Tag Archivio per: ricette senza glutine

L’autunno nella provincia di Parma è sinonimo di Porcini visto che la città di Borgotaro firma il proprio Fungo Porcino IGP, tutelato da un Consorzio. E quali ricette con porcini possiamo preparare? Sicuramente questa fantastica Frittata ai porcini e provolone.

Il Fungo di Borgotaro IGP non è coltivato, ma è caratterizzato da crescita spontanea e la raccolta si esegue dalla fine della primavera al tardo autunno. Si presenta con forma arrotondata e carnosa, di gradevole odore fungino e sapore aromatico. Il cappello, a seconda delle tipologie, può essere di colore bruno-rosso più o meno scuro oppure di colore dal bianco crema al bruno-castano e bruno-nerastro.

Da un punto di vista nutrizionale, è importante ricordare che i funghi vanno consumati con moderazione perché, anche se commestibili, mantengono una certa tossicità, ma sono ricchissimi di micronutrienti e poveri di calorie. Quindi prova questa frittata velocissima da preparare e che ti farà sicuramente innamorare!

Se sei appassionato di frittate, prova anche la Frittata farcita.

La ricetta della Frittata ai porcini e provolone

carboidrati 2 g per 100 g

frittata-ai-porcini-e-provolone

Ingredienti per 4 persone

  • 8 uova
  • 400 g pomodori pelati
  • 300 g provolone dolce o piccante
  • 300 g funghi Porcin
  • 2 ciuffi di prezzemolo
  • 4 ciuffi di basilico
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Pulite i funghi e affettateli, quindi fateli saltare per 5-6 minuti in una capiente padella antiaderente con un filo d’olio e lo spicchio d’aglio. Aggiustate di sale, pepe e spolverate con un trito di prezzemolo.
  2. Tritate la cipolla finemente e mettetela in un’altra padella con un filo d’olio, quindi unite i pelati spezzettati e fateli cuocere per 15-20 minuti aggiustando di sale.
  3. Sbattete 2 uova in una ciotola, aggiungete un pizzico di sale e pepe, ungete leggermente una padella antiaderente da 18 cm di diametro e versatevi le uova sbattute. Cuocete la frittata da un solo lato a fuoco dolce.
  4. Distribuite sopra la superficie ¼ dei porcini caldi e ¼ del provolone affettato sottilmente, quindi piegate la frittata e trasferitela nel sugo di pomodoro.
  5. Ripetete l’operazione con le altre 3 frittate. Quando avrete tutte le omelette nella padella con il pomodoro, mettete il coperchio e riscaldate le frittate in modo da fare sciogliere il provolone.

 

Quante volte ti sarà capitato di arrivare a casa all’ora di cena e non avere idea di cosa preparare di gustoso? Il Rotolo di frittata estivo ti può risolvere numerose situazioni.

Infatti, basta avere uova fresche e un po’ di parmigiano grattugiato per preparare il magico e saporito disco di frittata, poi la farcia la potrete creare in base a quello che troverete in frigorifero e in dispensa: ogni volta potrete servire un rotolo dal sapore e colore diversi.

Il mio consiglio è quello di cercare di utilizzare sempre una buona dose di verdure per la farcia in modo da completare la frittata, ricca di proteine e grassi, con vitamine e fibra. Potrai poi accompagnarla con una bella fetta di pane integrale per avere il giusto apporto di carboidrati.

Se sei appassionato di frittate, prova anche la Frittata farcita.

rotolo-di-frittata-estivo

La ricetta del Rotolo di frittata estivo

 carboidrati per 100 g trascurabili

Ingredienti per 4 persone

  • 7 uova
  • 125 g mozzarella
  • 40 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 1 pomodoro
  • 1 ciuffo di insalatina
  • 1 cucchiaio di paté di olive*
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Sbattete bene le uova in una terrina con la forchetta, aggiungete il parmigiano e un pizzico di sale e pepe.
  2. Mettete un filo d’olio in una padella antiaderente da 25-28 cm di diametro e versatevi il composto di uovo. Fatelo cuocere su fuoco medio e, quando si sarà rappreso, giratelo con l’aiuto di un coperchio.
  3. Adagiate il disco di frittata su un ripiano e farcitelo: spargete l’insalatina, mettetevi sopra il pomodoro a fette, la mozzarella e infine il paté di olive distribuito in modo uniforme.
  4. Arrotolate la frittata stringendola bene, poi tagliate il cilindro a metà per servirlo in modo che si vedano i colori degli ingredienti all’interno.

Versione con glutine del Rotolo di frittata estivo

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente privi di glutine.

Ecco come difendersi dal caldo con le insalate di luglio che avranno come protagonisti alcuni degli ingredienti di stagione più amati, le pesche e i pomodori.

