Giro d’Italia in 20 ricette

Agnolotti del Plin senza glutine

Ci sono regioni che raccontano la loro identità attraverso un piatto di pasta ripiena. E il Piemonte, su questo, non ha dubbi: Agnolotti del Plin, piccoli, eleganti, fatti a mano con quel gesto preciso e affettuoso che dà il nome alla ricetta. Plin, in dialetto, significa proprio “pizzicotto”: il movimento delle dita che chiude la pasta e sigilla un ripieno ricco di storia.

Per la tappa piemontese del mio Giro d’Italia in 20 ricette, ho chiacchierato in Meet con Priscilla, che mi ha raccontato quanto le manchino gli Agnolotti del Plin da quando convive con la celiachia.
Non tanto perché non si possano rifare in casa… ma perché sono difficili da trovare nei ristoranti. E questo, per chi è celiaco, significa spesso rinunciare proprio ai piatti simbolo delle tradizioni locali.

E allora eccoci qui, con una nuova sfida: portare sulla tavola la magia degli Agnolotti del Plin senza glutine, cercando di mantenere intatta la loro anima—quella della pasta sottile, del ripieno saporito e del condimento semplice che lascia parlare la qualità degli ingredienti.

Questa ricetta è il mio modo di dire a Priscilla (e a tutti voi): la cucina regionale non deve diventare un “ricordo” dopo la diagnosi, ma può trasformarsi in una nuova possibilità, più inclusiva e sempre golosa.

Io mi sono messa all’opera con un obiettivo chiaro: un plin che si chiuda bene, tenga la cottura e soprattutto… sappia davvero di Piemonte.

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Ricetta degli Agnolotti del Plin

32 g carboidrati per 100 g

Ingredienti per 4 persone
Per la pasta:

  • 120 g farina di riso integrale
  • 35 g fecola di patate
  • 25 g maizena
  • 20 farina di mais fine integrale
  • 2 uova
  • 2 g guar
  • 1,5 g xantano
  • 1 cucchiai di olio
  • acqua

Per il ripieno

(la quantità è il doppio del necessario, ma farne meno è un peccato dati i lunghi tempi di cottura: eventualmente raddoppiate la pasta e congelate gli agnolotti non consumati subito)

  • 1 litro brodo di carne o vegetale
  • 200 g lonza di maiale
  • 200 g polpa di vitello
  • 200 g bietole o spinaci lessati o saltati in padella (peso crudo)
  • 100 g carota
  • 80 g cipolla
  • 80 g sedano
  • 50 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 uovo
  • noce moscata
  • sale
  • pepe

Per condire

  • Parmigiano Reggiano grattugiato
  • burro
  • salvia

Preparazione

  1. Partiamo dal ripieno: tagliate a pezzi le carni e fatele rosolare con un filo d’olio in una casseruola. Aggiungete la cipolla, il sedano, le carote a pezzetti, l’aglio schiacciato. Fate rosolare gli ingredienti per qualche minuto e aggiungete sale e pepe a piacere.
  2. Cuocete per 2 ore a fiamma bassa, coprendo con un coperchio e versando del brodo caldo quando necessario. Una volta cotta, lasciate raffreddare la carne. Trasferite la carne e gli ingredienti di cottura, le bietole, il parmigiano, l’uovo e la noce moscata in un frullatore e frullte in modo da ottenere un composto morbido, ma piuttosto asciutto. Aggiustate di sale e pepe e tenete da parte.
  3. Preparate la pasta mettendo le polveri, le uova, un pizzico di sale, l’olio ed eventuale acqua in una terrina. Lavorate gli ingredienti fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo.
    Avvolgete la pasta con pellicola trasparente e lasciatela riposare per mezz’ora a temperatura ambiente.
  4. Una volta riposata la pasta, iniziate a formare gli agnolotti: schiacciate un pezzo di pasta con un mattarello aiutandovi con un po’ di farina, poi tiratela allo spessore desiderato con la sfogliatrice. Io sono arrivata al penultimo foro della mia Imperia.
  5. Con una sac-à-poche (o con un cucchiaino) disponete sulla sfoglia il ripieno creando mucchietti grandi come nocciole e distanziandoli tra loro di circa 2 cm. Ricoprite i mucchietti richiudendo la sfoglia sopra di loro, premete la sfoglia tra i mucchietti e in alto per eliminare l’aria e sigillare bene. Infine con una rotella tagliapasta dentellata tagliate la pasta tra i mucchietti sigillando bene le estremità con le dita formando gli agnolotti.
  6. Cuocete gli agnolotti in acqua bollente salata per circa 3/4 minuti, scolateli e fateli insaporire per qualche minuto in una padella con una noce di burro sciolto con foglie di salvia, serviteli e spolverateli con una grattugiata di parmigiano.

