con un filo d’olio extravergine e un pizzico di sale. Quando saranno appassite, aggiungete lo zucchero di canna e l’aceto di mele e lasciate evaporare quest’ultimo.
  3. Tostate il pane in un tostapane, quindi componete le bruschette: formate uno strato di patè di carciofi, metteteci sopra la tartare alle nocciole e completate con le cipolle caramellate.

Nota nutrizionale

La tartare di manzo apporta proteine ad alto valore biologico e minerali preziosi come ferro e zinco. Le nocciole, naturalmente ricche di grassi insaturi e vitamina E, aggiungono croccantezza e contribuiscono al senso di sazietà. Il patè di carciofi fornisce fibre e sostanze antiossidanti tipiche di questo ortaggio, mentre le cipolle di Tropea, con la loro naturale dolcezza, permettono di ottenere un risultato ricco di gusto con una quantità contenuta di zucchero aggiunto. Il risultato è una bruschetta equilibrata, capace di unire sapore e qualità nutrizionale.

Questa tappa del mio Giro d’Italia in 20 ricette senza glutine sale in alta quota per arrivare in Trentino-Alto Adige, dove i miei amici Gianni e Lorenzo mi raccontano di un dolce per me del tutto inedito: la Treccia Mochena.

“Mochena” è l’aggettivo relativo alla Valle dei Mòcheni, un territorio in cui la tradizione dolciaria è strettamente legata alle risorse locali. Qui, infatti, la coltivazione dei frutti di bosco è particolarmente diffusa e rappresenta uno degli elementi distintivi dell’identità gastronomica della zona.

Accanto ai frutti di bosco, la struttura del dolce richiama le influenze mitteleuropee tipiche di questa area di confine: un impasto simile a una brioche, profumato e lavorato con cura, che viene intrecciato e arricchito con crema pasticcera e confettura, per ottenere una consistenza morbida e avvolgente.

La versione senza glutine mantiene questo equilibrio, lavorando su struttura e aromi per restituire una treccia soffice e ben sviluppata, in cui la dolcezza della crema si integra con la nota leggermente acidula dei mirtilli. Non mi sorprende che Gianni e Lorenzo abbiano pensato proprio a un dolce così goloso: li ringrazio per avermelo fatto conoscere!

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La ricetta della Treccia Mochena senza glutine

49 g carboidrati per 100 g

Ingredienti per l’impasto per una treccia mochena da 40 cm

  • 165 g farina per Pane e paste lievitate Biaglut**
  • 165 g farina per pane Nutrifree**
  • 85 g latte
  • 80 g burro morbido
  • 50 g zucchero
  • 2 uova medie
  • 12 g lievito di birra fresco
  • 4 g sale
  • 1 scorza di limone
  • 1 punta di bacca di vaniglia

Ingredienti per il ripieno

  • 300 g crema pasticcera (preparata con 200 g latte, 60 g zucchero, 16 g maizena*, 2 tuorli, vaniglia)
  • 200 g confettura di lamponi
  • 50 g frutti di bosco freschi

Ingredienti per completare

  • 1 albume
  • zucchero di canna

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione della Treccia Mochena

  1. Versate il latte in un pentolino, mettetelo sul fuoco e aggiungetevi lo zucchero per farlo sciogliere. Allontanate dal fuoco, lasciate intiepidire e aggiungete le uova sbattendo bene.
  2. Sbriciolate il lievito nel composto di latte e uova e mescolate bene con una frusta per sciogliere il lievito.
  3. Mettete le farine in una planetaria munita di foglia, giratela per qualche minuto, poi versate il composto liquido contenente il lievito e impastate a bassa velocità fino ad ottenere un composto omogeneo, aggiungete il sale e continuate a far lavorare l’impasto a bassa velocità fino a quando risulterà liscio ed omogeneo.
  4. Nel frattempo mescolate gli 80 g di burro morbido con scorza di limone e vaniglia e aggiungetelo gradatamente all’impasto.
  5. Formate una palla e lasciatela lievitare in una terrina ricoperta di pellicola trasparente in forno tiepido per circa 2 ore oppure senza pellicola se avete la funzione lievitazione a vapore.
  6. Quando il volume dell’impasto sarà raddoppiato, trasferite la terrina in frigo e lasciatela per 30-40 minuti: questo passaggio faciliterà la lavorazione dell’impasto.
  7. A questo punto, stendete l’impasto su un foglio di carta forno leggermente infarinato formando un rettangolo di 30 x 40 cm.
  8. Immaginate di dividere il rettangolo in 3 parti nel senso della lunghezza. Farcite il rettangolo centrale con la crema pasticcera, ricopritela con la confettura di lamponi e infine spargete una manciata di frutti di bosco freschi sulla confettura.
  9. Tagliate delle striscioline oblique di circa 3 cm nei rettangoli adiacenti a quello farcito e spostatele sulla farcia in modo da formare una treccia e sigillate le due estremità per impedire la fuoriuscita della farcia in cottura.