Inoltre, di ritorno dalla mia vacanza in Sardegna, ho voluto utilizzare un ingrediente, Presidio Slow Food, che non avevo mai provato prima: il formaggio chiamato Frue o Casu axedu, letteralmente “Formaggio acido” in sardo, realizzato con latte ovino o caprino direttamente in ovile lasciando la cagliata all’interno del siero. In questo modo, il formaggio che ne risulta è un prodotto a metà strada tra lo yogurt e il formaggio, è senza crosta, morbido e acido. Viene venduto in piccoli parallelepipedi oppure in pezzi più grandi che prendono la forma del contenitore in cui sono confezionati, ma sempre immersi nel siero.

Proprio per il suo gusto acido, il Frue può risultare forte al palato ed è per questo che l’ho voluto provare abbinato a dolci pesche grigliate e ad un sapido Prosciutto di Parma stagionato 24 mesi: semplicemente squisito!

La seconda insalata è un modo divertente per consumare le lenticchie anche in estate rendendole fresche e colorate grazie ai pomodorini e al profumo di rucola e basilico.

Oltre alle insalate di luglio, per altre idee fresche e veloci, guarda anche le insalate di giugno.

La ricetta dell’Insalata di pesche grigliate e prosciutto

carboidrati 6 g per l’intera porzione

insalata-di-pesche-grigliate-e-prosciutto

Ingredienti per 1 porzione

  • 100 g pesche con la buccia
  • 80 g formaggio acido Frue oppure ciliegine di mozzarella
  • 40 g Prosciutto di Parma (2 fette)
  • un ciuffo di insalatina
  • un ciuffo di rucola
  • 15 g pistacchi sgusciati
  • olio extravergine di oliva spray Fratelli Mantova
  • aceto balsamico di Modena
  • sale e pepe

Preparazione

  1. Tagliate la pesca a spicchi abbastanza sottili e fateli grigliare su una griglia calda senza aggiungere alcun condimento.
  2. Sul piatto da portata formate uno strato di insalatina e rucola e adagiatevi sopra le pesche grigliate; condite il tutto con un pizzico di sale, una macinata di pepe, una spruzzata di olio extravergine, un filo di aceto balsamico.
  3. Completate distribuendo pezzi di formaggio acido o ciliegine di mozzarella, le fette di Prosciutto di Parma tagliate in pezzi più piccoli e una spolverata di pistacchi.

insalata-di-pesche-grigliate-e-prosciutto

La ricetta dell’Insalata di lenticchie e pomodorini saltati

carboidrati 37,41 g per l’intera porzione

insalata-di-lenticchie-e-pomodori-arrostiti

Ingredienti per 1 porzione

  • 180 g pomodorini colorati misti
  • 150 g lenticchie bollite (corrispondenti a 50 g di lenticchie secche)
  • 70 g mozzarella
  • rucola
  • basilico
  • origano
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

Preparazione

  1. Fate bollire le lenticchie in acqua con carota, sedano, cipolla e aglio per profumarle; scolatele e lasciatele raffreddare.
  2. Mettete un filo d’olio extravergine di oliva in una padella antiaderente e fatevi saltare i pomodorini tagliati a metà adagiandoli inizialmente con la parte tagliata verso il basso. Insaportite con sale, pepe e origano e lasciate cuocere per pochi minuti.
  3. Condite le lenticchie con i pomodorini saltati, aggiustate il sapore con olio, sale e pepe se necessario, quindi completate con la mozzarella a pezzetti, la rucola a striscioline e qualche fogliolina di basilico.

insalata-di-lenticchie-e-pomodori-arrostiti

Se sei stato in Grecia, non puoi non avere provato il Mussakàs classico preparato con melanzane e ragù di carne, un piatto unico e ricco che ho pensato di rivisitare per crearne una versione più leggera e vegetariana: ecco il mio Mussakàs vegetariano.

Il Mussakàs vegetariano è il perfetto sostituto di una lasagna per i mesì più caldi in cui si preferiscono ricette leggere e ricche di verdure di stagione, ma lo è anche perché amato da tutti in famiglia, compresi i piccoli di casa. E’ utilissimo anche per chi deve organizzare i pasti della famiglia in quanto si può preparare in anticipo e cuocere poi all’ultimo momento avendo a disposizione 30 minuti.

Se non vi piaccioni i peperoni o li trovate indigesti, sostituiteli con le zucchine!

Ricorda inoltre che puoi cucinare questa ricetta anche senza lattosio sostituendo il latte della besciamella con brodo vegetale: tutti gli altri ingredienti sono privi di lattosio!

Per tutta la stagione in cui avrai a disposizione le melanzane, questa ricetta sarà un piatto unico salvacena per ogni esigenza famigliare: buon divertimento!

mussakas-vegetariano

La ricetta del Mussakàs vegetariano

carboidrati 9,26 g per 100 g

Ingredienti per 6 persone

  • 1 kg melanzane
  • 450 g patate
  • 300 g peperone rosso (oppure zucchine)
  • 200 g passata di pomodoro
  • 150 g carote
  • 120 g cipolla
  • Parmigiano Reggiano grattugiato
  • pangrattato*
  • 2 spicchi d’aglio
  • olio extravergine di oliva
  • basilico
  • salvia
  • sale e pepe