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Giro d’Italia in 20 ricette

Seupa alla Valpellinentza senza glutine

Con questa prima intervista e ricetta prende ufficialmente il via il mio Giro d’Italia in 20 ricette, un progetto che per i prossimi mesi mi porterà ad attraversare l’Italia da Nord a Sud, una regione alla volta, raccogliendo storie, ricordi e piatti del cuore di chi, dopo una diagnosi di celiachia, ha dovuto rinunciare – almeno per un po’ – a sapori profondamente legati alla propria storia.

La prima tappa non poteva che essere la Valle d’Aosta, terra di cucina sostanziosa, montana e conviviale. A guidarmi in questo esordio sono state Michela e Mirella, che mi hanno raccontato la loro Seupa alla Valpellinentza, una zuppa simbolo del territorio, ricca, gustosissima e carica di memoria.

Uno degli ingredienti chiave di questa ricetta è il pane rustico, elemento centrale nella versione tradizionale e, proprio per questo, spesso difficile da ritrovare in una versione senza glutine che sia davvero all’altezza. Per rispettare lo spirito originale del piatto, ho scelto di utilizzare la mia ricetta del Pane integrale croccante, che si è rivelato perfetto per struttura, sapore e capacità di assorbire i liquidi, regalando a questa zuppa una consistenza e una profondità di gusto davvero irresistibili.

Il risultato è una Seupa alla Valpellinentza senza glutine che che conserva tutta la sua anima tradizionale e che permette, finalmente, di riassaggiare questo grante classico della cucina valdostana in versione gluten free.

Questo è solo l’inizio del viaggio! Il prossimo appuntamento sarà con il Piemonte: una nuova regione, una nuova storia e una nuova ricetta da riportare in tavola in versione gluten free.

Stay tuned per scoprire quale sarà la prossima ricetta.

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Ricetta della Seupa alla Valpellinentza

9 g carboidrati per 100 g

Ingredienti

  • 200 g pane integrale raffermo**
  • 250 g fontina
  • 200 g verza
  • 1 litro di brodo di carne*
  • 20 g burro
  • olio per spennellare la pirofila
  • cannella (facoltativa)
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Pulite la verza e tagliatela a strisce larghe circa un centimetro. Fatela bollire nel brodo di carne fino a renderla morbida, dopo scolatela e tenete da parte sia il brodo che la verza.
  2. Tagliate la fontina a fette o a pezzi dopo aver rimosso la buccia.
  3. Oliate leggermente la pirofila e stendete un primo strato di pane, ricopritelo con la fontina a pezzetti e la verza cotta, quindi aggiungete un mestolo di brodo prima di ricominciare gli strati: io ho fatto 2 strati di pane.
  4. Ricoprite l’ultimo strato di pane con uno strato di verza ricoperto di fontina, il burro fuso e una spolverata di cannella. Aggiungete due o tre mescoli colmi di brodo aspettando che il pane lo assorba.
  5. Mettete in forno ventilato preriscaldato a 180 gradi per circa 20 minuti. Una volta pronta, lasciate la zuppa nel forno spento per una decina di minuti prima di servirla.

