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A volte basta un tocco originale per rendere un piatto comune qualcosa di speciale, così un’insalata di riso si può trasformare in un coloratissimo pranzo per combattere il caldo dell’estate: ecco una ricetta per l’estate perfetta, la mia Insalata di riso venere in bicchiere.

La regola che mi sta guidando in questi giorni di caldo in cui non ho l’aria condizionata in cucina è una: niente forno acceso, a meno che non sia costretta a panificare. E allora eccovi un piatto unico divertente e goloso che sarà pronto in 30 minuti, a meno che il riso venere che avete a disposizione non richieda qualche minuto in più per la cottura.

Inoltre, se vi piace questa idea di ricetta per l’estate, sbizzarritevi ad inventare tante altre insalate di riso stratificandole nel bicchiere per rendere unica la vostra tavola e fare divertire tutti i commensali. Guardate anche le Torrette di riso venere per trarre ispirazione!

La ricetta per l’estate: Insalata di riso venere in bicchiere

carboidrati per 100 g

Ingredienti per la crema di zucchine

  • 300 g zucchine
  • 170 g acqua o brodo vegetale*
  • 100 g porri
  • 20 g olio extra vergine di oliva
  • ciuffetto di basilico
  • qualche foglia di menta
  • sale e pepe

Ingredienti per la mousse di mozzarella

  • 400 g mozzarella fiordilatte
  • 20 g olio extra vergine di oliva
  • acqua

Ingredienti per comporre 4 bicchieri

  • 200 g pomodorini ciliegini
  • 100 g riso venere
  • foglie di basilico
  • olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

Fate cuocere il riso venere in acqua leggermente salata e scolatelo quando ha la consistenza perfetta per essere mangiato, quindi distendetelo per farlo raffreddare abbastanza in fretta.

Nel frattempo, tritate il porro e fatelo appassire in un tegame con l’olio extra vergine di oliva, aggiungete le zucchine a pezzetti, lasciate insaporire un minuto, poi aggiungete l’acqua, il basilico e la menta e fate cuocere per 12-13 minuti.

Trasferite il tutto in un frullatore, frullate in modo da ottenere una crema omogenea e aggiustate di sale e pepe. Tenete da parte.

Mettete la mozzarella fiordilatte a pezzetti in un bicchiere largo e alto, aggiungete 4-5 cucchiai di acqua e iniziate a frullare con un frullatore ad immersione (ideale per la consistenza è utilizzare un Bamix) versando anche l’olio extra vergine a filo. Se la crema di mozzarella risulta troppo dura, aggiungete ancora qualche cucchiaio di acqua continuando a frullare fino ad ottenere la consistenza di una mousse. Aggiustate di sale e pepe.

Tagliate i pomodorini in 4 spicchi, insaporite con sale e pepe e un filo d’olio extra vergine.

Ora componete i bicchieri: versate la crema di zucchine sul fondo, formate uno strato di riso venere, uno strato di mousse di mozzarella, i pomodorini tagliati e infine decorate con qualche foglia di basilico.

insalata di riso venere in bicchiere

La versione con glutine della ricetta per l’estate: Insalata di riso venere in bicchiere

Questa ricetta contiene solamente ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non necessita di alcuna modifica.

 

Avete già pensato a cosa preparare per il pranzo di Pasqua? Avete delle ricette di famiglia che preparate in questa occasione? Per il pranzo di Pasqua a casa nostra il primo piatto sono gli immancabili Anolini in brodo, mentre siamo sempre alla ricerca di un secondo di carne nuovo e che metta tutti d’accordo. Ecco allora un’idea in più che potrete cucinare insieme a me guardando la videoricetta: il Polpettone di carni bianche.

Questo Polpettone di carni bianche è semplicissimo e può essere preparato anche la sera prima, poi cotto all’ultimo momento. La presenza delle uova sode (simbolo di nuova vita) lo rende ricco dal punto di vista nutrizionale e bellissimo da servire in tavola con la vivacità dei suoi colori.

Se ancora state cercando idee per il menù del pranzo di Pasqua, questo secondo di carne potrebbe essere una bella soluzione: naturalmente senza glutine e senza carboidrati. Buona Pasqua!