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10. Spennellate bene la superficie con un albume sbattuto e dello zucchero di canna, quindi lasciate riposare la treccia per il tempo necessario a riscaldare il forno.

11. Cuocete la treccia in forno ventilato preriscaldato a 170° nel ripiano centrale del forno per 40-50 minuti o comunque fino a quando la treccia risulterà dorata in superficie. Se l’impasto dovesse scurirsi troppo velocemente coprite la pasta con un foglio di alluminio. Servite la treccia una volta raffreddata.

 

La Scarola imbottita in padella è la dimostrazione di quanto basti poco per trasformare un ingrediente semplice in un piatto davvero appagante. La scarola, spesso relegata a contorno, qui diventa protagonista: basta lavorarla nel modo giusto e abbinarla a pochi ingredienti mirati per ottenere un risultato ricco di gusto e soddisfazione.

Il segreto sta tutto nel ripieno. Alici e capperi, insieme alle olive e alla nota dolce dell’uvetta, creano un equilibrio molto interessante tra sapidità, intensità e freschezza. Sono ingredienti che raccontano bene l’incontro tra natura e intervento umano: sia le acciughe che i capperi, infatti, esprimono il loro carattere proprio grazie ad un processo di conservazione, come la salagione, che ne esalta sapore e complessità.

Dal punto di vista nutrizionale, le alici apportano proteine di qualità e sono una buona fonte di Omega-3, grassi utili per la salute cardiovascolare e con funzione antinfiammatoria. I capperi — spesso usati in piccole quantità — contribuiscono ad arricchire la preparazione con composti aromatici e una buona presenza di antiossidanti. Insieme, permettono di conferire sapore al piatto senza bisogno di aggiungere molto altro.

Il risultato è una ricetta naturalmente senza glutine (se si utilizza pangrattato gluten free), completa e ben bilanciata, perfetta anche da preparare in anticipo e gustare tiepida o a temperatura ambiente. Un altro modo ancora per portare più verdure in tavola, senza rinunciare al gusto.

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La ricetta della Scarola imbottita in padella

11,4 g carboidrati per 100 g

Ingredienti

  • 1 scarola
  • 125 g olive nere e verdi denocciolate*
  • 35 g mandorle sbucciate
  • 35 g capperi dissalati
  • 30 g pangrattato**
  • 25 g uvetta
  • 5 filetti di acciuga
  • 1 spicchio di aglio
  • prezzemolo
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

 Preparazione

  1. Lavate bene le scarole e rimuovete la parte finale dura del gambo.
  2. Tritate grossolanamente le mandorle, un ciuffetto di prezzemolo, le olive, i capperi e i filetti di acciuga.
  3. Aprite bene le foglie e farcite con il trito, l’uvetta e pangrattato lo spazio tra le foglie; legate le scarole con spago da cucina.
  4. Mettete un filo di olio in una padella piuttosto alta, fatevi dorare l’aglio, quindi fatevi rosolare le scarole per una decina di minuti a fuoco vivo, poi mettete un coperchio e fate cuocere dolcemente per altri 30 minuti circa.
  5. Servite le scarole tiepide o fredde con il fondo di cottura, una spolverata di prezzemolo e una macinata di pepe.