Ingredienti per la besciamella

  • 350 g latte
  • 35 g farina di riso integrale*
  • 35 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 30 g olio extravergine di oliva
  • sale

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Affettate le melanzane e sistematele su una teglia ricoperta di carta forno, quindi fatele appassire in forno ventilato preriscaldato a 180°C per circa 20 minuti.
  2. Fate bollire le patate con la buccia in un tegamino di acqua fino a quando saranno abbastanza morbide per essere affettate.
  3. Preparate il ragù di verdure rosolando l’aglio in un filo d’olio, quindi aggiungete le carote e il peperone a cubetti; profumate con un trito di basilico e salvia, aggiungete la passata, aggiustate di sale e pepe e lasciate cuocere per 15 minuti.
  4. Preparate una besciamella mescolando la farina di riso con l’olio, quindi aggiungetevi gradatamente il latte affinché non si formino grumi e portate sul fuoco fino a quando inizia ad addensarsi. Allontanate dal fuoco, aggiungete il parmigiano, amalgamate bene e aggiustate di sale.
  5. Prendete una pirofila rettangolare, formate uno strato di ragù di verdure, ricopritelo con le melanzane appassite, le patate a fette, una spolverata di parmigiano e ricominciate gli strati: dovreste avere due strati di melanzane e ragù ed un solo strato di patate. Finite con uno strato di besciamella e una spolverata di pangrattato.
  6. Cuocete il Mussakàs in forno ventilato preriscaldato a 190°C per 20-30 minuti fino a quando sarà dorato in superficie.

mussakas-vegetariano

La versione con glutine del Mussakàs vegetariano

Sostituite il pangrattato senza glutine con pangrattato convenzionale, il resto della ricetta è naturalmente senza glutine; se lo desiderate, potete sostituire la farina di riso integrale con pari quantità di farina di frumento.

 

 

Se cerchi un’alternativa alle pizzette che ci mettono sempre a dura prova sia per la glicemia che per il senza glutine, le Pizzette di carne possono essere super gustose e divertenti: provale!

Nella ricetta trovi gli ingredienti per preparare una base gustosa e succulenta partendo dalla carne di manzo che ho chiesto al mio macellaio di fiducia di macinare partendo da un taglio magro, come piace ai miei figli. Ricorda infatti che è importante vedere quale carne viene utilizzata per il macinato perché acquistandolo già pronto al supermercato, normalmente è presente un’altissima percentuale di grasso.

Per la farcitura potrai decidere di utilizzare i tuoi ingredienti preferiti, senza dovere per forza seguire le mie indicazioni: sarà molto divertente!

Quindi stasera pizzette pronte in poco più di 30 minuti! Per le pizze alternative, guarda anche questa Pizza di patate alle olive.

pizzette-di-carne

La ricetta delle Pizzette di carne

carboidrati per 100 g trascurabili

Ingredienti per 5 pizzette

  • 550 g macinato magro di carne
  • 40 g passata di pomodoro
  • 8 g miele
  • 5 g sale

Ingredienti per il condimento

  • passata di pomodoro
  • mozzarella
  • carciofi sott’olio o saltati in padella
  • funghi champignon saltati in padella
  • pomodori secchi*
  • olive
  • origano
  • olio extravergine di oliva
  • sale

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. In una terrina, insaporite il macinato di carne con la passata di pomodoro, il miele e il sale. Mescolate bene e lasciate riposare per circa 30 minuti.
  2. Trascorso questo tempo, prendete un coppapasta da 8-9 cm di diametro e formate dei dischi di carne premendola bene con il retro di un cucchiaio. Mettete il disco di carne su una griglia bollente e fatelo cuocere su entrambi i lati senza portarlo a cottura completamente (io li ho cotti 3-4 minuti per lato). Allontanate dal fuoco.
  3. Nel frattempo, insaporite la passata di pomodoro con origano, olio e sale.
  4. Sistemate la carne grigliata su una teglia ricoperta di carta forno e farcitela come fosse una pizza: passata di pomodoro, qualche fettina di mozzarella, carciofi, funghi, pomodori secchi a pezzetti e olive.
  5. Passate le pizzette sotto il grill del forno preriscaldato a 220°C per circa 4 minuti o comunque fino a quando la mozzarella si sarà sciolta. Servitele calde.

pizzette-di-carne

La versione con glutine delle Pizzette di carne

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

In questi giorni in cui si infittiscono gli inviti ad aperitivi e cene di auguri, il tempo da dedicare alla cucina è ancora più limitato, ma prepare pasti equilibrati ed appaganti diventa ancora più indispensabile visto il periodo di sgarri che ci aspetta. Ecco allora un piatto velocissimo, ma completo per avvicinarci alle feste: Risoni con crema di carciofi e tonno.

Questo primo può facilmente diventare un piatto unico aumentando la porzione di tutte le componenti oltre ad essere una soluzione adatta a tutte le stagioni perché preparata con ingredienti conservati, ma di qualità eccelsa: la crema di carciofi dell’azienda Maida, che trasforma i frutti della terra in inconfondibili sottoli, e il Tonnetto alletterato pescato nel mare locale e lavorato immediatamente dai miei amici Donatella Marino e Vittorio Rambaldo.

