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La Torta di baccalà gratinata è un piatto che racconta una cucina fatta di gesti semplici e sapori autentici, capace di unire tradizione e piacere in ogni forchettata. Una ricetta completa e appagante, ideale da portare in tavola quando si ha voglia di un piatto sostanzioso, ma equilibrato, perfetto sia per il pranzo della domenica che per una cena conviviale.

Il baccalà è il protagonista di questa preparazione: una fonte preziosa di proteine di alta qualità, naturalmente povera di grassi e ricca di sali minerali come fosforo e potassio. Abbinato alle patate, che donano struttura e morbidezza, e arricchito da olive verdi, pomodoro ed erbe aromatiche, crea un equilibrio di sapori mediterranei che rende questo piatto rassicurante e goloso.

La gratinatura finale, profumata di origano, prezzemolo e olio extravergine di oliva, aggiunge una nota croccante che completa il piatto, trasformando ingredienti semplici in una preparazione ricca di carattere. Una ricetta che celebra la cucina di casa, fatta di strati, profumi e convivialità.

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Ricetta della Torta di baccalà gratinata

7,6 g carboidrati per 100 g

Ingredienti per 6 persone

  • 1 kg patate già sbucciate
  • 1 kg baccalà ammollato
  • 270 g pelati
  • 100 g pangrattato**
  • 80 g olive verdi denocciolate*
  • olio extravergine di oliva
  • origano
  • prezzemolo
  • peperoncino
  • sale e pepe

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

 Preparazione

  1. Tagliate le patate sbucciate a fette sottili con una mandolina e sbollentatele in acqua bollente salata per qualche minuto. Scolatele e lasciatele intiepidire.
  2. Sbollentate anche il baccalà in una pentola di acqua calda per 5 minuti, quindi scolatelo, pelatelo e controllate che non ci siano lische.
  3. Tritate il prezzemolo, mescolatelo con il pangrattato,  origano, peperoncino e olio extravergine di oliva in modo da ottenere un composto umido e profumato.
  4. Ungete una pirofila con un filo d’olio, spolverate il fondo con il pangrattato aromatico, formate uno strato di patate e ricopritelo con pezzi di baccalà; spolverate con le olive tritate, pezzetti di pomodori pelati, una spolverata di pangrattato e un filo di olio, quindi ricominciate a formare gli strati.
  5. Completate con uno strato di patate ricoperto di pangrattato e irrorate con olio extravergine prima di infornare in forno ventilato preriscaldato a 180°C per circa 30 minuti o comunque fino a doratura.

Quando si avvicinano le Feste, cresce la voglia di preparare dolci semplici, ma di grande effetto, magari da servire come piccole coccole golose o da portare in tavola per stupire famiglia e amici. Questi Bounty alla zucca senza glutine sono una ricetta facilissima e veloce, perfetta per chi cerca un dolce natalizio che unisca gusto, leggerezza e colore.

La zucca, con la sua naturale dolcezza e la sua cremosità, rende ogni bocconcino morbido e avvolgente, mentre la ricotta dona equilibrio e leggerezza. Il cocco rapè completa la magia con la sua nota fresca ed esotica. Il risultato? Dei dolcetti da 25 g, quindi piccoli e bilanciati dal punto di vista nutrizionale: perfetti per una merenda o come mini-dessert da fine pasto.

Rivestiti di cioccolato fondente e decorati con mandorle, uvetta o scorzette d’arancia, questi Bounty alla zucca portano in tavola un elegante mix di colori e profumi. Sono ideali per creare un angolo dessert natalizio, per arricchire un buffet delle Feste o come regalo fatto in casa davvero speciale.

Una ricetta inclusiva, naturalmente gluten free, che celebra i sapori dell’autunno e la magia del Natale con semplicità e creatività.ilaria-bertinelli-bounty-alla-zucca

La ricetta dei Bounty alla zucca

24,4 g carboidrati per 100 g senza decorazioni

6,1 g carboidrati per 1 bounty alla zucca 

Ingredienti

  • 200 g ricotta piacentina
  • 80 g cocco rapè*
  • 70 g zucca cotta già pulita
  • 40 g zucchero a velo*
  • 150 g cioccolato fondente

Ingredienti per completare

  • Mandorle, uvetta e scorzette di arancia

**Ingredienti specifici per celiaci

*Ingredienti per i quali verificare l’assenza di glutine in etichetta o sul Prontuario AIC