Oggi vi porto un primo piatto semplice, gustoso e sano: le Pepite al cavolo nero, avvolte da una cremosa fonduta di zucca. Una ricetta facile, ma di grande effetto, perfetta per chi cerca un piatto colorato, nutriente e naturalmente gluten free.

Il cavolo nero è un vero alleato della salute: ricco di vitamine A, C e K, fibre e antiossidanti, aggiunge un tocco di colore e sapore leggermente amarognolo, bilanciato dalla morbidezza della ricotta. La fonduta di zucca completa il piatto con la sua dolcezza naturale e la sua consistenza vellutata, creando un contrasto armonioso e irresistibile.

Queste pepite sono piccoli bocconi equilibrati, ideali per chi desidera un pasto sano ma goloso, perfette per pranzi o cene in famiglia e con amici sia nel quotidiano che per le occasioni speciali. Una ricetta inclusiva che celebra i sapori dell’autunno con creatività, leggerezza e gusto.

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Ricetta delle Pepite di cavolo nero con fonduta di zucca

10,4 g carboidrati per 100 g

Ingredienti per le pepite per 4 persone

  • 375 g ricotta mista
  • 100 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 90 g fecola di patate*
  • 20 g farina di riso integrale*
  • 150 g cavolo nero
  • 1 uovo
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio extravergine di oliva
  • farina di riso integrale per infarinare le pepite
  • sale e pepe

 Ingredienti per la fonduta di zucca

  • 300 g latte
  • 200 g zucca cotta e sbucciata (vd. sotto compre cuocerla)
  • 100 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • noce moscata
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

 Preparazione

  1. Lavate il cavolo nero, eliminate le coste dure e tagliatelo a striscioline, quindi mettetelo in una padella antiaderente con l’olio, uno spicchio d’aglio, un pizzico di sale e un mestolo di acqua. Fate cuocere fino a quando il cavolo nero sarà morbido.
  2. Tenete da parte qualche fogliolina di cavolo nero da usare per decorare i piatti, poi trasferite il resto in un frullatore per ottenere un trito omogeneo.
  3. In una terrina, mescolate ricotta, farina, parmigiano grattugiato, il cavolo nero tritato e l’uovo. Aggiustate di sale e formate delle palline di circa 3 cm di diametro; in una ciotola mettete un po’ di farina di riso integrale, quindi fatevi ruotare le palline in modo che si infarinino in superficie.
  4. Mettete il latte in un tegamino e portate a bollore. Versatevi dentro il parmigiano grattugiato, mescolate bene, poi aggiungete la zucca cotta schiacciata con una forchetta. Stemperate in modo da ottenere una crema e aggiustate di sale, pepe e noce moscata.
  5. Mettete un cucchiaio di crema di zucca sui piatti di portata.
  6. Mettete una pentola di acqua sul fuoco e portatela a bollore, quindi salatela e buttate le pepite di ricotta. Fatele bollire fino a quando salgono in superficie. Toglietele con una schiumarola, adagiatele sullo strato di fonduta e conditele con altra fonduta, quindi completate con qualche foglia di cavolo nero messo da parte per la decorazione.
  7. Servite il piatto ben caldo.

***Per cuocere la zucca, tagliatela a cubetti e cuocetela nel forno a microonde a 800 W per 4 minuti, oppure in un tegame con un goccio d’acqua.

La Minestra della nonna con Frue è la classica ricetta tradizionale sarda che sa di affetto e di cucina casalinga. Tre ingredienti semplicissimi – patate, pastina e formaggio Frue – che insieme diventano un comfort food irresistibile.

Ho scoperto questa ricetta in Sardegna da una signora in fila in caseificio. La signora mi ha raccontato che stava acquistando la Frue, un formaggio caprino-ovino dal sapore leggermente acidulo, per preparare una minestra alla nipotina che le aveva detto essere il suo piatto del cuore. E anche io me ne sono innamorata subito!