Questo tonno di piccole dimensioni e sapore delizioso si distingue per i particolari disegni neri irregolari sul dorso simili a scritte e simboli da cui deriva il nome con cui viene chiamato comunemente.

 

Come formato di pasta volendo creare un timballo monoporzione, ho scelto i Risoni Massimo Zero che non mi deludono mai nelle mie preparazioni, come in un altro piatto che adoro preparare nel mesi freddi, ossia lo Sformato di risoni ai funghi.

La ricetta dei Risoni con crema di carciofi e tonno

22,4 g carboidrati per 100 g

Ingredienti per 4 persone

  • 280 g Risoni Massimo Zero**
  • 250 g Tonnetto alletterato in olio extravergine di oliva
  • 190 g Crema di carciofi Maida*
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Mettete un tegame abbondante di acqua sul fuoco, salate una volta giunto a bollore e cuocete i risoni molto al dente.
  2. Nel frattempo, in una capiente padella antiaderente, stemperate la crema di carciofi con l’acqua di cottura dei risoni che vi verserete una volta scolati affinché possano giungere a cottura mentre vengono mantecati nella crema.
  3. Con i risoni riempite 4 stampini monoporzione e rovesciateli sui singoli piatti completando la ricetta con pezzetti di tonnetto alletterato in olio extravergine di oliva e una macinata di pepe nero.

risoni con crema di carciofi e tonno

La versione con glutine dei Risoni con crema di carciofi e tonno

Sostituite eventualmente i Risoni Massimo Zero con risoni convenzionali, tutti gli altri ingredienti sono naturalmente privi di glutine.

Quando si parla di vino bianco nella fascia di terra che va da Parma a Piacenza, il primo pensiero è la Malvasia perché questa uva, sia essa vinificata per ottenere un vino frizzante, fermo o passito, è semplicemente perfetta per i piatti preparati con gli ingredienti locali e per questo Cous cous con ragù di lenticchie che ho abbinato alla Malvasia Aromatica Baciamano.

Malvasia aromatica: stile di vita emiliano

La Malvasia fa parte del quotidiano del vivere emiliano e in provincia di Piacenza, a settembre, questo vino viene celebrato al Valtidone Wine Fest, quattro fine settimana all’insegna del wine & food living, ossia dedicati non solo alla scoperta dei vini locali, ma anche delle specialità gastronomiche tipiche e del patrimonio storico-culturale.

Per arricchire il festival di nuove idee per piatti da abbinare alla Malvasia Aromatica di Candia dei Colli Piacentini, gli organizzatori hanno chiesto all’Associazione Italiana Food Blogger di selezionare 30 Food&Wine Blogger italiani per realizzare una ricetta con gli ingredienti di una Mystery Box contenente prodotti agroalimentari piacentini e una bottiglia di vino selezionata dalla Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini coinvolgendo le aziende vitivinicole locali sue socie.

Avete visto cosa conteneva la mia Mistery Box? Una bottiglia di Malvasia di Candia Aromatica da abbinare alla ricetta preparata utilizzando almeno 2 dei seguenti ingredienti: Pancetta piacentina, Funghi porcini di Borgotaro, Zafferano della Valtidone, Miele e Scalogni.

La mia Malvasia di Candia è prodotta dalla Cantina Mossi 1558 e porta un nome decisamente romantico: Baciamano perché è galante e sensuale, proprio come questo antico gesto, caratteristiche che le hanno fatto conquistare il titolo “Gold” sia da parte di The Wine Hunter che da parte delle bevitrici del Sol Levante (Japan Women’s Wine Awards, Gold 2023).

La mia ricetta da abbinare alla Malvasia aromatica

La mia ricetta è il risultato della combinazione di ingredienti che generalmente utilizzo nei mesi più freschi dell’anno con il cous cous, un piatto che amo gustarmi d’estate perché mi permette di  non accendere il forno e di preparare piatti unici veloci e gustosi. Siccome i piatti unici perfetti per i miei ragazzi sono a base di legumi e verdure, eccovi allora la mia proposta culinaria da abbinare alla Malvasia Baciamano.

Il suo profumo speziato si sposa con le note dello scalogno e dei porcini secchi; il suo gusto intenso con la spiccata acidità accompagnano un piatto la cui personalità viene esaltata dalla inconfondibile sapidità della pancetta piacentina super croccante che completa l’esperienza sensoriale di un cous cous che potremo servire in qualsiasi stagione dell’anno senza mai sentirci fuori luogo.