La ricetta del Polpettone di carni bianche

carboidrati per 100 g trascurabili

Ingredienti

  • 600 g carne di tacchino e pollo macinata
  • 250 g spinaci freschi o surgelati
  • 90 g speck a fette*
  • 50 g Parmigiano Reggiano, grattugiato
  • 4 uova
  • Pecorino a lamelle
  • olio extra vergine di oliva
  • sale
  • pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Fate cuocere gli spinaci freschi o surgelati in una padella antiaderente con un filo d’olio; aggiustate di sale e lasciate intiepidire.
  2. Cuocete 3 uova sode mettendole in acqua quando bolle e lasciandole bollire per 8 minuti. Una volta cotte e raffreddate, sgusciatele.
  3. Mettete la carne macinata in una terrina, aggiungete un pizzico di sale, il parmigiano grattugiato e 1 uovo. Mescolate in modo da ottenere un composto omogeneo.
  4. Stendete un foglio di carta forno, ungetelo con un filo d’olio e adagiatevi sopra la carne macinata; con l’aiuto di un foglio di pellicola trasparente e un mattarello, formate un rettangolo di circa 35×25 cm.
  5. Formatevi sopra uno strato di speck, copritelo con gli spinaci, insaporite con pecorino a lamelle, poi adagiate le 3 uova sode nel centro del rettangolo. Arrotolatelo formando un cilindro e sigillatelo bene alle estremità. Avvolgete il cilindro con la carta forno su cui è stato steso.
  6. Scaldate il forno ventilato a 200°C e cuocetevi il polpettone per 25 minuti, quindi toglietelo e faterlo rosolare velocemente in una padella antiderente con un filo d’olio. Tagliate l’arrosto a fette e servitelo.
Polpettone di carni bianche

Polpettone di carni bianche pronto da gustare

La versione con glutine del Polpettone di carni bianche

Questa ricetta contiene solamente ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non necessita di alcuna modifica.

 

Pur continuando ad amare il “vecchio” modo di viaggiare, ho deciso di intraprendere un viaggio di scoperta del Provolone Valpadana DOP attraverso il progetto “Choose your taste, sweet or spicy, only from Europe” in collaborazione con la Commissione Europea e l’Associazione Italiana Food Blogger. Il progetto è finalizzato a migliorare la riconoscibilità dei prodotti a marchio europea di qualità e a promuoverne il consumo.

logo progetto 

Il mio incontro con questo prodotto risale alla mia infanzia quando accompagnavo mio padre alla Fiera internazionale del bovino da latte a Cremona dove negli stand gastronomici che animavano l’evento di socializzazione degli allevatori del Nord Italia esponevano enormi forme di formaggio, lucide, a volte tondeggianti e altre volte cilindriche, che con le loro dimensioni mi affascinavano e, allo stesso tempo, spaventavano.

Dopo tanti anni, scoprire come viene prodotto questo formaggio, mi riempie il cuore di gioia.

Il Provolone Valpadana DOP dolce e piccante

Da dove arriva il nome di questo formaggio? Dal verbo “provare” perché in passato, quando non esistevano mezzi tecnologici per verificare che la cagliata fosse fermentata al punto giusto per essere filata, si prendevano pezzetti della stessa e si facevano “prove” di filatura (da cui il nome Provola e il suo accrescitivo Provolone) fino a quando risultavano perfette per procedere.

marchio

La zona di produzione del Provolone Valpadana DOP comprende una parte della Lombardia, parte del Veneto, la provincia di Piacenza e parte della provincia di Trento, area caratterizzata dalla presenza della Pianura Padana.

Il processo produttivo in breve

  1. Preparazione del latte in caldaia entro le 60 ore successive alla mungitura.
  2. Aggiunta del siero fermentato a partire dalla fine della lavorazione del giorno precedente e, eventualmente, di batteri lattici aggiuntivi sempre ottenuti dal siero del Provolone Valpadana DOP.
  3. Caglio e coagulazione, la fase da cui parte la differenziazione tra Provolone dolce e Provolone piccante grazie all’aggiunta di caglio di vitello nel primo e di caglio di capretto nel secondo che provocano la coagulazione del latte ad una temperatura compresa tra i 36 e i 39°C.
    coagulazione

    Coagulazione (foto del Consorzio del Provolone Valpadana DOP)