Se in estate vuoi renderla ancora più fresca, basta aggiungere qualche pomodoro a pezzetti: facile e deliziosa.

Se ami le minestre, prova la Pasta di legumi con lenticchie di Rascino.

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La ricetta della Minestra della nonna con Frue

11 g di carboidrati per 100 g

Ingredienti per 4 persone

  • 400 g patate
  • 120 g pastina mista o spaghetti spezzati**
  • 120 g formaggio Frue
  • trito di erbe a piacere
  • sale grosso
  • pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Tagliate le patate a dadini di mezzo centimetro e mettetele in una casseruola con acqua e un pizzico di sale grosso e fatele cuocere per 10 minuti o comunque fino a quando le verdure saranno morbide.
  2. Buttate pastina di vari formati a condizione che abbiano lo stesso tempo di cottura, oppure degli spaghetti spezzettati corti; portate a cottura.
  3. Mettete la frue in un piatto e schiacciatela bene con una forchetta.
  4. Quando la pasta sarà cotta, togliete la casseruola dal fuoco, aggiungete la frue mescolando in modo che si amalgami perfettamente e completate con un pizzico di erbe a piacere e una macinata di pepe.

Dopo una nuotata rigenerante in piscina o al mare, non c’è niente di meglio di un piatto fresco e nutriente per reintegrare le energie senza appesantire: questa Insalata di quinoa con anguria, feta e menta è la risposta a tutte queste esigenze.

L’insalata di quinoa è leggera, ma completa, unisce i carboidrati complessi della quinoa con le proteine del formaggio feta, mentre l’anguria e il cetriolo garantiscono idratazione e freschezza. La menta regala un tocco aromatico che rende questa ricetta irresistibile anche nelle giornate più calde.

Preparala in anticipo e portala con te al mare, in piscina o gustala a casa dopo l’allenamento: è un piatto unico sano, pratico e colorato, che ti farà sentire in vacanza al primo assaggio. E se vuoi capire cosa fare dopo il nuoto per un recupero ideale, segui i consigli di Bianca Balzarini.

Altre idee per l’estate? Prova il Cous cous con polpo e avocado.

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Insalata di quinoa con anguria, feta e menta

9,8 g carboidrati per 100 g

Ingredienti per 4 persone

  • 300 g anguria (peso netto, senza buccia e semi)
  • 100 g quinoa (bianca o mista)
  • 160 g cetriolo
  • 150 g feta
  • 1 mazzetto di menta fresca
  • ½ limone
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • sale e pepe
  • semi di zucca

Preparazione

  1. Sciacquate bene la quinoa sotto acqua corrente per eliminare eventuali tracce di saponine e cuocetela nel triplo del proprio peso di acqua leggermente salata per circa 12-15 minuti con coperchio fino a quando avrà assorbito completamente l’acqua. Spegnete il fuoco e lasciatela intiepidire.
  2. Grattugiate il cetriolo pelato con una grattugia a fori grossi, spolveratelo di sale, mettetelo in un colino e lasciatelo riposare in modo che rilasci la propria acqua.
  3. Tagliate l’anguria a cubetti piccoli rimuovendo i semi.
  4. Sbriciolate il formaggio feta con le mani.
  5. Mescolate la quinoa raffreddata con l’anguria, il cetriolo ben strizzato, il feta e la menta tritata finemente.
  6. Condite con il succo di limone mescolato con olio, sale e pepe.
  7. Guarnite con semi di zucca per una nota croccante e qualche foglia di menta.

Quando l’estate regala pomodorini dolci, peperoni croccanti e profumate pesche, basterà un pezzo di pane per creare una Panzanella di verdure estive, un piatto unico colorato, fresco e completo.