Ragù di lenticchie con pancetta croccante e Malvasia aromatica di Candia Baciamano

Ragù di lenticchie con pancetta croccante e Malvasia aromatica di Candia Baciamano

La ricetta del Cous cous con ragù di lenticchie

19,44 g di carboidrati per 100 g

Ingredienti per 4-6 persone

  • 400 g passata di pomodoro
  • 200 g cous cous di Ceci e lenticchie rosse Bia*
  • 200 g carote
  • 150 g lenticchie
  • 60 g pancetta piacentina*
  • 15 g funghi porcini secchi
  • brodo vegetale o di carne*
  • 1 scalogno
  • 2 spicchi d’aglio
  • origano secco
  • olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Preparate il cous cous aggiungendo 200 g di acqua calda non bollente leggermente salata al cous cous; lasciatelo riposare per circa 15 minuti, poi sgranatelo bene con una forchetta.
  2. Mettete in ammollo i funghi porcini in acqua tiepida.
  3. Fate lessare in abbondante acqua salata le lenticchie per circa 25 minuti e scolatele.
  4. In un tegame capiente, scaldate 20 g di olio e fatevi rosolare lo scalogno tritato finemente e gli spicchi d’aglio. Aggiungete le carote tagliate a rondelle e i funghi ammollati e spezzettati, lasciate rosolare per qualche minuto, quindi unite la passata di pomodoro e l’origano e fate cuocere per 15 minuti. Aggiungete le lenticchie lessate, qualche mestolo di brodo affinché le lenticchie siano coperte di liquido e lasciate insaporire il tutto per altri 15 minuti o comunque fino a quando le lenticchie saranno cotte al punto giusto. Rimuovete gli spicchi d’aglio.
  5. Tagliate la pancetta a bastoncini delle dimensioni desiderate; metteteli in una padella (meglio se di ferro come quella che si utilizza per preparare il sugo all’amatriciana) con un filo d’olio fino a quando saranno perfettamente croccanti. Togliete i bastoncini di pancetta in modo da eliminate il grasso che si è sciolto.
  6. Servite il cous cous ricoprendolo di ragù di lenticchie e completando con la pancetta croccante. Gustatevi il tutto con un bicchiere di Malvasia Baciamano.

La versione con glutine del Cous cous con ragù di lenticchie

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, ma potrete sostituire il tipo di cous cous nel caso in cui lo desideriate a base di altri ingredienti.

Avete già deciso cosa preparare per il pranzo di Pasquetta? Viste le temperature degli ultimi giorni, che ne dite di qualche ricetta per organizzare un picnic, magari in riva al mare? Allora questa Quiche di tonno e peperoni potrebbe essere una ricetta perfetta da gustarsi seduti in terra.

E visto che è un giorno di festa, ho pensato di proporvi un menù completo che potete realizzare facilmente seguendo le ricette. Cosa porterò nel mio cestino da picnic? Sicuramente questa Quiche di tonno e peperoni, una golosa e comoda Insalata di pollo marinata alle erbe (da preparare con comodo qualche giorno prima) e i miei Tartufini con sopresa.

Tutto rigorosamente facile da gustarsi anche senza la tavola apparecchiata. Siete pronti per preparare il cestino del picnic?

La ricetta della Quiche di tonno e peperoni

carboidrati 28,10 g per 100 g

Ingredienti per 6-8 persone

Ingredienti per la brisé

  • 250 g farina per Pane e paste lievitate BiAglut (per versione con glutine, vd. sotto)**
  • 80 g burro
  • 50 g acqua
  • 1 uovo
  • 1/2 cucchiaino di paprika affumicata
  • 1 pizzico di sale

Ingredienti per la farcia

  • 400 g peperone rosso
  • 350 g peperone giallo
  • 200 g tonno in olio di oliva, sgocciolato
  • 130 g formaggio spalmabile
  • 100 g olive denocciolate verdi e nere*
  • 80 g cipollotti
  • 70 g yogurt greco zero grassi
  • olio extra vergine di oliva
  • origano
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Preparate la pasta brisé mescolando tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo e sodo. Mettetelo nella pellicola trasparente e fatelo riposare in frigorifero per il tempo necessario a preparare la farcia.
  2. Tritate il cipollotto e fatelo appassire in una padella antiaderente con un filo d’olio extra vergine di oliva. Aggiungetevi i peperoni tagliati a pezzetti, insaporite di sale e pepe e fate cuocere a fuoco vivace per circa 5 minuti. Mettete da parte.
  3. Mettete il formaggio spalmabile e lo yogurt in una terrina, aggiungete le olive leggermente tritate, il tonno sgocciolato e sbriciolato, quindi aggiungete anche peperoni e cipollotti: mescolate bene, aggiustate di sale e pepe.
  4. Stendete la brisé su un foglio di carta forno e ricoprite una teglia da 24 cm di diametro lasciando i bordi alti. Versate il ripieno di verdure e tonno, quindi abbassate i bordi con i rebbi di una forchetta in modo da sigillare la quiche. Spolverate con un pizzico di origano e cuocete in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 45 minuti.
  5. Servite la quiche tiepida accompagnandola, a piacere, con salsa guacamole.

quiche-di-peperoni-e-tonno

La versione con glutine della Quiche di tonno e peperoni

La farcia della ricetta è naturalmente senza glutine, mentre per preparare la pasta brisé sostituite la farina BiAglut con pari quantità di farina di frumento, ma riducete il quantitativo di acqua a soli 20 g.