 

Il Tortino di quinoa e grano saraceno alle verdure è una di quelle ricette che semplificano davvero la cucina quotidiana: si prepara tutto in un’unica padella, prima sul fuoco e poi direttamente in forno, senza passaggi inutili e senza sporcare altro. Un dettaglio che fa la differenza, soprattutto quando il tempo è poco, ma non si vuole rinunciare a un piatto completo.

In questo tortino, i protagonisti sono quinoa e grano saraceno, due pseudocereali naturalmente senza glutine davvero interessanti dal punto di vista nutrizionale.

La quinoa, originaria dell’area andina e coltivata da millenni dalle popolazioni precolombiane, era considerata un alimento fondamentale già dagli Inca, che la definivano “grano madre”.

Anche oggi è molto apprezzata e considerata un superfood per vari motivi: 1. perché contiene tutti gli aminoacidi essenziali, caratteristica molto rara nel mondo vegetale; 2. perché ha un buon contenuto di fibre; 3. perché ha un indice glicemico moderato; 4. perché è ricca di minerali come magnesio, ferro e potassio; 5. perchè è ricca di antiossidanti.

Il grano saraceno, nonostante il nome, non è un cereale ma una pianta appartenente a un’altra famiglia botanica. Anche in questo caso parliamo di un ingrediente naturalmente privo di glutine, con un buon contenuto di fibre e una presenza interessante di minerali come magnesio e ferro.

Inseriti in una preparazione come questo tortino — insieme a uova e verdure — questi pseudocereali contribuiscono a creare un piatto completo, saziante e facile da gestire anche dal punto di vista glicemico.

Una ricetta pratica, versatile e adatta alla cucina di tutti i giorni, pensata per ottimizzare tempi e passaggi senza rinunciare alla qualità degli ingredienti.

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La ricetta del Tortino di quinoa e grano saraceno alle verdure

16 g carboidrati per 100 g

Ingredienti

  • 300 g cipolle rosse
  • 150 g carote
  • 100 g quinoa*
  • 100 g grano saraceno*
  • 100 g pomodorini
  • 100 g piselli
  • 80 g porro
  • 40 g latte
  • 3 uova
  • olio extravergine di oliva
  • origano
  • sale e pepe
  • formaggio cremoso per servire

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Cuocete quinoa e grano saraceno in due pentolini separati con acqua leggermente salata per circa 20 minuti. Mettete il coperchio e lasciate intiepidire.
  2. Nel frattempo, mettete un filo di olio extravergine di oliva in una padella antiaderente che possa andare anche in forno e fatevi appassire il porro a rondelle, le cipolle a fettine, le carote a dadini e i piselli; aggiungete una presa di sale, qualche cucchiaio di acqua e fate cuocere per 5 minuti.
  3. Aggiungete i pomodorini tagliati a metà e fate cuocere per altri 3 minuti, quindi insaporite con pepe e un pizzico di origano.
  4. In una terrina, sbattete le uova con il latte, aggiungetevi il grano saraceno e la quinoa mescolando bene, aggiustate di sale e pepe e versate il tutto nella padella con le verdure.
  5. Fate cuocere su fuoco basso per 5 minuti mentre scaldate il forno a 180°C, quindi trasferite la padella nel forno e fate cuocere per 15 minuti.
  6. Servite il tortino tiepido da solo oppure accompagnato con del formaggio fresco e cremoso.

Il Macco di patate e fave con verdure saltate è un piatto semplice, di stagione e completo dal punto di vista nutrizionale, perfetto per fare mangiare le verdure anche ai membri della famiglia più sospettosi!

Le patate sono sempre un ingrediente attraente e, in questo caso, rendono il macco naturalmente morbido, mentre le fave fresche aggiungono sapore e una componente proteica vegetale interessante. Le verdure saltate, con la loro nota leggermente amarognola, bilanciano il piatto e stuzzicano il palato.