Il pane che ho utilizzato nella ricetta è il mio Pane integrale croccante che può essere fresco, quindi da tostare in padella, oppure avanzato, quindi da bagnare con acqua e aceto. In questa versione sono partita dal pane senza glutine fresco, l’ho tostato leggermente per fargli raccogliere al meglio i sapori di verdure e frutta. Con il pane avanzato, la Panzanella rappresenta un’idea anti-spreco che conquista con il contrasto tra la dolcezza delle pesche grigliate e la nota vivace della senape e della menta.

Perfetta come pranzo leggero, cena veloce o antipasto da condividere, questa panzanella è ricca di fibre, vitamine e minerali, oltre ad essere un ottimo alleato per programmare al meglio gli impegni della settimana visto che la possiamo preparare in anticipo: i sapori si amalgameranno perfettamente rendendola ancora più irresistibile.

Vuoi un’altra idea con il pane raffermo? Prova la Pappa al pomodoro con croste croccanti.

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La ricetta della Panzanella di verdure estive

14 g carboidrati per 100 g

Ingredienti per 4 persone

  • 10-12 pomodorini maturi (220 g)
  • 200 g pane senza glutine**
  • 1 pescanoce o pesca (circa 160 g)
  • 150 g peperone giallo
  • 150 g peperone rosso
  • 70 g cipolla rossa di Tropea (o cipollotto dolce)
  • 2 cucchiai di succo di limone
  • 1 cucchiaino di senape
  • qualche foglia di menta fresca
  • olio extravergine di oliva
  • aceto di mele
  • semi di zucca
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Tagliate il pane a cubetti e tostatelo leggermente in padella con un filo d’olio, quindi trasferitelo in una terrina.
  2. Affettate la cipolla di Tropea finemente e mettetela a marinare in una ciotolina con 3 cucchiai di aceto di mele, sale e pepe per almeno 30 minuti.
  3. Tagliate i peperoni a cubetti fini e i pomodorini a metà o in quarti.
  4. Preparate il condimento emulsionando 4 cucchiai di olio, 4 cucchiai di aceto, la senape, sale e pepe.
  5. Grigliate la pesca tagliata a spicchi su una piastra rovente per 1 minuto per lato: gli spicchi devono caramellarsi leggermente.
  6. Assemblate la Panzanella unendo tutto in una ciotola capiente: pane, verdure, cipolle con la loro marinatura e il condimento. Mescolate bene, insaporite con foglie di menta spezzettate e semi di zucca a piacere. Se il pane dovesse risultare asciutto, aggiungete qualche cucchiaio di acqua, aceto e olio.
  7. Lasciate riposare in frigo per qualche ora prima di servire oppure preparate la Panzanella il giorno prima: sarà ancora più saporita.
  8. Servitela formando un disco con l’aiuto di un coppa pasta circolare, mettetevi sopra 1 o 2 spicchi di pesca e qualche fogliolina di menta. Completate con un filo di olio e una macinata di pepe.

Dopo una corsa mattutina o serale, il corpo ha bisogno di energia pulita e proteine di qualità per recuperare al meglio. Questa Insalata di grano saraceno con ragù di pollo e pesche grigliate è pensata proprio per questo: un piatto unico completo, ricco di proteine nobili dal pollo e dagli edamame, di carboidrati a basso indice glicemico grazie al grano saraceno, e di vitamine e sali minerali delle pesche e dei pomodorini, che rinfrescano e idratano.

Un mix di sapori delicati e consistenze diverse che appaga senza appesantire, ideale per chi ama prendersi cura di sé anche a tavola dopo l’allenamento.

Scopri tutti i segreti per un recupero post-allenamento perfetto con Bianca Balzarini, allenatore alimentare, con cui ho realizzato questo utilissimo e-book.

