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Questa tappa del mio Giro d’Italia in 20 ricette senza glutine sale in alta quota per arrivare in Trentino-Alto Adige, dove i miei amici Gianni e Lorenzo mi raccontano di un dolce per me del tutto inedito: la Treccia Mochena.

“Mochena” è l’aggettivo relativo alla Valle dei Mòcheni, un territorio in cui la tradizione dolciaria è strettamente legata alle risorse locali. Qui, infatti, la coltivazione dei frutti di bosco è particolarmente diffusa e rappresenta uno degli elementi distintivi dell’identità gastronomica della zona.

Accanto ai frutti di bosco, la struttura del dolce richiama le influenze mitteleuropee tipiche di questa area di confine: un impasto simile a una brioche, profumato e lavorato con cura, che viene intrecciato e arricchito con crema pasticcera e confettura, per ottenere una consistenza morbida e avvolgente.

La versione senza glutine mantiene questo equilibrio, lavorando su struttura e aromi per restituire una treccia soffice e ben sviluppata, in cui la dolcezza della crema si integra con la nota leggermente acidula dei mirtilli. Non mi sorprende che Gianni e Lorenzo abbiano pensato proprio a un dolce così goloso: li ringrazio per avermelo fatto conoscere!

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La ricetta della Treccia Mochena senza glutine

49 g carboidrati per 100 g

Ingredienti per l’impasto per una treccia mochena da 40 cm

  • 165 g farina per Pane e paste lievitate Biaglut**
  • 165 g farina per pane Nutrifree**
  • 85 g latte
  • 80 g burro morbido
  • 50 g zucchero
  • 2 uova medie
  • 12 g lievito di birra fresco
  • 4 g sale
  • 1 scorza di limone
  • 1 punta di bacca di vaniglia

Ingredienti per il ripieno

  • 300 g crema pasticcera (preparata con 200 g latte, 60 g zucchero, 16 g maizena*, 2 tuorli, vaniglia)
  • 200 g confettura di lamponi
  • 50 g frutti di bosco freschi

Ingredienti per completare

  • 1 albume
  • zucchero di canna

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione della Treccia Mochena

  1. Versate il latte in un pentolino, mettetelo sul fuoco e aggiungetevi lo zucchero per farlo sciogliere. Allontanate dal fuoco, lasciate intiepidire e aggiungete le uova sbattendo bene.
  2. Sbriciolate il lievito nel composto di latte e uova e mescolate bene con una frusta per sciogliere il lievito.
  3. Mettete le farine in una planetaria munita di foglia, giratela per qualche minuto, poi versate il composto liquido contenente il lievito e impastate a bassa velocità fino ad ottenere un composto omogeneo, aggiungete il sale e continuate a far lavorare l’impasto a bassa velocità fino a quando risulterà liscio ed omogeneo.
  4. Nel frattempo mescolate gli 80 g di burro morbido con scorza di limone e vaniglia e aggiungetelo gradatamente all’impasto.
  5. Formate una palla e lasciatela lievitare in una terrina ricoperta di pellicola trasparente in forno tiepido per circa 2 ore oppure senza pellicola se avete la funzione lievitazione a vapore.
  6. Quando il volume dell’impasto sarà raddoppiato, trasferite la terrina in frigo e lasciatela per 30-40 minuti: questo passaggio faciliterà la lavorazione dell’impasto.
  7. A questo punto, stendete l’impasto su un foglio di carta forno leggermente infarinato formando un rettangolo di 30 x 40 cm.
  8. Immaginate di dividere il rettangolo in 3 parti nel senso della lunghezza. Farcite il rettangolo centrale con la crema pasticcera, ricopritela con la confettura di lamponi e infine spargete una manciata di frutti di bosco freschi sulla confettura.
  9. Tagliate delle striscioline oblique di circa 3 cm nei rettangoli adiacenti a quello farcito e spostatele sulla farcia in modo da formare una treccia e sigillate le due estremità per impedire la fuoriuscita della farcia in cottura.

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10. Spennellate bene la superficie con un albume sbattuto e dello zucchero di canna, quindi lasciate riposare la treccia per il tempo necessario a riscaldare il forno.

11. Cuocete la treccia in forno ventilato preriscaldato a 170° nel ripiano centrale del forno per 40-50 minuti o comunque fino a quando la treccia risulterà dorata in superficie. Se l’impasto dovesse scurirsi troppo velocemente coprite la pasta con un foglio di alluminio. Servite la treccia una volta raffreddata.

 

Da nord a sud, un’Italia tutta da riscoprire… piatto dopo piatto, storia dopo storia. È con questo spirito che nasce il mio progetto il Giro d’Italia in 20 ricette. A partire da gennaio 2026 e per i prossimi venti mesi vi accompagnerò in un vero e proprio viaggio culinario, alla scoperta delle tradizioni gastronomiche regionali, reinterpretate in chiave senza glutine, con uno sguardo attento alla condivisione dei carboidrati e alla cucina più inclusiva possibile.

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Il Giro d’Italia in 20 ricette: l’appuntamento mensile con la cucina regionale gluten free

Non si tratta solo di ricette. Ogni mese avrò il piacere di incontrare virtualmente i miei amici sparsi in tutta Italia, attraverso video-chiamate in cui mi racconteranno la loro ricetta del cuore: quel piatto che più è mancato dopo la diagnosi di celiachia, quel sapore che richiama ricordi di famiglia, feste e momenti speciali.

