Sardegna senza glutine: paradiso per vacanze tra mare, vino e tradizioni
Non è la prima volta che scelgo la Sardegna come meta delle mie vacanze, ma questa volta sono riuscita a organizzarla esattamente come piace a me: unendo il mare alla scoperta della cultura, delle tradizioni e, soprattutto, dell’enogastronomia. Con mia grande gioia, ho scoperto che la Sardegna è un vero paradiso anche per chi segue una dieta senza glutine.
Sardegna, paradiso anche del senza glutine
Per chi, come me, vive immersa in una vita lavorativa a stretto contatto con le persone, la vacanza ideale significa pace, natura e pochi affollamenti: caratteristiche non sempre facili da trovare in Sardegna! Ma tra Dorgali e Cala Gonone, nel cuore del Golfo di Orosei, ho trovato un angolo di autentica bellezza. Un luogo dove il turchese del mare si incastona tra il blu del cielo e il verde delle montagne.
Escursioni in gommone nel Golfo di Orosei
E proprio in quel turchese bisogna tuffarsi per vivere un’esperienza di simbiosi con le acque cristalline delle cale del Golfo. L’escursione in gommone con il Noleggio Locazione Bellavista guidati dallo skipper Pietro (per prenotare un tour, contatta Luigi: 379-1450459) è stata la scelta perfetta: un viaggio tra grotte misteriose, leggende affascinanti e racconti di antichi commerci.
Vini pregiati della valle di Oddoene: l’enogastronomia è gluten free
Ma la magia della Sardegna continua nell’entroterra, che si rivela una scoperta continua. A pochi chilometri da Dorgali si apre la valle di Oddoene, una distesa di vigneti incastonata tra le montagne di Tului e le ultime propaggini del Supramonte del Gennargentu. Qui, piccoli produttori custodiscono e innovano la tradizione del Cannonau.
La degustazione nella cantina Atha Ruja è stata un viaggio nel tempo. Avvolti dal silenzio e dalla brezza del tardo pomeriggio, abbiamo assaporato il Cannonau all’ombra di un affettuoso lentischio. Pietro Pittalis, anima della cantina, ci ha raccontato il suo sogno: creare vini rossi sardi longevi quanto i grandi rossi italiani. E assaggiando il Muristellu 2013, Isola dei Nuraghi IGT, non abbiamo avuto dubbi: il sogno si è realizzato. Notevoli anche il Cannonau classico e riserva, sorprendentemente equilibrati.
Sempre nella valle di Oddoene, nascosta tra i filari ordinati, sorge la cantina Berritta. Punto di riferimento per il territorio, è il frutto della passione di Antonio Berritta, che da oltre quarant’anni unisce tradizione e innovazione.
Ogni vino racconta una storia: dal rosato Marinu, esplosione di freschezza, al Cannonau in purezza Thurcalesu, compagno perfetto della cucina sarda più autentica, fino allo Syrah “Istranzu”, corposo e intenso. Il Baillanu è, secondo me, Antonio in un calice.
Pecorino e formaggi tipici: la Sardegna senza glutine che conquista tutti
Accanto al vino, protagonista assoluto è il pecorino: di pecora o misto con latte di capra, fresco o stagionato, ogni variante racconta i profumi dei pascoli sardi.
Tappa imprescindibile: il caseificio La Rinascita di Onifai. Il caprino semistagionato Hedu, premiato in tutta Italia, colpisce per la dolcezza e la digeribilità. E poi c’è la Frue, formaggio ovino-caprino morbido, acidulo e cremoso, lasciato nel suo siero fino al consumo. In fila al caseificio ho raccolto racconti e ricette locali. La “minestra della nonna” è stato il mio primo esperimento riuscito con questo formaggio.
Un autentico tuffo nelle tradizioni è la festa del Gigante del Cedrino a Loculi, dove ogni luglio si produce un’enorme forma di pecorino che verrà tagliata l’anno successivo tra i canti dei Tenores e i suoni dei campanacci delle maschere locali. Nel 2020, il record mondiale: una forma da 598,5 kg! Alla festa, quasi tutte le proposte gastronomiche sono disponibili anche in versione gluten free.
Orgosolo e Mamoiada nella mia vacanza gluten free in Sardegna
Una giornata ventosa è perfetta per visitare Orgosolo, famosa per i murales di protesta sociale e politica. Con Miriam, guida dell’agenzia Scopriorgosolo, abbiamo conosciuto le storie dietro ogni opera. In alternativa, sono disponibili ottime audioguide. Anche qui, nella piazza da cui partono i tour, il cibo di strada è gluten free!
Nel pomeriggio, visita al Museo delle Maschere Mediterranee di Mamoiada. Emozionante il video sulle maschere dei Mamuthones e Issohadores, parte di un Carnevale che si celebra dal 17 gennaio al martedì grasso con riti, fuochi e sfilate.
A pochi passi, la cantina Francesco Cadinu ci accoglie in un’autentica atmosfera familiare. Simonetta, la moglie di Francesco, ci accompagna nel seminterrato tra botti e bottiglie sorprendenti. La Granazza, uva bianca autoctona, ci conquista. Il crescendo dei Cannonau culmina con il Ghirada Loreto, nato da viti piantate dal bisnonno di Simonetta nel 1922 e ancora oggi lavorate con i buoi. Il Ghirada Fittiloghe è, per me, la scoperta enologica del 2025.
Trekking e natura selvaggia
La Sardegna è anche montagna. Gli amanti del trekking non possono perdere il canyon di Gorropu, il più grande d’Europa. Il percorso più suggestivo per arrivare all’imbocco del canyon richiede 6 km di cammino all’andata e altrettanti al ritorno, ma si può abbreviare con la jeep (per informazioni e prenotazioni: Campo base Gorropu), rinunciando solo a qualche punto panoramico. Le pozze turchesi invitano a tuffi rigeneranti.
Festival, folklore e artigianato
Nel mese di agosto e soprattutto durante la settimana di Ferragosto, ogni paese si anima con feste religiose e popolari. Dorgali propone folklore, palio degli asinelli, gare di poesie in rima, concerti, gimcane, pariglie e gare di abilità a cavallo.
La serata del Festival Internazionale del Folklore è imperdibile: musica e balli dei gruppi sardi più rinomati e ospiti da tutto il mondo: l’esibizione degli artisti dell’Isola di Pasqua conquista tutti con la sua energia travolgente e i costumi tradizionali decisamente succinti! Anche qui, le bancarelle di Torrone e la cucina accolgono il senza glutine con naturalezza e gran sorrisi.
Il 15 agosto è il momento più atteso con la processione con la statua di Maria Assunta accompagnata da centinaia di persone nel costume tradizionale che compongono il lunghissimo corteo aperto dalla sfilata sui cavalli vestiti a festa. I costumi tradizionali sono un tripudio di colori, forme e lunghezze diverse che hanno significati specifici. Sete, velluti e gioielli in filigrana d’oro sottolineano una preziosità che ne riflette il valore affettivo.

