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Uno sformato di farina di ceci con tante verdure, perfetto anche per svuotare il frigorifero: prova lo Sformato di ceci e verdure.

Adoro questa ricetta che mi ha insegnato un’amica perché mi permette non solo di avere un piatto unico perfetto per le esigenze di diabete e celiachia, ma anche perché lo posso preparare utilizzando una sola pentola! Grazie alla pentola della Berndes che ho trovato presso la mia amica Michela di I Love My House, si possono infatti cuocere le verdure sul fuoco prima, poi completare la ricetta mettendo il tutto nel forno.

Le verdure che ho utilizzato io sono solo un’indicazione, ma puoi utilizzare le tue verdure preferite oppure tutte le verdure che magari sono avanzate in piccole quantità: una ricetta anti-spreco gustosa e semplice.

Inoltre, lo sformato avanzato è una perfetta lunch box da portare in ufficio o a scuola come piatto unico per il pranzo.

Se sei a corto di idee per le lunch box, eccoti qualche idea.

La ricetta dello Sformato di ceci e verdure

carboidrati 11 g per 100 g

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Ingredienti per uno sformato da 28 cm di diametro

  • 600 g acqua
  • 200 g farina di ceci*
  • 150 g cipolle di Tropea
  • 150 g zucchine
  • 150 g carote
  • 80 g erbette
  • 30 g Parmigiano Reggiano
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Mettete la farina di ceci in una terrina e aggiungetevi l’acqua a filo mescolando con una frusta in modo da ottenere una pastella liscia e senza grumi. Lasciate riposare la pastella per almeno 3 ore.
  2. Affettate le cipolle di Tropea e mettetele ad appassire in una padella antiaderente adatta anche alla cottura in forno, aggiungete anche le carote e le zucchine tagliate a julienne, quindi qualche cucchiaio d’acqua per evitare che le verdure soffriggano. Mescolate bene e dopo qualche minuto aggiungete anche le erbette. Aggiustate di sale e pepe e spegnete quando le erbette si saranno appassite.
  3. Aggiungete un pizzico di sale e un filo d’olio alla pastella di ceci, quindi versatela nella padella contenente le verdure e mettete a cuocere in forno ventilato preriscaldato a 160°C per 25 minuti.
  4. Aprite il forno, spolverate la superficie con il parmigiano grattugiato e un filo d’olio, quindi rimettete in forno per 5 minuti.
  5. Servite lo sformato tiepido tagliato a fette.

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La versione con glutine dello Sformato di ceci e verdure

La ricetta è naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di alcun adattamento per la versione con glutine.

 

Se sei stato in Grecia, non puoi non avere provato il Mussakàs classico preparato con melanzane e ragù di carne, un piatto unico e ricco che ho pensato di rivisitare per crearne una versione più leggera e vegetariana: ecco il mio Mussakàs vegetariano.

Il Mussakàs vegetariano è il perfetto sostituto di una lasagna per i mesì più caldi in cui si preferiscono ricette leggere e ricche di verdure di stagione, ma lo è anche perché amato da tutti in famiglia, compresi i piccoli di casa. E’ utilissimo anche per chi deve organizzare i pasti della famiglia in quanto si può preparare in anticipo e cuocere poi all’ultimo momento avendo a disposizione 30 minuti.

Se non vi piaccioni i peperoni o li trovate indigesti, sostituiteli con le zucchine!

Ricorda inoltre che puoi cucinare questa ricetta anche senza lattosio sostituendo il latte della besciamella con brodo vegetale: tutti gli altri ingredienti sono privi di lattosio!

Per tutta la stagione in cui avrai a disposizione le melanzane, questa ricetta sarà un piatto unico salvacena per ogni esigenza famigliare: buon divertimento!