  4. Fermentazione e taglio della pasta, quando la cagliata viene fatta riposare fermentando su idonee superfici e, una volta pronta, tagliata per essere poi filata.
  5. Filatura, il trattamento in acqua a 85-95°C che consiste nel fare sciogliere la cagliata tirandola in modo da formare lunghi fili.
  6. Modellatura, raffreddamento e rassodamento, quando la pasta filata viene modellata manualmente o in appositi stampi e messa in acqua gelida per favorire un veloce raffreddamento e conseguente rassodamento.
  7. Salatura, che consiste nell’immersione delle forme in salamoia per un periodo di tempo dipendente dalla dimensione delle stesse.
    salatura

    Salatura (foto del Consorzio Provolone Valpadana DOP)

  8. Legatura, eventuale affumicatura e stagionatura sono le fasi finali della produzione in quanto una volta legate le forme, queste potranno essere affumicate e stagionate oppure conservate per tempi brevi nel caso del Provolone Valpadana DOP dolce.
stagionatura

Stagionatura (foto del Consorzio Provolone Valpadana DOP)

Tante forme per tanti sapori

Da grande appassionata di formaggi, trovo davvero insolita la varietà di forme con cui si può presentare il Provolone Valpadana DOP perché ogni pezzatura avrà le proprie peculiarità in termini di sapore, quindi non solo esiste la differenziazione tra dolce e piccante, ma al loro interno passando da piccole forme da 6 kg a enormi formaggi da 100 kg, il profilo sensoriale si sviluppa in una molteplicità di sfumature.

Per questo motivo le stagionature possono variare da un minimo di 10 giorni a oltre 240 giorni!

Come utilizzare il Provolone Valpadana DOP

Data la varietà di sapori, consistenze e stagionature, il Provolone Valpadana DOP può essere utilizzato in un’infinità di ricette che verranno quindi caratterizzate dalla scelta che faremo: una versione delicata con profumo di latte oppure un tocco deciso di sapidità e piccantezza, quasi avessimo aggiunto un pizzico di peperoncino.

Il Provolone può essere utilizzato direttamente crudo oppure in preparazioni che andranno cotte in padella o in forno. Ecco la ricetta che ho preparato da condividere con voi e che ho cucinato usando il Provolone Valpadana DOP dolce, ma che potrete tranquillamente modificare usando la versione piccante dello stesso formaggio ottenendo un risultato completamente diverso: divertitevi a sperimentare!

La ricetta dei Muffin salati al Provolone Valpadana DOP

carboidrati 33,43 g per 100 g

Ingredienti per 4 grossi muffin

  • 90 g farina di riso integrale*
  • 75 g Provolone Valpadana DOP dolce o piccante (dolce nella foto)
  • 2 uova
  • 35 g amido di tapioca*
  • 30 g latte
  • 25 g olio extravergine di oliva
  • 20 g pomodorini secchi
  • 5 g lievito in polvere per torte salate*
  • sale e pepe

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Tritate grossolanamente il Provolone e i pomodorini secchi e metteteli da parte.
  2. Mettete la farina di riso e l’amido di tapioca in una planetaria o in una terrina, quindi impastate con uova, latte e olio fino ad ottenere un composto omogeneo e cremoso; infine aggiungete il lievito, il provolone e i pomodorini e aggiustate di sale e pepe.
  3. Versate il composto in 4 pirottini da muffin piuttosto grandi riempiendoli per 3/4 del volume.
  4. Cuocete i muffin in forno statico preriscaldato a 180°C per 20 minuti.
  5. Sfornate i muffin e mangiateli tiepidi: sono golosissimi!

muffin salati al provolone

La versione con glutine dei Muffin salati al Provolone Valpadana DOP

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti per la versione con glutine.

E’ la mia amica Anna Gallo che mi accompagna in un viaggio verso la sua terra, la Calabria, regalandomi uno splendido sacchetto per il pane della bottega di tessuti d’arte Mario Celestino di Cosenza. Ed è così che ho pensato di preparare un piatto che unisce terra e mare, un piatto dove i calamari si incontrano con la ‘nduja, l’incontrastata regina della punta del nostro stivale: Calamari in brodetto alla ‘nduja.

La Calabria è sicuramente la regione in cui il colore rosso dipinge la tavola e lo fa attraverso il peperoncino, ingrediente protagonista della ‘nduja, l’insaccato preparato mescolandolo con carne di maiale e altre spezie, ma anche della Sardella, crema piccante a base di bianchetti, come pure di numerose altre specialità, nonché di tessuti e oggetti dell’artigianato locale.