Preparazione

  1. Schiacciate la polpa di zucca cotta con una forchetta o in un robot fino ad ottenere una crema omogenea.
  2. Mescolate la ricotta in una terrina per renderla morbida, aggiungete lo zucchero a velo, la polpa di zucca ed infine il cocco rapè.
  3. Formate dei bastoncini di 25 g ciascuno, adagiateli su un piatto e metteteli in frigorifero per almeno mezzora.
  4. Nel frattempo, fate sciogliere il cioccolato a bagno maria o nel microonde e lasciatelo intiepidire.
  5. Immergete i bastoncini al cocco nel cioccolato in modo da ricoprirli completamente, adagiateli su un foglio di carta forno e decorateli a piacere con uvetta, mandorle o scorzette di arancia.
  6. Conservateli in frigorifero fino al momento del consumo.

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Avete mai pensato di fare i turisti nella vostra città? Io ho avuto il piacere di sentirmi una turista nella mia città accompagnando la coppia di amici Ellen del blog Patotra e suo marito Fred che ci aveva accolto sul Lago di Costanza una settimana prima e voglio quindi condividere con voi un po’ di idee su cosa fare a Parma, magari per un weekend lungo o approfittando di qualche ponte.

Il Duomo e il Battistero di Parma al tramonto (Foto: Francesca Bocchia)

Il Duomo e il Battistero di Parma al tramonto (Foto: Francesca Bocchia)

Cosa fare a Parma: la nascita del Parmigiano Reggiano

Vale la pena svegliarsi presto al mattino per arrivare in uno dei caseifici dove, ogni singolo giorno, il latte della zona di produzione viene trasformato in Parmigiano Reggiano. Io, lungi dall’essere oggettiva, ho portato gli amici a vivere questa magia nel caseificio della mia famiglia, il Caseificio Bertinelli, che lavora solamente il latte proveniente dalla nostra azienda agricola ubicata sulle colline di Medesano (a circa 23 km a sud di Parma) creando ogni giorno 20 forme del nostro prezioso formaggio.

L’alzataccia mattutina è indispensabile se si vuole assistere alla nascita del parmigiano perché questo viene prodotto una sola volta al giorno, mescolando il latte della mungitura della sera precedente, che viene scremato prima della lavorazione, con il latte della mungitura del mattino, in arrivo direttamente dall’azienda agricola subito dopo la mungitura.

caldaia per produrre parmigiano reggiano

Interno di una caldaia per produrre Parmigiano Reggiano

Una volta aggiunto il siero innesto (che potremmo definire il lievito madre del casaro) e il caglio, l’enzima ottenuto dallo stomaco dei vitelli che provoca la coagulazione del latte, il liquido bianco e profumato si trasforma in cagliata, una morbida massa semi-solida simile ad un enorme yogurt greco che riempie le dorate caldaie di rame che ne accolgono 1200 litri.

L'aggiunta del siero innesto

L’aggiunta del siero innesto

Veloce rottura della cagliata con un insolito coltello sferico chiamato “Spino” e cottura di pochi minuti sotto l’attenta supervisione del casaro che, come uno chef, tocca, osserva e annusa la sua preparazione che dopo un riposo di circa 1 ora avrà finalmente assunto l’aspetto di una massa soda e compatta di 90 kg che verrà tagliata in due per dare vita a due forme del rinomato formaggio.

rottura della cagliata

Rottura della cagliata

Formatura, salatura ed infine lunga e paziente stagionatura negli spettacolari locali di maturazione che resteranno impressi nella vostra memoria per sempre con la loro silenziosa e potente bellezza: una volta vissuta l’esperienza della produzione del Parmigiano Reggiano, mangiarlo non avrà mai più lo stesso sapore!

Formatura

salatura

Salatura

Ellen ed io nel magazzino di stagionatura

E l’esperienza in caseificio si conclude con la degustazione verticale di tre stagionature, 15, 24 e 36 mesi, oltre che di un’irresistibile crema di parmigiano preparata secondo la ricetta di famiglia: se è vero che “la bocca non è stracca se non sa di vacca”, vi confesso che non riesco mai a stancarmi abbastanza e devo ricorrere a tutta la mia forza di volontà per impormi un assaggio e non un pasto completo a metà mattina!

Verticale di parmigiano reggiano

Verticale di Parmigiano Reggiano

Vale la pena ricordare che la nostra degustazione è rigorosamente gluten e lactose free!

Fratelli di…siero: il Prosciutto di Parma

Vi siete mai chiesti dove va a finire il siero, ossia la parte liquida, che rimane dopo avere prodotto il Parmigiano Reggiano? Ebbene, questo è uno dei miei aspetti preferiti del processo perché è di grande modernità: diventa alimento per i maiali destinati alla produzione di Prosciutto di Parma! Non è quindi un caso che questi due prodotti nascano nello stesso territorio.

