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E’ la mia amica Anna Gallo che mi accompagna in un viaggio verso la sua terra, la Calabria, regalandomi uno splendido sacchetto per il pane della bottega di tessuti d’arte Mario Celestino di Cosenza. Ed è così che ho pensato di preparare un piatto che unisce terra e mare, un piatto dove i calamari si incontrano con la ‘nduja, l’incontrastata regina della punta del nostro stivale: Calamari in brodetto alla ‘nduja.

La Calabria è sicuramente la regione in cui il colore rosso dipinge la tavola e lo fa attraverso il peperoncino, ingrediente protagonista della ‘nduja, l’insaccato preparato mescolandolo con carne di maiale e altre spezie, ma anche della Sardella, crema piccante a base di bianchetti, come pure di numerose altre specialità, nonché di tessuti e oggetti dell’artigianato locale.

Allora dipingiamo di rosso le nostre tavole e aggiungiamo un po’ di piccante alla vita!

La ricetta dei Calamari in brodetto alla ‘nduja

carboidrati per 100 g trascurabili senza pane

Ingredienti per 4 persone

  • 1 kg calamari puliti
  • 100 g vino bianco
  • 30 g mandorle in lamelle*
  • 20 g ‘nduja*
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 2 rametti di maggiorana
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1/2 limone con buccia edibile
  • olio extra vergine di oliva
  • sale
  • pane casareccio**

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Tagliate a striscioline i calamari puliti e privati di becco e occhi e fateli saltare in una padella con un filo d’olio extra vergine e lo spicchio d’aglio tritato. Irrorateli con il vino bianco e fatelo evaporare.
  2. Aggiungete la ‘nduja e cuocete per altri 5 minuti: assaggiate i calamari e spegnete il fuoco quando risultano morbidi perché cotture prolungate li rendono gommosi.
  3. Nel frattempo fate tostare le mandorle in lamelle e usatele per completare i calamari insaporendoli anche con un trito di prezzemolo, le foglioline di maggiorana e una grattugiata di buccia di limone.
  4. Servite il brodetto con fette di pane casareccio tostato.

calamari in brodetto alla nduja

La versione con glutine dei Calamari in brodetto alla ‘nduja 

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti per la versione con glutine.

 

Le verdure sono il regalo più bello che la natura ci fa, stagione dopo stagione, con tutta la varietà di colori, sapori e forme. Come cucinarle? Le nostre verdure saranno talmente buone da non potere fare a meno di…leccarsi le dita!

Lasciamoci guidare dai colori e dalla creatività per preparare tre piatti unici che trasformeranno subito la tavola in una festa per tutti.

Per tutte le ricette vengono fornite le indicazioni per essere preparate con e senza glutine (per ulteriori informazioni sul senza glutine, visita il sito dell’Associazione Italiana Celiachia).

Consulta anche il calendario di tutti i corsi e scegli le tue ricette preferite!

Corso di cucina

Verdure da leccarsi le dita

 

 

verdure da leccarsi le dita

 

Luogo: ONLINE

Prezzo: 25 euro

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    In collaborazione con: Dalla A allo Zucchero e I love my house Barazzoni

     

    A distanza di un anno, sono ripartita virtualmente verso Rieti per incontrarmi nuovamente con blogger, giornalisti ed appassionati di cucina a scoprire altri prodotti del territorio della Alta Valle del Velino attraverso la prima ricetta: la Zuppa di castagne e cicerchie.

    Questa zuppa è naturalmente priva di glutine e la presenza dei legumi contribuisce a tenere sotto controllo la parte di carboidrati fornita dalle castagne secche e dalle patate, alimenti che richiedono un po’ di attenzione per una gestione corretta della glicemia.

    Il viaggio dei sapori nel cuore d’Italia: Zuppa di castagne e cicerchie

    zuppa di castagne e cicerchie

    Il progetto di turismo e cultura territoriale è stato ideato dalla Camera di Commercio Rieti Viterbo in collaborazione con l’Azienda Speciale Centro Italia Rieti ed è finalizzato a mettere in evidenza le eccellenze del territorio. Guardate anche le ricette cucinate lo scorso anno: l’Amatriciana e la Pasta di legumi con lenticchie di Rascino.

    Gli ingredienti protagonisti della Zuppa di castagne e cicerchie sono due tipologie di castagne e le cicerchie secche.