Avete mai pensato di fare i turisti nella vostra città? Io ho avuto il piacere di sentirmi una turista nella mia città accompagnando la coppia di amici Ellen del blog Patotra e suo marito Fred che ci aveva accolto sul Lago di Costanza una settimana prima e voglio quindi condividere con voi un po’ di idee su cosa fare a Parma, magari per un weekend lungo o approfittando di qualche ponte.

Il Duomo e il Battistero di Parma al tramonto (Foto: Francesca Bocchia)

Il Duomo e il Battistero di Parma al tramonto (Foto: Francesca Bocchia)

Cosa fare a Parma: la nascita del Parmigiano Reggiano

Vale la pena svegliarsi presto al mattino per arrivare in uno dei caseifici dove, ogni singolo giorno, il latte della zona di produzione viene trasformato in Parmigiano Reggiano. Io, lungi dall’essere oggettiva, ho portato gli amici a vivere questa magia nel caseificio della mia famiglia, il Caseificio Bertinelli, che lavora solamente il latte proveniente dalla nostra azienda agricola ubicata sulle colline di Medesano (a circa 23 km a sud di Parma) creando ogni giorno 20 forme del nostro prezioso formaggio.

L’alzataccia mattutina è indispensabile se si vuole assistere alla nascita del parmigiano perché questo viene prodotto una sola volta al giorno, mescolando il latte della mungitura della sera precedente, che viene scremato prima della lavorazione, con il latte della mungitura del mattino, in arrivo direttamente dall’azienda agricola subito dopo la mungitura.

caldaia per produrre parmigiano reggiano

Interno di una caldaia per produrre Parmigiano Reggiano

Una volta aggiunto il siero innesto (che potremmo definire il lievito madre del casaro) e il caglio, l’enzima ottenuto dallo stomaco dei vitelli che provoca la coagulazione del latte, il liquido bianco e profumato si trasforma in cagliata, una morbida massa semi-solida simile ad un enorme yogurt greco che riempie le dorate caldaie di rame che ne accolgono 1200 litri.

L'aggiunta del siero innesto

L’aggiunta del siero innesto

Veloce rottura della cagliata con un insolito coltello sferico chiamato “Spino” e cottura di pochi minuti sotto l’attenta supervisione del casaro che, come uno chef, tocca, osserva e annusa la sua preparazione che dopo un riposo di circa 1 ora avrà finalmente assunto l’aspetto di una massa soda e compatta di 90 kg che verrà tagliata in due per dare vita a due forme del rinomato formaggio.

rottura della cagliata

Rottura della cagliata

Formatura, salatura ed infine lunga e paziente stagionatura negli spettacolari locali di maturazione che resteranno impressi nella vostra memoria per sempre con la loro silenziosa e potente bellezza: una volta vissuta l’esperienza della produzione del Parmigiano Reggiano, mangiarlo non avrà mai più lo stesso sapore!

Formatura

salatura

Salatura

Ellen ed io nel magazzino di stagionatura

E l’esperienza in caseificio si conclude con la degustazione verticale di tre stagionature, 15, 24 e 36 mesi, oltre che di un’irresistibile crema di parmigiano preparata secondo la ricetta di famiglia: se è vero che “la bocca non è stracca se non sa di vacca”, vi confesso che non riesco mai a stancarmi abbastanza e devo ricorrere a tutta la mia forza di volontà per impormi un assaggio e non un pasto completo a metà mattina!

Verticale di parmigiano reggiano

Verticale di Parmigiano Reggiano

Vale la pena ricordare che la nostra degustazione è rigorosamente gluten e lactose free!

Fratelli di…siero: il Prosciutto di Parma

Vi siete mai chiesti dove va a finire il siero, ossia la parte liquida, che rimane dopo avere prodotto il Parmigiano Reggiano? Ebbene, questo è uno dei miei aspetti preferiti del processo perché è di grande modernità: diventa alimento per i maiali destinati alla produzione di Prosciutto di Parma! Non è quindi un caso che questi due prodotti nascano nello stesso territorio.

Ci spostiamo quindi in auto verso la cittadina di Langhirano, il luogo in cui hanno sede i 200 prosciuttifici che esportano Prosciutto di Parma in tutto il mondo. E i prosciuttifici potrebbero sembrarvi grosse abitazioni squadrate con finestre strette e lunghe, ma sono tutte orientate nello stesso modo, ossia sono perpendicolari al letto del fiume Parma che scava la vallata facendo incanalare il vento marino proveniente dalla costa che, aprendo le finestre degli edifici, accarezza i prosciutti negli stabilimenti favorendone l’asciugatura.