Allora dipingiamo di rosso le nostre tavole e aggiungiamo un po’ di piccante alla vita!

La ricetta dei Calamari in brodetto alla ‘nduja

carboidrati per 100 g trascurabili senza pane

Ingredienti per 4 persone

  • 1 kg calamari puliti
  • 100 g vino bianco
  • 30 g mandorle in lamelle*
  • 20 g ‘nduja*
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 2 rametti di maggiorana
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1/2 limone con buccia edibile
  • olio extra vergine di oliva
  • sale
  • pane casareccio**

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Tagliate a striscioline i calamari puliti e privati di becco e occhi e fateli saltare in una padella con un filo d’olio extra vergine e lo spicchio d’aglio tritato. Irrorateli con il vino bianco e fatelo evaporare.
  2. Aggiungete la ‘nduja e cuocete per altri 5 minuti: assaggiate i calamari e spegnete il fuoco quando risultano morbidi perché cotture prolungate li rendono gommosi.
  3. Nel frattempo fate tostare le mandorle in lamelle e usatele per completare i calamari insaporendoli anche con un trito di prezzemolo, le foglioline di maggiorana e una grattugiata di buccia di limone.
  4. Servite il brodetto con fette di pane casareccio tostato.

calamari in brodetto alla nduja

La versione con glutine dei Calamari in brodetto alla ‘nduja 

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti per la versione con glutine.

 

Le verdure sono il regalo più bello che la natura ci fa, stagione dopo stagione, con tutta la varietà di colori, sapori e forme. Come cucinarle? Le nostre verdure saranno talmente buone da non potere fare a meno di…leccarsi le dita!

Lasciamoci guidare dai colori e dalla creatività per preparare tre piatti unici che trasformeranno subito la tavola in una festa per tutti.

Per tutte le ricette vengono fornite le indicazioni per essere preparate con e senza glutine (per ulteriori informazioni sul senza glutine, visita il sito dell’Associazione Italiana Celiachia).

Consulta anche il calendario di tutti i corsi e scegli le tue ricette preferite!

Corso di cucina

Verdure da leccarsi le dita

 

 

verdure da leccarsi le dita

 

Luogo: ONLINE

Prezzo: 25 euro

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    (Potrai cancellarli o chiederne una copia facendo esplicita richiesta a illybertinelli@gmail.com) (richiesto)

    In alternativa per iscriverti, inviami una mail con nome, cognome, recapito telefonico (facoltativo), titolo del corso al quale desideri iscriverti e copia del bonifico bancario: riceverai le ricette, l’elenco delle attrezzature che ti serviranno per cucinare insieme e il link per collegarti al corso.

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    Per ulteriori informazioni, contattami all’indirizzo: illybertinelli@gmail.com

    Ti aspetto per cucinare insieme!

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    In collaborazione con: Dalla A allo Zucchero e I love my house Barazzoni

     

    A distanza di un anno, sono ripartita virtualmente verso Rieti per incontrarmi nuovamente con blogger, giornalisti ed appassionati di cucina a scoprire altri prodotti del territorio della Alta Valle del Velino attraverso la prima ricetta: la Zuppa di castagne e cicerchie.

    Questa zuppa è naturalmente priva di glutine e la presenza dei legumi contribuisce a tenere sotto controllo la parte di carboidrati fornita dalle castagne secche e dalle patate, alimenti che richiedono un po’ di attenzione per una gestione corretta della glicemia.

    Il viaggio dei sapori nel cuore d’Italia: Zuppa di castagne e cicerchie

    zuppa di castagne e cicerchie

    Il progetto di turismo e cultura territoriale è stato ideato dalla Camera di Commercio Rieti Viterbo in collaborazione con l’Azienda Speciale Centro Italia Rieti ed è finalizzato a mettere in evidenza le eccellenze del territorio. Guardate anche le ricette cucinate lo scorso anno: l’Amatriciana e la Pasta di legumi con lenticchie di Rascino.

    Gli ingredienti protagonisti della Zuppa di castagne e cicerchie sono due tipologie di castagne e le cicerchie secche.