    Le castagne del reatino sono il Marrone di Antrodoco e la Rossa del Cicolano, entrambe varietà di pregio che sono sempre state legate all’economica di queste aree e quindi una delle componenti principali della dieta delle popolazioni montane assieme alla ricca scelta di legumi. Nella nostra zuppa, abbiamo utilizzato il marrone di Atrodoco secco, lasciato rinvenire in acqua per circa mezzora, e crudo tagliato a fettine per aggiungere un delizioso profumo di fresco e un tocco croccante alla preparazione.

    La cicerchia o pisello d’India (espressione che ne tradisce la provenienza da terre lontane) è un legume la cui coltivazione è preziosa in aree tendenti alla siccità e alla carestia, quindi garantiva la sussistenza ai contadini anche nelle annate in cui gli altri prodotti non riuscivano a portare frutti, quindi importanti nonostante la difficile raccolta.

    Le cicerchie hanno un sapore dolce, simile a quello dei ceci, che conquista facilmente il palato, ma siccome crescono su terreni sassosi è importante sottoporle ad un attento esame visivo prima di metterle in pentola: i ristoranti di questa zona d’Italia sono spesso dotati di una buona polizza assicurativa a copertura delle eventuali spese per l’intervento di un dentista dopo una gustosa tappa a tavola!

    Allora siete pronti per scoprire il cuore dell’Italia con un’altra ricetta? Armiamoci di pentole e ingredienti e cuciniamola insieme.

    La ricetta della Zuppa di castagne e cicerchie

    16,04 g carboidrati per 100 g

    Ingredienti per 4 persone

    • 1,2 litri di acqua
    • 300 g cicerchie secche (da mettere in ammollo almeno 8 ore prima)
    • 100 g castagne secche (da mettere in ammollo per 1 ora)
    • 100 g patate
    • 20 g olio extra vergine di oliva, più quello per guarnire
    • 4 castagne intere
    • 1 spicchio d’aglio
    • alloro
    • prezzemolo
    • rosmarino
    • sale e pepe

    Preparazione

    1. Mettete l’olio extra vergine di oliva in una tegame e fatevi insaporire un trito di aglio e prezzemolo. Aggiungete le cicerchie ammollate e ben scolate facendole insaporire qualche minuto girandole con un cucchiaio di legno.
    2. Aggiungete l’acqua e cuocete per circa 20 minuti.
    3. Nel frattempo, mettete a cuocere le castagne secche ammollate per circa 20 minuti in acqua leggermente salata con una foglia di alloro. Scolatele e tagliatele grossolanamente, quindi aggiungetele alle cicerchie assieme alle patate tagliate a dadini e completate la cottura.
    4. Prelevate 2 mestoli di zuppa e metteteli nel frullatore, quindi versate la crema ottenuta nuovamente nella zuppa in modo da avere un composto ben legato.
    5. Sbucciate le castagne crude, tagliatele a fettine sottili e servite la zuppa con le fettine di castagne, un trito di rosmarino e prezzemolo e infine un filo di olio extra vergine di oliva. Eventualmente completate anche con crostini di pane.

    zuppa di castagne e cicerchie

    La versione con glutine della Zuppa di castagne e cicerchie

    La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti per la versione con glutine.

    Vi ricordate il libro della mia amica blogger Raffaella Fenoglio del blog Tre civette sul comò intitolato “50 sfumature di caffè“? Ecco la seconda golosissima ricetta: Tomini al caffè con salsa di yogurt e mele dorate. E se amate il caffè, provate anche gli Gnudi al caffè.

    Due chiacchiere con Raffaella

    1. Come mai proprio un libro sul caffè?

    Il caffè è uno spunto che piaceva a tutti e tre: la sottoscritta, Silvia Casini e Francesco Pasqua. È un elemento universale, del quale sono intrisi musica, letteratura e cinema. Abbiamo aggiunto storia, curiosità, caffeomanzia, ricette, caffè storici, coffe painting, galateo, costellazioni stellari, oroscopo, aforismi…e molti molti esperti e alla fine avevamo raccolto talmente tanto di quel materiale da poter fare un’enciclopedia! Il difficile è stato tagliare, limare, decidere cosa fosse meno interessante. L’editore, poi, ha lavorato sulle infografiche e il risultato finale ha superato le nostre aspettative.