La ricetta dell’Insalata di grano saraceno con ragù di pollo e pesche grigliate

8 g carboidrati per 100 g

Ingredienti per insalata

  • 140 g nocepesche o pesche
  • 120 g edamame
  • 100 g grano saraceno in chicchi*
  • 10 pomodorini

 Ingredienti per il ragù di pollo

  • 600 g carne di pollo tagliata a coltello in pezzi piccoli
  • 100 g carota
  • 40 g cipolla
  • 30 g sedano
  • 1/2 bicchiere di marsala
  • trito di salvia, menta e timo
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Preparate il ragù di pollo. Tritate cipolla, carota e sedano in piccoli cubetti e metteteli ad ammorbidire in una casseruola con un filo d’olio senza farli friggere; aggiungete il trito di erbe aromatiche e la carne di pollo tritata.
  2. Mescolate bene fino a quando la carne sarà bianca, quindi sfumate con il Marsala e lasciate evaporare, quindi mettete il coperchio e cuocete per circa 20 minuti. Aggiustate di sale e pepe.
  3. Bollite il grano saraceno in acqua leggermente salata e scolatelo quando cotto, ma ancora al dente.
  4. Fate scottare gli edamame in acqua bollente leggermente salata per 1,5 minuti, quindi scolateli e buttateli in acqua fredda.
  5. Tagliate i pomodorini a metà e aggiungeteli al grano saraceno bollito e scolato, quindi aggiungete anche gli edamame e infine il ragù di pollo mescolando bene. Servite con qualche fettina di nocepesca o pesca.

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Versione con glutine dell’Insalata di grano saraceno e pesche grigliate

La ricetta contiene solo ingredienti naturalmente privi di glutine, quindi non richiede nessun adattamento.

La Pasta con alici e pomodorini gratinati è una ricetta che unisce colore, sapore e benessere in un piatto unico e bilanciato. Il colore del mese è il grigio, tonalità non frequente in cucina, ma sorprendentemente ricca di spunti quando si scelgono ingredienti come le alici fresche e i semi di girasole che dimostrano che anche il grigio può avere un’anima gustosa e creativa.

Le alici sono un alimento prezioso per chi segue un’alimentazione attenta alla salute metabolica: ricche di proteine ad alto valore biologico, omega-3 e vitamina D, contribuiscono a ridurre l’infiammazione e migliorare la sensibilità insulinica, rappresentando quindi un’ottima fonte proteica per chi è affetto da diabete, oltre ad essere naturalmente prive di glutine e facilmente digeribili.

I semi di girasole, spesso usati come topping croccante, aggiungono non solo texture ma anche importanti nutrienti: contengono grassi insaturi, magnesio e fitosteroli, che favoriscono il controllo della glicemia e aiutano a mantenere in equilibrio il profilo lipidico.

Inoltre, sia le alici che i semi di girasole hanno inoltre un buon contenuto di selenio, un minerale che protegge le cellule dai danni provocati dai radicali liberi e contribuisce a prevenire l’invecchiamento cellulare, quindi un piatto semplice con tutte le caratteristiche per fungere da vero e proprio integratore alimentare!

Se ti piacciono le alici, prova anche la mia Schiaccia di cipolle e alici.

La ricetta della Pasta con alici e pomodorini gratinati

 28 g carboidrati per 100 g

Ingredientiper 4 persone

  • 500 g pomodorini
  • 400 g alici (peso da pulire)
  • 300 g pasta Gnocchi o Caserecce Massimo Zero**
  • 60 g pangrattato**
  • 50 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 15 g capperi sotto sale
  • 1 limone
  • semi di girasole
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio extravergine di oliva
  • origano
  • peperoncino
  • sale

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Prima di tutto pulite le alici rimuovendo la testa, le interiora e la lisca centrale, quindi sciacquatele bene e asciugatele.
  2. Preparate un composto con il pangrattato, il parmigiano, i capperi dissalati e tritati, una punta di aglio tritato finemente, origano, peperoncino e la buccia di limone grattugiata.
  3. Prendete una pirofila, spolverate il fondo con il pangrattato aromatico, formate uno strato con le alici aperte a libro, quindi copritele con i pomodorini tagliati a metà con la parte tagliata a contatto con le alici. Spolverate con il pangrattato restante e irrorate con un filo di olio extravergine di oliva.
  4. Cuocete in forno ventilato preriscaldato a 250°C per circa 10 minuti.
  5. Nel frattempo, cuocete la pasta in acqua bollente leggermente salata, scolatela, quindi conditela con le alici e i pomodorini al forno.
  6. Spolverate con semi di girasole e servite la pasta ben calda.