    Le castagne del reatino sono il Marrone di Antrodoco e la Rossa del Cicolano, entrambe varietà di pregio che sono sempre state legate all’economica di queste aree e quindi una delle componenti principali della dieta delle popolazioni montane assieme alla ricca scelta di legumi. Nella nostra zuppa, abbiamo utilizzato il marrone di Atrodoco secco, lasciato rinvenire in acqua per circa mezzora, e crudo tagliato a fettine per aggiungere un delizioso profumo di fresco e un tocco croccante alla preparazione.

    La cicerchia o pisello d’India (espressione che ne tradisce la provenienza da terre lontane) è un legume la cui coltivazione è preziosa in aree tendenti alla siccità e alla carestia, quindi garantiva la sussistenza ai contadini anche nelle annate in cui gli altri prodotti non riuscivano a portare frutti, quindi importanti nonostante la difficile raccolta.

    Le cicerchie hanno un sapore dolce, simile a quello dei ceci, che conquista facilmente il palato, ma siccome crescono su terreni sassosi è importante sottoporle ad un attento esame visivo prima di metterle in pentola: i ristoranti di questa zona d’Italia sono spesso dotati di una buona polizza assicurativa a copertura delle eventuali spese per l’intervento di un dentista dopo una gustosa tappa a tavola!

    Allora siete pronti per scoprire il cuore dell’Italia con un’altra ricetta? Armiamoci di pentole e ingredienti e cuciniamola insieme.

    La ricetta della Zuppa di castagne e cicerchie

    16,04 g carboidrati per 100 g

    Ingredienti per 4 persone

    • 1,2 litri di acqua
    • 300 g cicerchie secche (da mettere in ammollo almeno 8 ore prima)
    • 100 g castagne secche (da mettere in ammollo per 1 ora)
    • 100 g patate
    • 20 g olio extra vergine di oliva, più quello per guarnire
    • 4 castagne intere
    • 1 spicchio d’aglio
    • alloro
    • prezzemolo
    • rosmarino
    • sale e pepe

    Preparazione

    1. Mettete l’olio extra vergine di oliva in una tegame e fatevi insaporire un trito di aglio e prezzemolo. Aggiungete le cicerchie ammollate e ben scolate facendole insaporire qualche minuto girandole con un cucchiaio di legno.
    2. Aggiungete l’acqua e cuocete per circa 20 minuti.
    3. Nel frattempo, mettete a cuocere le castagne secche ammollate per circa 20 minuti in acqua leggermente salata con una foglia di alloro. Scolatele e tagliatele grossolanamente, quindi aggiungetele alle cicerchie assieme alle patate tagliate a dadini e completate la cottura.
    4. Prelevate 2 mestoli di zuppa e metteteli nel frullatore, quindi versate la crema ottenuta nuovamente nella zuppa in modo da avere un composto ben legato.
    5. Sbucciate le castagne crude, tagliatele a fettine sottili e servite la zuppa con le fettine di castagne, un trito di rosmarino e prezzemolo e infine un filo di olio extra vergine di oliva. Eventualmente completate anche con crostini di pane.

    zuppa di castagne e cicerchie

    La versione con glutine della Zuppa di castagne e cicerchie

    La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti per la versione con glutine.

    Vi ricordate il libro della mia amica blogger Raffaella Fenoglio del blog Tre civette sul comò intitolato “50 sfumature di caffè“? Ecco la seconda golosissima ricetta: Tomini al caffè con salsa di yogurt e mele dorate. E se amate il caffè, provate anche gli Gnudi al caffè.

    Due chiacchiere con Raffaella

    1. Come mai proprio un libro sul caffè?

    Il caffè è uno spunto che piaceva a tutti e tre: la sottoscritta, Silvia Casini e Francesco Pasqua. È un elemento universale, del quale sono intrisi musica, letteratura e cinema. Abbiamo aggiunto storia, curiosità, caffeomanzia, ricette, caffè storici, coffe painting, galateo, costellazioni stellari, oroscopo, aforismi…e molti molti esperti e alla fine avevamo raccolto talmente tanto di quel materiale da poter fare un’enciclopedia! Il difficile è stato tagliare, limare, decidere cosa fosse meno interessante. L’editore, poi, ha lavorato sulle infografiche e il risultato finale ha superato le nostre aspettative.