    1. C’è una ricetta del libro alla quale sei particolarmente legata?

    Ammettiamolo il difficile è stato proprio la parte food & wine: non volevamo scadere nelle ricette banali – non troverete il tiramisù – e ci immaginavamo un menù completo a base del “vino d’Arabia”. La ricetta che io più amo, tra le 50 proposte, è Formaggi con chutney di frutta al caffè.  A questa ricetta abbiamo abbinato un SAUVIGNON BLANC SESTO 21 di Casata Mergè. Vino laziale, da uve 100% Sauvignon Blanc, strutturato, adatto ad accompagnare formaggi particolari.

    1. Nelle tue ultime pubblicazioni, la cucina è parte integrante di altre forme di arte come la poesia, la letteratura e il cinema. Come è nata l’idea di questo approccio e cos’altro sta bollendo in pentola?

    Nel 2020, con Silvia Casini e Francesco Pasqua, abbiamo buttato giù alcuni progetti letterari nei quali fondere le nostre competenze – quali cinema, poesia, letteratura, musica, food and wine –. Con nostra somma gioia molti di quei progetti, una volta approdati sui tavoli delle Case Editrici di settore, hanno avuto esito positivo! Quindi per i prossimi due anni ne vedrete delle belle! Sono in uscita volumi assai interessanti ed eclettici. Inoltre, noi tre, presi singolarmente, siamo scrittori di narrativa e abbiamo in uscita un libro ciascuno.

    1. Il nostro primo incontro è avvenuto quando è uscito il tuo libro l’Indice GliceAmico, argomento a me particolarmente caro per le attenzioni che ci richiede il diabete, da dove nasce il tuo interesse su questo tema?

    Il diabete ha toccato la mia famiglia. Questo mi ha stimolato a occuparmi di ricette  a basso indice glicemico ma finché non sono usciti i ricettari legati al mio blog – Tre Civette sul Comò – io non immaginavo quanto fosse diffuso, soprattutto in età infantile.  Trovo incisivi i tuoi corsi di cucina online coadiuvati da una nutrizionista clinica. Questa è la via per informare nel modo migliore senza spaventare i pazienti e le loro famiglie.

    Tomini al caffè con salsa di yogurt e mele dorate

    carboidrati 4,45 g per 100 g

    Ingredienti per 4 persone

    • 4 tomini di circa 90 g ciascuno
    • 200 g mela
    • 125 g yogurt greco zero grassi naturale
    • 1 tazza di caffè forte
    • 30 g zenzero
    • 1 limone biologico, scorza e succo

    Preparazione

    1. Prima di tutto mettete i tomini in una terrina a marinare con la tazza di caffè e lo zenzero pelato e tagliato a lamelle. Lasciateli riposare per circa un’ora in frigorifero.
    2. Sbucciate la mela, tagliatela a spicchi e rosolateli in un filo di olio extra vergine di oliva in una padella antiaderente fino a quando saranno leggermente dorati su entrambi i lati.
    3. Togliete i tomini dalla marinatura, puliteli dal caffè tamponandoli con carta assorbente e cuoceteli in una padella antiaderente oppure su una griglia.
    4. Preparate la salsa allo yogurt aromatizzandolo semplicemente con la buccia di limone grattugiata e qualche cucchiaino di succo.
    5. Servite i tomini bollenti accompagnandoli con la salsa di yogurt e qualche spicchio di mela dorata.

    tomini al caffè con salsa di yogur e mele dorate

    La versione con glutine dei Tomini al caffè con salsa di yogurt e mele dorate

    La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di nessun adattamento per la versione con glutine.

     

     

    Non so voi, ma con i ragazzi a casa da scuola l’esigenza di pensare sempre a pranzo e cena mi rende difficile trovare soluzioni per soddisfare il loro appetito, il desiderio di variare e il tempo a disposizione e allora provate queste Schiacciatine di patate e zucchine al Prosciutto di Parma.

    Il tempo più lungo sarà quello di bollire le patate, ma il resto vi richiederà davvero pochi minuti. Ovviamente potrete sostituire il Prosciutto di Parma con un altro prosciutto di vostro gradimento, ma è importante ricordare che associando una fonte di grassi e proteine alle patate, rallenterete la velocità di assorbimento dei carboidrati, quindi sarà utile per evitare picchi glicemici.