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La ricetta del Mussakàs vegetariano

carboidrati 9,26 g per 100 g

Ingredienti per 6 persone

  • 1 kg melanzane
  • 450 g patate
  • 300 g peperone rosso (oppure zucchine)
  • 200 g passata di pomodoro
  • 150 g carote
  • 120 g cipolla
  • Parmigiano Reggiano grattugiato
  • pangrattato*
  • 2 spicchi d’aglio
  • olio extravergine di oliva
  • basilico
  • salvia
  • sale e pepe

Ingredienti per la besciamella

  • 350 g latte
  • 35 g farina di riso integrale*
  • 35 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 30 g olio extravergine di oliva
  • sale

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Affettate le melanzane e sistematele su una teglia ricoperta di carta forno, quindi fatele appassire in forno ventilato preriscaldato a 180°C per circa 20 minuti.
  2. Fate bollire le patate con la buccia in un tegamino di acqua fino a quando saranno abbastanza morbide per essere affettate.
  3. Preparate il ragù di verdure rosolando l’aglio in un filo d’olio, quindi aggiungete le racote e il peperone a cubetti; profumate con un trito di basilico e salvia, aggiungete la passata, aggiustate di sale e pepe e laciate cuocere per 15 minuti.
  4. Preparate una besciamella mescolando la farina di riso con l’olio, quindi aggiungetevi gradatamente il latte affinché non si formino grumi e portate sul fuoco fino a quando inizia ad addensarzi. Allontate dal fuoco, aggiungete il parmigiano, amalgamate bene e aggiustate di sale.
  5. Prendete una pirofila rettangolare, formate uno strato di ragù di verdure, ricopritelo con le melanzane appassite, le patate a fette, una spolverata di parmigiano e ricominciate gli strati: dovreste avere due strati di melanzane e ragù ed un solo strato di patate. Finite con uno strato di besciamella e una spolverata di pangrattato.
  6. Cuocete il Mussakàs in forno ventilato preriscaldato a 190°C per 20-30 minuti fino a quando sarà dorato in superficie.

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La versione con glutine del Mussakàs vegetariano

Sostituite il pangrattato senza glutine con pangrattato convenzionale, il resto della ricetta è naturalmente senza glutine; se lo desiderate, potete sostituire la farina di riso integrale con pari quantità di farina di frumento.

 

 

Continua la mia ricerca di insalate gustose, veloci e sempre nuove da portare in tavola e oggi ti propongo due Insalate crude e cotte.

Ricorda che il principio che ci deve guidare nella scelta delle insalate è la stagionalità degli ingredienti, quindi aprire il calendario di frutta e verdura di stagione dovrebbe sempre essere l’operazione che precede la visita dal fruttivendolo perché anche loro sono ormai sempre tentati dall’avere il negozio brulicante di ogni ben di Dio, anche se proveniente dall’altra parte del mondo.

Quindi i protagonisti di oggi sono i finocchi e gli agretti. Il finocchio è ricco di fibre e di acqua, aiuta la digestione e previene il gonfiore di pancia e può essere consumato in tantissimi modi diversi. E’ ottimo se magiato crudo a inizio pasto per rallentare l’assorbimento dei carboidrati ingeriti successivamente proprio grazie alla presenza di acqua e fibra che contribuiranno anche a ridurre il senso di fame.

Gli agretti noti anche come ‘barba di frate’ sono un ortaggio che cresce tra marzo e maggio. Sono ricchi di vitamine e antiossidanti, ma soprattutto di fibre, acqua e poverissimi di grassi, quindi perfetti per diete ipocaloriche e per ridurre il senso di fame. A differenza dei finocchi, devono essere cotti in acqua o al vapore per essere consumati.

Ecco come ho utilizzato le nostre verdure protagoniste in due fantastiche insalate. E se ti sei perso le insalate precedente, guarda le ricette per Tre insalate da 5 minuti.