Il processo produttivo del Prosciutto di Parma è sorprendente nella sua sfidante semplicità: dopo avere salato le grosse cosce di maiale con sale marino per due volte ed avere rimosso il sale non assorbito, i prosciutti vengono appesi e dovranno seguire un lento processo di asciugatura (e pure una bella doccia calda!) in locali con temperature ed umidità differenti fino ad arrivare nelle cantine di stagionatura dove sarà il tempo a compiere la magia.

piatto di prosciutto di parma

Piatto di Prosciutto di Parma

Salame di Felino

Salame di Felino

Spalla cotta

Spalla cotta

Anche qui la degustazione delle sottili fette rosa e bianche è degna delle tavole più blasonate: una poesia di profumi, dolcezza e consistenze da accompagnare con un calice di bollicine, la Malvasia, prodotta proprio alle nostre spalle, sulle colline che abbracciano il Castello di Torrechiara, il nido d’amore costruito da Pier Maria Rossi per la sua amata Bianca Pellegrini nel 1448.

Castello di Torrechiara circondato dai vigneti di Malvasia

Castello di Torrechiara circondato dai vigneti di Malvasia

Vigneti di Malvasia a Torrechiara

Vigneti di Malvasia a Torrechiara

Dalla cultura gastronomica a quella monumentale

Percorrendo la strada che si snoda tra i vigneti di Malvasia, torniamo verso la città per una visita guidata alla scoperta del sacro e del profano.

Partiamo dalla piazza simbolo della Chiesa con il Duomo, il Battistero nella loro perfetta armonia romanica, e il Palazzo del Vescovado, silenzioso spettatore di imponenti altezze.

Interno del Duomo di Parma

Interno del Duomo di Parma

Deposizione di Benedetto Antalami

Deposizione di Benedetto Antalami

Il rosa del marmo del Battistero è un preludio all’armonia dei colori che troveremo sia nei suoi affreschi medievali, che nell’esplosione di potenza dei corpi della cupola del Duomo realizzata dal Correggio che avevano scatenato la critica dei suoi contemporanei che la definirono “scandalosa” per aver attribuito al divino un’impressionate e realistica umanità.

cupola del duomo di parma realizzata dal Correggio

Cupola del Duomo di Parma realizzata dal Correggio

A pochi passi da Piazza Duomo, la tappa obbligata è il Teatro Regio le cui pareti risuonano di note musicali, di aneddoti, di grandi successi e devastanti fischi e soprattutto di opere verdiane che popolano l’intero tessuto cittadino nelle settimane del Festival Verdi che aprono il mese di ottobre, ma che inaugurano anche la stagione concertistica di cui ci regaliamo un assaggio meraviglioso!

Teatro Regio di Parma

Teatro Regio di Parma (Foto: Lorenzo Moreni)

Auditorium Paganini

Auditorium Paganini

Consultate anche voi il programma dei concerti che si tengono presso lo spettacolare Auditorium Paganini, l’ex fabbrica dello zucchero, magistralmente portata a nuova vita dall’Architetto Renzo Piano.

Concerto di inaugurazione della Stagione concertistica con l'Orchestra Arturo Toscanini

Concerto di inaugurazione della Stagione concertistica con l’Orchestra Arturo Toscanini

Il secondo teatro cittadino, sicuramente non in ordine di importanza, è il Teatro Farnese, opera lignea costruita in tempi brevissimi per volontà di Ranuccio I Farnese ed inaugurata nel 1628 con una spettacolare battaglia navale per la quale fu necessario inondare il teatro d’acqua per impressionare i membri della famiglia Medici di Firenze con in quali si stavano rinsaldando i rapporti grazie ad uno strategico matrimonio.

teatro farnese di parma

Teatro Farnese di Parma (Foto: Simone Buratti)

Una volta entrati nella magia del Teatro Farnese, non ci si può sottrarre alle numerose sorprese dell’edificio che lo contiene, il Palazzo della Pilotta. Infatti, proseguendo dietro il grandioso palco si arriva all’interno della Galleria Nazionale con capolavori pittorici straordinari di Leonardo da Vinci, Parmigianino e Correggio, per citare alcuni autori, custoditi all’interno dei suoi splendidi saloni completamente rinnovati per un’esperienza davvero emozionante.

Palazzo della Pilotta

Il Palazzo della Pilotta illuminato (Foto: Francesca Bocchia)

Ma il grande capolavoro del Correggio è a pochi passi di distanza all’interno dell’antico monastero delle suore benedettine, la Camera di San Paolo: una delle stanze dell’appartamento della badessa Giovanna da Piacenza che rappresenta uno dei massimi capolavori del Rinascimento italiano.

Parma, città del profumo

Il sabato mattina è giorno di acquisti! Sì, perché oltre che lasciarsi tentare dagli eleganti negozi del cuore della città, il sabato è anche il giorno dei mercati contadini in vari punti del centro, come quello dell’Oltretorrente, dove andiamo ad acquistare gli ingredienti per il corso di cucina che ho organizzato per il pomeriggio a casa nostra.

Negozio Giallo Parma

Il negozio Giallo Parma in Via Farini, tappa obbligata per gli amanti di frutta e verdura

Oltre a lasciarsi trasportare dalla casualità, due tappe sono d’obbligo e di facile inserimento in qualsiasi parte del vostro itinerario: una storico-ludica ed una gastronomico-epicurea.