    Potete accompagnare queste Schiacciatine di patatate e zucchine con un contorno di verdure per avere un pasto completo. E se amate i tortini, ma non volete accendere il forno, provate il Tortino di patate in padella.

     

    La ricetta delle Schiacciatine di patate e zucchine al Prosciutto di Parma  

    carboidrati 14,41 g per 100 g di schiacciatine senza prosciutto

    Ingredienti

    • 700 g patate
    • 350 g zucchine
    • 80 g cipollotto o porro
    • 60 g pangrattato**
    • 40 g burro
    • Prosciutto di Parma
    • olio extra vergine di oliva
    • sale e pepe

    **Ingredienti specifici per celiaci

    Preparazione

    1. Fate cuocere le patate con la buccia in una pentola d’acqua; sbucciatele e schiacciatele  con lo schiacciapatate, aggiungete il burro mentre sono ancora calde in modo che si sciolga bene, quindi mettetele da parte.
    2. Nel frattempo, mettete qualche cucchiaio di olio in una padella antiaderente, fatevi rosolare il cipollotto o il porro tagliato finemente, quindi aggiungete le zucchine grattugiate con una grattugia a fori grossi, aggiustate di sale e pepe, quindi lasciate cuocere per circa 10 minuti assicurandovi che le zucchine risultino bene asciutte.
    3. Aggiungete le zucchine cotte alle patate schiacciate, mescolate bene e insaporite con sale e pepe, se necessario.
    4. Con l’aiuto di un coppa pasta da 6 cm di diametro, formate delle mini schiacciate dello spessore di 2 cm; passatele nel pangrattato con molta attenzione perché sono piuttosto morbide, quindi fatele dorare in una padella antiaderente con qualche cucchiaio di olio fino a quando saranno molto croccanti su entrambi i lati.
    5. Completate ogni pizzetta con una fetta di Prosciutto di Parma appena tagliata e servite.

    Pizzette di patate e zucchine al prosciutto

    La versione con glutine delle Schiacciatine di patate e zucchine al prosciutto 

    Sostituite il pangrattato senza glutine con pangrattato convenzionale.

    La Sicilia è sicuramente una delle destinazioni più ambite per arte e cucina ed uno dei suoi simboli gastronomici è sicuramente la Caponata siciliana di cui condivido la ricetta di cari amici di Carini, vicino a Palermo, che sentiamo parte della nostra famiglia. Unica modifica che ho apportato: non ho fritto le melanzane… non me ne vogliate!

    Proprio per la sua italianità, ho scelto la ricetta della Caponata come protagonista di un fantastico progetto per fare conoscere al pubblico internazionale cosa contengono i prodotti di un’azienda cosmetica virtuosa, Davines, che utilizza presidi Slow Food per estrarre i propri principi attivi. Quindi potete guardare il video realizzato nel Giardino scientifico di Davines per scoprire che gli ingredienti della Caponata sono anche gli ingredienti degli shampoo solidi tanto amici dell’uomo che dell’ambiente.

    Allora buon viaggio alla scoperta di una ricetta che ci rende belli dentro e fuori!

    La ricetta della Caponata siciliana senza frittura 

    carboidrati 9,34 g per 100 g

    Ingredienti per 6-8 persone

    • 830 g melanzane preferibilmente tonde oppure striate
    • 550 g tra passata di pomodoro e pelati
    • 300 g cipolla
    • 225 g sedano
    • 150 g olive verdi sotto sale (io ho usato le olive verdi denocciolate*)
    • 60 g uvetta
    • 40 g pinoli
    • 30 g capperi sotto sale
    • 10 g zucchero
    • olio extra vergine di oliva, aceto di vino bianco e sale