La ricetta dell’Insalata di finocchi e arance con salsa leggera

carboidrati 9 g per l’intera porzione

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Ingredienti per 1 porzione

  • 1/2 finocchio
  • 50 g arancia
  • lamelle di formaggio Piave o Emmental
  • chicchi di melograno
  • 30 g bevanda di soia*
  • 10 g olio di riso o olio extravergine di oliva
  • succo d’arancia
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Affettate il finocchio con una mandolina affinché risulti finissimo.
  2. Sbucciate una mezza arancia a vivo e tagliatela a spicchi, mentre conservate l’altra metà per spremerne il succo che serve per il condimento.
  3. Preparate il condimento mettendo l’olio di riso, la bevanda di soia, il succo di arancia, sale e pepe in un bicchiere alto e frullate il tutto con un frullatore ad immersione affinché il composto risulti simile ad una maionese piuttosto liquida.
  4. Componete l’insalata: mettete il finocchio, gli spicchi d’arancia, le lamelle di formaggio, quindi condite con la salsina leggera all’arancia e completate con chicchi di melagrana.

La ricetta dell’Insalata di agretti con uovo e gorgonzola tradizionale

carboidrati per l’intera porzione trascurabili

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Ingredienti per 1 porzione

  • 1 ciuffo di agretti
  • 1 uovo
  • 20 g Gorgonzola tradizionale
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

Preparazione

  1. Mettete una casseruola di acqua sul fuoco, salatela e quando raggiunge il bollore, cuocete gli agretti per qualche minuto. Scolateli e buttateli in acqua fredda, poi scolateli nuovamente e metteteli da parte.
  2. Cuocete 1 uovo per 8 minuti da quando l’acqua raggiunge il bollore in modo da farlo diventare sodo. Una volta cotto, sbucciatelo e separate il tuorlo dall’albume.
  3. Componete l’insalata mettendo il ciuffo d’agretti in un piatto fondo, tagliatevi sopra l’albume a cubetti, sbriciolate il tuorlo, adagiate il Gorgonzola a dadini e condite con sale, pepe e un filo di olio extravergine di oliva.

 

 

Un’idea golosissima per i pranzi fuori casa che ti solleverà da qualsiasi senso di colpa: i Burger di lenticchie e ceci, l’alternativa vegetale ad uno dei piatti più popolari tra i piccoli di casa.

Questi burger vegetariani sono un’ottimo modo per consumare i legumi in una preparazione meno comune, ma talmente golosa da conquistare anche i meno appassionati di lenticchie e ceci.

Questa schiscetta è ricca di proteine vegetali e fibre, tanto da garantirti un ottimo senso di sazietà e un basso indice glicemico, elementi che ce la renderanno sicuramente amica per tanti pranzi fuori casa!

Seguimi per non rimanere a corto di idee per pranzi fuori casa e scopri anche i Legumotti con ragù di verdure e topinambur.

La ricetta del Burger di lenticchie e ceci

carboidrati 62 g per l’intera porzione

Ingredienti per 1 schiscetta

  • 110 g lenticchie cotte
  • 100 g ceci cotti
  • 1 cipolla di Tropea
  • 40 g porro
  • 20 g pangrattato** + quello per panare
  • 1 cucchiaio di Parmigiano Reggiano grattugiato*
  • olio extra vergine di oliva
  • aceto balsamico di Modena
  • cetrioli in agrodolce*
  • fagiolini verdi o altra verdura cotta di stagione
  • paprica
  • peperoncino
  • sale e pepe

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Fate appassire il porro tritato in una padella con un filo di olio extravergine di oliva, poi mettetelo in un frullatore con le lenticchie ed i ceci bolliti; frullate in modo da ottenere una crema.
  2. Aggiungete un cucchiaio di Parmigiano, il pangrattato, paprica, peperoncino, sale e pepe e mescolate bene.
  3. Affettate la cipolla di Tropea e fatela appassire in una padellina antiaderente con un filo d’olio, un pizzico di sale e infine sfumatela con aceto balsamico di Modena.
  4. Mettete un filo d’olio in una padella antiaderente e un filo d’olio sul palmo dei una mano in modo da formare facilmente un burger con il composto di lenticchie e ceci.
  5. Passate il burger nel pangrattato e fatelo dorare su entrambi i lati nella padella con l’olio.
  6. Componete la schiscetta mettendo due burger di legumi, la cipolla di Tropea e i cetriolini agrodolci e completatate con fagiolini verdi lessati oppure altra verdura di stagione.

burger di lenticchie e ceci

Il viaggio gastronomico nel territorio reatino è per me diventato un appuntamento annuale che si ripete da ormai 3 anni e che ogni volta mi fa scoprire nuove ricette di una cucina povera fatta di pochi ingredienti, autentici e dal sapore inconfondibile: ecco cosa ti fanno vivere gli Gnocchetti in frasca.