    1. C’è una ricetta del libro alla quale sei particolarmente legata?

    Ammettiamolo il difficile è stato proprio la parte food & wine: non volevamo scadere nelle ricette banali – non troverete il tiramisù – e ci immaginavamo un menù completo a base del “vino d’Arabia”. La ricetta che io più amo, tra le 50 proposte, è Formaggi con chutney di frutta al caffè.  A questa ricetta abbiamo abbinato un SAUVIGNON BLANC SESTO 21 di Casata Mergè. Vino laziale, da uve 100% Sauvignon Blanc, strutturato, adatto ad accompagnare formaggi particolari.

    1. Nelle tue ultime pubblicazioni, la cucina è parte integrante di altre forme di arte come la poesia, la letteratura e il cinema. Come è nata l’idea di questo approccio e cos’altro sta bollendo in pentola?

    Nel 2020, con Silvia Casini e Francesco Pasqua, abbiamo buttato giù alcuni progetti letterari nei quali fondere le nostre competenze – quali cinema, poesia, letteratura, musica, food and wine –. Con nostra somma gioia molti di quei progetti, una volta approdati sui tavoli delle Case Editrici di settore, hanno avuto esito positivo! Quindi per i prossimi due anni ne vedrete delle belle! Sono in uscita volumi assai interessanti ed eclettici. Inoltre, noi tre, presi singolarmente, siamo scrittori di narrativa e abbiamo in uscita un libro ciascuno.

    1. Il nostro primo incontro è avvenuto quando è uscito il tuo libro l’Indice GliceAmico, argomento a me particolarmente caro per le attenzioni che ci richiede il diabete, da dove nasce il tuo interesse su questo tema?

    Il diabete ha toccato la mia famiglia. Questo mi ha stimolato a occuparmi di ricette  a basso indice glicemico ma finché non sono usciti i ricettari legati al mio blog – Tre Civette sul Comò – io non immaginavo quanto fosse diffuso, soprattutto in età infantile.  Trovo incisivi i tuoi corsi di cucina online coadiuvati da una nutrizionista clinica. Questa è la via per informare nel modo migliore senza spaventare i pazienti e le loro famiglie.

    Tomini al caffè con salsa di yogurt e mele dorate

    carboidrati 4,45 g per 100 g

    Ingredienti per 4 persone

    • 4 tomini di circa 90 g ciascuno
    • 200 g mela
    • 125 g yogurt greco zero grassi naturale
    • 1 tazza di caffè forte
    • 30 g zenzero
    • 1 limone biologico, scorza e succo

    Preparazione

    1. Prima di tutto mettete i tomini in una terrina a marinare con la tazza di caffè e lo zenzero pelato e tagliato a lamelle. Lasciateli riposare per circa un’ora in frigorifero.
    2. Sbucciate la mela, tagliatela a spicchi e rosolateli in un filo di olio extra vergine di oliva in una padella antiaderente fino a quando saranno leggermente dorati su entrambi i lati.
    3. Togliete i tomini dalla marinatura, puliteli dal caffè tamponandoli con carta assorbente e cuoceteli in una padella antiaderente oppure su una griglia.
    4. Preparate la salsa allo yogurt aromatizzandolo semplicemente con la buccia di limone grattugiata e qualche cucchiaino di succo.
    5. Servite i tomini bollenti accompagnandoli con la salsa di yogurt e qualche spicchio di mela dorata.

    tomini al caffè con salsa di yogur e mele dorate

    La versione con glutine dei Tomini al caffè con salsa di yogurt e mele dorate

    La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di nessun adattamento per la versione con glutine.

     

     

    Non so voi, ma con i ragazzi a casa da scuola l’esigenza di pensare sempre a pranzo e cena mi rende difficile trovare soluzioni per soddisfare il loro appetito, il desiderio di variare e il tempo a disposizione e allora provate queste Schiacciatine di patate e zucchine al Prosciutto di Parma.

    Il tempo più lungo sarà quello di bollire le patate, ma il resto vi richiederà davvero pochi minuti. Ovviamente potrete sostituire il Prosciutto di Parma con un altro prosciutto di vostro gradimento, ma è importante ricordare che associando una fonte di grassi e proteine alle patate, rallenterete la velocità di assorbimento dei carboidrati, quindi sarà utile per evitare picchi glicemici.