    **Ingredienti specifici per celiaci

    *Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

    Ingredienti della caponata

    Preparazione della Caponata siciliana senza frittura

    1. Lavate e sbucciate le melanzane, quindi tagliatele a dadini, spolveratele con un pizzico di sale fino e mettetele a spurgare in un colino per un paio d’ore. Asciugate le melanzane dall’acqua che avranno rilasciato e fatele appassire in una padella antiaderente con un filo d’olio (questo è il passaggio che fa la differenza rispetto alla ricetta siciliana originale in cui le melanzane vengono fritte).
    2. Mettete a bagno l’uvetta nell’acqua.
    3. Nel frattempo, tagliate a pezzetti il sedano e fatelo cuocere per circa 5 minuti in acqua bollente, quindi scolatelo (senza buttare l’acqua di cottura) e mettetelo da parte.
    4. Affettate la cipolla e fatela cuocere in una padella con un goccio d’acqua fino a quando si è leggermente ammorbidita; allontanate dal fuoco e mettete da parte.
    5. Se usate le olive verdi sotto sale, rimuovete il sale buttandole qualche secondo nell’acqua di cottura del sedano. Io ho usato le olive verdi denocciolate che ho semplicemente tagliato a metà e messo da parte.
    6. In una padella antiaderente, versate un filo d’olio extra vergine e fate rosolare la cipolla, quindi aggiungete il sedano, le olive e i capperi ben dissalati e lasciate insaporire per una decina di minuti.
    7. Nel frattempo, in un’altra padella antiaderente, fate cuocere la passata e i pelati per circa 15 minuti in modo che si restringano aggiungendo lo zucchero e un pizzico di sale. Infine, versatevi dentro il composto di verdure, le melanzane, l’uvetta strizzata e i pinoli. Mescolate e lasciate insaporire per circa un minuto, poi allontanate dal fuoco e aggiungete l’aceto di vino bianco a piacere. Aggiustate eventualmente di sale e servite la caponata tiepida oppure fredda.

    Caponata

    La versione con glutine della Caponata siciliana senza frittura 

    La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti per la versione con glutine.

    Avete presente quelle ricette di cui non potete più fare a meno? L’insalata di pollo marinato alle erbe è sicuramente una di queste. Ho deciso quindi di condividerla all’inizio dell’estate perché sarà la soluzione ideale per numerose occasioni, dalla gita in montagna, al pranzo sotto l’ombrellone o in ufficio, questo piatto freddo ha un profumo irresistibile e una carne morbida come il tonno.

    Un altro aspetto non secondario è che potrete preparare il pollo e metterlo a marinare nell’olio aromatico anche uno o due giorni prima e il risultato sarà addirittura più straordinario perché la carne risulterà ancora più tenera.

    Oltre alle zucchine all’interno della marinatura, servite l’Insalata di pollo con qualsiasi altra verdura di stagione e avrete risolto un pasto naturalmente privo di glutine e praticamente senza carboidrati. Un possibile abbinamento potrebbe essere anche l’Insalata di datterini e acchiughe.

     

    La ricetta dell’Insalata di pollo marinato alle erbe    

    carboidrati per 100 g trascurabili

    Ingredienti per 4 persone

    • 800 g petto di pollo lessato
    • 300 g zucchine
    • 150 g olio extra vergine di oliva (che riutilizzerete una volta mangiato il pollo)
    • 30 g Capperi di Pantelleria sotto sale
    • 4 spicchi d’aglio
    • 1 stecca di cannella
    • 4 chiodi di garofano
    • 4 bacche di anice stellato
    • 1 ciuffo di timo
    • origano
    • peperoncino
    • sale
    • insalata e misticanza a piacere

    Preparazione

    1. Tagliate le zucchine a nastro con un mandolina e fatele grigliare per qualche minuto su una bistecchiera oppure nel forno a 200°C adagiate su una teglia ricoperta di carta forno. Mettete l’olio in una casseruola, unite la cannella, l’anice stellato, i chiodi di garofano, il timo, sale, peperoncino e l’aglio sbucciato a filetti. Fate insaporire il tutto a cuoco basso per circa 10 minuti facendo attenzione a non fare soffriggere le spezie.
    2. Dissalate i capperi, tagliate il pollo cotto a pezzetti, mettetelo in un vaso a chiusura ermetica con i capperi, l’olio aromatico ancora tiepido e i rotolini di zucchine eventualmente aggiungendo ancora olio per coprire il pollo; chiudete il contenitore e mettetelo in frigorifero per 24 ore.
    3. Togliete il pollo dal frigorifero qualche ora prima di servirlo, mescolatelo bene, insaporite anche con un pizzico di origano e servite accompagnato da insalata e misticanza a piacere.

    Nota: l’olio della marinatura che resterà nel contenitore sarà ottimo per condire altre insalate e come base per la preparazione di altri piatti.