Ci spostiamo quindi in auto verso la cittadina di Langhirano, il luogo in cui hanno sede i 200 prosciuttifici che esportano Prosciutto di Parma in tutto il mondo. E i prosciuttifici potrebbero sembrarvi grosse abitazioni squadrate con finestre strette e lunghe, ma sono tutte orientate nello stesso modo, ossia sono perpendicolari al letto del fiume Parma che scava la vallata facendo incanalare il vento marino proveniente dalla costa che, aprendo le finestre degli edifici, accarezza i prosciutti negli stabilimenti favorendone l’asciugatura.

Il processo produttivo del Prosciutto di Parma è sorprendente nella sua sfidante semplicità: dopo avere salato le grosse cosce di maiale con sale marino per due volte ed avere rimosso il sale non assorbito, i prosciutti vengono appesi e dovranno seguire un lento processo di asciugatura (e pure una bella doccia calda!) in locali con temperature ed umidità differenti fino ad arrivare nelle cantine di stagionatura dove sarà il tempo a compiere la magia.

piatto di prosciutto di parma

Piatto di Prosciutto di Parma

Salame di Felino

Salame di Felino

Spalla cotta

Spalla cotta

Anche qui la degustazione delle sottili fette rosa e bianche è degna delle tavole più blasonate: una poesia di profumi, dolcezza e consistenze da accompagnare con un calice di bollicine, la Malvasia, prodotta proprio alle nostre spalle, sulle colline che abbracciano il Castello di Torrechiara, il nido d’amore costruito da Pier Maria Rossi per la sua amata Bianca Pellegrini nel 1448.

Castello di Torrechiara circondato dai vigneti di Malvasia

Castello di Torrechiara circondato dai vigneti di Malvasia

Vigneti di Malvasia a Torrechiara

Vigneti di Malvasia a Torrechiara

Dalla cultura gastronomica a quella monumentale

Percorrendo la strada che si snoda tra i vigneti di Malvasia, torniamo verso la città per una visita guidata alla scoperta del sacro e del profano.

Partiamo dalla piazza simbolo della Chiesa con il Duomo, il Battistero nella loro perfetta armonia romanica, e il Palazzo del Vescovado, silenzioso spettatore di imponenti altezze.

Interno del Duomo di Parma

Interno del Duomo di Parma

Deposizione di Benedetto Antalami

Deposizione di Benedetto Antalami

Il rosa del marmo del Battistero è un preludio all’armonia dei colori che troveremo sia nei suoi affreschi medievali, che nell’esplosione di potenza dei corpi della cupola del Duomo realizzata dal Correggio che avevano scatenato la critica dei suoi contemporanei che la definirono “scandalosa” per aver attribuito al divino un’impressionate e realistica umanità.

cupola del duomo di parma realizzata dal Correggio

Cupola del Duomo di Parma realizzata dal Correggio

A pochi passi da Piazza Duomo, la tappa obbligata è il Teatro Regio le cui pareti risuonano di note musicali, di aneddoti, di grandi successi e devastanti fischi e soprattutto di opere verdiane che popolano l’intero tessuto cittadino nelle settimane del Festival Verdi che aprono il mese di ottobre, ma che inaugurano anche la stagione concertistica di cui ci regaliamo un assaggio meraviglioso!

Teatro Regio di Parma

Teatro Regio di Parma (Foto: Lorenzo Moreni)

Auditorium Paganini

Auditorium Paganini

Consultate anche voi il programma dei concerti che si tengono presso lo spettacolare Auditorium Paganini, l’ex fabbrica dello zucchero, magistralmente portata a nuova vita dall’Architetto Renzo Piano.

Concerto di inaugurazione della Stagione concertistica con l'Orchestra Arturo Toscanini

Concerto di inaugurazione della Stagione concertistica con l’Orchestra Arturo Toscanini

Il secondo teatro cittadino, sicuramente non in ordine di importanza, è il Teatro Farnese, opera lignea costruita in tempi brevissimi per volontà di Ranuccio I Farnese ed inaugurata nel 1628 con una spettacolare battaglia navale per la quale fu necessario inondare il teatro d’acqua per impressionare i membri della famiglia Medici di Firenze con in quali si stavano rinsaldando i rapporti grazie ad uno strategico matrimonio.

teatro farnese di parma

Teatro Farnese di Parma (Foto: Simone Buratti)

Una volta entrati nella magia del Teatro Farnese, non ci si può sottrarre alle numerose sorprese dell’edificio che lo contiene, il Palazzo della Pilotta. Infatti, proseguendo dietro il grandioso palco si arriva all’interno della Galleria Nazionale con capolavori pittorici straordinari di Leonardo da Vinci, Parmigianino e Correggio, per citare alcuni autori, custoditi all’interno dei suoi splendidi saloni completamente rinnovati per un’esperienza davvero emozionante.