La storia di Parma infatti non può prescindere da Maria Luigia d’Austria, Duchessa di Parma e seconda moglie di Napoleone, che ha lasciato tantissime opere, ma ha soprattutto portato tradizioni ed innovazioni che qui hanno messo dimora in modo permanente. Una di queste tradizioni è quella dei profumi, grande passione della Duchessa che fece importare le violette da Grasse per creare un profumo a lei dedicato: la violetta di Parma.

Alcuni prodotti della ditta Borsari

Alcuni prodotti della ditta Borsari

Interno del negozio Borsari nel centro di Parma

Interno del negozio Borsari nel centro di Parma

Nel 1870, fu Ludovico Borsari che ne ottenne la ricetta e iniziò a produrre il profumo per il grande pubblico e oggi tanti pezzetti di questa storia di profumi, nonché boccette di tutti i colori e dimensioni di questa fragranza di altri tempi, si trovano nel piccolo e colorato negozio di Strada della Repubblica che porta proprio il nome Violetta di Parma Borsari.

Antiche boccette di profumo

Antiche boccette di profumo

Da qui, solo due passi ci separano dal paradiso dello street food parmigiano, Pepèn, minuscolo locale dove nascono la famosissima Carciofa (un tortino soffice di formaggi e carciofi) e il panino Spaccaballe (nato in risposta a clienti particolarmente esigenti) ancora proibiti a chi deve eliminare il glutine dalla dieta.

Il nostro aperitivo da Pepèn a Parma

Il nostro aperitivo da Pepèn a Parma

Il minuscolo locale di Pepén a Parma

Il minuscolo locale di Pepén a Parma

Stefano Ferrari, patron di Pepèn a Parma

Stefano Ferrari, patron di Pepèn a Parma

Il corso di cucina a casa

Siccome il desiderio di Ellen era imparare a cucinare le Lasagne alla bolognese, non potevo non esaudirla, così, al pomeriggio, tra qualche sorso di buon vino, preparativi e tante chiacchiere, abbiamo preparato alcuni dei grandi classici emiliani partendo dalla pasta all’uovo per le sfoglie di lasagna, al ragù con il soffritto e tre tipi di carne, nonché la besciamella per assemblare un piatto davvero delle feste.

Lasagne

A completamento una croccante sbrisolona con zabaione tiepido che nel nostro Home Restaurant è anch’essa rigorosamente senza glutine. Potete scrivermi su illybertinelli@gmail.com se desiderate informazioni sui corsi privati.

Vi aspettiamo a Parma

Se deciderete di venire a Parma da soli o in gruppi, potrete tranquillamente organizzarvi in autonomia, ma se non volete avere alcun pensiero su cosa scegliere, come prenotare e come gestire la vostra logistica, contattate il tour operator locale Parma Incoming che si prenderà cura di ogni dettaglio!

i miei corsi di cucina

I miei corsi di cucina (Foto: Roberta Bellani)

emilia-logo 

Sei ormai a corto di idee per pranzi fuori casa? Arriva un altro bastimento carico di ricette per la nostra “schiscetta” o “lunch box“, insomma tante idee per un pasto veloce, bilanciato e gustoso da portare con te, ovunque tu vada.

In questo modo mangiare senza glutine e calcolare i carboidrati non è più un problema nemmeno dovendo pranzare fuori casa, situazione in cui il pasto rappresenta sempre una sfida: la schiscetta diventa un fedele compagno di viaggio e un momento di gioia e piacere.

Noi abbiamo trovato una lunch box perfetta per le nostre esigenze dagli amici di I love my house ai quali chiedo sempre aiuto quando ho richieste di attrezzature e soluzioni per la cucina: ecco dove puoi trovare la nostra SCHISCETTA.

Seguimi allora per non restare a corto di idee per pranzi fuori casa e guarda un’alternativa vegetariana: l’Insalata di riso venere con pomodorini e pistacchi.

La ricetta dell’Insalata di quinoa con primo sale e salmone

carboidrati 38,6 g per l’intera porzione

Ingredienti per 1 schiscetta

  • 100 g fagiolini
  • 50 g quinoa
  • 50 g formaggio primo sale o altro formaggio a piacere
  • 50 g salmone affumicato
  • 10 g noci sgusciate
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio extra vergine di oliva
  • prezzemolo
  • sale

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Cuocete la quinoa in un quantitativo d’acqua doppio rispetto al proprio peso per circa 20 minuti o finché l’acqua non sarà stata completamente assorbita.
  2. Lessate i fagiolini, buttateli in acqua fredda, scolateli e tagliateli a pezzetti.
  3. Mettete un filo d’olio in una padella antiaderente e fatevi dorare lo spicchio d’aglio, quindi aggiungete il prezzemolo tritato e i fagiolini tagliati a pezzettini: lasciate insaporire qualche minuto.
  4. Condite la quinoa con i fagliolini saltati, il formaggio a dadini, il salmone a striscioline, le noci sgusciate aggiustando di sale, se necessario.

insalata di quinoa

La versione con glutine dell’Insalata di quinoa con primo sale e salmone

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti per la versione con glutine.