Ma cosa sono gli Gnocchetti in frasca? Sono un piatto tramandato dagli abitanti di Micciani in Cittaducale preparato con i cereali che venivano raccolti e moliti nei mulini presenti lungo il fiume Peschiera nella Valle del Velino. Questi piccoli gnocchi si preparavano infatti mescolando due farine, quella di granoturco e quella di frumento (che io ho sostituito con una farina senza glutine), su cui si basava la sopravvivenza delle famiglie. Il sugo di accompagnamento è a base di fagioli in umido che venivano insaporiti con qualche fetta di guanciale per dare un tocco inconfondibile di sapore e le calorie necessarie per affrontare il duro lavoro dei campi e le temperature rigide dell’inverno.

Oggi, considerando invece che la necessità è quella di ridurre sempre di più le calorie, possiamo eventualmente rinunciare allo splendido guanciale (che io ho utilizzato restando fedele alla tradizione, scegliendo il Guanciale amatriciano Sano) per preparare gli Gnocchetti in frasca con fagioli e pomodoro, tranformandoli quindi in una versione vegana e bilanciatissima da un punto di vista nutrizionale.

La tradizione vuole che gli Gnocchetti vengano serviti come minestra allungando il piatto con l’acqua di cottura dei fagioli borlotti preparati precedentemente: insomma il piatto perfetto per le fredde giornate invernali.

Leggete la storia della pasta all’Amatriciana per conoscere un territorio ancora tutto da scoprire.

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La ricetta degli Gnocchetti in frasca

20 g carboidrati per 100 g

considerando l’aggiunta di 500 g di liquido alla minestra

Ingredienti per 6 persone

  • 400 g passata di pomodoro
  • 200 g farina preparato per Pasta fresca Molino Dallagiovanna**
  • 200 g farina di granoturco bramata*
  • 160 g circa di acqua tiepida
  • 150 g fagioli borlotti secchi
  • 2 fette di guanciale amatriciano Sano*
  • 1 foglia di alloro
  • 1 pezzo di alga Kombu (facoltativa)
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Mettete in ammollo i borlotti per almeno 12 ore aggiungedo, a vostra scelta, un pezzo di alga Kombu che favorirà la digestione dei legumi una volta cotti. Cuocete i fagioli in abbondante acqua con l’aggiunta di una foglia di alloro e teneteli da parte.
  2. Tagliate il guanciale a cubetti e mettetelo in un tegame capiente a rosolare con un filo d’olio, quindi aggiungetevi la passata di pomodoro e lasciate insaporire per almeno 15 minuti, poi aggiungete i borlotti cotti con alcuni mestoli della loro acqua di cottura per rendere piuttosto liquida la minestra.
  3. Mettete le due farine su un tagliere formando la fontana, aggiungete un pizzico di sale e iniziate ad aggiungere l’acqua tiepida nel centro della fontana girando con la forchetta in modo da iniziare ad impastare. Aggiungete l’acqua gradatamente perché il quantitativo potrebbe variare in base alle farine e all’umidità dell’ambiente. Quando le farine saranno abbastanza impastate da essere lavorate a mano, iniziate a mescolarle con le mani in modo da ottenere un composto omogeneo, liscio, sodo e non appiccicoso.
  4. Prendete dei pezzetti di impasto, formate dei lunghi cilindri con le mani e tagliate degli gnocchetti quadrati di 1 cm di lato.
  5. Mettete una capiente pentola di acqua sul fuoco, salatela quando giunge a bollore e buttate gli gnocchetti portandoli a cottura. Scolateli con una schiumarola e buttateli nel tegame con il sugo di fagioli borlotti per farli insaporire aggiungendo altra acqua di cottura dei borlotti. Aggiustate di sale e pepe e quando gli gnocchetti avranno la cosistenza desiderata e la giusta sapidità, serviteli.