Palazzo della Pilotta

Il Palazzo della Pilotta illuminato (Foto: Francesca Bocchia)

Ma il grande capolavoro del Correggio è a pochi passi di distanza all’interno dell’antico monastero delle suore benedettine, la Camera di San Paolo: una delle stanze dell’appartamento della badessa Giovanna da Piacenza che rappresenta uno dei massimi capolavori del Rinascimento italiano.

Parma, città del profumo

Il sabato mattina è giorno di acquisti! Sì, perché oltre che lasciarsi tentare dagli eleganti negozi del cuore della città, il sabato è anche il giorno dei mercati contadini in vari punti del centro, come quello dell’Oltretorrente, dove andiamo ad acquistare gli ingredienti per il corso di cucina che ho organizzato per il pomeriggio a casa nostra.

Negozio Giallo Parma

Il negozio Giallo Parma in Via Farini, tappa obbligata per gli amanti di frutta e verdura

Oltre a lasciarsi trasportare dalla casualità, due tappe sono d’obbligo e di facile inserimento in qualsiasi parte del vostro itinerario: una storico-ludica ed una gastronomico-epicurea.

La storia di Parma infatti non può prescindere da Maria Luigia d’Austria, Duchessa di Parma e seconda moglie di Napoleone, che ha lasciato tantissime opere, ma ha soprattutto portato tradizioni ed innovazioni che qui hanno messo dimora in modo permanente. Una di queste tradizioni è quella dei profumi, grande passione della Duchessa che fece importare le violette da Grasse per creare un profumo a lei dedicato: la violetta di Parma.

Alcuni prodotti della ditta Borsari

Alcuni prodotti della ditta Borsari

Interno del negozio Borsari nel centro di Parma

Interno del negozio Borsari nel centro di Parma

Nel 1870, fu Ludovico Borsari che ne ottenne la ricetta e iniziò a produrre il profumo per il grande pubblico e oggi tanti pezzetti di questa storia di profumi, nonché boccette di tutti i colori e dimensioni di questa fragranza di altri tempi, si trovano nel piccolo e colorato negozio di Strada della Repubblica che porta proprio il nome Violetta di Parma Borsari.

Antiche boccette di profumo

Antiche boccette di profumo

Da qui, solo due passi ci separano dal paradiso dello street food parmigiano, Pepèn, minuscolo locale dove nascono la famosissima Carciofa (un tortino soffice di formaggi e carciofi) e il panino Spaccaballe (nato in risposta a clienti particolarmente esigenti) ancora proibiti a chi deve eliminare il glutine dalla dieta.

Il nostro aperitivo da Pepèn a Parma

Il nostro aperitivo da Pepèn a Parma

Il minuscolo locale di Pepén a Parma

Il minuscolo locale di Pepén a Parma

Stefano Ferrari, patron di Pepèn a Parma

Stefano Ferrari, patron di Pepèn a Parma

Il corso di cucina a casa

Siccome il desiderio di Ellen era imparare a cucinare le Lasagne alla bolognese, non potevo non esaudirla, così, al pomeriggio, tra qualche sorso di buon vino, preparativi e tante chiacchiere, abbiamo preparato alcuni dei grandi classici emiliani partendo dalla pasta all’uovo per le sfoglie di lasagna, al ragù con il soffritto e tre tipi di carne, nonché la besciamella per assemblare un piatto davvero delle feste.

Lasagne

A completamento una croccante sbrisolona con zabaione tiepido che nel nostro Home Restaurant è anch’essa rigorosamente senza glutine. Potete scrivermi su illybertinelli@gmail.com se desiderate informazioni sui corsi privati.

Vi aspettiamo a Parma

Se deciderete di venire a Parma da soli o in gruppi, potrete tranquillamente organizzarvi in autonomia, ma se non volete avere alcun pensiero su cosa scegliere, come prenotare e come gestire la vostra logistica, contattate il tour operator locale Parma Incoming che si prenderà cura di ogni dettaglio!

i miei corsi di cucina

I miei corsi di cucina (Foto: Roberta Bellani)

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