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Gli Gnocchi di farina e acqua sono una ricetta antica che ci riporta alle origini della cucina italiana, quando le patate ancora non erano arrivate dall’America.
Preparati con due soli ingredienti e senza uova, questi gnocchi affondano le radici nella tradizione contadina, dove semplicità e ingegno andavano di pari passo. Infatti, per riuscire a legare la farina, che nella mia versione senza glutine è farina di riso integrale del Mulino Marello, si utilizza acqua bollente in modo da gelatinizzare l’amido come in una precottura che rende il composto flessibile evitando che si sbricioli in cottura.

Per accompagnarli, ho scelto un legume che ho conosciuto grazie alla Camera di Commercio di Rieti e Viterbo, il Fagiolo Secondo o Giallo della Stoppia di San Lorenzo, un prodotto tipico della Comunità Montana Alta Tuscia Laziale coltivato secondo metodi agricoli rispettosi dei cicli naturali. Il suo curioso nome ne spiega tradizione e coltivazione: “Secondo” si riferisce alla pratica agricola di seminare il fagiolo come seconda coltura dell’anno; “della Stoppia” si riferisce al fatto che la semina avveniva direttamente sulle stoppie del frumento appena mietuto, sfruttando i residui colturali come substrato naturale.

La coltivazione tardiva permetteva la raccolta dei fagioli già a fine agosto, offrendo alle famiglie contadine una preziosa fonte di proteine vegetali in vista dell’autunno. Il fagiolo si distingue per la sua facilità di cottura e il sapore dolce, caratteristiche attribuite anche all’origine vulcanica dei suoli della zona.

Questi piccoli fagioli di colore marrone oltre ad essere squisiti sono ricchi di proteine vegetali e fibre, quindi sono perfetti per chi cerca piatti equilibrati, ricchi di sapore e davvero alla portata di chiunque si cimenti con la cucina anche per la prima volta.

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La ricetta degli Gnocchi di farina e acqua ai fagioli

  24,16 g carboidrati per 100 g senza cipolle

Ingredienti per gli gnocchi per 4 persone

  • 200 g farina di riso integrale*
  • acqua bollente
  • un pizzico di sale

Per il sugo di fagioli

  • 400 g passata di pomodoro
  • 150 g fagioli secondi o gialli della Stoppia secchi
  • 70 g carota
  • 40 g sedano
  • 2 foglie d’alloro
  • finocchietto selvatico
  • olio extra vergine di oliva Canino DOP
  • sale e pepe

Per le cipolle

  • 5 cipollotti di Tropea
  • olio extra vergine di oliva Canino DOP
  • origano
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Mettete in ammollo i fagioli secchi la sera prima, poi fateli bollire a fuoco dolce con 2 foglie di alloro fino a cottura. Spegnete il fuoco e conservate l’acqua di cottura.
  2. Mettete la farina di riso integrale in una terrina e aggiungetevi un pizzico di sale, quindi versate il quantitativo di acqua bollente leggermente salata sufficiente ad ottenere un composto omogeneo: dovrebbe servirvi circa la metà del peso della farina; mettete a riposare il composto coperto con pellicola per almeno 15 minuti.
  3. Tritate la carota e il sedano e fateli soffriggere in un tegame con un filo d’olio; aggiungete le verdure e la polpa di pomodoro al soffritto, aggiustate di sale. Lasciate cuocere il sugo per circa 20 minuti, infine aggiungete i fagioli cotti e lasciate insaporire per altri 15 minuti. Aromatizzate con il finocchietto selvatico tritato.
  4. Affettate i cipollotti di Tropea e fateli appassire sul fuoco delicatamente con un filo d’olio, quindi insaporiteli con origano, sale e pepe.
  5. Preparate gli gnocchi. Formate dei cilindri su un tagliere spolverato con farina di riso, tagliate dei pezzetti da 2 cm e adagiateli su un vassoio.
  6. Cuocete gli gnocchi in acqua bollente leggermente salata fino a quando avranno la consistenza desiderata: non sono pronti quando salgono a galla, avranno bisogno di più tempo.
  7. Scolateli con una schiumarola e buttateli direttamente nel sugo di fagioli, mescolate per amalgamare bene, quindi servite con la cipolla di Tropea e un filo di olio Canino.