    L'insalata di pollo pronta per essere gustata

    La versione con glutine dell’Insalata di pollo marinato alle erbe

    La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.

    Prima del Covid, le manifestazioni dedicate allo Street Food erano diventate un appuntamento imperdibile per gli appassionati di cucina e questi Supplì al balsamico e spalla cotta sarebbero stati i protagonisti perfetti di uno spuntino con gli amici all’insegna del buon cibo e dei sapori regionali. E allora li ho voluti condividere con i miei colleghi di lavoro trasformando un giorno qualunque in un giorno speciale!

    Il supplì con i colleghi di lavoro

    Ma cosa sono i Supplì? Ve lo avevo raccontato lo scorso anno per la prima edizione dell’evento SuppliTiamo con il mio Supplì Viva l’Italia. E per questa nuova edizione del contest ho voluto creare un Supplì molto più ricco e goloso usando tre prodotti della mia regione: l’Aceto Balsamico di Modena nelle sue due espressioni, IGP e DOP, la Spalla Cotta di San Secondo e il Parmigiano Reggiano.

    Andiamo per ordine. Del Parmigiano Reggiano non vi racconterò nulla perché la sua storia è stata la protagonista di tante altre ricette, mentre partirò dall’Aceto Balsamico di Modena IGP. Si tratta del prodotto ottenuto da mosto d’uva parzialmente fermentato e/o cotto e/o concentrato e aceto di vino che vengono sottoposti ad acetificazione e ad un invecchiamento in legno di almeno 60 giorni che può protrarsi fino a 3 anni per l’aceto definito invecchiato. Questo aceto è il prodotto aromatico, dal sapore acido e dolce che siamo abituati ad utilizzare come condimento e che io adoro per preparare le mie cipolle in agrodolce.

    Il balsamico DOP è un prodotto che, nonostante il nome simile, ha caratteristiche ed impieghi molto diversi. L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP è infatti il prodotto ottenuto da un solo ingrediente, il mosto cotto d’uva, fatto invecchiare in batterie di botti di diversi legni e dimensioni per un minimo di 12 anni seguendo un processo produttivo unico nel suo genere e di tradizione strettamente famigliare. Il tradizionale si presenta come liquido denso di colore nero lucido ed ha un sapore estremamente dolce e concentrato: è perfetto per essere consumato rigorosamente a crudo su piatti dolci e salati.

    Infine, la Spalla cotta di San Secondo è un salume tipico delle terre vicine al fiume Po della provincia di Parma ottenuto dalla spalla del maiale. E’ un prodotto dalla lunga storia ricercatissimo dagli appassionati di salumi per il suo sapore e aroma molto distintivi: mangiata tiepida, magari con la tipica Torta fritta, la spalla cotta è sicuramente indimenticabile!

    Allora prepariamo i nostri Supplì passo a passo.

     

    La ricetta dei Supplì al balsamico e spalla cotta

    carboidrati 29 g per 100 g

    Ingredienti per 8 supplì

    • 550 g brodo di carne
    • 270 g riso Carnaroli
    • 200 g cipolla
    • 120 g spalla cotta di San Secondo affettata*
    • 100 g pecorino giovane o altro formaggio che fonda
    • 2 uova
    • 50 g pangrattato**
    • 40 g Parmigiano Reggiano grattugiato
    • 40 g farina di riso integrale*
    • 20 g burro
    • 3 cucchiai di Aceto Balsamico di Modena IGP
    • 1 cucchiaino di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena
    • olio extra vergine di oliva
    • 1 foglia di alloro
    • sale e pepe
    • olio di semi per friggere