    Potete accompagnare queste Schiacciatine di patatate e zucchine con un contorno di verdure per avere un pasto completo. E se amate i tortini, ma non volete accendere il forno, provate il Tortino di patate in padella.

     

    La ricetta delle Schiacciatine di patate e zucchine al Prosciutto di Parma  

    carboidrati 14,41 g per 100 g di schiacciatine senza prosciutto

    Ingredienti

    • 700 g patate
    • 350 g zucchine
    • 80 g cipollotto o porro
    • 60 g pangrattato**
    • 40 g burro
    • Prosciutto di Parma
    • olio extra vergine di oliva
    • sale e pepe

    **Ingredienti specifici per celiaci

    Preparazione

    1. Fate cuocere le patate con la buccia in una pentola d’acqua; sbucciatele e schiacciatele  con lo schiacciapatate, aggiungete il burro mentre sono ancora calde in modo che si sciolga bene, quindi mettetele da parte.
    2. Nel frattempo, mettete qualche cucchiaio di olio in una padella antiaderente, fatevi rosolare il cipollotto o il porro tagliato finemente, quindi aggiungete le zucchine grattugiate con una grattugia a fori grossi, aggiustate di sale e pepe, quindi lasciate cuocere per circa 10 minuti assicurandovi che le zucchine risultino bene asciutte.
    3. Aggiungete le zucchine cotte alle patate schiacciate, mescolate bene e insaporite con sale e pepe, se necessario.
    4. Con l’aiuto di un coppa pasta da 6 cm di diametro, formate delle mini schiacciate dello spessore di 2 cm; passatele nel pangrattato con molta attenzione perché sono piuttosto morbide, quindi fatele dorare in una padella antiaderente con qualche cucchiaio di olio fino a quando saranno molto croccanti su entrambi i lati.
    5. Completate ogni pizzetta con una fetta di Prosciutto di Parma appena tagliata e servite.

    Pizzette di patate e zucchine al prosciutto

    La versione con glutine delle Schiacciatine di patate e zucchine al prosciutto 

    Sostituite il pangrattato senza glutine con pangrattato convenzionale.

    La Sicilia è sicuramente una delle destinazioni più ambite per arte e cucina ed uno dei suoi simboli gastronomici è sicuramente la Caponata siciliana di cui condivido la ricetta di cari amici di Carini, vicino a Palermo, che sentiamo parte della nostra famiglia. Unica modifica che ho apportato: non ho fritto le melanzane… non me ne vogliate!

    Proprio per la sua italianità, ho scelto la ricetta della Caponata come protagonista di un fantastico progetto per fare conoscere al pubblico internazionale cosa contengono i prodotti di un’azienda cosmetica virtuosa, Davines, che utilizza presidi Slow Food per estrarre i propri principi attivi. Quindi potete guardare il video realizzato nel Giardino scientifico di Davines per scoprire che gli ingredienti della Caponata sono anche gli ingredienti degli shampoo solidi tanto amici dell’uomo che dell’ambiente.

    Allora buon viaggio alla scoperta di una ricetta che ci rende belli dentro e fuori!

    La ricetta della Caponata siciliana senza frittura 

    carboidrati 9,34 g per 100 g

    Ingredienti per 6-8 persone

    • 830 g melanzane preferibilmente tonde oppure striate
    • 550 g tra passata di pomodoro e pelati
    • 300 g cipolla
    • 225 g sedano
    • 150 g olive verdi sotto sale (io ho usato le olive verdi denocciolate*)
    • 60 g uvetta
    • 40 g pinoli
    • 30 g capperi sotto sale
    • 10 g zucchero
    • olio extra vergine di oliva, aceto di vino bianco e sale