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Gli Gnocchi di polenta con crema di carciofi e mandorle sono un’idea antispreco dall’interessante valore nutrizionale.

Trasformare la polenta avanzata in un piatto nuovo e sorprendente è un’ottima strategia per ridurre gli sprechi in cucina senza rinunciare al gusto. Questi gnocchi alternativi, dalla consistenza morbida e dal sapore delicato, si abbinano perfettamente alla crema di carciofi, esaltata dalla croccantezza delle mandorle tostate e dalla freschezza della scorza di limone.

Un tocco speciale è dato dal Miso, un ingrediente fermentato ricco di probiotici, capace di donare profondità di sapore e benefici per la digestione. Un piatto semplice, nutriente e inclusivo, perfetto per chi ama la cucina sostenibile e creativa.

Se ami gli gnocchi, prova anche un grande classico con un tocco piccante: Gnocchi di patate al pomodoro e ‘nduja.

La ricetta degli Gnocchi di polenta con crema di carciofi e mandorle tostate

17,73 g carboidrati per 100 g 

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Ingredienti per gli gnocchi

  • 300 g polenta* già cotta
  • 50 g fecola*
  • 50 g farina di riso integrale*
  • 1 uovo
  • 20 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • sale

Ingredienti per la crema di carciofi

  • 200 g carciofi puliti (circa 4)
  • 100 g patata media
  • 30 g scalogno
  • 20 g mandorle per completare
  • 1 cucchiaino scarso di Miso* (facoltativo)
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • scorza e succo di ½ limone
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Frullate la polenta fredda e mescolatela con uovo, farina, parmigiano grattugiato, sale e pepe fino ad ottenere un composto omogeneo.
  2. Infarinate il piando di lavoro e formate gli gnocchi.
  3. Pulite i carciofi rimuovendo le foglie esterne più dure, tagliate le punte e affettate i cuori di carciofi in spicchi sottili. Immergeteli in acqua con succo di limone per evitare che anneriscano.
  4. In una padella antiaderente, versate un filo d’olio e fate appassire lo scalogno tritato e uno spicchio d’aglio. Aggiungete poi i carciofi scolati e la patata tagliata a cubetti, lasciateli insaporire per qualche minuto, quindi aggiungete blodo vegetale e lasciate cuocere per circa 15 minuti, finché i carciofi e la patata saranno morbidi.
  5. Trasferite il tutto in un frullatore e frullate fino ad ottenere una crema liscia. Aggiustate di sale, pepe e un cucchiaino scarso di Miso per aggiungere una nota di umami.
  6. Fate cuocere gli gnocchi in acqua bollente leggermente salata, scolateli e buttateli in una padella con la crema di carciofi aggiungendo eventualmente un mestolo di acqua di cottura, quindi impiattate e completate con le mandorle tostate e leggermente tritate e la scorza di limone grattugiata.

Versione con glutine degli Gnocchi di polenta con crema di carciofi e mandorle tostate

Potete sostituire i 50 g di fecola e i 50 g di farina di riso integrale con 100 g di farina di frumento, tutti gli altri ingredienti rimangono invariati.