    **Ingredienti specifici per celiaci

    *Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

    Preparazione

    1. Preparate il riso mettendo il riso carnaroli nel brodo di carne e cuocetelo fino a quando tutto il brodo sarà stato assorbito. Mantecate il riso con il burro e il parmigiano grattugiato, quindi stendete il riso su un piatto o un vassoio per farlo raffreddare.
    2. Mentre il riso si raffredda, preparate le cipolle. Tagliatele a fette sottili e mettetele ad appassire in una padella antiaderente con un filo d’olio (io ho usato la mia fantastica Padella Shark Skin di Pentole Agnelli scoperta ad una delle serate di Risate & Risotti lo scorso anno) e una foglia di alloro. Quando le cipolle saranno morbide, sfumatele con l’Aceto Balsamico di Modena, aggiustate di sale e pepe e lasciate addensare bene il fondo. Allontanate dal fuoco e fate intiepidire.
    3. Mettete il riso lasciato raffreddare in una terrina e incorporatevi un uovo. Insaporite il riso con 1 cucchiaino colmo di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.L'aceto balsamico tradizionale di modena
    4. Componete i supplì. Ungetevi leggermente le mani con olio extra vergine di oliva, adagiate sul palmo e sulle dita di una mano uno strato di riso al balsamico, mettete un cucchiaio di cipolle in agrodolce nel centro del riso, qualche cubetto di formaggio e una fetta di spalla cotta di San Secondo. Sempre con le dita leggermente unte, prendete altro riso per ricoprire il supplì e formare il cilindro sigillandolo bene.
    5. Sbattete il secondo uovo in una fondina con un pizzico di sale. Passate ogni supplì nella farina di riso, poi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato.
    6. Mettete l’olio di semi in un pentolino, scaldatelo e friggete i supplì fino a quando saranno dorati e croccanti. Serviteli ben caldi e…ricordatevi di riaprire gli occhi dopo avere addentato il primo boccone!

    dettaglio supplì

    La versione con glutine dei Supplì al balsamico e spalla cotta

    Sostituite nella panatura il pangrattato senza glutine con pangrattato convensionale e, se volete, la farina di riso con farina di frumento.

    La natura sta rinascendo attorno a noi con l’esplosione di fiori e piante, tra cui erbe selvatiche commestibili e erbe aromatiche, quindi quale idea migliore di preparare delle irresistibili Frittatine di verdure alle erbe?

    Sono la soluzione perfetta per preparare una cena sana, naturalmente senza glutine e senza carboidrati, da accompagnare ad altre verdure di stagione e una fetta di fragrante pane ricco di fibre: che ne dite?

    Inoltre, se passeggiando trovate del tarassaco oppure del luppolo selvatico (che noi chiamiamo dialettalmente “invertis“) non esitate a raccoglierne un po’ da aggiungere alle vostre frittatine di verdure alle erbe oppure per preparare altre ricette vegetariane.

    La ricetta delle frittatine di verdure alle erbe   

    carboidrati per 100 g trascurabili

    Ingredienti per 4 frittatine

    • 8 uova
    • 170 g erbette (già pulite dai gambi)
    • 140 g cipollotti di Tropea
    • 120 g pomodori pelati
    • 60 g Parmigiano Reggiano grattugiato
    • 1 mazzetto di prezzemolo
    • 1 spicchio d’aglio
    • origano secco
    • qualche foglia di maggiorana e timo
    • olio extra vergine di oliva
    • sale
    • pepe

    Preparazione

    1. Pulite i cipollotti e affettateli rimuovendo la parte del gambo verde. Lavate le erbette e tagliatele a striscioline eliminando la parte più dura.
    2. In una padella antiaderente, soffriggete l’aglio con un filo d’olio, quindi aggiungete i cipollotti e le erbette, salate e pepate, quindi cuocete con il coperchio per qualche minuto.
    3. Tritate grossolanamente i pelati e aggiungeteli alle verdure in padella; cuocete per altri 5 minuti in modo da asciugare completamente l’acqua delle verdure e rimuovete l’aglio.
    4. Sbattete le uova in una terrina, aggiungetevi 2 cucchiaini di prezzemolo tritato, origano, le foglioline di erbe aromatiche e le verdure lasciate intiepidire. Infine, aggiungete il parmigiano grattugiato.
    5. Scaldate una padella antiaderente di 18-20 cm di diametro con un filo d’olio e versatevi un quarto del composto facendo cuocere la frittatina per 2 minuti per lato.
    6. Servite le frittatine accompagnate da verdure crude e cotte a piacere.
    Frittatine di verdure alle erbe

    Le frittatine di verdure alle erbe pronte per essere gustate

    La versione con glutine delle Frittatine di verdure alle erbe

    La ricetta è naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di nessun adattamento.

    Benvenuta Primavera! E quale miglior modo per farlo se non preparando un Risotto cremoso alla barbabietola per rendere omaggio al colore rosa della fioritura degli alberi? Perché il colore rosa tipico dell’albero di pesco è conferito proprio dalla barbabietola, che possiamo acquistare già cotta, magari al forno, dal nostro ortolano.