    **Ingredienti specifici per celiaci

    *Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

    Ingredienti della caponata

    Preparazione della Caponata siciliana senza frittura

    1. Lavate e sbucciate le melanzane, quindi tagliatele a dadini, spolveratele con un pizzico di sale fino e mettetele a spurgare in un colino per un paio d’ore. Asciugate le melanzane dall’acqua che avranno rilasciato e fatele appassire in una padella antiaderente con un filo d’olio (questo è il passaggio che fa la differenza rispetto alla ricetta siciliana originale in cui le melanzane vengono fritte).
    2. Mettete a bagno l’uvetta nell’acqua.
    3. Nel frattempo, tagliate a pezzetti il sedano e fatelo cuocere per circa 5 minuti in acqua bollente, quindi scolatelo (senza buttare l’acqua di cottura) e mettetelo da parte.
    4. Affettate la cipolla e fatela cuocere in una padella con un goccio d’acqua fino a quando si è leggermente ammorbidita; allontanate dal fuoco e mettete da parte.
    5. Se usate le olive verdi sotto sale, rimuovete il sale buttandole qualche secondo nell’acqua di cottura del sedano. Io ho usato le olive verdi denocciolate che ho semplicemente tagliato a metà e messo da parte.
    6. In una padella antiaderente, versate un filo d’olio extra vergine e fate rosolare la cipolla, quindi aggiungete il sedano, le olive e i capperi ben dissalati e lasciate insaporire per una decina di minuti.
    7. Nel frattempo, in un’altra padella antiaderente, fate cuocere la passata e i pelati per circa 15 minuti in modo che si restringano aggiungendo lo zucchero e un pizzico di sale. Infine, versatevi dentro il composto di verdure, le melanzane, l’uvetta strizzata e i pinoli. Mescolate e lasciate insaporire per circa un minuto, poi allontanate dal fuoco e aggiungete l’aceto di vino bianco a piacere. Aggiustate eventualmente di sale e servite la caponata tiepida oppure fredda.

    Caponata

    La versione con glutine della Caponata siciliana senza frittura 

    La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti per la versione con glutine.

    Avete presente quelle ricette di cui non potete più fare a meno? L’insalata di pollo marinato alle erbe è sicuramente una di queste. Ho deciso quindi di condividerla all’inizio dell’estate perché sarà la soluzione ideale per numerose occasioni, dalla gita in montagna, al pranzo sotto l’ombrellone o in ufficio, questo piatto freddo ha un profumo irresistibile e una carne morbida come il tonno.

    Un altro aspetto non secondario è che potrete preparare il pollo e metterlo a marinare nell’olio aromatico anche uno o due giorni prima e il risultato sarà addirittura più straordinario perché la carne risulterà ancora più tenera.

    Oltre alle zucchine all’interno della marinatura, servite l’Insalata di pollo con qualsiasi altra verdura di stagione e avrete risolto un pasto naturalmente privo di glutine e praticamente senza carboidrati. Un possibile abbinamento potrebbe essere anche l’Insalata di datterini e acchiughe.

     

    La ricetta dell’Insalata di pollo marinato alle erbe    

    carboidrati per 100 g trascurabili

    Ingredienti per 4 persone

    • 800 g petto di pollo lessato
    • 300 g zucchine
    • 150 g olio extra vergine di oliva (che riutilizzerete una volta mangiato il pollo)
    • 30 g Capperi di Pantelleria sotto sale
    • 4 spicchi d’aglio
    • 1 stecca di cannella
    • 4 chiodi di garofano
    • 4 bacche di anice stellato
    • 1 ciuffo di timo
    • origano
    • peperoncino
    • sale
    • insalata e misticanza a piacere

    Preparazione

    1. Tagliate le zucchine a nastro con un mandolina e fatele grigliare per qualche minuto su una bistecchiera oppure nel forno a 200°C adagiate su una teglia ricoperta di carta forno. Mettete l’olio in una casseruola, unite la cannella, l’anice stellato, i chiodi di garofano, il timo, sale, peperoncino e l’aglio sbucciato a filetti. Fate insaporire il tutto a cuoco basso per circa 10 minuti facendo attenzione a non fare soffriggere le spezie.
    2. Dissalate i capperi, tagliate il pollo cotto a pezzetti, mettetelo in un vaso a chiusura ermetica con i capperi, l’olio aromatico ancora tiepido e i rotolini di zucchine eventualmente aggiungendo ancora olio per coprire il pollo; chiudete il contenitore e mettetelo in frigorifero per 24 ore.
    3. Togliete il pollo dal frigorifero qualche ora prima di servirlo, mescolatelo bene, insaporite anche con un pizzico di origano e servite accompagnato da insalata e misticanza a piacere.

    Nota: l’olio della marinatura che resterà nel contenitore sarà ottimo per condire altre insalate e come base per la preparazione di altri piatti.

    L'insalata di pollo pronta per essere gustata

    La versione con glutine dell’Insalata di pollo marinato alle erbe

    La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non richiede adattamenti per la versione con glutine.