 

La versione con glutine degli Gnocchetti in frasca

Sostituite la farina preparato per Pasta fresca Molino Dallagiovanna con pari quantità di farina di frumento adeguando il quantitativo di acqua necessaria per impastare.

In questi giorni in cui si infittiscono gli inviti ad aperitivi e cene di auguri, il tempo da dedicare alla cucina è ancora più limitato, ma prepare pasti equilibrati ed appaganti diventa ancora più indispensabile visto il periodo di sgarri che ci aspetta. Ecco allora un piatto velocissimo, ma completo per avvicinarci alle feste: Risoni con crema di carciofi e tonno.

Questo primo può facilmente diventare un piatto unico aumentando la porzione di tutte le componenti oltre ad essere una soluzione adatta a tutte le stagioni perché preparata con ingredienti conservati, ma di qualità eccelsa: la crema di carciofi dell’azienda Maida, che trasforma i frutti della terra in inconfondibili sottoli, e il Tonnetto alletterato pescato nel mare locale e lavorato immediatamente dai miei amici Donatella Marino e Vittorio Rambaldo.

Questo tonno di piccole dimensioni e sapore delizioso si distingue per i particolari disegni neri irregolari sul dorso simili a scritte e simboli da cui deriva il nome con cui viene chiamato comunemente.

 

Come formato di pasta volendo creare un timballo monoporzione, ho scelto i Risoni Massimo Zero che non mi deludono mai nelle mie preparazioni, come in un altro piatto che adoro preparare nel mesi freddi, ossia lo Sformato di risoni ai funghi.

La ricetta dei Risoni con crema di carciofi e tonno

22,4 g carboidrati per 100 g

Ingredienti per 4 persone

  • 280 g Risoni Massimo Zero**
  • 250 g Tonnetto alletterato in olio extravergine di oliva
  • 190 g Crema di carciofi Maida*
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Mettete un tegame abbondante di acqua sul fuoco, salate una volta giunto a bollore e cuocete i risoni molto al dente.
  2. Nel frattempo, in una capiente padella antiaderente, stemperate la crema di carciofi con l’acqua di cottura dei risoni che vi verserete una volta scolati affinché possano giungere a cottura mentre vengono mantecati nella crema.
  3. Con i risoni riempite 4 stampini monoporzione e rovesciateli sui singoli piatti completando la ricetta con pezzetti di tonnetto alletterato in olio extravergine di oliva e una macinata di pepe nero.

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La versione con glutine dei Risoni con crema di carciofi e tonno

Sostituite eventualmente i Risoni Massimo Zero con risoni convenzionali, tutti gli altri ingredienti sono naturalmente privi di glutine.

Ti piacerebbe qualche idea per pranzi fuori casa che arrivi direttamente dalla tradizione del sud Italia? Ecco allora come preparare il Purè di fave con le verdure, un piatto semplicissimo, ma assolutamente straordinario per bontà di gusto e benessere.

Una volta preparato, mettine una parte nella lunch box (io ne ho approfittato per prepararne in grande quantità per tutta la famiglia), accompagnalo con verdure di stagione bollite o cotte al forno e il pranzo è servito!

Il purè di fave si preparara partendo dalle fave secche, quindi lo potrai cucinare in qualsiasi stagione, mentre cambieranno le verdure di accompagnamento: sbizzarrisciti! In questo periodo dell’anno, le cime di rapa la fanno da patrone, quindi non potevano mancare a fianco di questo morbido e liscio purè.