La processione del 15 agosto a Dorgali in costume tradizionale
Nonostante il giorno di festa, i negozi di artigianato sono aperti e, oltre a mettere in mostra le proprie opere, accolgono conoscenti e familiari per assistere alla funzione. Ceramiche, ricami e gli iconici coltelli sardi.
A Dorgali i coltelli di Ivan Pira sono gioielli veri, come avverte il nome della coltelleria: Coltelligioiello. Sì, perché la lama è lucidata a specchio, i manici sono intagliati dalle corna di mufloni e montoni e l’arte della filigrana sarda di cui Ivan è maestro entra delicata ed aggraziata a trasformare l’inseparabile strumento dei pastori in un oggetto che ti incanta. Se non sapete cosa regalarmi in un’occasione importante, vi aiuto: un coltello (direi, un bel trinciante) fatto a mano, personalizzato, da portare sempre con me in corsi ed eventi!
I ristoranti da non perdere
Agriturismo Codula Fuili: menù fisso identico con e senza glutine, con antipasti, primi, secondi (porcetto incluso), dolci e liquori. Vista mozzafiato sul Golfo di Orosei.

Ravioli alla dorgalese e malloreddu senza glutine a Codula Fuili
Ristorante Sant’Elene: cucina tradizionale con tocchi di stagionalità e menù completo senza glutine. Da provare le fave saltate con menta e la Seada gluten-free.
Ristorante Ispinigoli: situato all’ingresso dell’omonima grotta, perfetto per eventi familiari. Piatti tipici, tra cui l’insalata di porcetto in agrodolce, gluten-free e deliziosa.
Incontri speciali
Grazie a un evento della Cantina Dorgali, ho incontrato Alessandra Guigoni, antropologa del cibo e giornalista enogastronomica, autrice dell’Enciclopedia enogastronomica della Sardegna. Alessandra mi ha permesso di proseguire il mio viaggio tra storia, cultura, prodotti locali e oltre 300 ricette tradizionali, rendendo l’esperienza ancora più preziosa e completa.
Ispirata dai ristoranti e dai racconti di Alessandra, le cocenti pause pranzo sono state il momento ideale per mettermi nella penombra della cucina a lavorare sulla piccola spianatoia acquistata con grande soddisfazione nel supermercato vicino a casa. Malloreddu, culurgiones (prova la mia ricetta dei culurgiones senza glutine), pane frattau, minestra con la frue sono alcuni esperimenti, a cui seguiranno versioni creative che spero siano all’altezza di una condivisione.
Alla prossima!
Scoprire la Sardegna significa immergersi in paesaggi, sapori e tradizioni… e per chi è celiaco, è anche una bella sopresa: un’offerta senza glutine ampia e autentica che rende ogni pranzo o cena un’esperienza indimenticabile.




































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