    Il risotto cremoso alla barbabietola: il rosa nel piatto.

    Il secondo protagonista del risotto è uno dei miei formaggi preferiti in assoluto, ossia il Gorgonzola, l’erborinato italiano per eccellenza la cui leggera piccantezza conferisce la spinta di gusto al sapore un po’ terroso della barbabietola.

    Inoltre, ormai sapete che nei risotti adoro aggiungere un tocco croccante, il complemento perfetto della cremosità dei chicchi ben tostati e mantecati e un’idea semplicissima ed efficace sono delle fettine di topinambur e scagliette di parmigiano.

    ingredienti del risotto cremoso alla barbabietola

    Gli ingredienti del risotto cremo alla barbabietola

    Il topinambur: un tubero a chilometro zero

    Nonostante il nome che ci fa pensare che si tratti di un prodotto proveniente da chissà quale lontano paese, il topinambur è una pianta erbacea perenne con un tubero sotterraneo originaria del continente americano il cui nome probabilmente deriva dalla tribù sudamericana Tupinamba che ne faceva abbondante uso.

    Come la patata e il pomodoro, il topinambur si è adattato perfettamente al clima del nostro paese dove cresce in modo spontaneo e quasi infestante soprattutto lungo i corsi d’acqua e lo riconosciamo dal bel fiore giallo su alti fusti eretti. Quindi non abbiate paura ad acquistare questa sorta di patata bitorzoluta: sarà una continua sorpresa quando la consumerete cruda, come in questo risotto, o cotta come contorno o crema.

    Quindi se siete alla ricerca di ricette per Pasqua, ricette semplici ma di impatto e idee per colorare la tavola, eccovi la soluzione! E per completare il menù, provate anche la Torta Pasqualina.

    La ricetta del Risotto cremoso alla barbabietola

    carboidrati 25,35 g per 100 g di risotto pronto da mangiare  

     

    Ingredienti per 4 persone

    • 1,5 litri circa di brodo vegetale preparato in precedenza
    • 320 g riso
    • 100 g barbabietola cotta al forno
    • 80 g gorgonzola
    • 70 g vino rosso
    • 40 g Parmigiano Reggiano grattugiato
    • 30 g scalogno
    • 30 g burro
    • olio extra vergine di oliva, sale e pepe, Pecorino Romano per i croccantini

    Ingredienti per completare

    • 1 topinambur
    • scaglie di parmigiano
    • 2 fette di barbabietola al forno

     

    Preparazione

    Mettete un filo d’olio in un tegame e fatevi appassire molto lentamente lo scalogno a fettine sottili e la barbabietola tagliata a cubetti. Dopo qualche minuto, aggiungete un mestolo di brodo e lasciate insaporire qualche minuto. Trasferite questo fondo di verdure nel frullatore e frullate in modo da ottenere un composto tipo crema.

    Iniziate a preparare il risotto. Mettete il riso in un tegame dal fondo spesso e fatelo tostare a secco a fuoco vivace (a me sono serviti 3 minuti per avere i chicchi ben trasparenti con la parte centrale bianca). Sfumate il riso con il vino rosso, quindi iniziate ad aggiungere il brodo bollente. Continuate a mescolare e aggiungete il brodo solo quando il riso sarà quasi asciutto. A cinque minuti da fine cottura, aggiungete la crema di barbabietola e il gorgonzola al riso.

    Quando il riso sarà ancora bene al dente, allontanatelo dal fuoco e procedete con la mantecatura. Aggiungete i 30 grammi di burro muovendo bene il riso in modo che si liberi l’amido per formare una bella cremina, aggiungete anche il parmigiano grattugiato e continuate a mescolare con vigore fino a quando sarà completamente amalgamato. Coprite il tegame con un canovaccio e lasciare riposare per 1 minuto.

    Impiattate il risotto su piatti caldi e distribuite sulla superficie delle fettine sottilissime di topinambur tagliate con una mandolina, delle scagliette di Parmigiano  e qualche cubetto di barbabietola.

    Il risotto cremoso alla barbabietola pronto per essere gustato

    Il risotto cremoso alla barbabietola pronto per essere gustato

    La versione con glutine del Risotto cremoso alla barbabietola

    La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.