Il mio compito sarà trasformare queste storie in realtà: ricreerò ogni piatto in versione gluten free, rispettandone i sapori, le consistenze e l’anima, senza rinunce. Ogni ricetta sarà accompagnata dall’indicazione dei carboidrati per 100 g, così da aiutare chi è affetto da diabete a calcolare il bolo di insulina per il pasto.

Ma questo progetto è anche una riscoperta della cucina italiana tradizionale. Dal rustico pane delle montagne della Valle d’Aosta, alle paste ripiene piemontesi, ai dolci del Sud, ogni tappa sarà un’occasione per conoscere il territorio, le persone e le loro storie, portando in tavola piatti che raccontano identità, cultura e affetto.

Il Giro d’Italia in 20 ricette non è solo un viaggio gastronomico: è un viaggio tra ricordi, emozioni e condivisione, pensato per farvi sentire parte di ogni regione, di ogni storia, di ogni piatto.

Non perdetevi nemmeno una tappa! Ogni mese, una nuova storia, un nuovo piatto, un nuovo pezzo d’Italia da riscoprire… e da gustare anche in versione senza glutine.

E’ finalmente disponibile sulle librerie online e fisiche il nuovo libro di medicina narrativa in lingua inglese Feeding love to Gaia and Nico che racconta delle nostre tre vite: quella prima di diabete e celichia, la seconda vita dopo la diagnosi di Gaia e la terza vita, quella dopo la diagnosi di Nicolò.

Un libro da leggere e da mangiare

Feeding love to Gaia and Nico è il racconto di una strategia famigliare, di una crescita indispensabile quando la vita cambia all’improvviso, ma è anche una raccolta di ricette per portare gioia e benessere in tavola, per dare ispirazione e voglia di cucinare.

Il libro è la storia della nostra vita quando degli ospiti non invitati si sono seduti alla nostra tavola.

E’ la storia di come abbiamo accolto questi ospiti non invitati nella nostra vita quotidiana riconquistando il piacere di mangiare e condividere il cibo con gli amici e le persone amate.

E’ la storia del vivere in Italia con le sfide del suo cibo straordinario.

E’ la storia di quando si è consapevoli che non si può scegliere di non avere una malattia, ma si può scegliere come viverla.

Feeding love with Gaia and Nico è la nostra storia con diabete e celiachia.

Buona lettura e buon appetito!

feeding love to gaia and nico

Queste Polpette di baccalà sono perfette per un pasto in famiglia o con gli amici, ma sono ideali anche come finger food da gustarsi in piedi in giardino. Hanno un contenuto limitato di carboidrati, quindi una soluzione gustosa e semplice per mettere a tavola diabete e celiachia.

La ricetta trae ispirazione dalle polpette mangiate all’Osteria del baccalà a Vairano Scalo, in provincia di Caserta, gestita da Antonio Ruggiero, docente presso l’Istituto alberghiero ISISS Marconi della stessa località dove ho avuto il piacere di gustare un intero menù a base di baccalà, esperienza che Antonio definisce “Baccaliata terapeutica“.

Partendo dal racconto della preparazione di Antonio, ho provato a rifarle e devo ammettere che il risultato ottenuto non è molto lontano dall’originale. La differenza certa è che in questa ricetta vengono impanate nella farina di mais, mentre in quella originale dell’Osteria si utilizza la farina bianca.

 

La ricetta delle Polpette di baccalà

13,18 g di CHO per 100 g di polpette senza sugo di accompagnamento

Ingredienti per le polpette

  • 440 g merluzzo dissalato
  • 150 g patate bollite
  • 100 g ricotta di pecora o bufala
  • 65 g farina di mais per polenta*
  • 50 g latte
  • 35 g pane bianco senza glutine**
  • 5 g capperi sotto sale
  • prezzemolo
  • olio per friggere
  • sale e pepe
  • olio extra vergine di oliva

Ingredienti per il sugo di accompagnamento

  • 300 g passata di pomodoro Ciro Flagella
  • 25 g triplo concentrato o estratto di pomodoro
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio extra vergine di oliva
  • peperone Crusco secco tritato oppure paprika dolce
  • peperoncino
  • sale

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Fate cuocere il baccalà dissalato per 20 minuti in un tegame ricoprendolo con acqua e latte in pari quantità. Rimuovete la pelle, le eventuali lische e lasciatelo intiepidire.
  2. Fate bollire le patate, poi sbucciatele e tagliatele a dadini. Mettete il pane in ammollo nel latte.
  3. Preparate il sugo di accompagnamento. Mettete un filo abbondante di olio extra vergine di oliva in un tegame e fatevi rosolare 1 spicchio d’aglio; aggiungetevi il concentrato di pomodoro e stemperatelo con un goccio d’acqua, poi versate anche la passata; aggiustate di sale e cuocete per 15 minuti. Insaporite con il peperone Crusco tritato, oppure la paprika, e il peperoncino.
  4. Mettete il baccalà cotto in una terrina, sbriciolatelo con una forchetta, quindi aggiungete le patate a dadini, il pane ammollato, la ricotta, i capperi e il prezzemolo tritati e un pizzico di pepe. Formate delle palline di 30 g ciascuna, passatele in un piatto contenente un filo d’olio extra vergine d’oliva in modo che vi si attacchi la farina di mais per polenta sulla superficie quando vengono fatte rotolare sulla stessa.
  5. Friggete le polpette in abbondante olio di semi di arachidi fino a quando non saranno ben dorate e servitele accompagnate con il sugo di pomodoro piccante.
Polpette di baccalà

Polpette di baccalà

La versione con glutine delle Polpette di baccalà

Sostituite il pane senza glutine con pane convenzionale in uguale quantità.