Il purè di fave è sicuramente più interessante rispetto al più famoso omonimo a base di patate in quanto è ricco di proteine vegetali e di carboidrati complessi a lento assorbimento. Inoltre, accompagnandolo con verdure, avremo un’alta percentuale di fibra, la nostra grande alleata di benessere.

Seguimi per non rimanere a corto di idee per pranzi fuori casa e scopri anche i Legumotti con ragù di verdure e topinambur.

La ricetta del Purè di fave con verdure

carboidrati 32,16 g per l’intera porzione di purè di fave

Ingredienti per 1 schiscetta

  • 60 g fave secche
  • acqua
  • cime di rapa e altre verdure bollite o cotte al forno a piacere
  • olio extra vergine di oliva
  • 2 foglie di alloro
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Sciacquate le fave e mettetele a bagno in acqua le sera prima.
  2. Trasferite le fave in un tegame (conservate l’acqua di ammollo per impastare il pane!) e copritele d’acqua in modo che ci siano circa 3 cm di acqua sopra la superficie delle fave. Fate sobbollire per circa 1 ora o fino a quando le fave si saranno disfatte.
  3. Versate le fave in un frullatore e frullatele mentre versate olio extra vergine di oliva a filo in modo da fare montare bene il puré, quindi aggiustate di sale e pepe.
  4. Componete la schiscetta con il puré di fave accompagnandolo con cime di rapa sbollentate e altre verdure a piacere: io ho aggiunto cipolla e bietola rossa cotte al forno.

Purè di fave con verdure

Le idee per pranzi fuori casa sono sempre bene eccette perché il pranzo lo consumiamo sempre più spesso lontano dalla nostra cucina. Cosa ci riserva oggi la nostra lunch box? Un’appetitosa insalata di Riso rosso con crema di avocado.

Il riso rosso è un’alternativa integrale al riso bianco, quindi un ottimo sostituto, ricco di sapore e, soprattutto di fibra. In questa schiscetta lo trovi abbinato ad una gustosa crema di avocado, frutto ricchissimo di antiossidanti e acidi grassi monoinsaturi amici del colesterolo e ad un’insalata vegetale arricchita dagli Omega 3 del tonno.

Ecco allora come la puoi preparare per un altro pranzo buono ed appagante.

Seguimi per non rimanere a corto di idee per pranzi fuori casa! E se desideri una schiscetta con un minore contenuto di carboidrati, prova il Roastbeef con crema di melanzane.

La ricetta del Riso rosso con crema di avocado

carboidrati 51,72 g per l’intera porzione

Ingredienti per 1 schiscetta

  • 60 g riso rosso
  • 1/2 avocado
  • 40 g tonno
  • 40 g insalata iceberg
  • 30 g yogurt greco zero grassi
  • 30 g carota
  • 30 g olive verdi denocciolate
  • succo di limone
  • prezzemolo
  • olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Fate cuocere il riso rosso in acqua leggermente salata, possibilmente facendo in modo che il riso assorba completamente il liquido. Aggiustate di sale e pepe e condite con un filo d’olio.
  2. Schiacciate mezzo avocado in una terrina ed aggiungetevi lo yogurt greco, insaporite con prezzemolo, sale e pepe.
  3. Preparate l’insalata tagliando l’iceberg a striscioline, grattugiate le carote , aggiungete le olive denocciolate e condite con olio extra vergine di oliva, sale e pepe.
  4. Riempite la schiscetta sistemando il riso rosso in uno dei contenitori con il tonno spezzettato e la crema di avocado (che non utilizzerete tutta!), mentre posizionate l’insalata di verdure nel secondo contenitore. Chiudete il tutto e portatelo con voi!

riso rosso con crema di avocado

Oggi vi voglio portare in viaggio verso le montagne della terra d’Abruzzo alla scoperta di liquori artigianali creati, come per magia, da una famiglia di appassionati di natura e cibo che voglio proporvi in questa ricetta, anche senza lattosio, per preparare i miei Gamberi con crema di cannellini al Ratafià.