Dal punto di vista nutrizionale, le fave sono un ingrediente spesso poco utilizzato, ma che vale la pena conoscere meglio. Apportano fibre e proteine vegetali, che contribuiscono al senso di sazietà e aiutano a rallentare l’assorbimento dei carboidrati del pasto. Sono anche una buona fonte di folati e contengono minerali come ferro e magnesio.

Rispetto ad altri legumi, le fave fresche hanno un contenuto di carboidrati più contenuto e, inserite in una preparazione come questa — dove sono presenti anche fibre e grassi buoni dell’olio extravergine di oliva — contribuiscono a mantenere il pasto più equilibrato dal punto di vista glicemico.

Una ricetta naturalmente senza glutine, adatta a chi cerca piatti semplici, bilanciati e facili da inserire nella cucina di tutti i giorni. E se hai voglia di insalate, ecco cosa scegliere per il mese di maggio: le insalate rinforzate.

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La ricetta del Macco di patate e fave con verdure saltate

13,2 g carboidrati per 100 g

Ingredienti

  • 500 g patate
  • 250 g erbe miste (bietole, cicorino, spinacini)
  • 60 g fave fresche sgusciate
  • finocchietto
  • peperoncino fresco
  • prezzemolo
  • aglio
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

 Preparazione

  1. Sbollentate le fave in acqua salata per qualche minuto, quindi sbucciatele.
  2. Lessate le patate intere con la buccia, quindi pelatele e schiacciatele con una forchetta.
  3. Aggiungete alle patate schiacciate le fave, 30 g di olio extravergine di oliva, un pizzico di sale, una macinata di pepe e finocchietto selvatico tritato finemente.
  4. Sbollentate le erbe in acqua bollente leggermente salata, scolatele e buttatele in acqua fredda.
  5. Mettete una padella sul fuoco con una filo di olio extravergine di oliva, 1 spicchio di aglio, qualche peperoncino e fate insaporire le verdure sbollentate.
  6. Sul piatto da portata, formate uno strato con le patate e le fave, ricopritele con le verdure saltate e completate aggiungendo prezzemolo tritato, una macinata di pepe e un filo di olio extravergine di oliva.

La Farinata di ceci è uno di quei piatti che raccontano perfettamente come la semplicità possa diventare cucina intelligente. Preparata con pochissimi ingredienti, naturalmente senza glutine ed economica, ha come protagonista la farina di ceci, un legume prezioso per il controllo della glicemia e per il senso di sazietà, grazie al suo contenuto di fibre e proteine vegetali.

In questa versione la trasformiamo in una proposta super golosa, arricchendola con spinacini, stracciatella e pomodori secchi, ma la farinata resta un piatto estremamente versatile: può essere gustata anche al naturale, al posto del pane, per accompagnare i pasti in modo semplice e consapevole. Una preparazione essenziale, senza impasti complicati, che porta in tavola un grande classico della tradizione in chiave sana, inclusiva e appagante.

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Ricetta della Farinata golosa

15,8 g carboidrati per 100 g di farinata senza farcitura

Ingredienti per una teglia da 32 cm di diametro

  • 375 g acqua
  • 100 g farina di ceci*
  • 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
  • sale

Ingredienti per la farcitura

  • spinacini freschi
  • stracciatella
  • pomodori secchi sottolio*
  • olio extravergine di oliva
  • sale

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

 Preparazione

  1. Mescolate con una frusta la farina di ceci con l’acqua, un cucchiaio d’olio e un pizzico di sale in modo da prevenire la formazione di grumi e lasciatela riposare per almeno 4 ore, meglio se tutta la notte.
  2. Fate saltare gli spinacini in una padella antiaderente con un filo d’olio e un pizzico di sale; tenete da parte.
  3. Con un foglio di carta assorbente o un pennellino, oliate una teglia di alluminio della dimensione giusta per ottenere lo spessore che preferite: io amo la farinata sottile, quindi ho scelto una teglia da 32 cm di diametro.
  4. Cuocete in forno ventilato preriscaldato a 250°C fino a croccantezza.
  5. Tagliate la farinata ben calda e farcitela a piacere con gli spinacini saltati, un cucchiaino di stracciatella e qualche pezzo di pomodoro secco sottolio.