Liquori artigianali in cucina

Vi presento i liquori dell’azienda Scuppoz partendo dal nome. Il termine “Scuppoz” è una parola abruzzese onomatopeica che ricorda lo “schioppare dei bicchieri” per brindare e festeggiare, ma oggi, Scuppoz è un’azienda artigianale che produce liquori utilizzando quello che la terra delle montagne regala: erbe spontanee, bacche e tanta energia creativa.

Prima di incontrare i liquori Scuppoz, ho incontrato Anna, l’incontenibile moglie della seconda generazione di alchimisti delle erbe la cui passione nel raccontare le battaglie e le sfide di produrre liquori sulle montagne ostili dell’Abruzzo mi ha talmente rapita da farmi immaginare come sarebbero stati questi “spiriti forti e gentili” come recita il motto delle “Medicinette”.

Le "Medicinette" dell'azienda Scuppoz

Le “Medicinette” dell’azienda Scuppoz

Ratafià: liquore alle amarene di collina e Montepulciano

Per la mia ricetta, ho scelto il liquore alle amarene Ratafià preparato con le amarene di collina ed il vino Montepulciano, ingredienti che gli conferiscono una struttura potente. Il Ratafià Scuppoz può essere consumato anche dalle persone con celiachia perché preparato solamente con vino rosso, succo di amarene e alcool, quindi senza l’aggiunta di aromi (qui trovate le regole di AIC per la scelta di liquori sicuri).

Da dove arriva il nome Ratafià? Dall’espressione latina“ut rata fiat”, sia ratificato l’atto, perché era usanza bere questo liquore (preparato dalle donne, ma bevuto soprattutto dagli uomini) subito dopo la ratifica di un contratto notarile, a sancirne la validità.

I liquori Scuppoz sono un viaggio di aromi, sapori e storie di montagna che io vi ho voluto proporre in questa ricetta perché anche i piccoli di casa possano gustarsi appieno l’esperienza senza assumere la parte alcolica per la quale dovranno aspettare un po’ di anni!

E ricordatevi di seguire le avventure di Anna sui social (https://www.instagram.com/scuppoz_spirits/ ): non ve ne pentirete!

gamberi con crema di cannellini al ratafia

La ricetta dei Gamberi con crema di cannellini al Ratafià

14,10 g carboidrati per 100 g

Ingredienti per 4 persone

  • 400 g cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti (oppure Cipolla di Tropea)
  • 400 g cannellini già cotti
  • 8 code di gamberi
  • 2 scalogni
  • brodo vegetale
  • Ratafià – Liquore alle amarene Scuppoz*
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Affettate la cipolla rossa e mettetela ad appassire in una padella antiaderente con un filo d’olio per qualche minuto, poi copritela con brodo vegetale e lasciatela cuocere senza che rosoli.
  2. Quando la cipolla sarà morbida e il brodo si sarà asciugato, sfumate con 4-5 cucchiai di Ratafià, aggiustate di sale e pepe e lasciate addensare il liquore per alcuni minuti, quindi spegnete il fuoco.
  3. Preparate la crema di cannellini. Mettete lo scalogno tritato in una padella antiaderente, lasciatelo dorare, quindi aggiungete i cannellini già cotti e lasciateli insaporire per circa 5 minuti.
  4. Trasferite i cannellini in un frullatore, aggiungete il quantitativo di brodo necessario ad ottenere una crema densa frullando il tutto. Aggiustate di sale e pepe.
  5. Trasferite la cipolla cotta al Ratafià in una ciotola in modo da potere utilizzare la padella per scottare i gamberi: lasciando il fondo di cottura della cipolla, fate scottare le code di gamberi per massimo 2 minuti per parte.
  6. Ora componete il piatto: con un anello, formate un disco di crema di cannelli, adagiatevi sopra la cipolla al Ratafià, quindi 2 gamberi e completate con una macinata di pepe e un filo leggerissimo di olio.

gamberi con crema di cannellini al ratafia

La versione con glutine dei Gamberi con crema di cannellini al Ratafià

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente senza glutine, quindi non ha bisogno di adattamenti per la versione con glutine.

Quando scopri un prodotto che non hai mai assaggiato e di cui non hai mai sentito parlare è un po’ come ricevere un regalo: allora vi presento il Couve Manteiga, il cavolo originario del Brasile, ora coltivato anche “a chilometro zero”, a Cesena, che ho cucinato in 2 golose versioni, ossia nel Pesto e negli Involtini vegetariani al pesto di Couve pensati anche per i piccoli di casa.

Il Couve Manteiga è una pianta a foglie larghe che ricorda, soprattutto nell’impiego e nel profumo, il cavolo nero. Le sue foglie sono bellissime e profumate e, trasformate in pesto, ci regalano un colore verde smeraldo davvero invitante, mentre mangiate crude sono croccanti e speziate con un tipico retrogusto amarognolo.

la foglia di couve manteiga

La foglia di Couve Manteiga

È un vegetale ricco di vitamine, minerali e fibre, ottimo sia per l’alimentazione di chi è affetto da diabete che per le diete ipocaloriche visto che 100 g contengono solamente 5 carboidrati e 32 chilocalorie.

Personalmente, l’ho scoperto grazie alla redazione di Cuoci Cuoci, piattaforma dove troverete tante notizie e ricette, oltre alla mia proposta di Involtini vegetariani al pesto di couve.

Se poi volete ordinare il Couve, contattate l’Azienda Agraria Evangelisti (gabrieleeva@tiscali.it) oppure ordinatelo telefonicamente al numero: 346 324 5132.

La ricetta degli Involtini vegetariani al pesto di Couve

21,5 g carboidrati per 100 g

Ingredienti per il pesto (ne userete circa metà)

  • 200 g foglie di Couve Manteiga già scottate
  • 30 g Pecorino romano
  • 30 g mandorle spellate
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

Ingredienti per gli involtini

  • 300 g passata di pomodoro
  • 200 g Stelline Massimo Zero**
  • 8 foglie di Couve Manteiga
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione del pesto

  1. Lavate bene le foglie di Couve Manteiga, rimuovete la nervatura centrale e scottate il resto in acqua bollente salata per circa 1 minuto, quindi con una schiumarola togliete le foglie dalla pentola e buttatele in acqua fredda.
  2. Mettete il pecorino e le mandorle in un frullatore e frullate fino ad ottenere una farina.
  3. Aggiungete nel frullatore 200 g delle foglie scottate e leggermente strizzate, un filo d’olio, un pizzico di sale e pepe. Se necessario, aggiungete un mestolo di acqua di cottura del cavolo e frullate fino ad ottenere una crema.

il pesto di couve manteiga

Preparazione degli involtini

  1. Scottate altre 8 foglie di couve tagliate a metà in corrispondenza della nervatura centrale che avrete rimosso. Come per il pesto, una volta scottate, buttate le foglie in acqua fredda, poi scolatele e stendetele su un vassoio in modo da farle asciugare leggermente.
  2. Cuocete le stelline in abbondante acqua salata e, una volta scolate, conditele con il Pesto di couve: il quantitativo preparato è maggiore rispetto a quello necessario per condire la pasta, così potrete gustarvi il pesto anche su una fetta di pane tostato usandolo come antipasto!
  3. Versate un filo d’olio in una padella antiaderente, aggiungete la passata di pomodoro, aggiustatela di sale e lasciatela cuocere per qualche minuto.
  4. Nel frattempo, stendete le mezze foglie di couve e farcitele con le stelline al pesto richiudendole in modo da formare gli involtini.
  5. Adagiate gli involtini nella padella con il sugo di pomodoro, lasciateli insaporire per 5 minuti rigirandoli e serviteli caldi o tiepidi.

involtini di couve manteiga

La versione con glutine degli Involtini vegetariani al pesto di Couve

Sostituite le Stelline Massimo Zero con una pasta di grano duro, mentre non è necessario nessun altro adattamento.